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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

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Giallo: Giulia/A detective story: Giulia (Trad. Helen Askham)#2/24

29 maggio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

GIULIA #2

Era sempre stato un tipo sensuale. Con Bianca, la moglie defunta, aveva amoreggiato sin da ragazzo, ma non solo con lei. Le donne gli erano sempre piaciute. Una malattia, diceva ai compagni.
«Quella lasciala a noi, figlio d’un cane. Ma possibile che non te ne levi mai la voglia?»
In quegli anni, era diventato facile portarsi a letto una ragazza. C’erano camerette a buon mercato dappertutto, e la gente che aveva bisogno di guadagnare apriva le porte della propria casa per qualche ora alle coppiette che volevano fare all’amore. Vi andavano specialmente i giovani, che non avevano scelte alternative, al contrario degli adulti, che ci avevano i soldi e si potevano permettere qualcosa di meglio. Le ragazze non si davano pensiero di concedersi a più di un giovanotto. L’età in cui principiavano a destarsi in loro queste passioni andava sempre di più riducendosi, e si era arrivati al punto che erano le dodicenni ad attirare i ragazzi. Alfredo, che venendo da una famiglia agiata, aveva qualche disponibilità economica, ed era anche un bel ragazzo, praticamente se le ripassava tutte, e le ragazze spargevano la voce che lui era un grande amatore.
Bianca era una compagna di classe. Aveva il banco poco distante dal suo. Quando gli passava accanto, sculettava, e lo faceva capire che non gli avrebbe detto di no. Era pure brava, oltre che bella, e riportava buoni voti in tutte le materie, e qualche amica aveva un po’ d’invidia. Ha la fortuna addosso, quella lì, brontolavano, quando le lasciava per correre da qualche compagno. Bianca era una numero uno. Succede anche contro la nostra volontà di essere un numero uno. Il loro primo incontro era stato un fiasco. Si erano appartati di sera, in una stradetta ai margini della piccola città, verso via dei Fossi. Lui non aveva pazienza e ci era andato subito pesante, schiacciandola contro il muro. Le aveva fatto male e Bianca gli aveva mollato uno schiaffo.
«Con te non ci sto.»
«Invece ci stai.»
«Lo vedremo.» Aveva tentato di scappare, ma lui l’aveva afferrata per un braccio.
«Lasciami o mi metto a strillare.»
«Nessuno baderà a noi.»
«Mi fai paura.»
Passava gente, e anche se udiva, tirava a diritto.
Bianca resistette per un po’. S’era incattivita. Non voleva essere trattata in quel modo, come un animale. Infine, aveva subìto le sue maniere forti. Perché con Bianca, ad Alfredo, nemmeno gli passava per la testa di usare i modi cortesi. Ma qualche tempo dopo, lei cercò di inventarsi una rivincita.
«Non è vero che sei il migliore.»
«Lo dicono tutte.»
«Bugie. Sono tanti quelli che sanno fare meglio di te.»
«Stronzate.» Le aveva mollato uno schiaffo, però. Finché la trascinò in macchina.
«Ora vieni con me.»
«Lasciami andare.»
«Ora te lo faccio vedere io.»
«Che vuoi fare?» Giunse fuori porta. La fece scendere e la condusse nel campo sotto le Mura.
«Spogliati.»
«Ho freddo.»
Si tolse gli abiti anche lui. Bianca lo stava a guardare, incredula. Si metteva nudo per davvero. Stavano in un punto buio. Nessuno li avrebbe mai potuti vedere. Guarda che presuntuoso, ma ora le piaceva da morire ciò che stava succedendo. Senza dire più una parola cominciò a svestirsi, e metteva in ogni gesto tutta la malizia di cui era capace.
Quella sera vinse lei, però, e non lui, che infatti finì per sposarla, anche se Bianca era stata la ragazza di molti suoi compagni. 

«Bianca, dormi ancora?»
«Che c’è.»
«Pensavo al nostro matrimonio.»
«Che ore sono.»
«Le cinque.» Bianca era ancora insonnolita e aveva poca voglia di parlare.
«Quando avremo finito l’università, ci sposiamo. Sei contenta?»
«Il matrimonio è una prigione, lo sai.»
«Non ti piace avermi sempre vicino, giorno e notte, io e te soli?» Lei gli voltava la schiena e lui le sussurrava le parole all’orecchio. Avevano dormito in una di quelle camerette prese in affitto in città. Alle sette dovevano liberare la stanza.
«Uhmm» fece lei. Alfredo si sporse per scrutare il suo viso e vide che teneva gli occhi chiusi.
«Sì che ti piace.»
«Sai che lagna, tutti i giorni la stessa minestra.»
«Vorrei avere dei figli da te.»
«Ma che ti sei sognato stanotte.»
«Dài, che ci pensi ai figli…»
«Se continui così, i figli ci verranno davvero, e prima che si finisca l’università.» Avevano vent’anni.
«Mi hai svegliata e ora non dormo più.»
«Sarò un grande avvocato e farò soldi a palate.»
«E io una grande giornalista, e avrò tanti giovanotti ai miei piedi.»
«Smettila di sfottermi.»
«Lo sai che non mi voglio sposare.» Era il suo modo di irretirlo.
«Non ci stai bene con me?»
«Sì, ma anche con gli altri ci sto bene. Non ci posso fare nulla se sono fatta così.»
Era vero. I costumi erano mutati. Si celebravano pochi matrimoni, non solo religiosi, ma anche civili, e si erano moltiplicate le convivenze, che, se erano tra giovani, duravano poco, un anno, al massimo due, mentre i tempi si allungavano a mano a mano che cresceva l’età, e i pochi matrimoni che si contraevano avvenivano quando si era avanti con gli anni.
Bianca si era alzata. Era nuda, perché diceva che non le riusciva dormire se non stava nuda, e qualche volta lo aveva preteso anche da Alfredo.
«Guarda che se non ti levi quella brutta camiciola, con me non ci dormi stanotte.»
«Ma è freddo» diceva lui.
«Il maschio che viene a letto con me deve stare nudo. Nudo!» e gli dava un’occhiataccia. Lui si sfilava la camiciola, e certe volte batteva anche i denti. Lei s’irritava e saltava il letto.
«Ma guarda con chi devo fare all’amore.» Però, Bianca ci sapeva fare con gli uomini, e di lì a poco Alfredo, invece dei brividi, ci aveva in corpo la forza di una carica di dinamite.
«Pensaci, Bianca, a quel che ti ho detto.»
«Ne hai dette tante di sciocchezze.»
«Dobbiamo sposarci, io e te.»
«Vai a farti una doccia, che è meglio.» Bianca aveva una bella figura, slanciata, gambe lunghe, fianchi rotondi e un seno sodo, pronunciato.
«Torna qui, che ho voglia di fare all’amore» disse Alfredo.
«Ci alziamo, invece. Fra poco viene a bussare quella strega della padrona, e se non siamo pronti arriva il marito a buttarci giù per le scale.»
«Che gentaglia.»
«Però ci fa comodo che ci sia gente così.»
«Ce l’hanno scritto in faccia che sono dei ruffiani.»
«Ce n’è anche all’università, di ruffiani.»
«Lo so che sei stata con quel professore.»
«Mica solo con quello. E se no, come facevo ad essere in pari con gli esami?»
Bianca camminava ancora nuda per la stanza. Aveva fatto la doccia e si asciugava. I capelli biondi le scendevano lungo la schiena. Aveva natiche ritte e rotonde. Ora si era fermata davanti ad Alfredo, che le guardava il pube.
«Avevo voglia anch’io di fare all’amore, ma me l’hai fatta passare» gli disse.
«Facciamo ancora in tempo.»
«Questione di minuti, e la strega bussa alla porta.»
«Ci torniamo, qui, stanotte?»
«E chi lo sa.»
«Vai a lezione, stamani?»
«Forse.»
«Ci vediamo all’università, allora.»
«Ho un appuntamento con Giacomo.»
«Ci andrai?»
«Dice che se non ci faccio all’amore, scoppia.»
«Giacomo è un cretino. Lascialo perdere.»
«Però all’amore ci sa fare.»
«Non le voglio sentire queste cose.»
«Sei geloso?»
«Questo modo di vivere mi disgusta. Vorrei essere nato in un altro tempo.»
«Questo sentimento si chiama gelosia.»
«Non sono geloso.»
«Lo dici tu. Vorresti vivere nel passato o nel futuro?»
«Non lo so.»
«Eh no, devi scegliere.»
«Nel passato.»
«Ti spaventa il futuro?»
«Non c’è da aspettarsi niente di buono.»
«Ma la vita è nel futuro, non nel passato. Si deve aspirare sempre al futuro. Io lo faccio. Vorrei campare mille anni per fare indigestione del futuro.»
«Meglio che fare indigestione di sesso. Perché mi metti le corna? Te ne strafreghi di me. Penso che tu sia cattiva.»
«E tu vorresti anche sposarla una come me? Si litigherebbe tutti i giorni. Una volta si chiamavano sciabigotti i tipi come te.»
«E quelle come te, puttane.»
«È una parola che mi eccita.»
«A te cos’è che non ti eccita.»
«Oggi noi ragazze siamo tutte puttane.» Alfredo si era alzato e le carezzava il seno. Stava dietro di lei, attaccato alla sua schiena.
«Facciamo ancora all’amore, dài.» Lei si divertiva ad eccitarlo. Lo toccava, e lui sentiva crescere la voglia.
«Dài, che facciamo presto.» Lei continuava ad eccitarlo. Lui le toccava le cosce con tutte e due le mani, si fermava sul pube.
«Ne hai voglia anche te» le bisbigliava all’orecchio.
«Sento salire la strega» disse lei. Stettero immobili. Si sentì bussare.
«Siamo svegli,» rispose Bianca «fra dieci minuti scendiamo.»
«La festa è finita» disse, rivolgendosi ad Alfredo. Lui andò all’armadio e cominciò a vestirsi.
«Stasera ci dobbiamo rivedere.»
«Dovrai cercartene un’altra. Stasera ho intenzione di andare con Giacomo.»
«È un cretino, Giacomo.»
«Sarà anche un cretino, ma a letto ci sa fare meglio di te.» 

Che cosa avrà pensato Bianca, nel momento in cui la colpiva la morte? Alfredo ricordava quelle sue mani strette intorno al capo e gli occhi pieni di terrore. Aveva visto in faccia la morte? Se sì, allora la morte, quella nera signora, doveva essere, anche nella sua apparenza, disgustosa e orribile. Lui, chinatosi su di lei, aveva potuto solo constatare che non c’erano più parole possibili. Tutto era finito. E tra le loro labbra vicine, passava oramai la distanza irraggiungibile di due mondi. Si era alzato, aveva abbracciato i figli ed era salito in camera. A metà della scala, si era voltato verso di loro, che restavano a guardarlo, e aveva saputo solo dire: «Tra poco verrà l’ambulanza. Vado a mettermi la giacca.»
 

GIULIA #2

He’d always been a sensual man. As a boy, he’d had little affairs with a number of girls, including Bianca. He’d always liked women. He told his friends it was a kind of disease.
    “Leave that one to us, you bastard,” they’d say. “Don’t you ever lose the urge?”
    At that time it was easy to take a girl to bed. All over town there were cheap rooms to rent for a few hours and people who needed the money opened their doors to couples who wanted to make love. Young people especially went to such places because they had no alternative, unlike adults who had money and could afford something better. Girls thought nothing of going with more than one boy. The age at which they began to feel sexual desire had fallen to such an extent that even twelve-year-olds were attracting boys. Alfredo came from a well-to-do family and therefore had money to spend. He was also good-looking. He went with one girl after another and they spread it about that he was good in bed.
    Bianca was in the same class as he was and her desk was near his. When she passed near him, she would wiggle her bottom to let him know she wouldn’t say no. She was also clever as well as pretty, and got good marks in all her subjects. Some of her friends were jealous of her. She’s just lucky, they grumbled, when she left them to go off with some boy or other. Bianca was special. Sometimes a person can be special without wanting to be.
    Their first date had been a disaster. They’d found themselves alone one evening in a little street away from the town centre, near Via dei Fossi. He’d been impatient and crushed her clumsily against the wall. He hurt her and she hit him.
    “I’m not staying here with you!”
    “Yes you are.”
    “We’ll see about that.”
    She tried to run away but he caught her by the arm.
    “Let me go or I’ll scream.”
    “No one’ll take any notice.”
    “You’re frightening me.”
    There were people passing but, whether they’d heard or not, they kept on walking. Bianca resisted a little longer. He’d offended her. She didn’t want to be treated in that coarse way. In the end, however, he was too strong for her and she gave in. It hadn’t occurred to Alfredo to be gentle with Bianca.
    Some time after she tried to get revenge.
    “It’s not true you’re the best,” she said 
    “All the girls say I am.”
    “Liar. There are loads better at it than you.”
    “That’s crap,” he said and slapped her. He then dragged her to his car. “You’re coming with me.”
    “Let me go.”
    “No, I’m going to show you what I’m really like.”
    “What are you going to do?”
    He drove out of the Walls. He made her get out of the car and took her on to the grass and into the shadows where no one could see them.
    “Take your clothes off.”
    “It’s cold.”
    He undressed and Bianca stood looking at him incredulously. He was quite naked. He’s so presumptuous, she thought, but she was filled with pleasure at what was happening. Without saying another word, she began to take her clothes off, making every movement as provocative as she could.
    She was the winner that evening, however, not him, because he ended up marrying her, even though she’d been with any number of his friends.

    “Bianca, are you asleep?”
They were in one of those little rooms to let and they had to be out by seven.
    “What is it?”
    “I was thinking about marriage.”
    “What time is it?”
    “Five o’clock.” Bianca was still half asleep and didn’t feel like talking.
    “When we finish university, we’ll get married. Does that make you happy?”
    “Marriage is a prison.”
    She turned away from him and he whispered in her ear, “Wouldn’t you like to have me there all the time, night and day, just you and me?”
 “Hmm,” was all she said.
Alfredo bent over her to look at her face and saw that her eyes were shut. 
“Of course you’d like it.”
“The same old thing every day. It’d be boring.”
“I’d like to have children with you.”
“Heavens, have you been having a nightmare or something?”
“Come on, you think about having children too.”
“If you go on like this, there’ll be children sure enough and long before we finish university.” They were twenty. “You’ve woken me up and now I can’t get back to sleep.”
“I’m going to be a great lawyer and make loads of money.”
“And I’m going to be a great journalist and have loads of men after me.”
“Stop teasing me.”
“You know I don’t want to get married.” This was her way of keeping him keen.
“Aren’t you happy when you’re with me?”
“Yes, of course, but I’m happy with the others as well. I can’t be any different because I’m made that way.”
Times had changed. There were few marriages, whether religious or civil, and cohabitation was on the increase. When young people lived together, it didn’t last long – a year maybe, two at the most – while time passed and they grew older, and the few marriages there were took place when the bride and groom were no longer young.
Bianca got up. She was naked because she couldn’t sleep if she wasn’t. Once she’d told Alfredo to do the same.
“If you don’t take that horrible vest off, you don’t get into bed with me tonight.”
“But it’s cold.”
“The man who sleeps with me must be naked,” she’d said with a flash of anger in her eyes. “Naked, do you hear!”
He’d taken his vest off, his teeth chattering. Bianca had been irritated by this and got out of bed.
“Is this what I have to make love to?”
Bianca knew how to excite men, however, and very soon Alfredo had stopped shivering and felt like dynamite instead. 
“Think about what I said, Bianca.”
“You’ve said a lot of stupid things.”
“You and I must get married.”
“Go and have a shower. That would be better.”
Bianca had a lovely figure. She was slim, with long legs, rounded hips and firm, shapely breasts.
“Come back here. I want to make love to you,” said Alfredo.
“No, no. It’s time to get up. That witch of a landlady will be knocking at the door soon and if we’re not ready her husband’ll come and throw us downstairs.”
“Scum.”
“Convenient, though, that there are people like them.”
“You can see on their faces that they’re pimps.”
“There are pimps at the university too.”
“I know you’re been with that professor.”
“Not just with him either. How else would I have passed my exams?”
Bianca was walking round the room, still with no clothes on. She’d had a shower and was drying herself. Her long blonde hair fell down her back. Her buttocks were round and high. Now she stopped in front of Alfredo who looked down at her sex.
“I wanted to make love again,” she told him, “but you put me off the idea.”
“We still have time.”
“The witch’ll be here any minute now.”
“Are we coming back here tonight?”
“I don’t think so.”
“Are you going to classes this morning?”
“Maybe.”
“I’ll see you there then.”
“I’m supposed to be meeting Giacomo.”
“Are you going to?”
“He says if we don’t make love, he’ll explode.”
“Giacomo’s a fool. Forget him.”
“He’s good in bed, though.”
“I don’t want to hear.”
“Jealous?”
“I wish I’d been born in another time. Your way of living gives me a bad feeling.”
“That feeling is what we call jealousy.”
“I’m not jealous.”
“So you say. Would you like to live in the past or the future?”
“I don’t know.”
“Uh uh, you’ve got to choose.”
“The past.”
“Are you afraid of the future?”
“There’s not much to look forward to.”
“But life’s in the future, not the past. You’ve got to look to the future. That’s what I do. I’d have to live for a thousand years before I had too much of the future.”
“Better to have too much sex. Why do you go with other men and make a fool of me? You don’t care about me at all. You’re bad.”
“And you say you want to marry me? We’d quarrel every day. They used to call people like you simpletons.”
“And they called people like you prostitutes.”
“That word excites me.”
“There’s nothing that doesn’t excite you.”
“All girls are prostitutes nowadays.”
Alberto got up, stood behind her and stroked her breasts. “Quick, let’s make love again,” he murmured
She was enjoying exciting him. She touched him and he felt his desire grow.
“Go on, let’s be quick.”
She went on exciting him. He ran his hands up her thighs, stopping at her sex.
“You want it too,” he whispered in her ear.
“I hear the witch coming upstairs,” she said.
They stood motionless. They heard her knock.
“We’re awake,” Bianca called to her. “We’ll be down in ten minutes.” She turned to Alberto. “The party’s over.”
He went to the wardrobe and began to get dressed.
“I want to see you again this evening.”
“You’ll have to find someone else. I’m going out with Giacomo this evening.”
“Why Giacomo? He’s a fool.”
“He may be a fool but he’s better in bed than you are.” 

What had Bianca been thinking when death struck her down? Alberto remembered her hands clenched round her head and her eyes filled with terror. Had she seen the face of death? If she had, then death, the dark lady, must have been repulsive, horrible to look at. As he’d bent over her, the only thing he’d been able to understand was that there would be no more words. It was all over. And between their lips, so close, there was the distance between two worlds. He’d got up, put his arms round his children and then gone up to his bedroom. Halfway up the stairs, he’d turned towards them where they stood watching him and the only words he could find to say were, “The ambulance will be here soon. I’m going to put my jacket on.”  


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1 commento

  1. Comment by breasts a documentary — 30 giugno 2013 @ 14:10

    Though accurate, this statement can be misleading, as some women
    are at greater risk than those treated in the right breast.
    The researchers will continue to work closely with Pfizer and the FDA to better understand the
    implications of Breakthrough Therapy designation was based
    on laboratory work from the Translational Oncology Research Laboratory directed by Dr.
    See the video hereOver in LA, the last reveller has staggered out of the
    final Oscars party.

    Feel free to surf to my web page – breasts a documentary

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart