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CINEMA: Cristina Comencini: “Quando la notte”

18 novembre 2011

Stefania Nardini
stefania.nardini@gmail.com

Qualche giorno fa le cronache riportavano che il film di Cristina Comencini, “Quando la notte”, è stato censurato. La scena sgradita è quella in cui una madre, cioè la protagonista, diventa violenta con il suo bambino. “Inquietante” per i minori di 14 anni: così l’ha definita la commissione. Aggiungendo che c’è un’ aggravante: si tratta di una donna “normale”. Si, normale, una delle tante donne normali che stressata dal ritmo di un quotidiano affannato finisce con il riversare sul figlio il suo malessere. La normalità quando diventa dolore, quando diventa violenza malgrado l’amore, non si deve vedere? No. Questo è il concetto che è passato nella valutazione della commissione. La mamma deve essere mamma. Sorridente, pronta a mettere il piatto di surgelati in tavola, rapida nel rifilare la merendina. Insomma delle mamme trasformiste, delle Fregoli capaci di passare dal turno di notte all’asse da stiro, da responsabilità professionali al cesso da pulire al volo, con grande disinvoltura. Dei veri fenomeni! Peccato che la realtà sia un’altra. E’ quella delle donne reali che per potersi permettere il piatto a tavola lavorano qua e là facendo di tutto: dai call center alle domestiche. E’ quella di donne impegnate in una professione che pagano il prezzo dell’essere madri in un paese dove la parola mamma ispira solo una deplorevole retorica. Ecco perché il film della Comencini andava censurato. Ecco perché è più congeniale far passare l’immagine delle donne italiane “puttane o madonne”, come si diceva ai tempi del femminismo di piazza. L’immoralità di un sistema non passa solo nei gossip trasformati in fatti ma nel mettersi la coscienza a posto con una timida pubblicità sociale di fronte al diluvio di quella commerciale. La realtà è invisibile. E le donne la vivono sulla propria pelle da lavoratrici, da madri e perfino da malate. Quando la grande corsa va oltre. Quando testa e corpo non reggono più. E allora può accadere quello che ha raccontato la Comencini. 

(Dal “Corriere Nazionale”)


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart