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I miei libriRivista d'arte Parliamone

La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

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Alcune avvertenze

Si prega di leggere quanto riportato nel quadro a destra della pagina principale della Rivista d’arte Parliamone.

Letteratura


LETTERATURA: I MAESTRI: Montale: Le prose di viaggio del poeta

16 giugno 2018

di Geno Pampaloni
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 29 maggio 1969]

Forse lo stesso Montale √® tentato qualche volta di consentire con quel soldato tedesco, (continua…)

LETTERATURA: I MAESTRI: La Ronda e la Libra

14 giugno 2018

di Geno Pampaloni
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, domenica 8 marzo 1970]

A proposito della Ronda. Un punto controverso √® il seguente: (continua…)

LETTERATURA: Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore”

13 giugno 2018

di Bartolomeo Di Monaco

Ci si pu√≤ domandare quanti scrittori che meriterebbero di essere conosciuti non arrivano al grande pubblico (continua…)

LETTERATURA: I MAESTRI: La religione al crepuscolo

12 giugno 2018

di Geno Pampaloni
[Dal “Corriere della Sera”, luned√¨ 1 settembre 1969]

Incontro T. dopo qualche anno che non lo vedevo: ec¬≠citato, amaro, e, come capita di questi tempi a molti intellettuali, (continua…)

LETTERATURA: I MAESTRI: L’opera di Giuseppe Berto

9 giugno 2018

di Geno Pampaloni
[da ‚ÄúLa Fiera Letteraria‚ÄĚ, numero 4, gioved√¨ 26 gennaio 1967]

Una folla da grandi occasioni per la presen¬≠tazione del nuovo romanzo di Giuseppe Berto (continua…)

LETTERATURA: I MAESTRI: Il priore di Barbiana

7 giugno 2018

di Geno Pampaloni
[da ‚ÄúIl Corriere della Sera‚ÄĚ, venerd√¨ 26 giugno 1970]

Tra le cose essenziali che distinguono il laico dal cristiano c‚Äô√® questa: per il laico, storicista, la carit√†, come tutto ci√≤ che appartiene al mondo morale, √® un‚Äôespressione della cultura; per il cristiano viceversa anche la cultura come tutto ci√≤ che √® ¬ę essere per gli altri ¬Ľ, √® strumento di cari¬≠t√†. Di qui il pragmatismo, l’antintellettualismo, l’intolleranza per l’otium che spesso appa¬≠renta l’uomo religioso ai fana¬≠tismi pi√Ļ crudi, anche quando egli operi in una sfera di pu¬≠rissima e per ci√≤ stesso aristo¬≠cratica intensit√† spirituale. La straordinaria dirittura di don Lorenzo Milani consisteva nell‚Äôaver fatto una simile scelta con piena e quasi provocato¬≠ria consapevolezza, [lui che proveniva da una famiglia di radicate e nobili tradizioni culturali (era pronipote di Domenico Comparetti, filologo principe, nipote di L. A. Milani, etruscologo illustre, figlio di un raffinato classicista)]. E sbaglierebbe perci√≤ chi vedes¬≠se nel suo deliberato rifiuto del mondo borghese una scel¬≠ta di classe, invece di vederlo primariamente come un’opzio¬≠ne di carit√†.

Si vantava di non avere mai letto un libro, dopo essere di¬≠venuto prete, se non ad alta voce insieme con i ragazzi della sua scuola. Insisteva su una teoria della lingua (i poveri hanno da dire pi√Ļ degli altri ma non sanno dirlo; la lingua come mezzo per esprimersi √® l’unica cosa che si deve imparare dalla borghesia) che √® demagogica se non la si consideri nella sua luce pastorale: difendere i poveri ¬ę da chi ha pi√Ļ parola ¬Ľ. Fin√¨ con lo sbattere la porta in faccia agli intellettuali, anche agli amici, libreschi e non chiari, cui non veniva mai in mente, dopo mangiato, a Barbiana, di lava¬≠re i piatti. Non si trattava di scatti di nervi, ma di una in¬≠transigenza cos√¨ profondamente vissuta da divenire tiranni¬≠ca. A un prete amico che gli chiedeva consiglio sulle offer¬≠te dei fedeli per le Messe cele¬≠brate secondo l’intenzione dei singoli, rispose con una peren¬≠toria definizione di s√©: ¬ę Io non vendo le mie singole pre¬≠stazioni, ma la mia vita inte¬≠ra a una comunit√† intera ¬Ľ; nel suo integralismo esisten¬≠ziale (che solo in via secon¬≠daria diventa dottrinario) sta il segreto e la luce della sua personalit√†.

*

Era entrato in seminario a vent’anni compiuti, nel ’43, e, inviato vice parroco a San Do¬≠nato di Calenzano, aveva su¬≠bito rivelato la sua vocazione di maestro dei poveri. La sua scuola serale, coraggiosamente realistica, antiumanistica, popolare anche nel senso di una rivendicazione di classe, inserita in una lucida diagnosi della crisi religiosa e istituzio¬≠nale della parrocchia, fece molto chiasso, specie dopo che il libro che ne riferiva le vi¬≠cende (Esperienze Pastorali, Firenze, 1958) fu definito ¬ę inopportuno ¬Ľ dal Sant’Uffi¬≠zio e ritirato dal commercio. Nel ’54 fu mandato priore a S. Andrea di Barbiana, un piccolissimo borgo montano di meno di cento anime sper¬≠duto tra i boschi del Mugel¬≠lo, senza strada e senza elettricit√†. Ma proprio in quel romitaggio seppe dare alla sua missione la dimensione ¬ę in¬≠tera ¬Ľ che gli era congeniale: la sua scuola post-elementare non fu pi√Ļ solo serale ma a tempo pieno, dalla mattina al¬≠la sera per i 365 giorni del¬≠l’anno. Una scuola ecceziona¬≠le, dove l’esercizio critico si fondava paradossalmente sul¬≠l’entusiasmo della cristianit√†, una scuola popolare che sol¬≠lecitava all’orgoglio di popolo. ¬ę Al posto dello spirito razio¬≠cinante (scrisse Giacomo Devoto), la volont√† di sprofon¬≠dare in una disciplina, con una umilt√† che non risulta da una sottrazione ma da una costru¬≠zione ¬Ľ.

Barbiana fu un punto di ri¬≠ferimento per tutti i ribelli fe¬≠deli alla verit√† cristiana. Un penoso processo intentato al priore per una sua difesa pub¬≠blica degli obiettori di co¬≠scienza suscit√≤ nuovi clamori ed equivoci. La stessa Chiesa diffidava di questo suo figlio eroicamente ostinato a crede¬≠re in lei. Dopo una prima as¬≠soluzione, la corte d’appello irrog√≤ una condanna. Ma don Milani era morto da due an¬≠ni, nel ’66, logorato da una lunghissima malattia, che egli aveva affrontato (ancora il Devoto, non si potrebbe dire meglio) ¬ę da signore di razza, non per sangue ma per carat¬≠tere ¬Ľ.

Un gruppo di Lettere √® ora pubblicato, a cura di Miche¬≠le Gesualdi, dai ¬ę ragazzi di Barbiana ¬Ľ (Mondadori, pagg. 334, lire 1000). Il volume √® filologicamente approssimati¬≠vo: del migliaio di lettere si¬≠nora raccolte, ne sono pub¬≠blicate 127, senza indicazione dei criteri di scelta; in molte pagine sono segnalati tagli ope¬≠rati per ragioni non rivelate. Ci√≤ non toglie che esso risulti eccezionale, uno dei libri pi√Ļ forti, in assoluto, della reli¬≠giosit√† contemporanea. Mi li¬≠miter√≤ a un solo tema: se e in che misura don Milani, pre¬≠te rivoluzionario nei confronti della scuola, del ¬ęsistema¬Ľ e della Chiesa, appartenga alla Contestazione.

E anticiper√≤ la mia risposta: come cadde in equivoco chi, nella Chiesa, volle ridurlo al silenzio, cos√¨ sarebbe in¬≠giusto verso di lui chi inten¬≠desse strumentalizzarlo politi¬≠camente. Non c’√® dubbio che, secondo la nostra terminolo¬≠gia, egli deve considerarsi ¬ę a sinistra ¬Ľ (i suoi migliori al¬≠lievi si avviarono al sindaca¬≠lismo); ma di fronte alla sua rocciosa volont√† di bene √® la nostra terminologia a rivelar¬≠si inadempiente.

*

Non in lui c’√® traccia di eresia, di modernismo, di ten¬≠tazioni scismatiche, di dubbio dottrinario. Era un contesta¬≠tore pastorale, socratico, un contestatore positivo. Pi√Ļ vi¬≠cino alla famiglia dei don Ze¬≠no, dei P√©guy (nettamente p√©guyano √® il disagio per ogni egualitarismo e universalismo, e il legame carnale, inestirpa¬≠bile, con la comunit√† e la ter¬≠ra dove Dio lo ha destinato: ¬ę Amo i miei parrocchiani pi√Ļ che la Chiesa ¬Ľ), o addirittura alla famiglia dei Giuliotti, che a quella dei don Mazzi e de¬≠gli olandesi; pi√Ļ vicino cio√® ai cattolici eroici, profetici che ai riformisti.

Predicava ai suoi poveri che ¬ę l’obbedienza non √® una vir¬≠t√Ļ ¬Ľ, ma per s√© riserbava una obbedienza totale, non cieca ma ¬ę muta ¬Ľ, ¬ę da cane fede¬≠le ¬Ľ. Malcompreso e umiliato dalla Gerarchia, con una sor¬≠tita disperata e sublime ne at¬≠tribuiva la responsabilit√† a co¬≠loro che non avevano a suffi¬≠cienza ¬ę informato ¬Ľ il suo ve¬≠scovo; in ci√≤ intuendo per em¬≠blema nella crisi della Chiesa, al di l√† della decrepitezza dell‚Äôaggiornamento culturale, una colpa di connivenza, di non libert√† rispetto alla cultura cor¬≠rente.

Nel campo morale era il con¬≠trario di un ¬ę facilista ¬Ľ d’og¬≠gid√¨; austero, severo, puritano; non sopportava nulla, n√© giuo¬≠chi n√© canzoni n√© sigarette. Aveva un senso religioso del tempo, e non ne ammetteva lo spreco; odiava la ¬ę ricreazio¬≠ne ¬Ľ come ogni lusinga non vi¬≠rile che incrinasse l’impegno, e non stette molto a buttare fuori dalla porta della parroc¬≠chia anche l’innocente ping-pong. Nessuna concessione nel campo sessuale; come un pa¬≠dre all’antica, non tollerava questo tipo di ¬ę conoscenza ¬Ľ.

Ci sono espressioni di gen¬≠tilezza toccante per una ragaz¬≠zina andata a Londra a stu¬≠diare la lingua: ¬ę Se c’√® gio¬≠vanotti che ti riaccompagna¬≠no a casa (dalla scuola) non ci andare ¬Ľ; la far√† tornare in aereo ¬ę per non farla stare due giorni strasciconi nei treni da sola ¬Ľ.

Dottrinalmente, come a un parroco qualunque, gli basta¬≠vano i dieci comandamenti e il catechismo diocesano da 75 lire. E ai ragazzi in viaggio non mancava di raccomanda¬≠re ¬ę messa confessione comu¬≠nione ¬Ľ.

Anche sul piano politico, la sua indipendenza era integra. Il libro si apre con una stu¬≠penda lettera al comunista Pi¬≠petta: il voto del 18 aprile, gli dice, ha sconfitto insieme con i torti anche le ragioni dei co¬≠munisti (¬ę tra te e i ricchi sarai sempre te povero ad aver ragione ¬Ľ); ma ¬ę quando non avrai pi√Ļ fame n√© sete, ricor¬≠datene Pipetta, quel giorno ti tradir√≤ ¬Ľ, perch√© compito ul¬≠timo del prete √® dare l’¬ę al¬≠tro ¬Ľ Pane. Nella lettera, ai giudici del tribunale individua sottilmente la posizione cristia¬≠na continuamente rinnovatrice ¬ę tra il passato e il futuro ¬Ľ: difesa della legalit√† in quanto la legge √® ¬ę la forza del debo¬≠le ¬Ľ, lotta per mutare la legge in quanto essa √® ¬ę sopruso del forte ¬Ľ.

Era infine del tutto estraneo alla teologia negativa, al cat¬≠tolicesimo ¬ę secolarizzato ¬Ľ: la sua fede rimase ferma ad ogni prova, il suo linguaggio era fondato su valori e simboli semplici e tradizionali, e Dio √® ben vivo nella sua parola. ¬ę Se dicessi che credo in Dio direi troppo poco perch√© gli voglio bene ¬Ľ. Questo prete ¬ę sovversivo ¬Ľ credeva che i giovani da lui educati alla li¬≠bert√† sarebbero tornati un giorno o l’altro alla Chiesa, ¬ę l√† dove (dir√† con parola vetero-liturgica) si assolvono i peccati ¬Ľ. ¬ę E’ inutile che tu ti bachi il cervello alla ricer¬≠ca di Dio o non Dio. Quando avrai perso la testa, come l’ho persa io, dietro poche diecine di creature, troverai Dio come premio ¬Ľ. Raramente la carit√† ha tratto dalla fede e dalla speranza parole pi√Ļ sofferte e pi√Ļ alte.

 

LETTERATURA: I MAESTRI: La lezione di Gobetti

5 giugno 2018

di Geno Pampaloni
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, sabato 14 febbraio 1970]

¬ę Caro Prezzolini, certo tu sei sempre Prezzolini, ma so di essere pi√Ļ vicino di te allo spirito della ‘ Voce ‘ ¬Ľ, (continua…)

LETTERATURA: I MAESTRI: Cesare Garboli e “La stanza separata”

2 giugno 2018

di Geno Pampaloni
(Smarrita la fonte, si chiede scusa)

¬ęL’essenziale √® riconoscere che, come scrisse una volta Croce, (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Cosa fu l’ermetismo

31 maggio 2018

di Geno Pampaloni
[da ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 22 febbraio 1968]

Firenze, 21 febbraio. (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Alvaro: ieri e ¬ęDomani¬Ľ

29 maggio 2018

di Geno Pampaloni
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 6 marzo 1969]

Rifiorisce l’interesse per Corrado Alvaro. (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Orwell rivisitato

26 maggio 2018

di Roberto Ducci
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 31 luglio 1969]

Ai profeti si √® tentati di augurare lunga vita: (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Russell alle prese con Lawrence: Due rivoluzionari individualisti

24 maggio 2018

di Piero Nardi
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 12 marzo 1970]

Nel 1925, William Gerhardi, andato a trovare D.H. Lawrence, gli aveva riferito che Bertrand Russell, (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Le memorie di De Pisis

22 maggio 2018

di Piero Nardi
(dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 25 settembre 1969)

Che Filippo De Pisis covasse un romanzo, balena da¬≠gli appunti di lui introdotti a mo’ di note a pi√® di pagina nel volume test√© uscito da Longanesi (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Cechov: tre imperativi

19 maggio 2018

di Piero Nardi
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, domenica 5 gennaio 1969]

Daniel Gilles, belga, residente a Bruxelles, ma spesso in viaggio pubblica i suoi libri in francese, (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Potenza dei sogni

17 maggio 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, mercoled√¨ 12 febbraio 1969]

Non mi sembra inutile se¬≠gnalare il pericolo che Don Chisciotte, e con lui Cervan¬≠tes, il cui capolavoro avrebbe potuto andar tutto all’aria, (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Morte di Alfeo

15 maggio 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, venerd√¨ 10 aprile 1970]

Nulla mi sembra pi√Ļ naturale che il declinare degli stu¬≠di classici, (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Mangiavamo i fiori

12 maggio 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, luned√¨ 15 giugno 1970]

Ogni anno, un giorno tra gli ultimi di maggio e i primi di giugno, quando le robinie co¬≠minciano a fiorire, (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Lilli: I tigrotti di Marinkaja

10 maggio 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, mercoled√¨ 6 maggio 1970]

Virgilio Lilli ha scritto un romanzo per ragazzi che verr√† adottato nella scuola media. (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: La scala a chiocciola

8 maggio 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 6 marzo 1969]

Il passaggio avvenne con estrema semplicit√†, fu improvviso e piacevole. (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: La droga

5 maggio 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, marted√¨ 26 maggio 1970]

Comincia a svegliarsi. Fategli largo, deve respirare aria buona, ammesso che ancora ce ne sia. (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: La bottega sul Tamigi

3 maggio 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, mercoled√¨ 5 novembre 1969]

Non so se conosciate Lon¬≠dra. La prima volta che ci andate recatevi, se volete ve¬≠der qualche cosa d’interessan¬≠te, in Rutland Wharf Street, (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: L’orologio giapponese

1 maggio 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, marted‚Äô 13 gennaio 1970]

C’√® a Milano un orologiaio che a forza di viver nel tempo scandito dal ticchett√¨o simultaneo dei suoi mille orologi (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: L’inganno

28 aprile 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, sabato 11 gennaio 1969]

L’impresa di Bornlan, Lovell e Anders non tanto mi sem¬≠bra abbia valore per essersi essi cos√¨ appressati alla Luna (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: L’anno 1616

26 aprile 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, luned√¨ 8 dicembre 1969]

Pi√Ļ anni passano e pi√Ļ vi vedo, libri che mi circondate, come uccelli impazienti di spiccare il volo. (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Il terrazzino di Ada

24 aprile 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, sabato 28 febbraio 1970]

Penso che dopo pi√Ļ di quarant‚Äôanni il riserbo, se non sul cognome, sul nome di colei che m’apr√¨ il misterioso incan¬≠to del primo amore possa ca¬≠dere. (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Il soldato d’Annibale

21 aprile 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 17 aprile 1969]

Questa Italia piccola, sem¬≠pre pi√Ļ piccola, mi stringe il cuore. (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Il sigaro del re

19 aprile 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, marted√¨ 21 luglio 1970]

Avete notato come l’uso del¬≠le lettere maiuscole ‚ÄĒ le quali una volta variavano il paesaggio della pagina popo¬≠landolo di torri e di campani¬≠li ‚ÄĒ (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Il grande cortile

17 aprile 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, mercoled√¨ 21 gennaio 1970]

Un‚Äôimmagine dell‚Äôestate scor¬≠sa. Affacciata a una finestra dell‚Äôantico palazzetto di via Martiri di Belfiore 37, nella cit¬≠tadina di P., (continua…)

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LETTERATURA: Bartolomeo Di Monaco: “Narrativa minore sotto il Fascismo”

15 aprile 2018

“Scrittori che ritornano”
di Vincenzo Pardini
(da “La Nazione”, domenica 15 aprile 2018)

Cosimo Giorgieri Contri (Lucca 1870 – Viareggio 1943) (continua…)

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LETTERATURA: I MAESTRI: Salvatore Gotta: La saga dei Vela

14 aprile 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ,¬† gioved√¨, 11 aprile 1968]

Chi in una di queste sere di primavera dia un non distrat¬≠to sguardo al continuamente cangiante firmamento della letteratura italiana contempora¬≠nea, (continua…)

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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart