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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

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La scampanata – Il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale

19 agosto 2013

Gli amici Mauro Cristofani e Alessandro Scalpellini hanno trasformato in testo teatrale il mio romanzo “La scampanata”. Lo pubblico invitando i miei lettori che si interessassero di regia teatrale a rappresentarlo. (bdm)

LA SCAMPANATA
di Bartolomeo Di Monaco
Messa in scena da
Alessandro Scarpellini e
Mauro Cristofani

Personaggi: ANGELA e  TONIO
CATERINA e SALVATORE
Comprimari e  Figuranti

Scena prima (prologo)

Tonio e Angela, in piedi e come irrigiditi, uno di qua e l’altro di là del palcoscenico, parlano verso il pubblico

Tonio – Dopo la nostra morte, noi vogliamo essere bruciati, e che le nostre ceneri siano disperse nei campi…

Angela – Non vogliamo che alcuna tomba ci ricordi. Abbiamo rinnegato la nostra vita. Nessuno ci ricordi più.

Dissolvenza dei due personaggi, sullo sfondo appare il Narratore, di spalle al pubblico

-…Il vecchio con la pipa intonò un canto malinconico e le note si dispersero nell’aria come avevano fatto le ceneri…Il cortile rimase vuoto e quella notte nessuna luce si vide filtrare dalle finestre, che rimasero tutte chiuse…

Brano musicale drammatico-struggente (circa 3 minuti), mixato a echi di spari.

Sullo sfondo immagine di tipica vecchia corte lucchese

Scena seconda

Angela e Caterina

Angela è seduta, Caterina in piedi, mani in tasca

Caterina – (sforzandosi di apparire disinvolta) Senti, Angela, delle amiche mi hanno portato vicino a Livorno, a Tombolo, dagli americani (voltandosi di scatto verso l’amica) lo sai, non è vero? (parlando e circuendola con brevi passi mossi in sintonia con le frasi dette) Vieni anche tu! Mi sono divertita tanto…

Angela – (dopo una pausa, voltandosi di scatto verso l’amica) Hai fatto l’amore?

Caterina – (con aria spavalda) Sì!

Angela – (alzandosi in piedi con un’ espressione di rimprovero) E non hai pensato a Salvatore?

Caterina – (evitando lo sguardo dell’altra) Sì, ci ho pensato, e ci penso ancora.

Angela – Come hai potuto farlo?

Caterina – (verso l’amica, parlando tutto d’un fiato, con gesti di ribellione) E tu non la senti la voglia di fare all’amore? Io non ce la facevo più. Mi mancava il sesso, capisci?..Più di Salvatore! (porta la mano alla fronte con aria desolata, guardando qua e là smarrita) Forse non ritornerà, morirà in Germania in qualche campo di concentramento, ho sentito dire che i nostri soldati prigionieri si ammalano e muoiono di stenti…(voltandosi ancora verso l’altra) E io cosa dovrei fare, aspettare uno che forse non tornerà più? Il mio corpo desidera essere amato! (abbassando il tono, cercando approvazione) Non lo pensi anche tu?

Angela – (scuote la testa, senza convinzione, con aria smarrita)

Caterina – (quasi aggressiva) Sì che lo pensi, me lo hai fatto capire! E allora togliti gli scrupoli, fai come me!

Angela – (si allontana a passi stentati e continua a scuotere il capo, guardandosi intorno  come a cercare rifugio e salvezza)

Caterina – (avvicinandosi all’amica, pressante) Ti porto io a Tombolo, se vuoi. Ci vengono a prendere, non qui in paese, ma in un punto fuori città, dove nessuno ci conosce…(voltandosi dall’altra parte, con aria grave) Anche se tornerà, Salvatore non saprà mai che mi sono data a altri uomini.

(Le due amiche faccia a faccia)

Angela – E se invece venisse a saperlo?

Caterina – E come?

Angela – Qualcuno che ti ha vista…

Caterina – (mani in fianco, voltandosi verso il pubblico) Se fosse un uomo saprei io come chiudergli la bocca (ride  sguaiatamente, ma è un riso sforzato)

Angela – (incalzando) E se fosse una donna?

Caterina – In tempi come questi, non c’è rimasta più una donna onesta e prima o poi verrei a sapere dei suoi tradimenti…E se fosse necessario la ricatterei!

Angela – (scuotendo la testa e allontanandosi) – Mi fai quasi paura…

Caterina – (alzando la voce, irritata dai tentennamenti dell’amica, e volendo tagliar corto nella propria opera di convincimento; non tanto perché interessata veramente ai desideri segreti dell’altra, ma a farla sua complice nelle spedizioni a Tombolo) Hai voglia di fare l’amore o no? Invece di illanguidire sola nel tuo letto, non ti piacerebbe essere tra le braccia di un uomo?

Angela – (quasi in un soffio) E Dio non lo temi?

Caterina – So che Dio è dalla mia parte.

Angela – (ribellandosi) Come puoi bestemmiare così? Come fa Dio a stare dalla tua parte, e non dalla parte di Salvatore? Lui sì che soffre, non tu!

Caterina – (con piccoli passi nervosi) Anche la mancanza di un uomo è soffrire…Non ho fatto i voti come le suore, io, mi sono sposata anche per fare l’amore con un uomo. Non sono io venuta meno a una promessa, è la guerra che ha tradito me: sono qui pronta a donarmi al mio sposo… ma lui dov’è?

Angela – Non è colpa sua se l’hanno fatto prigioniero…

Caterina – (riavvicinandosi all’amica e parlandole quasi sul viso) Ma neanche colpa mia! (calmandosi e rivolta al pubblico) Gli sono stata fedele finché non è andato in guerra, non ho mai mancato alla mia promessa…

Angela – (con voce malferma) No, non riesco a convincermi…Tutto questo è male, e se non mi punisse Tonio mi punirebbe Dio!

Caterina – (spazientita, muovendosi nervosamente) –Allora continua a rigirarti sola nel tuo letto, stupida, continua a desiderare un uomo senza averlo fra le braccia! (va verso l’uscita, poi voltandosi di scatto) Accontentati pure dei tuoi sogni…finché potrai. Io mi sono confidata con te, ma non parlare di queste cose con nessuno. Nessuno dovrà mai sapere.

Caterina – (tornando a sedersi, con aria sconfitta) – Stai tranquilla, non ne parlerò con nessuno.

 

Scena terza

Angela, Tonio, figuranti

Angela al centro della scena davanti ad uno specchio

Tonio sullo sfondo destro legge la propria lettera semisdraiato a terra

Figuranti sullo sfondo sinistro mimano l’incontro di una coppia a Tombolo

I vari personaggi vengono illuminati alternativamente, o contemporaneamente

 

Musica: tema di Angela, mixato con rumori e immagini di guerra quando appare Tonio, con ballabili anni ’40 quando appare la coppia di Tombolo

 

Angela si guarda allo specchio, rimira il suo corpo ancora giovane, desiderabile e desiderante…

 

Tonio – Ti penso sola in quella casa dove siamo stati così bene insieme…Senti la mia mancanza? Io soffro tanto senza di te e spesso mi arrovello al pensiero che anche tu hai bisogno d’amore. Riuscirai ad attendere il mio ritorno? Sai, qualche notte mi sveglio con il terrore che tu abbia un altro uomo…Allora vorrei fuggire da qui e raggiungerti!

 

Una donna italiana e un soldato americano avvicinano i loro corpi, si abbracciano

 

Tonio – Questa guerra sta mettendo duramente a prova il nostro amore, saprai difenderlo? Tu sei libera, al contrario di me…Mi domando se sia giusto legarti ancora a quella promessa che abbiamo fatto davanti a Dio. Sarebbe giusto che te ne liberassi, e ti dicessi di non soffrire più, di legarti ad un altro per dimenticarmi.

 

La coppia si bacia appassionatamente, Angela sta guardando e il suo desiderio è visibile

 

Tonio – Chissà se tornerò, passo da una malattia ad un’altra. Ora mi debilita la dissenteria. Ho gli occhi affossati nelle orbite e mi stanno cadendo i capelli…Sento di non essere più quello di prima, il Tonio che conoscesti non c’è più.

 

Angela a questo punto si copre il viso con le mani e scoppia in singhiozzi, poi crolla a terra rannicchiandosi su se stessa

 

Tonio – Quante volte sogno di fare l’amore con te, di amarti come quei giorni che siamo stati insieme!  Allora ti sento vicina, come se tu fossi vera, allungo le braccia per stringerti…ma non ci sei. Scrivimi, amore, sappi che ogni minuto del giorno sei accanto a me…

 

Sparisce la figura di Tonio, appaiono terribili immagini di guerra mentre la coppia prende a ballare un ritmo americano frenetico, a cui subentra il tema musicale di Angela. La quale – con gli occhi colmi di pianto – guarda un punto lontano con aria disperata

Tutto il finale della scena si deve svolgere in un crescendo fortemente drammatico fatto di immagini, musica e rumori di guerra

 

Scena quarta

Angela e Caterina.

Angela – Mi ha scritto Tonio.

Caterina – Come sta?

Angela – Non sta bene, ha la dissenteria.

Caterina – Anche a me ha scritto Salvatore..è malato anche lui. I nostri uomini non tornano più, Angela..la morte già respira su di loro.

Angela – (ha un gesto di ribellione) Come puoi dire questo?

Caterina – Lo dico perché è la verità. Non vale sacrificarsi quando non li vedremo più.

Angela rimane fortemente impressionata dalle parole dell’amica, momenti di pensoso silenzio.

Angela – Allora…che cosa gli rispondi?

Caterina – Gli scrivo che ho sempre pensato a lui, che lo amo come il primo giorno.

Angela – Come puoi mentire così?

Caterina si mette le mani sui fianchi e risponde in faccia all’amica alzando il tono della voce.

Caterina – E che dovrei dirgli, che ho l’amante, che me la spasso con gli americani? Sarebbe troppo, non ti pare? (la sua voce si fa amara, come il suo sorriso) Lui vuole che gli scriva queste stupidaggini, e io l’accontento…Penso di fare un’opera buona, ecco.

Angela – Mi parli di bontà e vai a prostituirti con gli americani!

Caterina – Che brutta parola, Angela. Anche se mi riempiono di soldi e di regali, io non sono una prostituta. Sono costretta dalla guerra, ricordalo.

Angela – Tutte le prostitute sono costrette da qualcosa, nessuna di loro lo fa per libera scelta… Io…io desidero solo il mio uomo.

 

Caterina scoppia a piangere e si accascia su una sedia, Angela le è vicina e l’abbraccia, affettuosa e comprensiva. Ma ad un tratto Caterina si scioglie dall’abbraccio e si alza di scatto

 

Caterina – Non si è giovani per molto tempo, cara Angela, e la giovinezza dura lo spazio di un mattino. Presto ci ritroveremo vecchie, piene di rughe e di malinconia. Saremo avvizzite nel corpo e nei sentimenti, rancorose e acide nei confronti di tutti, perché la vecchiaia incattivisce. (rivolta all’amica, cercando con forza di scuoterla, di convincerla) Fai anche tu come faccio io, non invecchiare col rimpianto di non aver accettato i piaceri che ti offriva la vita, sarebbe il rimorso peggiore e ti dannerebbe tutti i giorni a venire…Solo se non hai rimorsi puoi sperare in un po’ di felicità, altrimenti sei dannata in questa vita e nell’altra, se esiste.

 

Angela muove passi incerti, tormentandosi le mani, lo sguardo lontano come se chiedesse aiuto e sostegno all’ombra del marito

 

Angela – (dopo una lunga pausa) Non sono pronta.

(Caterina ora è disposta a tutto, pur di convincere l’amica)

Caterina – Bugie! Ti ho vista alla finestra mentre mi spiavi, credi che sia una scema? Tu mi invidi, invidi la mia sicurezza e i piaceri che so prendermi! Ma non faccio niente di straordinario, io, sono cose che puoi fare anche te. (con voce suadente) Quando ti decidi, dimmelo, penserò io a tutto. Vedrai…ti passerà la malinconia! Oh Angela, non sai che ti perdi a restare qui tutta sola, mentre a Tombolo…(come esaltata, come rivivendo momenti inebrianti) Sai, ho conosciuto un soldato americano che è più bello di un attore del cinema. Quando ci faccio l’amore, mi sembra d’avere tutto il mondo dentro di me, e mi sento viva, viva e felice! (rivolgendosi di scatto verso l’amica) Tonio non tornerà, come non tornerà Salvatore…Facciamo valere la nostra gioventù, godiamoci quello che ci spetta!

 

Una musica insinuante e sempre in crescendo, fino a raggiungere il massimo alle ultime parole di Caterina

 

Scena quinta

Tonio, al fronte, legge un’altra lettera inviatagli da Angela. Immagini di guerra dell’ 8 settembre, musica drammatica in sottofondo (video di irruzione dei tedeschi nelle case, in cerca di partigiani nascosti)

Tonio – Caro Tonio, la tua lettera mi ha fatto piangere, nell’apprendere di quest’altra malattia. Ma è la guerra la malattia peggiore e a volte ho l’impressione che tutto questo non finirà mai. Ieri è passata una squadra di tedeschi in perlustrazione per scovare dei partigiani, bastava la loro presenza sulle camionette a spaventare la gente. Sono entrati in una casa e hanno trovato due uomini. Abbiamo saputo che li hanno portati via e li hanno sottoposti ad ogni genere di efferatezze. Oh Tonio, non capirò mai com’è possibile uccidere, torturare, procurare tanto dolore a un proprio simile. Amore, penso sempre alle notti che ho passato fra le tue braccia, è crudele ritrovarti solo in sogno. Dio vuole metterci alla prova, pensiamo a questo, e alla gioia di quando ci ritroveremo. Io vivo per quel giorno, e spero che Dio misericordioso ce lo conceda presto, così che io possa sentirti ancora vivo fra le mie braccia…Ti amo, ti amerò sempre Tonio mio, e sappi che ti attendo con ansia, per riprendere insieme il cammino.

 

Scena sesta

Angela, Caterina e un’altra ragazza del loro rione, anch’essa frequentatrice di Tombolo. Angela sta seduta nel mezzo e le altre due ai lati. Man mano che Caterina e la ragazza parlano delle loro esperienze a Tombolo, si alzano a turno circuendo Angela, di volta in volta scambiandosi i posti. In sottofondo, canzoni anni ‘40

 

Caterina – Il mio americano è un tesoro, ogni volta che mi concedo a lui non solo mi dà più soldi degli altri, ma mi regala sempre qualcosa: un vestito, un braccialetto, una collana, un anello, delle scarpe, delle calze!

Ragazza – (rivolta ad Angela) Quando ti decidi a venire con noi?

Caterina – Diglielo anche tu, che a Tombolo una bella come lei farebbe la propria fortuna, oltre che godersi la vita!

Ragazza – E’ vero, Angela, a Tombolo si dimentica la guerra. Anch’io dapprima pensavo al mio fidanzato che è al fronte…poi…mi sono detta che si ha il diritto di sopravvivere, perfino a essere un po’ felici, quando si presenta l’occasione! Lì, fra gli americani, mi sono trovata in un altro mondo, lontana dalle miserie e dalla malinconia.

Caterina – (cercando di alleggerire un po’ il dialogo) Ci concediamo agli stessi uomini, a turno, poi ci raccontiamo com’è andata…a volte ridendoci su.

Ragazza – C’è chi è più maschio e si butta su di noi con una passione che pare quella di un selvaggio, chi è più cortese, chi ha paura di farci male..

Caterina – (con una risata un po’ isterica) Ah ah!… Farci male a noi, figurati!

Ragazza – Poi c’è quello che prima beve per tirarsi su e per darsi il vigore che gli manca, poi c’è quello che dopo aver fatto l’amore non riesce più a rialzarsi…

Caterina –  …E chi invece ricomincerebbe da capo! Una volta uno così l’ho voluto mettere alla prova…E’ stato come una bestia e sbuffava come prima, anzi di più, sembrava che ci trovasse anche più gusto!

Ragazza – …Poi c’è quello che si tira su i pantaloni e non ti dice nemmeno grazie, lasciandoti lì con le gambe ancora aperte. Però uno così è il tipo che mi fa impazzire, ci farei l’amore anche tutta la notte. (pausa sognante, poi subito riprendendo un’aria leggera e un po’ sforzata)…Ce n’è uno che prima di cominciare si fa il segno della croce (rivolgendosi all’amica) ti è mai capitato, Caterina?

Caterina – Sì, è un tipo davvero strano.

Ragazza – Mi ha detto che è cristiano, e sposato, e se tradisce la moglie è solo per necessità.

Caterina – (sarcastica) Lui la chiama necessità, la voglia di fare l’amore.

Ragazza – Insomma, da quando vado a Tombolo mi sento più giovane, più donna. (guardando Angela, mettendo forza nelle proprie affermazioni) Queste cose sono la pura verità, te le raccontiamo per farti capire quello che ti perdi!

 

Angela ha ascoltato con aria allibita e incredula i discorsi delle amiche. Le spensierate  musiche si dissolvono, si alza in piedi di scatto rivolgendosi alla ragazza, quasi gridando…

 

Angela – Ma al tuo fidanzato non ci pensi?!

Ragazza – (con voce alterata e forte) Sì che ci penso, non sono mica una bestia! Ma la guerra non me lo restituirà, lui non ha mai avuto fortuna e non l’avrà nemmeno questa volta.

Caterina – (come da controcanto, con rabbia) Maledetta, maledetta guerra!

Ragazza – La guerra la patiscono soltanto i poveri!

Angela – (rivolgendosi alle altre due, con aria accusatrice) Però voi andate a Tombolo a divertirvi!

Ragazza – Questo è un altro discorso.

Caterina – Tombolo è la ribellione di noi donne verso la guerra, è il nostro modo di difenderci, non lo capisci?

Ragazza – E’ il modo di far vincere sulla morte il desiderio della vita!

(pochi istanti di silenzio che paiono interminabili, note sospese di musica )

Angela – (china e con le braccia abbandonate lungo i fianchi) Sarà, ma non mi convinci. A Tombolo ci andate per fare all’amore, perché non ne potete fare a meno. Lasciate perdere i grandi discorsi, è solo una questione di sesso.

Caterina – (dopo qualche altro istante di silenzio) Hai ragione. A me la guerra mi ha tolto Salvatore, e  alla fine non sono riuscita più a resistere, avevo bisogno di un uomo nel mio letto.

Ragazza – Questi discorsi non servono a niente, lasciamo perdere. A Tombolo c’è chi ci va per una ragione, chi per un’altra, e sono tutte ottime ragioni perché con gli americani non ci si perde mai. Sono generosi, con loro si passano ore magnifiche e ci fanno pure regali!

Caterina – (sforzandosi di alleggerire l’aria pesante che si è creata e di ritrovare il buonumore,  prendendo a braccetto la ragazza “sua complice”) D’accordissimo, non vedo l’ora che venga domani sera! E stai certa che d’ora in poi non farò soffrire quei buoni ragazzoni, li farò contenti tutti quanti!

 

La ragazza lascia Caterina e s’allontana ridendo, allora Caterina prende sottobraccio Angela.

Caterina – (con voce suadente) Vieni con me, domani sera. Solo per vedere, deciderai poi cosa fare.

Angela – (scuotendo il capo) No…no. Non sono ancora pronta.

 

Siparietto con musica

 

Scena settima

Immagini di cortile, musica e suoni di guerra in sottofondo. Commenti dei vicini, impersonati da  figuranti posti nella prima fila sotto il palcoscenico. Il 1° si alza in piedi rivolto verso il pubblico, dice la  sua battuta, quindi si rivolge verso il 2° e si risiede, il 2° a sua volta si alza in piedi, dice la sua battuta…(lo stesso movimento scenico alternato per tutti e tre)

  

-1° vicino – Povero Tonio…Un gigante come lui finito in un campo di prigionia a soffrire di stenti. Ma gli americani, hai sentito?, avanzano verso il Nord e riusciranno a cacciare i tedeschi. Tonio è forte, ce la farà a tornare a casa e Angela deve prepararsi ad accoglierlo come si deve.

-2° vicino – Anche Caterina sta soffrendo per il suo Salvatore. Le ha scritto che è malato di pleurite, ma non è niente di grave, guarirà presto.

-3° vicina – Una pleurite in un campo di concentramento non è una cosa leggera, fossi Caterina mi preoccuperei.

-2° vicino – Eh…E’ difficile curarsi qui da noi, figurati laggiù dove trattano i prigionieri come bestie!

-3° vicina – Povere ragazze, non vedono l’ora di riabbracciare i loro uomini.

-1° vicino – Speriamo che sopravvivano…

2° vicino – Se torneranno, saranno consumati dalla tubercolosi.

3° vicina – Ssst, Angela è su a cena da sua madre, potrebbe sentire.

(si abbassano i toni delle voci)

2° vicino – Comunque, torni o non torni Tonio, la sua vita non sarà più la stessa.

3°vicina – Però Caterina…mi pare che non si dia troppo pensiero per il suo Salvatore.

1° vicino – No, no, è disperata, solo che è forte e non si abbatte come Angela.

 

Pausa. Le immagini i suoni e la musica aumentano per pochi minuti, mentre i tre salgono sul palcoscenico uno dietro l’altro, disponendosi quindi a triangolo al centro del palcoscenico e seguitando a commentare restando immobili

 

-1° vicino – I tedeschi hanno paura dei partigiani, e quando un tedesco ha paura diventa pericoloso.

-2° vicino – I tedeschi sono animali!

-3° vicina – Stai attento a come parli, ci sono occhi e orecchie dappertutto. Ci sono in giro i fascisti, quelli che se ne stanno nascosti, pieni di paura…

-2° vicino – Sono animali anche loro!

-1° vicino – In Russia i tedeschi ne stanno buscando. Come ci godo a sapere che gliele danno, a quelle carogne!

-3° vicina – Hanno trovato pane per i loro denti.

-1° vicino – Sì, ma se fossero consapevoli di perdere la guerra, qui da noi farebbero una strage.

-2° vicino – Gli americani e i russi dovrebbero annientarli mentre sono ancora convinti di essere invincibili.

-1° vicino – Sembrava che la guerra finisse, e invece ne stanno succedendo peggio di prima. Dopo l’8 settembre, i tedeschi non c’hanno dato tregua, e tutto peggiorerà ora che avanzano gli americani!

-3° vicina – Intanto quelli se la godono a Tombolo…Ho sentito dire che certe svergognate vanno là a fare la vita, mentre i loro mariti sono in guerra o nei campi di concentramento.

 

Stacco musicale mentre i tre tornano ai loro posti. Si spenge la luce d’una finestra, Angela esce dalla casa materna e si ferma ad ascoltare…

I tre dicono le loro battute a voce alta restando seduti, movimenti scenici ed espressivi di Angela man mano che ascolta

 

-2° vicino – L’ho sentito dire anch’io. E’ una vergogna che le nostre donne si vendano agli americani, soprattutto quelle sposate.

-3° vicina – Le donne rimaste sole sono vulnerabili, a volte basta un’amicizia sbagliata…

2° vicino – Sì, ma dopo non si può tornare indietro. Lo sbaglio resta, niente o nessuno lo può cancellare.

 

A questo punto, Angela esce dall’ombra, avanza fino all’orlo del palcoscenico e si rivolge ai figuranti nella prima fila di platea che hanno dato voci ai vicini

 

Angela – (con voce strozzata) Ridete di quelle disgraziate e invece dovreste piangere!

Quindi, di scatto, esce di scena scoppiando in singhiozzi

 

Intermezzo di musica col tema di Angela, ma in versione drammatizzata

 

Scena ottava

Mentre il tema musicale di Angela ritorna alle sue cadenze originarie, s’ode provenire da fuori scena la voce del Narratore (registrazione)

 

Narratore – Nonostante le chiacchiere che avevo sentito, Angela sapeva oramai che anche lei sarebbe andata a Tombolo. Ogni volta che ascoltava i racconti di Caterina, le si rimescolava il sangue nelle vene e la notte era un calvario, col sudore che le invadeva tutto il corpo. Forse Tonio non sarebbe più tornato, era giunto il momento di placare il suo corpo pieno di smanie. Anche lei, come Tonio e Salvatore, in un certo senso era una malata, e forse quella che suggeriva Caterina sarebbe stata la cura per la sua malattia. Ora doveva solo ascoltare i propri sensi inquieti e concedere loro il refrigerio di una soddisfazione da troppo tempo invocata…

 

La musica aumenta d’intensità e il tema di Angela torna ad assumere cadenze drammatiche, diventando quasi assordante quando viene mixato con un forsennato boogie-boogie.  I figuranti nella prima fila di platea si alzano e salgono sul palcoscenico, iniziando a ballare, ridendo chiassosi e ballando scomposti al suono del ritmo indiavolato.

Improvvisamente, fra loro si fa largo Angela, che raggiunge il proscenio e guardando nel vuoto grida con voce cupa:

-Verrò! Sì, domani verrò a Tombolo anch’io!

 

Poi, come vinta, si abbandona seduta sul pavimento. Suoni e musica si attenuano, i ballerini smettono di ballare e tornano ai loro posti. Appare Caterina, si avvicina all’amica restando in piedi: è sua l’amara vittoria.

In sottofondo, Lilì Marlene cantata da Marlene Dietrich

 

Caterina – (con voce ferma, guardando in lontananza) Hai fatto bene a deciderti, non ti devi vergognare. Ci divertiremo, e non penseremo ai nostri guai.

Angela – (atona) Vengo solo per vedere, non andrò con nessuno.

Caterina – Nessuno ti costringerà. Se ti verrà voglia di fare come me, ti sceglierai fra i soldati quello che ti piace di più. Sono uomini che non aspettano altro, stai certa che non resteresti delusa.

Angela – Verrà mai a saperlo qualcuno?

Caterina – Di questi tempi, chi vuoi che s’interessi a noi due? Sarà come aver fatto una bella passeggiata, e si tornerà a casa soddisfatte.

 

La canzone prosegue ad alto volume, mentre sullo sfondo appaiono attraenti figure di soldati americani Caterina prende per mano Angela, la spinge ad alzarsi in piedi e quasi la trascina via ed entrambe escono di scena. Musica e immagini in crescendo, poi  fine e silenzio.

 

Breve intervallo

 

 Scena nona

Angela e Caterina a Tombolo (figuranti tutti sul palco) Musiche americane, locale fumoso e calda atmosfera di dolorosa spensieratezza. Soldati e ragazze che ballano, si stringono, si baciano, coppie che s’appartano. Caterina indica John ad Angela.

 

Caterina – Quello è John, il ragazzo che ti volevo far conoscere…Vuoi?

Angela – (fa cenno di sì col capo)

Caterina – Cerca di scioglierti, sorridi. Anche se stasera non te la senti di farci l’amore, ci passerai lo stesso una serata divertente.

 

Il soldato John si avvicina alle due amiche e sorridendo porge la mano ad Angela, mentre Caterina s’allontana abbracciata ad un altro americano.

 

John – Ciao…sono John, un amico di Caterina. Vuoi ballare?

Angela – (fa cenno di sì col capo, visibilmente ammirata del bel ragazzone dal sorriso smagliante e dai modi garbati)

John – Sai, la mia mamma era greca, aveva il colore bruno di voi latini. Mio padre era invece americano, del Montana…grande e grosso come me, ma più rude. Sai dov’è il Montana?

Angela – No…

John – Gli Stati Uniti sono formati da molti Stati, tutti molto grandi. Uno di questi è il Montana, dalle alte montagne e dagli inverni freddi…Un freddo che ti entra nelle ossa, che si sente dappertutto.

Angela – (prendendo sempre più coraggio e lasciando che le iniziali difese si allentino a poco a poco) Nel Montana… hai famiglia?…

John – (scoppia in una gran risata sonora) Vuoi dire se sono sposato? In un certo senso, sì. La mia famiglia sono i miei studenti. Gli faccio conoscere i grandi scrittori  e poeti del loro Paese, l’America, da Walt Whitman a Jack London, a Edgar Allan Poe…Li conosci?

Angela – (lievemente imbarazzata) No…

John – Insegno anche l’italiano, così ora posso fare un po’ di pratica della vostra lingua. Ti dispiace se continuiamo a parlare?

Angela – No…no, anzi.

(attimi di silenzio. Fra i due, occhiate di istintiva reciproca simpatia)

John – Chissà se rivedrò i miei ragazzi! (il suo sguardo si vela di improvvisa nostalgia)

Angela – (quasi a convincere se stessa) La guerra sta per finire…

John – (ogni accenno di leggerezza ora si è spento sul suo volto) Si può ancora morire. Ieri è accaduto a un mio compagno. Non credere che per noi la guerra sia diversa da quella che conosci tu. Non c’è differenza tra chi vince e chi perde, su tutti pesa lo stesso destino di morte.

Angela – Voi americani non siete crudeli come i soldati tedeschi.

John – (riaccendendo il suo bel sorriso luminoso) Di certo non sarò crudele con te…Vieni, andiamo a ballare!

 

In quel mentre avevano messo un lento molto sentimentale. John prende Angela per mano, la trascina nella pista e inizia a ballare stringendola dolcemente a sé. Intorno a loro gli altri fanno altrettanto, sguardi pieni di desiderio e gesti sempre più audaci… Una ad una, le coppie spariscono nell’ombra. Restano solo John e Angela, persi e avvolti in un alone sognante…

 

Lentamente si smorzano le luci

 

Scena decima

Angela è davanti casa sua. Rumori minacciosi di guerra poco lontani. Sullo sfondo, scene di guerra, rappresaglie dei soldati tedeschi, rastrellamenti e violenze sui civili. Un figurante sale sul palco impersonando un soldato tedesco, spintona Angela e cerca di entrare in casa, la donna cerca di impedirglielo.

 

Angela – Qui non c’è nessuno!

Soldato tedesco – Ti uccido se non parli!

Angela – (meravigliandosi del suo stesso coraggio) Uccidimi, ma non troverai nessuno. Mio marito l’avete già preso, è prigioniero in Germania! (gridando ai soldati come un’ossessa) Andatevene, andatevene!

 

Sale sul palco un altro figurante che impersona un anziano del cortile, che una donna tenta di trattenere..

 

Anziano – Se fossi stato giovane, l’avrei fatta anch’io la guerra a questi crucchi. Sanno solo prendersela con le donne e con noialtri vecchi!

Donna- Zitto! Ti possono sentire.

Anziano – E che mi possono fare mai, ammazzare? In questi momenti la morte sarebbe una liberazione. (scoppia a piangere) Così potrei vedere mio figlio, lassù. (gridando, con rabbia, incurante dei soldati che possono sentirlo) Che mi sparino pure, non ho paura di loro! Ma Dio li punirà (pianto disperato)

 

Drammatici bagliori sullo sfondo, scoppi di bombe, la scena resta illuminata solo in alto. Note musicali di andamento tragico che aumentano il pathos.

 

Pausa

 

Scena undicesima

Angela e Caterina

Caterina (si avvicina all’amica, insinuante) – Che cosa faresti, se mi riprendessi John?

Angela – (meravigliandosi della propria reazione) John è cosa mia!

Caterina – (sarcastica) Ahhh!, vedi che hai trovato chi ti ha ridato l’allegria?

Angela – Smettila.

Caterina – (sottolineando il proprio” trionfo”) – T’è bastato allargare le gambe per ritrovare la felicità.

Angela – Sono stata solo con John.

Caterina – Dovrei crederti?

Angela – Certo che mi devi credere!

Caterina – (ironica) Saresti l’unica.

Angela – Eppure mi hai visto, ero sempre con lui.

Caterina – Mica ti facevo la guardia! Che cosa ne so se dopo John sei andata con qualcun altro? Mica lo faccio con uno solo, io, e nemmeno le altre si accontentano di uno…(compiaciuta) Altrimenti dove sta il piacere?

Angela – Non sarò mai capace di fare come te.

Caterina – Lo farai lo farai, lascia passare un po’ di tempo e sarai come tutte noi.

Angela rimane un po’ in silenzio, prima di dire tutto in un fiato…

Angela – Sono innamorata di John.

Caterina – (fingendo di non rilevare il tono grave con cui l’amica ha pronunciato la frase) Lo credo, uno così bello non è facile trovarlo… (ridendo) Ricordati però che non te l’ho regalato, te l’ho solo prestato!

Angela – John mi ama.

Caterina – (beffeggiando l’amica) Questa è veramente grossa!

Angela – E’ la verità.

Caterina – (colpita dall’inattesa rivelazione, e anche un po’ spaventata) Angela, non ti ho portato a Tombolo perché ti innamorassi! Stai in guardia da questo tipo d’amore, non può portare che guai, impara a stare al mondo, scema! Non ne hai avuto abbastanza del tuo Tonio? Gli altri devono solo servire per il nostro piacere.

Angela – (scuotendo il capo, amaramente) Forse hai ragione tu…

Caterina – (con leggerezza, ostentando un entusiasmo troppo esagerato per essere del tutto vero) Dài, non ci pensare…Ci vediamo stasera. E ricordati, allarga le gambe e lascia stare il cuore!    

 

 Scena dodicesima

Tonio e Angela. Tonio a un lato della scena, fra bagliori di guerra; Angela al lato opposto, fra luci e ombre.

 Alternativamente, ognuno di loro due legge una lettera: Angela, brani di quella che le ha scritto Tonio, e Tonio brani della lettera di Angela.

 Angela – …Sono guarito dalla dissenteria che non mi dava pace. Ora sono assai debilitato, ma spero di rimettermi presto. Sono tanto stanco, quel po’ che ci lasciano dormire è una delle poche cose che ci resta, oltre al pensiero delle persone a cui vogliamo bene. Quello che mi tiene in vita è il ricordo del tuo amore. So che ti manco, come tu manchi tanto a me…

Tonio – …Rispondo alla tua lettera con qualche giorno di ritardo, perché non sono stata bene. Nulla di grave, una strana debolezza che deriva certamente dalla situazione che stiamo vivendo. Ma non darti pensiero, ora sto bene…

Angela – …La sera, prima di rientrare nella baracca, alzo gli occhi al cielo stellato e mi dico che quelle stelle sono le stesse che vedi tu. Ce ne sono tre in particolare, stanno una sotto l’altra e sono molto luminose. Me le sono fissate bene nella mente, e quando tornerò a casa, alzandogli occhi al cielo, sono sicuro di ritrovarle. Sai, mi conforta sapere che anche a tanta distanza noi due possiamo vedere lo stesso cielo…

Tonio – …Il lavoro in fabbrica mi assorbe molto, e devo sgobbare se voglio mantenermi il posto. Quando torno a casa sono stanca morta, e mi metto subito a dormire…

Angela – …Ti sto scrivendo al lume di candela, non abbiamo la luce elettrica. I tedeschi sono diventati più nervosi e noi si deve fare molta attenzione, perché anche una piccola disobbedienza ci può portare alla morte. E io voglio ritornare a casa, alla mia vita e a te. Confidiamo in Dio, amore, vedrai che ce la faremo a superare questi giorni terribili…

Tonio – …Mia madre mi ha regalato un paio di calze di nylon, ma non ci sono molte occasioni per indossarle. Solo la domenica, quando a volte esco a fare una passeggiata. Allora mi accorgo che gli uomini mi guardano. Ma non devi essere geloso perché io penso solo a te, solo tu sei in cima ai miei pensieri e non devi mai dubitare dell’amore che ti porto. Non sai quanto dolore mi procura la tua lontananza…

Angela – …Chi avrebbe mai immaginato, quando eravamo fidanzati e sognavamo il nostro avvenire insieme, che poteva accaderci una cosa di questo genere? La guerra io l’avevo letta sui libri, pareva una cosa lontana, che non ci apparteneva, e invece ci è caduta addosso come una valanga. Ci saremmo accontentati di così poco per essere felici…

Tonio – …Spero che questa guerra finisca presto. Ho tanta paura che ci renda diversi, di non essere più gli stessi quando ci rivedremo. Dio non voglia, perché non saprei come vivere senza di te…

Angela -…La lontananza mi ha fatto capire che quello che conta è che noi ci vogliamo bene, il resto si può riuscire a superare. Continua ad amarmi, amore, così come ti amo io, che vivo solo nella speranza di tornare da te.

 

Scena tredicesima

La scampanata

Scena al buio

Voce del Narratore (registrazione) -…Accadde una notte, all’improvviso. Angela e Caterina tornavano da Tombolo, quando entrando nella corte furono accolte dalla scampanata.

 

Fondale con la corte, notte fonda. Angela e Caterina entrano in scena furtive. Istanti di silenzio, quindi all’improvviso tutti i figuranti della prima fila salgono sul palcoscenico, ognuno brandendo pentole, coperchi e tutto l’armamentario per fare la scampanata, accogliendole e  sbeffeggiandole con grida e urla.

 

1° figurante – Angela puttana!

2° figurante- Caterina puttana!

3° figurante -Angela va a Tombolo dagli americani, puttana!

1°figurante – Angela ha messo le corna a Tonio, puttana, puttana!

2° figurante- Caterina ha incornato Salvatore, puttana!

3° figurante – Angela e Caterina siete due puttane!

Le due donne dapprima indietreggiano spaventate, poi cercano di reagire.

Angela – Non è vero, bugiardi, non è vero!

Caterina – (più spavalda) Andate via, andate via rammolliti! Dovreste ringraziarli gli americani che vi salvano la pelle!

La scampanata continua, e i rumori assordanti si mischiano a una musica sempre più incalzante, fino a raggiungere suoni acutissimi e quasi insostenibili, mentre gli scampanatori, come invasati,  si avvicinano sempre di più alle due donne fino a chiuderle, atterrite, in un cerchio minaccioso.

Urla e rumor di pentole misti a musica elettronica

 

Scena quattordicesima

Angela e la madre.

Angela è distesa sul letto, affranta.  Entra la madre, ha un’espressione grave e accusatrice.

Madre –  (come impietrita) E’ vero?

Angela – (in un soffio) No…

Madre – (si avvicina alla figlia, scuotendola) Guardami. (alzando la voce) Guardami!

Angela – Non gridare.

Madre – Se vuoi che non gridi, devi dirmi la verità: sei stata a Tombolo dagli americani?

Angela – (difendendosi debolmente) Non ho fatto nulla di male, sono calunnie.

Madre – (dandole uno schiaffo) Sgualdrina! (Scoppia in pianto) Tonio non meritava una come te!

Angela si alza in piedi, muove qualche passo come un automa

Angela – Voglio bene a Tonio.

La madre le si avventa contro fra le lacrime

Madre – E come gli vuoi bene, facendo la puttana, andando con gli altri uomini? (si accascia su una sedia col viso fra le mani) Che disonore, che disonore, se fosse ancora vivo tuo padre t’ammazzerebbe. Hai gettato la nostra famiglia nel disonore. E io che non mi sono mai accorta di niente! E tutti che parlavano bene di te, Angela qui Angela là, Tonio ha sposato una santa…E guarda cosa gli hai fatto! Lui laggiù a soffrire prigioniero e tu qui a dargli una coltellata a tradimento. (col braccio levato in alto, come a invocare la giustizia divina) Tu sia maledetta per ciò che hai fatto!

Angela – (gettandosi in ginocchio ai piedi della madre) Non maledirmi, mamma, ti prego, mamma, non maledirmi!

Madre – (ponendole una mano sul capo e parlando con voce spezzata) La colpa è anche mia, che non ho saputo vegliare su di te…

Angela – Non è colpa di nessuno, mamma, è tutta colpa della guerra, solo di questa maledetta guerra.

 

Scena quindicesima

Angela e Caterina

Sedute immobili, ai due lati della scena. Piena luce su Caterina, ombre su Angela.

Angela – Quando mi sento addosso gli sguardi della gente, avverto dentro di me come una ferita sanguinante, che mi fa male…

Caterina – (con espressione dura) Fai come me, frégatene della gente. Nessuno ha il diritto di giudicare. Nemmeno Dio, visto che non ha fatto niente per impedire questa guerra. Io mi ribello a un destino che è stato scritto contro la mia volontà, e guai a chi dovesse soltanto sfiorarmi con la sua compassione. Vedi questo? (si alza e si avvicina all’amica estraendosi da sotto la gonna un coltello che tiene legato alla vita) Vedi questo? Da quel giorno infame, lo porto sempre con me. E sono pronta a ficcarlo nella gola di chi oserà darmi della puttana. Non siamo colpevoli di niente, siamo solo vittime. E devono rispettarci!

Angela (alzandosi e scuotendo il capo) Non ho la tua forza, Caterina.

Caterina – E invece devi ribellarti! Non venendo più a Tombolo dichiari la tua sconfitta!

 

Tema musicale di John, lo stesso del loro primo incontro

Angela – (la sua voce si fa dolce) Che dice John? Domanda di me?

Caterina – Sempre…Avevi ragione, ti ama. E’ cambiato…

Angela – (evitando lo sguardo dell’altra) Ci fai all’amore?

Caterina – (dopo una breve pausa) Sì…

Angela – (col pianto in gola) Lo fa anche con le altre?

Caterina – Sì. (guardandola dritto negli occhi) E’ triste, ma non può rinunciare a vivere, sapendo che ogni giorno può essere l’ultimo…Capisci?

Angela – (inaspettatamente, ma con voce ferma) Domani vengo anch’io.

Caterina – (semplicemente) John sarà contento di rivederti.

 

Scena sedicesima

Scorrono immagini di guerra con musiche adeguate: rastrellamenti ed esecuzioni sommarie. Eccidio a Sant’Anna di Stazzema. Vittime 560 persone inermi, fra donne vecchi e bambini. A mano a mano che giungevano notizie che gli americani stavano avanzando,si moltiplicavano le crudeltà dei tedeschi.

 

I figuranti salgono sul palco e mimano scene di ballo, di sesso e di allegria. Angela ritrova John a Tombolo,il quale evidentemente  ha saputo della scampanata

John – La tua gente è stata cattiva con te, non lo meriti.

Angela – Oh, John…Quando tu sarai lontano e tutto sarà finito, avrò sempre il ricordo di queste ore passate con te.

John – (la bacia) Vieni con me, nel Montana.

Angela – Non posso lasciare Tonio.

John – Si rifarà una vita. Sai quanti dovranno ricominciare da capo alla fine della guerra? Ci sarà un perdono generale per tutte le colpe commesse e Tonio capirà che non era l’uomo per te….Capirà, ne sono certo!

Angela – (con lo sguardo accarezzando lontane immagini irreali) E’ davvero bello, il Montana?

John – E’ la mia terra, là ho le mie radici. Il freddo dei suoi rigidi inverni lo porto dentro, scorre nel mio sangue, fa parte del mio corpo e della mia anima.  

Angela – (sorridendo) Quando facciamo l’amore, però, il tuo sangue si scalda…

Scompaiono fra i figuranti che ballano.

 

Scena diciassettesima

Tonio scrive al lume di candela una lettera ad Angela, mentre una voce fuori campo ne scandisce le frasi. Scorrono immagini circa i fatti che Tonio racconta, la musica in sottofondo sottolinea le immagini

 

Tonio (voce registrata)– Cara Angela, sono arrivati nuovi prigionieri, questa volta russi. Vengono dal fronte dove c’è stata una guerra terribile. Alcuni sono mutilati, chi nelle gambe, chi nelle braccia e chi negli occhi. Non saranno più come prima. Per loro non è finita solo la guerra, ma la vita stessa. Poiché è difficile capire la lingua dei russi, ci si parla a gesti, e pare che funzioni. Abbiamo conosciuto anche dei civili tedeschi e con qualcuno di loro ho fatto perfino amicizia. Le persone che ho conosciuto sono buone, hanno quel dolce sorriso che si accompagna sempre ad uno sguardo tenero, sincero.  Non so rendermi conto come siano potuti diventare responsabili di questa guerra atroce…

Le immagini di guerra scompaiono, avanza il tema musicale di Angela

Come stai, amore? Quando vai a dormire e ti abbandoni ai sogni, alle speranze, ai desideri vorrei tanto essere lì con te. Solo il pensiero che mi ami come ti amo io mi aiuterà a sopravvivere…

 

Scompare la figura di Tonio, subentra quella di Angela che risponde alla lettera del marito. Alone di luce. Tema musicale di Tonio.

…Caro Tonio, i tedeschi se ne stanno andando verso nord, finalmente la guerra finirà e tu potrai tornare a casa. Ce l’abbiamo fatta a restare vivi, amore, e non vedo l’ora di riabbracciarti. Sono stati giorni terribili anche per tutti noi e ne portiamo i segni, la guerra non è stata solo al fronte. Ma se vorremo, potremo dimenticare e tornare ad essere come prima. Pensiamo alla nuova vita che ci attende. Io sono qui ad aspettarti, per me non è cambiato niente. Conto i giorni che ancora ci dividono, anch’io vivo solo col pensiero di riabbracciarti…

 

Scena diciottesima

Angela e Caterina

Caterina (con rinnovata rabbia) – Sei proprio stupida a non venire più a Tombolo! Cos’hai da perdere, non te la ricordi più la scampanata? La gente non se la scorda, stai sicura. A che serve fare la santarellina, le gambe le hai allargate tu come me, oramai siamo segnate. Anche se John è stato trasferito, gòditela con qualcun altro. I nuovi arrivati sono ancora più belli!

Angela  (guardando lontano)– Fra poco tempo tornerà Salvatore.

Caterina (sarcastica) – E tornerà anche Tonio. Noi due siamo nella stessa barca. Ma al contrario di te, io non mi sento colpevole!

Angela – Non faccio che pensare a come Tonio reagirà quando verrà a saperlo…

Caterina (sfrontata) – Se non capirà, sarà peggio per lui! Io sono convinta che Salvatore mi capirà.

Angela – C’è da impazzire pensando a quello che è successo…Sembra di vivere in un sogno.

Caterina- Lascia perdere, torna con me a Tombolo e vedrai che queste malinconie ti passeranno.

 

Scena diciannovesima

Campane a festa annunciano la fine della guerra. Immagini di gente inneggiante, musica e suoni di giubilo, nel cortile si balla e si canta. Ben visibile una finestra illuminata. Tutti gli attori e i figuranti che hanno partecipato allo spettacolo sono sul palco, Caterina appare la più scatenata di tutti.

La scena dura qualche minuto, creando l’attesa di quella conclusiva

 

Ad un tratto, Tonio entra lentamente  in scena, seguito da Salvatore. Appaiono entrambi stanchi e pallidissimi. Tutti si fermano, e ammutoliscono. Silenzio gravido di incombente tragedia.

 Salvatore è a un lato della scena. Caterina dal lato opposto.

Angela nel vedere Tonio rimane dapprima impietrita, poi si riprende dall’emozione e muove qualche passo verso di lui, che però resta immobile. Caterina e Salvatore resteranno immobili per tutta la durata del dialogo tra Angela e Tonio.

 

Tonio – Ho saputo…Mi hanno detto. Come hai potuto farlo… (urlando) Come hai potuto farmi una cosa così?!  (implacabile) – E’ meglio morire che vivere in questo modo (dalla sua tasca spunta una pistola, grido generale degli astanti, con una mano egli accarezza l’arma minaccioso)  Dio mi doveva far morire in Germania e risparmiarmi questa vergogna!

Angela – (cercando di aggrapparsi a lui) Perdonami, perdonami.

Tonio – Non voglio più restare su questa terra. C’è il vuoto dentro di me.

Angela – (con le mani giunte) Ho sbagliato, ma abbiamo tanto tempo per rimediare, per ricominciare, ti prego dammi una possibilità. Ti amo, amore mio, ti amo! (si inginocchia davanti a lui) Ti chiedo perdono davanti a Dio!

Tonio – (rimanendo rigido e immobile, senza chinarsi a guardarla) E’ la vita che voglio da te…e io ti darò la mia.

Angela – (chinando il viso quasi a toccare terra) Fa’ di me quello che vuoi. La mia vita è tua, prendila se questo può ridarti la pace. Ti chiedo solo di perdonarmi, così che possa morire sapendo che mi hai ucciso in nome del nostro amore.

 

Angela scoppia in un pianto disperato, poi si alza da terra ed entra in casa. Tonio la segue. Tutti restano muti, posti i due gruppi ai lati.

 Salvatore cerca di trattenere Tonio, che però si divincola ed entra  in casa di Angela

Poco dopo due spari riecheggiano nella notte.

Tutti gridano guardando terrorizzati verso la finestra illuminata, spalle verso il pubblico, poi pian piano spariscono nel buio

Resta solo la finestra illuminata

 

Caterina e Salvatore soli in scena, l’una in un angolo e l’altro all’angolo opposto

 

Il loro avvicinarsi dovrà essere esitante, gli sguardi significativi e la mimica essenziale ed esplicativa dello svolgimento psicologico che avviene nella loro mente e il tumulto dei sentimenti contrastanti che si agita nei loro cuori. Il loro andare l’uno verso l’altra dovrà apparire quasi come un balletto armonioso, la musica elegiaca… finché Salvatore tenderà le mani e in uno slancio generoso e bellissimo accoglierà Caterina nelle proprie braccia

 

La luce della finestra si spegne, mentre una luce radiosa illumina Salvatore e Caterina stretti in un lunghissimo abbraccio. Un nuovo tema musicale  sottolinea la scena, e dovrà essere un “andante” pieno di speranza. 

 

 

 


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4 Comments

  1. Comment by G.V. — 22 agosto 2013 @ 15:16

    L’ho letta tutta di un fiato e ho apprezzato molto la dinamica  appassionata e appassionante della “vicenda”. Posso dire: Eccezionale.
    Senza presunzione, il commento di sopra è di una attenta …lettrice. GV

  2. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 22 agosto 2013 @ 20:53

    Ringrazio a nome anche degli amici coautori Mauro e Alessandro.

    Bart

  3. Comment by Alessandro — 23 agosto 2013 @ 10:29

    Questa opera di Bartolomeo meriterebbe essere rappresentata… noi ci siamo per collaborare. Con il geniale Mauro Cristofani, artista impagabile di immagini e grafica oltre che fraterno amico di sogni e realtà segrete, abbiamo curato il testo teatrale… facendo vivere la Lucca di un tempo e sentendocela vibrare dentro quella “scampanata”. Forse il Comune stesso della bella città Toscana dovrebbe finanziare la valorizzazione di un mondo che c’è stato e sta scomparendo. Noi, semplicemente, abbiamo fatto vivere l’opera di Bart. Spero che qualcuno si decida a sostenerla e a farne un vero e proprio spettacolo della vita e della memoria. Grazie GV delle tue parole e grazie a Bartolomeo, scrittore significativo e amante della magia delle parole.                                  Alessandro Scarpellini: lupoazzurroale@yahoo.it 

  4. Comment by Alessandro — 23 agosto 2013 @ 10:31

    Che la vita torni a far sentire la sua vo 😆 ce presente, passata e futura!!! 💡

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart