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Cassola, Carlo

7 novembre 2007

La ragazza di Bube

“La ragazza di Bube”

Devo molto a questo scrittore e a questo libro. Cassola mi ha insegnato i segreti dello stile semplice ed accessibile, e della costruzione dei dialoghi, fedeli alla realtà, cioè non i dialoghi letterari, ma quelli che si svolgono nella strada, o tra le pareti domestiche, o comunque che contraddistinguono la gente che vive tutti i giorni la fatica dell’esistere. Guardate la costruzione di questa frase, messa in bocca ad un cameriere: “Lei signore per secondo che cosa le faccio preparare?”. Qui c’è molta rivoluzione e molto coraggio. Cassola ne aveva da vendere. Come sapete, è sepolto a pochi chilometri da casa mia, nel delizioso paese di Montecarlo (Lucca).

Riassunto della trama: Bube è stato un partigiano coraggioso, conosciuto col nome di Vendicatore. Finita la guerra va a trovare la famiglia di un compagno caduto, Sante. Qui conosce Mara, una ragazzina di sedici anni, che aiuta in casa e bada al fratello minore. Inizia una simpatia che presto si trasforma in amore. Bube tornerà ogni tanto da Mara, e avrà degli scambi di idee col padre della ragazza, militante comunista. A causa di uno scontro con un maresciallo dei carabinieri che impedisce a lui e a due suoi compagni di entrare in chiesa con il fazzoletto rosso al collo, morirà un suo compagno e lo stesso maresciallo. Preso dall’ira, Bube inseguirà il figlio di questi, uccidendolo. Poi ne combinerà un’altra a Volterra, dove ha condotto Mara per presentarla ai suoi. Istigato dalle donne, malmena infatti un prete accusato di essere un collaborazionista. I suoi compagni di partito lo convincono a riparare all’estero. Lui e Mara si promettono di sposarsi al suo ritorno, ma, lavorando a Poggibonsi, Mara conosce Stefano e, poiché il sentimento per Bube si è affievolito, se ne innamora. Quando Bube è estradato dalla Francia e rinchiuso in carcere con una condanna di quattordici anni, Mara va a fargli visita e lo trova distrutto. Capisce che è rimasta il suo unico punto di riferimento, la sua ragione di vita, e così decide di rivedere Stefano per dirgli addio, giacché sente che la sua vita è indissolubilmente legata a Bube, e lo attenderà per tutto quel tempo.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart