Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
I miei libriRivista d'arte Parliamone

La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Sto facendo un lavoro sullo scrittore friulano Carlo Sgorlon. Vorrei acquistare i seguenti libri che non riesco a trovare: I sette veli; Marco d'Europa; Il guaritore; Il Circolo Swedenborg. Grazie.

Ho avuto un altro ricovero in ospedale per cui dal 31 ottobre 2014 dovrò chiudere la rivista alle collaborazioni e agli annunci di qualunque tipo. Pubblicherò (forse non tutti i giorni) soltanto mio materiale d’archivio d’interesse generale fino ad esaurimento. E qualche volta qualcosa di mio. Non mi scrivete né telefonatemi e vi prego di non preoccuparvi della mia salute. Alle telefonate preferisco le -mail, se proprio necessarie, che mi consentiranno di rispondere in poche righe. Le precauzioni che sto prendendo sono necessarie e le migliori. Accetterò solo la corrispondenza dei familiari, le e-mail degli strettissimi amici e dei miei editori. Gli altri non avranno – e me ne scuso – risposta.

Enzo Tortora

17 gennaio 2009

Pubblicherò il 27 gennaio prossimo un articolo di Enzo Tortora a riguardo del figlio di Kafka, scritto nel 1970 su La Nazione, rinvenuto oggi nel corso delle mie ricerche d’archivio.

L’incontro con il suo nome mi ha richiamato alla memoria le sventure occorse al bravo presentatore, che lo portarono alla malattia e poi alla morte.

Fu nell’agosto del 1985 che lo vidi di persona. Infuriava la tempesta giudiziaria che lo aveva isolato da tutti. L’Italia si era spaccata in due ed erano, quindi, molti che non credevano alla sua innocenza.  Le porte della televisione e dei giornali gli furono precluse.
Mi trovavo con la famiglia a Londra, per tutto il mese di agosto. Un giorno ci recammo alla Stazione Vittoria per prendere il treno diretto alla cittadina di Oxford. Nella hall c’era lui, in compagnia di una signora.  Ce lo indicammo l’uno all’altro, un po’ emozionati. Poi prendemmo il treno che puntualissimo giunse a Oxford. Visitammo l’elegante cittadina nota per la sua Università e nel pomeriggio inoltrato tornammo alla stazioncina di Oxford per fare ritorno a Londra. Fu mentre salivo le scale che mi trovai quasi di fronte Enzo Tortora, che le stava scendendo, questa volta solo.  Sentii l’impulso di salutarlo, ma non lo feci. Mi sentii come il solito fan che s’avventa sul proprio idolo per averne l’autografo, infastidendolo. In realtà, l’impulso che mi muoveva era quello di stringergli la mano come gesto semplice di solidarietà, giacché ero convinto della sua innocenza.
Ci oltrepassammo e tutto finì lì. Mentre aspettavo il treno, però, mi cominciò a rodere il rimorso di non aver avuto il coraggio di fermarlo per significargli quell’umana simpatia di cui aveva sicuramente bisogno.
Ancora oggi, quando penso a lui, provo un senso di colpa per un atto buono che non ho saputo compiere.

Articoli correlati

“Tortora, Morello e l’innocenza del giudice” di Mauro Mellini. Qui.


Letto 1202 volte.


2 commenti

  1. Comment by Daniela — 18 gennaio 2009 @ 00:03

    Il misterioso figlio di Kafka? Max Brod, suo amico e biografo, ne dà per certa l’esistenza:
    “La particolare tragedia di questo episodio sta nel fatto che Kafka non ebbe mai la minima idea dell’esistenza del ragazzo, che visse solo sette anni e morì prima di Kafka stesso… L’aver saputo di aver generato un figlio avrebbe avuto su Kafka un effetto enorme ed avrebbe esercitato su di lui una benefica influenza. Perchè non c’era niente che Kafka desiderasse più fervidamente che divenire padre… Forse quel bambino, se Kafka si fosse preso cura di lui, sarebbe cresciuto forte e sano… Forse tutto ciò avrebbe salvato la stessa vita di Kafka… Bisogna ammettere che in questa vicenda la vita ha composto una storia che straordinariamente ricorda l’ironica amarezza, la crudeltà e la complessità dei lavori di Kafka.”

  2. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 18 gennaio 2009 @ 00:25

    Ciao, Daniela.
    Il termine da me usato di “mistero del figlio di Kafka” si riferisce al fatto che Kafka non ne ha mai saputo niente.

    Nell’articolo di Tortora, che parla di un libro scritto in proposito da Giorgio Zampa, e di sue personali ricerche, la conclusione, sulla base di documenti e testimonianze, è la stessa di Brod: ossia, Kafka ebbe un figlio, forse di nome Casimiro.

    Sulla morte della madre di questo figlio, Greta Bloch, Tortora corregge una inesattezza di Brod, sulla base di una testimonianza diretta, da lui stesso raccolta. L’appuntamento, dunque, è al 27.

    In ogni caso, per non dare adito a fraintendimenti, farò una leggera modifica al testo. Grazie.

RSS feed dei commenti a questo articolo.

Al momento l'inserimento di commenti non è consentito.

Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart