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Bevilacqua, Alberto

7 novembre 2007

La Califfa 

“La Califfa”

Il passaggio disinvolto e felicemente riuscito dalla terza alla prima persona e viceversa è la caratteristica principale che impronta lo stile di questo romanzo, che è, a mio avviso, il migliore di Bevilacqua. Nel V capitolo la passeggiata di Irene Corsini, detta La Califfa, è tutta da gustare. Ne voglio riportare qualche passo: “Riusciva, infatti, a rasserenarla e a placarla, quella camminata che lei sapeva montare con l’ingenua astuzia di chi, certe finezze, le intuisce ma non le sa ancora: una camminata tutta sedere e pancia che perfino a lei, che faceva la scena, accarezzava le voglie.” E più avanti: “Piantava i tacchi sul marciapiede, procedendo ad occhi fissi, senza guardare in faccia nessuno, con tanta rabbia e tanta superbia che sembrava esserci soltanto la protesta dei suoi piedi sotto i portici che immettevano nella piazza del Municipio.” Parma, ovviamente, fa da cornice partecipe, a questa storia, felicemente espressa, con la quale Bevilacqua raggiunge vette forse mai più toccate.Riassunto della trama: Irene Giovanardi è soprannominata la Califfa per il suo carattere forte e indipendente. È sposata con Guido Corsini, un ex partigiano finito in prigione per crimini di guerra. Uscito dal carcere, non è più lo stesso: è pigro, abulico, violento, scontroso. Tocca a lei mantenere il marito e il figlio Attilio. Nella fabbrica dove lavora conosce un ragazzo, Vito, con il quale inizia una relazione, fino a quando il marito non si accorge dell’adulterio e glielo rinfaccia. Allora va ad abitare con una prostituta di nome Viola, che mantiene i numerosi figli avuti dai suoi amanti. La morte del marito durante una manifestazione operaia, con il quale stava per riconciliarsi, e quella del figlio, provocano un duro colpo al suo carattere, ma sarà l’incontro con un ricco industriale sessantenne, Annibale Doberdò, che consentirà alla donna di riprendersi. Non si tratta di un rapporto esclusivamente sessuale, perché l’uomo scopre tutte le qualità di carattere della Califfa, e avverte che lo stare con lei lo colma di entusiasmo e di una rinnovata giovinezza. È sposato con una aristocratica donna, Clementina Marchi, ed ha un figlio arrogante e incapace, ma, sfidando le convenzioni sociali, porta con sé dovunque vada la Califfa, destando critiche e pettegolezzi. Troncherà ogni rapporto con la famiglia e desidera avere dalla sua nuova donna un figlio. Morirà, però, improvvisamente, una notte, in auto. Rimasta sola, la Califfa tornerà da Viola, di cui accudirà i molti figli.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart