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Giallo: Lo sconosciuto/A detective story: Unidentified Body (Trad. Helen Askham) #3/12

5 luglio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Lo sconosciuto #3

La mattina dopo, in ufficio, Renzi era tutto troncolato[1]. Jacopetti gli sedeva davanti in attesa. Aveva steso il rapporto sulla vicenda del cadavere ritrovato sotto il baluardo di Santa Croce, e Renzi lo stava leggendo.
«Qui hai inciospato[2] un po’ » disse Renzi, mostrandogli il punto dove il rapporto appariva confuso.
«Lei, commissario, stanotte deve essersi ricaricato con delle batterie vecchie, che sputano vernacolo a ripetizione. Finirà che non ci si intende più, anche se questa volta ho capito benissimo, perché ha ragione lei, questa frase che ho battuto non è completa. Ho saltato una parola.»
«Bravo. Ci manca la parola nudo, carbonizzato nudo. È una gran bella differenza.»
«È la gita di ieri che mi ha rincretinito.»
«Sarà un caso difficile, Jacopetti. Questa volta, dubito che ce la faremo.» I giornali stavano battendo la grancassa, avevano sguinzagliato i cronisti dappertutto, ma al momento non c’era uno straccio di indizio che potesse dare una svolta alle indagini.
«Ne abbiamo avuti altri, di casi difficili, e ce l’abbiamo sempre fatta.»
«Sento che sarà un osso duro.»
«Si tratta di una vendetta di tipo mafioso, commissario. Questa è la pista che dobbiamo battere. La vittima ha fatto uno sgarro, non ha mantenuto certi impegni, e gli è toccata quella brutta fine. Lo hanno bruciato nudo per non lasciare alcuna traccia. Non ricorda? Lo ha detto proprio lei.»
Organizzazioni mafiose pullulavano anche a Lucca, ormai. Nessuno dei governi che si erano succeduti era riuscito a domarla, e la mafia si era diffusa su tutto il territorio, e non era più soltanto italiana.
«Non ricorda, commissario, i casi di mafiosi fatti scomparire nell’acido? La mafia è spietata. Chi altri poteva compiere un delitto così efferato?»
«Abbiamo invitato la stampa a collaborare, ma non basta. Sguinzagliamo anche i nostri informatori. Voglio che trovino qualcosa. Pensaci tu.»
Il caso era finito sulle prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali. Renzi leggeva tutto ciò che si scriveva, ma senza ricavarne alcunché. Anzi, i giornalisti bussavano alla sua porta, o lo fermavano per strada per ricevere qualche nuova notizia. La sua fotografia era finita perfino sul Corriere della sera.
«Sei celebre, babbo. Se risolverai questo caso, ti paragoneranno a Sherlock Holmes.» Era Alberto.
«Fatela finita, voi due» disse Maria, quando si accorse, mentre erano a tavola per la cena, che anche Manuela stava per aprire bocca. «Se c’è la mafia di mezzo, vostro padre rischia la vita.»
«Se è per questo, la rischio sempre.»
«Non potevi sceglierti un altro mestiere?» Era ancora Maria.
«Mi piace questo.»
«Potevi fare il meccanico di biciclette.»
«Guarda di non sfottermi, Manuela.»
«Ti hanno visto in bicicletta. Dicono che sembri un professionista.»
«Solo che hai un po’ di pancia e non si vede la canna della bicicletta. Ho incontrato un mio amico e mi ha chiesto perché ti sei comprato una bicicletta da donna. Una bicicletta da donna!?, ho fatto io, pieno di meraviglia, poi mi sono ricordato della tua pancia.» Era Alberto.
«Ma lo sai quanti anni ho? Voglio vedere te alla mia età.»
«Quando avranno la nostra età, bel mi’ Lucianino, sai dove saremo noi?»
«Caso mai te dove sarai, perché sappi, buona donna, che io voglio campare più di cent’anni. Nella mia razza…»
«Nella tua razza? Sentiamo.»
«Ci sono dei centenari.»
«Ce n’è uno solo, a quel che so: Egidio, ma è campato perché neanche il diavolo lo voleva.»
«Egidio era uno che si faceva rispettare. Guai a mettergli la mosca sul naso. Un giorno, al bar, un tale grande e grosso cercò di sfotterlo.»
«E allora?»
«Zitto zitto uscì dal bar e andò a casa.»
«La verità è che si era fatto prendere dalla fifa, come te quando hai da risolvere certi casi difficili.» Era sempre Maria; i figli ascoltavano divertiti, con gli occhi spalancati.
«Chetati, che la storia la sai meglio di me.»
«Racconta, racconta ai tuoi figli che razza di parente hanno dalla parte tua.»
«Mille volte meglio della tua razza.»
«Insomma, babbo…» Era Manuela, impaziente.
«Andò a casa e prese il fucile. Tornò al bar e sparò una fucilata tra le gambe di quel ciccione.»
«Allora è finito anche in galera… senti, senti…»
«Mica era una schiappa. La mira l’aveva buona e gli accarezzò i pantaloni, ma quello se la fece addosso e dovette scappare a casa, tanta era la puzza.»
«Siete dei prepotenti. Ecco da chi hai preso. Ce l’hai nel sangue la prepotenza.»
«O Maria, ti ha morso la tarantola? Ma dove lo trovavi un santo come me, che ti fa levare tutti i capricci?»
«I capricci me li levava il mi’ babbo. Lui sì che non mi faceva mancare niente. Poi ho sposato te, e sono finiti i sogni. Sono la moglie di un commissario, eppure vado vestita peggio della moglie di un disoccupato.»
«E comprati quello che ti serve. Ti ho mai detto di no? Eppure, lo stipendio lo metto in mano a te, o mi sbaglio? e per me tengo solo pochi spiccioli, giusto per un caffè ogni tanto. Dimmi se non è vero. Ho mai controllato cosa ne fai dei miei soldi? Perché sono miei, sono io che li guadagno, non è così? Spero che mi darai ragione…»
«Li guadagno anch’io, se è per questo. Prova a chiamare una donna a servizio, e a pagarla per tutte le faccende di casa, e vedrai se lo stipendio ti basta. Io, caro maritino, valgo più di te. Il mio lavoro vale almeno il doppio del tuo stipendio.»
«Sentitela, la padrona. Quando comincia a parlare, è un treno. E se la pungi, mamma mia!, schizza solo veleno. Voi donne, ha proprio ragione Jacopetti, siete dei serpenti, e nelle vene non avete sangue, ma veleno.»
Manuela e Alberto se la ridevano sotto i baffi.
«E voi due, che fate, non uscite stasera, non andate al cinema?»
«Sì che usciamo, ma il film più bello stasera è qui, e ci dispiace perderlo. Non potreste finire il primo tempo e cominciare domani il secondo?»
Renzi scattò dalla sedia, ma i figli furono più svelti di lui, e in men che non si dica sparirono giù per le scale. 

La situazione politica in Italia, come al solito si stava ingarbugliando. Borsa e lira ne risentivano, e l’economia, che stentava a raddrizzarsi, registrava un calo della produzione e, di conseguenza, un aumento della disoccupazione.
In piazza San Michele, la mattina, Renzi scorgeva nuovi volti che stavano appoggiati, come lui, alle colonnine che adornano la piazza.
Il direttore della banca lo vide e gli si avvicinò.
«Ha visto come cresce il numero? Dall’anno scorso ad oggi, i poveri nella nostra città sono aumentati del 3%, un record.»
«Gli affari devono andar male anche a lei, allora.»
«Il contenzioso si è ingigantito. Passo più tempo a rincorrere i debitori morosi che a concludere nuovi affari. Sebbene i tassi di interesse siano calati, non c’è domanda di denaro, e quei pochi che si affacciano a richiedere un prestito, basta guardarli in viso per capire che, dando loro i soldi, non si rivedranno più.»
«E lei glieli dà?»
«Mica sono matto. Le banche non sono la Caritas. E noi direttori siamo responsabili dei prestiti che eroghiamo. Se sbagliamo, ne va di mezzo la carriera.»
«Ma quelli muoiono di fame…»
«Sono affari del governo, non delle banche.»
«Tra il governo e le banche, non saprei scegliere chi ha più responsabilità.»
«È un modo di pensare diffuso, quello che le banche sono dei parassiti della società, ma senza le banche non vi può essere sviluppo.»
«Se lo dice lei, sono disposto a crederle, ma non ne sono del tutto convinto.»
«Lasciamo perdere questi discorsi, allora. So che ha un caso difficile tra le mani. Anche stamattina, ho letto sul giornale che non ci sono novità. Ma è proprio vero che la polizia brancola nel buio?»
«Ci stiamo dando da fare, qualcosa salterà fuori.»
«Quando si brucia un cadavere, è perché lo si vuole spregiare, non è d’accordo, commissario?»
«È convinto anche lei che è stata la mafia? È un’opinione diffusa, anche tra i giornalisti.»
«E lei che ne pensa?»
«È una delle ipotesi. La nostra speranza è che prima o poi, qualcuno si accorga della scomparsa di una persona, e venga a informarcene. Se non sarà così, in qualche modo ne verremo a capo. Sono pochi i casi che non abbiamo risolto qui a Lucca.»
«Il merito è tutto suo. Lo si dice apertamente in città.»
«Non solo mio. La polizia è composta non solo dal commissario, ma da tanti validi collaboratori, senza i quali non si potrebbero ottenere i risultati che lei conosce.»
Passava una bella donna, sui quarant’anni. Transitava proprio sotto l’orologio che è sopra palazzo Pretorio.
«La conosce?» domandò il direttore di banca.
«Mai vista.»
«Non si vede molto in giro, ma ha avuto più amanti che capelli in testa.»
«È una bella donna, se li merita.»
«Ma commissario…»
«È una teoria del mio amico Jacopetti. Una bella donna, secondo lui, ha sempre degli amanti, e il marito è un disgraziato che deve sopportare.»
«E lei ci crede?»
«Mia moglie non è così bella; anzi, col tempo si è anche un po’ sciupata. Non  mi capiterà sicuramente di fare una tale esperienza sulla mia pelle.»
«Ma ne avrà visti di casi…»
«A volte sono gli uomini, i responsabili; a volte sono le donne. Ho incontrato certi uomini io, che si meriterebbero di essere arrostiti in pentola, per le pene che hanno fatto soffrire alle proprie mogli.»
Dopo un po’:
«Le vede, commissario, quelle due ragazzine che stanno sotto la statua del Burlamacchi? Per carità, non si faccia notare, commissario. Osservi come sono eleganti. Sa come trovano i soldi?»
«Saranno i genitori… Oggi che cosa non farebbero per i figli.»
«E invece no. Ci pensano da sole, e sa come fanno?»
«Ho paura di sì.»
«E ha proprio colto nel segno. Si prostituiscono. Per avere gli abiti firmati, si prostituiscono. È così; oggi non ci sono più freni alla vanità.»
«Ha proprio ragione quel diavolo di Jacopetti.»
«È il suo collaboratore? O mi sbaglio.»
«No no, è lui. Dice che, a riguardo della parità tra uomo e donna, non è l’uomo in vantaggio, ma la donna.»
«Non ha tutti i torti»
«Sì, ma sa come giustifica questa sua convinzione?»
«Dev’essere un tipo originale.»
«È furbo come la volpe. A proposito delle donne, dice che, come l’uomo, hanno le braccia e la mente per sopravvivere. E fin qui, siamo in regime di assoluta parità, ma poi scatta il vantaggio della donna. Sa qual è questo vantaggio?»
«Ora me lo immagino.»
«È proprio quella cosa lì che pensa lei. Con quella, loro, le donne voglio dire, non si troveranno mai in difficoltà. Così sostiene Jacopetti. Per l’uomo, invece, se le braccia e la mente fanno cilecca, cominciano i guai. Lui l’alternativa, o l’asso nella manica, caro direttore, non ce l’ha.»
«Posso offrirle qualcosa, commissario?»
Renzi stava pensando proprio in quel momento di farsi una bevutina, e pareva che il direttore gli avesse letto nel pensiero. Si avviarono al bar vicino, dove all’aperto stavano seduti dei turisti stranieri.
«È pieno di tedeschi» disse il direttore. «Hanno scoperto Lucca, ormai, e non la lasciano più.»
«Sono straricchi. Se vogliono, possono comprare tutta l’Italia, e prima o poi succederà.»
I tedeschi erano già abbronzati; a loro bastava quel po’ di sole primaverile per arrossare la pelle. Le donne portavano alla bocca la bibita dissetante e la bevevano con avidità, come se si fosse in pieno agosto. Erano sbracciate, mentre gli italiani indossavano ancora la giacca o il pullover.
All’interno del bar, un signore consumava la colazione tenendo un cagnolino in braccio. Questi, col muso annusava la brioche che l’uomo si portava alla bocca. Il direttore diede un’occhiata a Renzi. Renzi condivise. Usciti, commentarono.
«Mi dica lei, commissario, se si devono vedere certe cose.»
«È giusto voler bene agli animali, ma il troppo stroppia. Mettersi in bocca del cibo annusato da un cane, ma è roba da matti.»
«Che si fa, commissario, si torna in ufficio? Per me è tempo di rientrare.»
«Sì, rientro anch’io.»

[1]Vernacolo lucchese: avere le ossa rotte per la stanchezza.
[2]Vernacolo lucchese: da inciospare, ossia fare confusione, disordine.

Unidentified Body #3 

In the office the next morning, Renzi was completely troncolato[1]. Jacopetti was sitting opposite him, waiting. He had written his report on the case of the body found under Baluardo Santa Croce and Renzi was reading it.
    “It’s a bit inciospato[2] here,” said Renzi, pointing to the part where the report was unclear.
    “You must have recharged your old batteries last night, sir, firing off all these dialect words. It’ll end up with us not understanding each other. But this time I understand you perfectly because you’re right – this sentence is wrong. I’ve missed out a word.”
    “Exactly. The word missing is naked, burnt naked. It makes a big difference.”
    “It’s yesterday’s bike ride making me stupid.”
    “This case is going to be difficult, Jacopetti. I’m not sure we’re going to get there this time.” 
    The newspapers were giving the case generous coverage and had a great many reporters working on the story but so far there was no evidence to put the investigation in the right direction.
    “We’ve had difficult cases before and we’ve got there.”
    “I just feel this one’s going to be tough.”
    “We’re dealing with some kind of mafia vendetta, sir. That’s the route we have to follow. The victim did something wrong or failed to meet some commitment or other and came to a sticky end. He was burned naked so as not to leave any traces. Don’t you remember? You said so yourself.”
    Mafia organisations were rife even in Lucca. One government after another had failed to control them. The mafia had spread everywhere and was no longer only Italian.
    “We’ve got the press to cooperate but it’s not enough. We must get our own informers on the trail. I want them to find something. Can you see to that?”
    The case was on the front pages of the leading national dailies. Renzi read everything that was written but without learning anything. Reporters were now knocking at his door and stopping him in the street to ask for news. His photograph had even been in the Corriere della Sera.
    “You’re famous, dad. If you solve this case they’ll be calling you Sherlock Holmes.” So said Alberto.
    “That’s enough, you two,” said Maria at dinner when she noticed Manuela was also about to say something. “If the mafia’s involved, your father’s risking his life.”
    “If that’s the case, I’m always risking it.”
    “Couldn’t you find another job?” asked Maria.
    “I like this one.”
    “You could be a bicycle mechanic.”
    “Don’t try to be funny, Manuela.”
    “People saw you on your bike. They said you looked like a professional.”
    “Except you have a bit of a paunch and you can’t see the crossbar,” said Alberto. “I met one of my friends and he asked me why you’d bought a woman’s bike. I said, ‘A woman’s bike? What do you mean?’ and then I remembered your belly.”
    “Do you know how old I am? I’d like to see you at my age.”
    “Where do you think we’ll be, my dear Luciano, when they’re our age?”
    “Chances are you’ll be where you are now because I’ll have you know, woman, that I intend to live to be a hundred and more. In my family…”
    “In your family? Tell us about it.”
    “There are some centenarians.”
    “There was one as far as I know. Egidio, but he survived because not even the devil wanted him.”
    “Egidio was a man to be respected. It was dangerous to make him angry. One day in the bar, a big fat guy tried taking the mickey.”
    “What happened?”
    “He sneaked out of the bar and went home…”
    “The truth is he was frightened, like you when you have a difficult case,” said Maria while the children listened, their eyes wide. They were enjoying this.
    “Be quiet, you know the story better than I do.”
    “Go on then, tell the children what kind of relations they have on your side of the family.”
    “A lot better than yours.”
    “Get on with it, dad,” said Manuela impatiently.
    “He went home and got a gun. Then he went back to the bar and fired a shot between the fat guy’s legs.”
    “And finished up in jail. I knew it.”
“But he wasn’t a bad shot. He had a good aim and all he did was graze his trousers. The guy crapped himself and had to run home because of the stink.”
“You come from bullies. That’s who you get it from. You’ve got bullying in your blood.”
“Maria, what’s got into you? Where else would you find someone as good as me? Someone that lets you have anything you want?”
“My father did that. He made sure I lacked for nothing. Then I married you and the dream was gone. I’m married to a detective superintendent but I go about dressed worse than someone married to a man who doesn’t have a job.”
“Buy what you want. Have I ever told you not to? Don’t I hand over my pay to you or am I just imagining that? I keep some change for myself, just enough for a coffee now and again. Is that true or is it not? Have I ever checked up on what you do with my money? Because it’s mine. I earn it, don’t I? Go on, you know I’m right.”
“I earn it as well for that matter. Try employing a cleaning lady and paying her for all the things that have to be done in the house and then see if your salary’s enough. I, dear husband, am worth more than you. My work is worth twice your salary.”
“Listen to her. The boss. When she starts talking, she goes like a train. And if she stings, wow, she squirts poison. Jacopetti’s right. You women are snakes with poison in your veins, not blood.”
Manuela and Alberto were giggling.
“You two, what are up to this evening? Aren’t you going out? Aren’t you going to the cinema?”
“Yes, we’re going out, but the best film this evening is here and we don’t want to miss it. Couldn’t you finish the first half now and give us the second half tomorrow?”
Renzi leapt out of his seat but the children were faster and disappeared down the stairs.

The political situation in Italy was in a mess as usual. The Stock Exchange and the lira were affected, the economy was struggling to recover and production was falling with a resultant rise in unemployment. In the morning in Piazza San Michele, Renzi saw new faces amongst the people who were leaning, like him, on the little columns that that stand round the piazza. The bank manager saw him there and came towards him.
“Have you seen the way the numbers are rising? In the last year the number of poor people in Lucca increased by a record 3%.”
“Business must be going badly for you as well then.”
“The legal side has grown dramatically. I spend more time chasing up debtors in arrears than I do making new business. Interest rates have fallen but there’s no demand for money and the few that come to ask for a loan, well, it’s enough to look at them to see that if you gave them money, you’d never see it again.”
“Do you give it to them?”
“I’m not mad. Banks aren’t charities. And managers are responsible for the loans they give. If we make a mistake, our career prospects are reduced.”
“But people can die of hunger…”
“That’s the government’s business, not the banks.”
“I wouldn’t know how to choose between the government and the banks as to which of them is more responsible.”
“That’s a common way of thinking, that banks are parasites on society, but without banks there would be no development.”
“If you say so, I’ll believe you, but I’m not entirely convinced.”
“Let’s change the subject then. I know you have a difficult case in your hands at the moment. I read in the papers this morning that there are still no developments. Is it really true the police are groping in the dark?”
“We’re doing what we can. Something’ll turn up.”
“When someone burns a body, it’s meant as an insult, don’t you think, superintendent?”
“So you think it’s the mafia too? A lot of people think so, including the newspapers.”
“What do you think?”
“It’s one theory. Our hope is that someone sooner or later will notice that someone’s disappeared and come and tell us. If it doesn’t happen like that, we’ll get to the bottom of it somehow or other. There aren’t many unsolved cases here in Lucca.”
“That’s due to you. I hear people saying so here in town.”
“Not only me. The police force isn’t just the detective superintendent. It’s made up of a lot of good team workers and without them there wouldn’t be the results you know about.”
A beautiful woman, about forty, passed by. She crossed directly under the clock on Palazzo Pretorio.
“Do you know her?” asked the bank manager.
“Never seen her before.”
“You don’t see her around much but she’s had more lovers than you’ve had hot dinners.”
“She’s a beautiful woman, she deserves them.”
“Superintendent, really…”
“It’s my friend Jacopetti’s theory. According to him, a beautiful woman always has lovers and her husband’s the mug that has to put up with it.”
“Do you believe that?”
“My wife isn’t exactly beautiful and she’s getting on a bit. I don’t think I’ll be finding myself in that situation.”
“But you must have seen cases…”
“Sometimes it’s the man’s doing, sometimes the woman’s. I’ve known men who deserve to be roasted alive for the way they’ve made their wives suffer.”
After a moment, the banker said, “Superintendent, do you see these girls standing under the Burlamacchi statue? Good grief, superintendent, don’t let them see you watching them. See how well dressed they are. Do you know where they get the money?”
“Their parents probably. They’d do anything for their children these days.”
“That’s not it. They find it themselves. Do you know how?”
“I’m afraid so.”
“You’ve got it. They prostitute themselves. In order to buy designer clothes, they prostitute themselves. That’s the way it is. There’s no limit to vanity nowadays.”
“That rascal Jacopetti is right then.”
“He’s your assistant, isn’t he?”
“Yes he is. When it comes to equality between men and women, he says it’s the women, not the men, who have the advantage.”
“He’s could be right.”
“But do you know how he justifies this belief?”
“He must be quite a character.”
“He’s a sly dog. What he says is that women, like men, have the strength and brains to survive. So far, we’re equal but then women’s advantage comes into play. Do you know what it is?”
“I can imagine.”
“Exactly. With that, they – women I mean – will never be in any difficulty. So says Jacopetti. But with men, when strength and brains start to fail, they’re in trouble. For the man, there’s no alternative, no ace up his sleeve.”
“Can I offer you a coffee or something, superintendent?”
At that very moment, Renzi was thinking of having something to drink and it seemed the bank manager had read his mind. They went to a bar nearby where foreign tourists were sitting outside.
“It’s full of Germans,” said the bank manager. “They’ve discovered Lucca and now they never go away.”
“They’re very rich. They could buy the whole of Italy if they wanted and that’s what’ll happen sooner or later.”
The Germans were already sunburned. A touch of spring sunshine was enough to make their skin red. The women were gulping down soft drinks as if it were mid-August. Their arms were bare while Italians were still wearing jackets or sweaters.
Inside the bar, there was a man with a little dog under arm. As the man lifted his brioche to his mouth, the dog sniffed it with his nose. The bank manager and Renzi exchanged glances.
Outside, the bank manager said, “What do you think, superintendent? Are there not some things we’re not meant to see?”
“It’s right and proper to love animals but too much is too much. Putting food in your mouth after a dog’s sniffed it is crazy.”
“What are you up to now, superintendent? Going back to the office? It’s time for me to get back.”
“Me too.”

[1] Lucca vernacular: worn out, exhausted.
[2] Lucca vernacular: from the verb inciospare, to create confusion, disorder.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart