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Caro papà, Caro figlio/Dear Dad, Dear Son (Trad. Helen Askham) #15/22

30 ottobre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Caro papà, Caro figlio #15

Caro papà,

questa volta ti rispondo subito, perché la tua lettera lo esige. Le tue preoccupazioni mi hanno causato molta amarezza. Mi dispiace per la mamma. Dille che sta accumulando cupi pensieri che non hanno ragione di esistere. Anthony è e sarà legato per sempre a voi. Cercate di capire che cosa vuol dire questo sentimento, è ben più di una presenza fisica. Anthony ha lo stesso tuo sangue, babbo, e non posso sbagliarmi su di lui, e non puoi sbagliarti nemmeno tu!
Quando lascerà la vostra casa, in cui è stato così bene, non lo rattristate, cercate di fargli capire che siete con lui, che lo accompagnerete sempre nei suoi giorni avvenire, che saranno giorni duri e tristi anche per lui. Sebbene sia un ragazzo sveglio, la partenza sarà un dolore per lui. Londra è una città straniera, pure se vi incontrerà i genitori di sua madre. Per parecchio tempo penserà alla vostra casa, chissà quante volte con le lacrime agli occhi. Riflettete su questo, e cercate di fargli coraggio. È giovane, le corde del suo sentimento sono tenere. Dovrà lasciare anche quella ragazzina a cui è affezionato. Sì, è un amore giovanile, lo credo anch’io, ma gli procurerà dolore. Sono dispiaciuto per lei. Dolore, dolore, ce n’è troppo per un ragazzo della sua età. Troppo, babbo, e mi dispiacerebbe che lo gravaste con altro dolore non necessario. Convinci mamma a sacrificare il suo dolore per non esaltare il dolore già profondo che colpirà Anthony sia il giorno della sua partenza che i giorni in cui si troverà lontano da voi.
Ed ora una parola sul matrimonio di Donato. Sono contento che si sposi, non puoi immaginare quanto. Per la mia esperienza, il matrimonio è una delle unioni più belle ed esaltanti che l’uomo possa avere. Trovare la sposa o lo sposo che accompagnerà tutti gli anni della nostra vita è una conquista che non ha la pari. Pensando a lui e a Giselda, che non conosco ma che immagino come una bella ragazza, seria, intelligente, operosa, ho ricordato la mia Jenny. Permettimi, come tu parlasti di te, in una delle tue ultime lettere, permettimi di parlarti un po’ di me e di Jenny, che non avete conosciuto, ma che avreste sicuramente amato.
Come ti dissi, venne volontaria dall’Inghilterra per aiutare questa gente. I suoi genitori soffrirono molto, questo lo so, perché quel medico che mi accolse, me lo confidò negli ultimi anni della sua vita. Jenny fece una scelta difficile per una ragazza, più difficile di quella che feci io, un uomo. Mi colpì quando la vidi, la sua bellezza innanzitutto, ma poi la sua operosità, la sua voglia di fare, di non restare indietro, di non sentirsi mai esclusa. Quando sbagliava, la vedevo arrossire, temeva di essere emarginata, e che noi ci prendessimo gioco di lei. Non sapeva invece quanto ci fosse utile anche la sua imperizia. Ciò che apprezzavamo era la sua lealtà e la sua volontà forte. In questo era superiore a noi, a me e al vecchio dottore. Per questo rimasi subito favorevolmente impressionato. Poi divenne perfino più brava di me! Tutti le hanno voluto bene. Dopo poco tempo, pensai di sposarla, mi ero accorto che aveva della simpatia per me. Non me lo dimostrava apertamente, ma sai come vanno queste cose, si avvertono, si sentono a fior di pelle. Quando parlavo con lei, si illuminava, ed io sentivo di stare bene, non volevo mai lasciarla per tornare alla mia capanna. Così un giorno colsi l’occasione che si presentò e mi dichiarai. Eravamo soli, passeggiavamo lungo uno dei sentieri che attraversano il villaggio, sotto la luce di una fioca lampada. Dico fioca perché qui la corrente elettrica è scarsa e dobbiamo saperla utilizzare per non restare al buio. Così sono illuminati soltanto l’ambulatorio, il piccolo ospedale, alcuni crocicchi, alcune case, non tutte. Sotto una lampada mi ha detto il suo sì. Le ridevano gli occhi, non so se per la sorpresa piacevole, o perché era da tempo che aspettava che le parlassi a quella maniera, un po’ impacciata, da vero pivellino. La mattina dopo, il dottore mi disse che Jenny era andata al lavoro cantando, e in bicicletta aveva fatto il giro del villaggio ad una velocità incredibile per lei. Seppero in questo modo tutti quanti che Jenny si era fidanzata con me. Ebbene, perché ti racconto questo? Perché auguro a Donato che Giselda sia come Jenny. Non potrà mai capitargli nella vita fortuna migliore. Con Jenny abbiamo avuto anche i nostri momenti difficili, qualche lite ad esempio, qualche notte passata in silenzio, indispettiti l’uno con l’altro, ma questo fa parte della nostra natura debole, capricciosa. Sono le nostre insufficienze. Altrimenti saremmo eguali a Dio! Le ho voluto sempre bene anche in quei momenti in cui l’ira non mi permetteva di sorriderle, di parlarle. Posso dire che non c’è stato istante della mia vita in cui non mi sia sentito compenetrato in lei. Senza Jenny la mia vita sarebbe stata nelle tenebre, ne sono certo. Con lei sono vissuto e vivrò nella luce. Ecco perché Anthony deve andare a Londra a conoscere e vivere con i genitori di Jenny. Sono loro che l’hanno messa al mondo, sono loro a cui io devo la immensa felicità. Non è un torto che faccio a voi, mi devi credere, babbo, e sono sicuro che mi capirai, ma è un passo che devo compiere per onorare il ricordo della mia Jenny. Io l’ho sempre qui nel mio cuore. La vedo ogni giorno, la incontro ovunque io vada, nella notte silenziosa lei mi parla, nell’oscurità io la vedo! Non era la più bella del villaggio, anche se molti lo sostenevano. In realtà, il villaggio ha avuto ed ha donne molto belle. Parecchie mi hanno fatto la corte sia prima che sposassi Jenny che dopo. Alcune davvero mi inducevano in tentazione! Puoi immaginare quanto sia difficile ad un uomo resistere ad una donna bella, e ti dico che qui le donne, quando sono belle, mozzano il fiato! Sono riuscito a resistere e a rimanere fedele a Jenny, sempre! C’era un pensiero che mi occupava la mente e mi consentiva di vincere la tentazione. Mi dicevo: Jenny non lo merita! Jenny non lo merita! E pensavo al dolore che le avrebbe procurato il mio tradimento. La vedevo sola, smarrita, confusa, umiliata. Merita tutto questo la mia Jenny? mi domandavo. No, e allora vincevo la tentazione. Sono contento di avere agito così, e se esiste il Cielo, Jenny da lassù avrà conosciuto anche questo aspetto della mia vita. So che ne sarà contenta, e ciò allieta i miei giorni. Ti racconto questo perché tu dica a Donato che una volta che ha deciso di sposare Giselda, dovrà restarle fedele, se Giselda gli sarà fedele. Dovrà pensare al dolore che può provocare su di lei una sua offesa, un suo tradimento. Se penserà a ciò, egli sarà sicuro di vincere ogni tentazione, e di farla felice. Voi ci tenete che io venga al matrimonio, e se potrò verrò, ma con sincerità devo dirvi sin da ora che le difficoltà sono enormi. Forse ve ne parlerò in futuro. Ora vi saluto e vi abbraccio. Uilio.

Questa lettera fu letta la sera tardi anche ad Olema, Donato e Giselda, che fu chiamata apposta, quando Anthony se n’era già andato a letto. Una grande malinconia si diffuse nella stanza. Aleggiava su tutti l’immagine di Jenny, era diventata gigantesca la sua presenza. Anthony apparteneva ancora a Jenny, di questo ora tutti erano sicuri. Uilio lo aveva sempre saputo, loro no. Non avevano pensato che il potere di una madre non si estingue con la morte, e che il suo amore resta nel mondo per l’eternità.

«Che cos’hai, Giselda?»
«Dobbiamo sposarci, Donato. Non lasciamo trascorrere inutilmente questo tempo.»
«Perché dici inutilmente. Non stiamo insieme? Non è importante stare insieme?»
«Non è abbastanza. Io voglio essere tua moglie, voglio averti accanto a me ogni giorno. La mia vita deve entrare nella tua vita. E voglio che così sia anche per te.»
«Non abbiamo ancora trovato una casa, come potremo sposarci?»
«Tuo padre ci ha detto l’altro giorno che se non la troveremo, andremo a stare con i tuoi genitori. Io sarò contenta di vivere con tua madre e tuo padre.»
«Non avremo una vita tutta nostra, facendo così.»
«Ma staremo insieme. Oggi è questa la cosa più importante, vivere insieme i minuti del giorno, sapere che siamo diventati una cosa sola, che siamo una famiglia, che nasceranno da noi figli che sono nostri, li vedremo crescere stando vicini l’uno all’altro.»
«Ma tu pensi ad una vita insieme idealizzata! Non sai che il nostro lavoro non ci consentirà di vivere tutti i minuti che dici tu insieme? Sì e no ci vedremo la sera, quando ritornerò dal mio lavoro. Sarò perfino nervoso, certe volte!»
«È stato grande l’amore che Uilio ha nutrito e ancora nutre per Jenny. Sarà così anche per noi?»
«Perché non dovrà esserlo? Credo che un amore di coppia, quando è sincero, non può che essere un grande amore. Anche il nostro lo sarà.»
Parlavano seduti su di una panchina delle mura di Lucca. Stava calando la sera, era dicembre. Si stringevano nei pesanti cappotti e si tenevano la mano. La panchina dava sul laghetto dell’Orto botanico, al quale è legata la leggenda di Lucida Mansi, la nobildonna che fece il patto col diavolo per restare giovane e bella. Ne ha parlato Mario Tobino nel libro La bella degli specchi.[1]
«Riusciremo a vivere amandoci sempre come ci amiamo ora?»
«Il mio amore per te, Giselda, è immenso. Io non riesco ad immaginare la mia vita senza di te, che sei viva, realtà meravigliosa di questo mondo.»
«Molte coppie si dividono, non riescono a stare insieme che alcuni anni. Accadrà anche a noi? Sapessi quanto lo temo! Ti sembro una ragazza di altri tempi, non è vero? Ma io non lo credo. Molte ragazze sono come me, anche se dalle immagini che si vedono alla Tv, dalle interviste che si ascoltano, una ragazza di oggi sembra avere come riferimento altri valori. In realtà, i valori fondamentali che hanno accompagnato l’esistenza umana permangono nel nostro animo, anche se appaiono nascosti. Si ripresentano puntualmente nei momenti importanti della vita. Così il matrimonio è una unione che si desidera per sempre. Nessuno si sposa pensando che fra due, tre, quattro anni richiederà al coniuge di riprendersi la sua libertà. Non crederò mai a questo.»
«Ricordati che il bene sembra che regredisca a vantaggio del male.»
«È tuo padre che sostiene che ha vinto Caino, a danno di Abele. Io credo che nessuno conosca la vita di Abele. Abele non è morto, la sua è soltanto una morte apparente. Lo si è creduto, ma Abele non è morto. Sta nascosto, ed appare quando il male è violento, efferato, sconvolgente. In queste circostanze è sempre il bene che vince. Rifletti e arriverai alla mia stessa conclusione.»
«Sentirti parlare così, mi riconcilia col mondo. Forse, come dici tu, tutto non è ancora perduto.»
«Uilio ha fatto la sua scelta, ma anche noi possiamo fare la nostra, altrettanto felice. Vivremo in mezzo al male e al degrado prodotto dalla nostra civiltà per rivendicare che Abele è vivo, e sarà con noi nel momento in cui lo vorremo. Sarà sempre presente, anche se invisibile; è lui la mano di Dio su questa Terra. Del resto, come può Dio aver lasciato morire Abele? Anche tuo padre è arrivato finalmente alla mia stessa conclusione. Ammettere l’esistenza di Dio significa riconoscere che Abele è vivo. Che Caino stia dominando la scena del mondo è nel disegno di Dio, poiché solo se sarà dominante, il bene emergerà in tutta la sua grandezza.»
«Sei certa di poter vivere felice anche in presenza dei miei genitori? Mia madre, non dimenticarlo, non ha un carattere facile. Per difendere me, si metterà contro di te. Questo accadrà spesso, anche quando nessuno lo richiederà. Lei si schiererà dalla mia parte, pure se avrò torto, e ti sentirai offesa, forse anche umiliata. Sei pronta a questo?»
«Io amo te, Donato. Sai come farò? Quando tua madre cercherà un rimprovero per me, io lascerò che la sua immagine si trasformi e vedrò te in lei. Così accetterò il rimprovero come fosse il tuo.»
«Non penso che sarà così facile.»
«Non credermi arrendevole, farò le mie battaglie…»
«Allora saranno battaglie che combatterai contro di me?»
«Mica sono codarda; guardami, ti sembro una codarda?»
«Mi sembri una donna molto bella.»
«Ti sembro?»
«Sei una donna molto bella.»
Si dice che sulla superficie del laghetto, in certi momenti, appaia il bel volto di Lucida. Giselda ad un tratto distolse il viso da Donato e disse che le era parso di vedere quel volto spuntare vicino al piccolo albero che sta in mezzo al laghetto. Donato guardò in quella direzione, ma non vide nulla. Giselda ne fu delusa.
«Ora crederai che me lo sia inventato.»
«No, sono sicuro che lo hai visto. Tu hai visto il volto di Lucida! Mica accade a tutti. Anzi, credo che non sia mai accaduto a nessuno!»
«Tu mi prendi in giro.»
«Per forza! Come posso raccontare a qualcuno che tu hai visto il volto di Lucida Mansi? Mi prenderebbero per pazzo, e prenderebbero per pazza anche te. Lo stesso prete non celebrerebbe il nostro matrimonio, se gli raccontassimo una storia simile! Per sposarsi bisogna essere savi, ed avere i piedi ben piantati in terra.»
«Io ho visto Lucida, e per tutta la vita ti rammenterò questo giorno. Io non dico bugie. Lucida era là, mi guardava. Mi ha anche sorriso. Lo considero un segno fortunato.»
«E cioè?»
«Che la nostra unione sarà felice.»
«Allora voglio credere anch’io che tu l’abbia veduta. Viva Lucida! Essa ci proteggerà dalle insidie del tempo e della nostra civiltà.»
»Tu continui a burlarti di me!»
«Sai che facciamo? Stasera verrai a cena da noi, e diremo ai miei genitori che abbiamo deciso di sposarci. Andremo a vivere da loro. Saranno contenti. Fisseremo la data delle nozze e cominceremo i lavori secondo i progetti di mio padre. Fra un anno, fra un anno e mezzo, sarai mia moglie.»
«Penso a Anthony, dove sarà allora?»
«Lo inviteremo al matrimonio. Sarà l’occasione per incontrarci tutti, Anthony e suo padre saranno con noi.»
«Penso alla piccola Rosa.»
«Avrà diciassette, diciotto anni, a quel tempo. Si sarà fatta una bella signorina.»
«Chissà se vorrà ancora bene a Anthony.»
«Se gli vorrà bene, inviteremo anche lei al nostro matrimonio. Sarà davvero una gran festa.»
«Quando incontro Rosa, mi saluta sempre, mi sorride. È una ragazza contenta, si vede.»
«È felice perché ama il nostro Anthony. Vedrai, il loro sarà un amore duraturo.»
«Ora porta le trecce. È così carina che quasi sono gelosa della sua bellezza.»
«Nessuno riuscirà a rubarla ad Anthony. Sono sicuro che è quella la ragazza della sua vita. Anche Uilio la conoscerà quando verrà al nostro matrimonio, e darà il suo consenso perché Anthony si fidanzi con lei. Sarò contento anch’io. Mi piace Rosa, c’è molto di te in lei. Non devi essere gelosa. Sarà per Anthony ciò che tu sei per me.»
Giselda sorrise. Era contenta. 

[1] Anche l’autore di questo libro n’è rimasto affascinato, come molti altri. Ne scrisse anni fa, facendone un ritratto di anziana signora, notturna “prigioniera, regina, custode” della città. Quel breve racconto ha il titolo: La signora della leggenda e compare nel libro Lucca racconta.

Dear Dad, Dear Son #15

Dear dad,

    This time I’m replying at once because your letter demands it. Your worries have caused me great sadness. I’m sorry about mum. Tell her there’s no reason for her to have these dark thoughts. Anthony is and always will be attached to her. Try to understand what this feeling is. It’s much more than a physical presence. Anthony has your blood, dad. I can’t be mistaken about him and you can’t either.
    When he leaves your house where he has been so happy, don’t make him sad. Try to make him understand that you are both with him, that you’ll always be with him in the days to come which will be sad, difficult days for him. He’s a bright, lively boy but leaving will be painful for him. He’ll meet his mother’s parents there but London will still be a foreign city for him. He’ll think about your house for a long time, no doubt often with tears in his eyes. Think about this and try to give him courage. He’s young and the ties of love are tender. He’ll also have to part with the girl he’s so fond of. Yes, I agree with you, it’s puppy love but this too will be painful. I’m sorry for her. Pain, pain, there’s been too much of that for a boy of his age. Too much, dad, and I’d be unhappy if he was caused any more pain than necessary. Persuade mum to give up her own pain so as not to increase the pain Anthony will feel on the day he leaves and in the days when he’ll be far away without you all.
    And now a word about Donato’s wedding. I’m happy he’s getting married. You can’t imagine how much. In my experience, marriage is one of the finest and most exalting relationships a man can have. Finding the wife or husband to accompany you through all the years of your life is an attainment without equal. When I think of him and Giselda, whom I’ve never met but whom I imagine as beautiful, serious-minded, clever and hard-working, I remember Jenny. Allow me – as you said in one of your recent letters – allow me to talk about myself and Jenny whom you never met but whom you would certainly have loved.
    As I told you, she came willingly from England to help these people. Her parents suffered a great deal – this I know, because the doctor who welcomed me here told me so towards the end of his life. Jenny made a difficult choice for a girl, more difficult than the choice I made as a man. I was struck when I saw her, by her beauty first of all, but then by her capacity for hard work, her wish to act and not to fall behind. She never wanted to be excluded. When she made a mistake, I’d see her blush. She was afraid of being marginalised and that we wouldn’t take her seriously. In fact, she didn’t know how useful she was despite her inexperience. What we valued was her loyalty and her strength of will. In this she was superior to us, to me and the old doctor. I was impressed by this. Eventually she became a better doctor than me.
    Everyone loved her. After a short time, I thought about marrying her. I’d noticed she had feelings for me. She didn’t show this openly but you know what it’s like – you notice, you just sense it. When I spoke to her, she glowed, and I was happy. I never wanted to leave her and go back to my own hut. So one day, I seized my chance and declared myself. We were alone, walking along a path that crosses the village, the only light from a dim lamp. I say dim because electricity is scarce and we have to use it wisely so as not to find ourselves without any light at all. So only the surgery, the little hospital, some crossroads and some houses (not all) are lit. Under that lamp she said “Yes”. Her eyes were laughing. I don’t know if this was because it was a lovely surprise or if she’d been waiting for some time for me to speak. She was a little embarrassed, like a girl. The next morning, the doctor told me he’d seen Jenny going to work singing and riding her bike round the village at an incredible speed for her. Somehow everyone knew Jenny and I were engaged.
    Why do I tell you all this? Because my wish for Donato is that Giselda is like Jenny. No better fortune could ever come his way. We had our difficult moments, some quarrels, for example, a few nights spent not talking to each other, each of us offended by the other, but this is part of our weak, capricious nature. These are our weaknesses. Otherwise we’d be like God! I still loved her at those times when my anger wouldn’t allow me to smile at her or speak to her. I can safely say that since I met her, there hasn’t been a moment when I haven’t been pervaded by her. Without Jenny, I would’ve spent my life in the shadows. I’m sure of that. With her I lived in the light and will continue to do so.
    This is why Anthony must go to London to meet and live with her parents. They gave birth to her and to them I owe immense happiness. I’m not doing you and mum a wrong, believe me dad, and I’m sure you’ll understand, but this is a step I must take to honour Jenny’s memory.
    Jenny is always in my heart. I see her every day, I meet her wherever I go, she speaks to me in the silent night and I see her in the darkness. She wasn’t the most beautiful woman in the village although many people said so. In fact there were and are lots of beautiful women in the village. Quite a number of them were after me before I married Jenny, and after. Some of them led me into temptation! You can imagine how difficult it is for a man to resist a beautiful woman and when a woman here is beautiful, she takes your breath away. However, I always managed to resist and stay faithful to Jenny. There was a thought in my mind that helped me overcome temptation. I’d say to myself, “Jenny doesn’t deserve that! Jenny doesn’t deserve that!” And I thought of the pain my betrayal would cause. I saw her alone, lost, confused and humiliated. “Does Jenny deserve that?” I’d ask myself. “No, she doesn’t.” So I resisted temptation. I’m glad I acted like that and if there’s a Heaven, Jenny’s there and knows this side of my life. I know she’s happy and this lightens my days.
    I tell you this so you can tell Donato that once he’s decided to marry Giselda, he must always be faithful to her, if she’s faithful to him. He must think of the pain such an offence, such a betrayal would cause her. If he thinks of that, he’ll be sure of overcoming any temptation and make her happy.
    You all want me to come to the wedding and if I can, I will. However, I must tell you right away and in all sincerity that the difficulties are enormous. Perhaps I’ll say more about this in the future. For now I send you my love,
Uilio    

“What’s on your mind, Giselda?”
“We must get married, Donato. We mustn’t waste any more time.”
    “Why do you say ‘waste’? Aren’t we together? That’s important isn’t it?”
    “It’s not enough. I want to be your wife. I want to have you with me every day. My life must enter into yours. I want it to be the same for you.”
    “How can we get married when we haven’t found a house yet?”
    “Your father told us the other day that if we don’t find one, we can stay with them. I’d be happy living with your parents.”
    “We won’t really have our own life, staying with them.”
    “But we’ll be together. That’s the important thing now, living each minute of the day together, knowing that we’ve become one, that we’re a family, that our children will be born, and side by side we’ll watch them grow.”
    “You’ve got rather an idealised picture of life together! Don’t you know that our jobs won’t let us live every moment together? We’ll see each other in the evening when I get home from work and I can be pretty grumpy sometimes!”
    “Uilio truly loved Jenny and still does. Will it be like that for us?”
    “Why shouldn’t it be? I think that when a couple really love each other, then that’s true love. Ours will be like that.”
    They were sitting on a bench on the Walls of Lucca. It was December and evening was falling. They’d wrapped themselves in their heavy winter coats and were holding hands. The bench was above the Botanic Garden overlooking the little lake that plays a part in the legend of Lucida Mansi, the noblewoman who made a pact with the devil so that she would remain young and beautiful. Mario Tobino wrote about her in La bella degli specchi.[1]
    “Will we live loving each other forever as we love each other now?”
    “I love you very much, Giselda. I can’t imagine life without you because you’re the living wonderful reality of this world.”
    “Lots of couples split up. They stay together for just a few years. Will that happen to us? If you knew how frightened I am of that! You think I’m old-fashioned, don’t you, but I don’t think I am. Lots of girls are like me. If you go by what you see on TV and the interviews you hear, girls of today have different values but, in fact, the fundamental values of existence remain in our heart, even when they seem hidden, and they reappear at the most important times in our lives. So marriage is a union we want to last forever. No one gets married thinking that they’ll be asking for their freedom in two, three, four years. I can’t believe that.”
    “Sometimes good seems to retreat in the face of evil, remember.”
    “Your father thinks evil overcame Cain and Abel suffered for that. In my opinion, no one knows anything about the life of Abel. He didn’t die. He only seemed to. People believe Abel died but he didn’t. He’s only hidden and he appears when evil is violent, cruel and horrifying. Good always prevails in these circumstances. Think about it and you’ll come to the same conclusion.”
    “Listening to you talk like that reconciles me to the world. Maybe, as you say, all is not yet lost.”
    “Uilio made his choice and we can make ours, which will be just as happy. We’ll live in the midst of the evil and degradation produced by our civilisation and assert that Abel is alive and will be with us when we need him. He’ll always be there even though he’s invisible. He’s the hand of God on this earth. In any case, how could God let him die? Your father finally came to the same conclusion as me. Admitting the existence of God means acknowledging that Abel is alive. It’s part of God’s plan that Cain now dominates the world stage. It’s only when he’s dominant that good will appear in all its grandeur.”
    “Are you sure you can be happy living with my parents? My mother isn’t always an easy person, as you know. She’ll go against you to defend me. This’ll happen even when no one asks her to. She’ll take my side, even when I’m in the wrong, and you’ll be hurt, very hurt even. Are you ready for that?”
    “I love you, Donato. You know what’ll I do? When your mother tries to tick me off, I’ll imagine I see you instead. That way I’ll accept the ticking off as if it were yours.”
    “I don’t think it’ll be that easy…”
    “Don’t think I’m meek and mild. I’ll fight my own battles…”
    “Will you fight battles with me then?”
    “I’m not a coward. Look at me. Do I seem like a coward to you?”
    “You seem like a very beautiful woman.”
    “Seem?”
    “You’re a very beautiful woman.”
    They say that sometimes Lucida’s beautiful face appears on the surface of the little lake. Giselda suddenly drew away from Donato’s kiss and said she could see the face emerging near the tree in the middle of the lake. Donato looked but saw nothing.
    Giselda was disappointed. “Now you’ll think I made it up,” she said.
    “No, no! I’m sure you saw it. You saw Lucida’s face! That doesn’t happen to everyone. In fact, I don’t think it’s ever happened to anybody!”
    “You’re teasing me.”
    “Of course I am. How can I tell anyone you’ve seen Lucida Mansi? They’d think I was mad and they’d think you were mad too. The priest wouldn’t marry us if we told him a story like that! If you’re going to get married you have to be wise and have you feet firmly on the ground.”
    “I saw Lucida and I’ll remember this day for the rest of my life. I’m not making it up. Lucida was there and she looked at me. She even smiled. I think it’s a sign of good luck.”
    “Meaning?”
    “That our marriage will be happy.”
    “In that case, I want to believe you. Hurray for Lucida! She’ll protect us from the ravages of time and civilisation.”
    “You’re teasing me again!”
    “Do you know what we’re going to do? This evening you’ll come and have dinner with us and we’ll tell my parents we’ve decided to get married. We’ll tell them we’re going to live with them. They’ll be pleased. We’ll fix a date and start the work my father’s planned. Within a year, a year and a half, you’ll be my wife.”
    “I’m thinking of Anthony. Where will he be then?”
    “We’ll invite him to the wedding. It’ll be a chance to see everyone. Anthony and his father will be there.”
    “Now I’m thinking about little Rosa.”
    “She’ll be seventeen, eighteen, by then. She’ll be a lovely young woman.”
    “I wonder if she’ll still be in love with Anthony.”
    “If she is, we’ll invite her to the wedding too. It’ll be a great party.”
    “Whenever I see her, she always smiles and says hello. You can see she’s happy.”
    “She’s happy because she loves Anthony. Wait and see, their love will last.”
    “She has pigtails now. She’s so pretty I could almost be jealous.”
    “No one will ever take her away from Anthony. I’m sure she’s the girl of his life. And Uilio will meet her when he comes to our wedding and will give his consent to them getting engaged. I’ll be happy too. I like Rosa. There’s a lot of you in her. There’s no need to be jealous. She’ll be to Anthony what you are to me.”
    Giselda smiled. She was happy. 

[1] This author too, like many others, is fascinated by her. Years ago, he wrote a portrait of her as an old woman, describing her as the nocturnal “prisoner, queen and guardian” of Lucca. The short story is entitled The Lady of the Legend and appears in the book Tales Told in Lucca.


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1 commento

  1. Comment by How To attract women without spending A fortune — 1 luglio 2013 @ 05:45

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart