Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
I miei libriRivista d'arte Parliamone

La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Piante e fiori del mio giardino e altre bellezze: qui
Download VIVERE CON L'ACUFENE.

LETTERATURA: I MAESTRI: Croce a Gentile

13 dicembre 2018

di Alfredo Todisco
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, 20 aprile 1969]

La pubblicazione di ottantacinque lettere inedite di Benedetto Croce a Giovanni Gentile (Lettere di Benedetto Croce a Giovanni Gentile, 27 giugno 1896 – 23 dicembre 1899, ed. San¬≠soni, pp. 100, s.p.¬Ľ √® un avvenimento di rilievo. Anticipando un po’ sulla data del 1972, fino a quando il car¬≠teggio privato del filosofo napoletano (secondo le di¬≠sposizioni del suo testamen¬≠to) non dovrebbe vedere la luce, la fondazione Giovanni Gentile ha preso l’inizia¬≠tiva di stampare un primo pacchetto delle mille e pi√Ļ lettere di Croce a Gentile conservate nei propri ar¬≠chivi.

Le ottantacinque lettere, fra cui compaiono soltan¬≠to due di Gentile a Croce, si stendono lungo l’arco dal 1896 al 1899, che se¬≠gna il primo intrecciarsi dei pensieri e della fecon¬≠da amicizia finita con la pi√Ļ drammatica delle rot¬≠ture fra i due studiosi che dominarono il panora¬≠ma culturale italiano del¬≠la prima met√† del ‘900.

La lettura di questi primi saggi epistolari che, fra andata e ritorno, devono comprendere un patrimo¬≠nio di oltre duemila missive, ne rivela l’eccezionale importanza: sia per la ricostruzione puntuale del formarsi del sistema dei due filosofi e del loro rap¬≠porto umano; sia perch√© rappresentano una mani¬≠festazione ‚ÄĒ quale oggi sa¬≠rebbe quasi impossibile aspettarsi ‚ÄĒ di elevatissi¬≠mo costume intellettuale e civile.

All’epoca in cui i due studiosi cominciano ad al¬≠lacciare la loro corrispon¬≠denza, entrambi sono dei ¬ęgiovani¬Ľ. Gentile, poco pi√Ļ che ventenne, frequen¬≠ta l’universit√† di Pisa; Cro¬≠ce, maggiore di quasi dieci anni, gode gi√† di un certo nome come letterato e saggista. Sono due uomi¬≠ni parecchio diversi per formazione e carattere. Il siciliano, in cui la vocazio¬≠ne filosofica √® gi√† netta¬≠mente delineata, dimostra uno spiccato acume nel ma¬≠neggiare concetti e astra¬≠zioni; il napoletano, ben compenetrato negli studi storici, appare come un in¬≠gegno aperto a interessi culturali diversi.

Ci√≤ che colpisce nel te¬≠nore di questo scambio √®, prima di tutto, l’atmosfera di nobilt√† in cui si svol¬≠ge. L’amicizia, e anche l’af¬≠fetto, nascono dalla stima intellettuale dell’uno per l’altro, dal comune impe¬≠gno di ricerca, dal pre¬≠sentimento di andare ri¬≠trovando nell’altro un si¬≠mile bisogno di riconside¬≠rare criticamente la cultu¬≠ra dei momento, fortemen¬≠te influenzata dal positivi¬≠smo e dallo scientismo. Fio¬≠rendo sulle idee, questa amicizia assume accenti umanissimi: e ci svela un Benedetto Croce che la sua immagine ufficiale non lascia troppo sospettare.

Non ci sfugge, per esem¬≠pio, la sua preoccupazione assidua, anche se non sban¬≠dierata, per le difficolt√† pratiche del suo pi√Ļ gio¬≠vane interlocutore a cui, attraverso il prestigio e le amicizie, procura la prima cattedra al liceo di Cam¬≠pobasso. Ma ci√≤ che poi si nota in modo particolare √® il riconoscimento genero¬≠so che Croce, cos√¨ spesso, rivolge al merito del suo compagno di ricerca, la prontezza ad accoglierne le obiezioni quando diano nel segno, a dirsi ¬ę toccato ¬Ľ; come possono fare solo i rari spiriti per i quali il raggiungimento della verit√† prevale su qualsiasi consi¬≠derazione personale.

*

Le ottantacinque lettere di Croce, pi√Ļ le due di Gentile si svolgono intorno a due argomenti principa¬≠li: il materialismo storico e la considerazione este¬≠tica. Sullo scorcio del se¬≠colo scorso, il dibattito sul marxismo era in pri¬≠mo piano, e ci√≤ anche per lo stimolo di Antonio La¬≠briola, autore di uno stu¬≠dio sulla concezione mate¬≠rialistica della storia che si distingueva dalle inter¬≠pretazioni positivistiche e meccanicistiche a cui in¬≠dulgevano molti socialisti dei tempo. In quegli anni, Croce sent√¨ fortemente il fascino e l’influsso del pro¬≠fessore di Cassino: anche se quella che al principio pot√© apparire come una identit√† di vedute si risol¬≠se a poco a poco in una divergenza alquanto cla¬≠morosa: e ci√≤ anche per ef¬≠fetto della presa di co¬≠scienza, sempre pi√Ļ chiara, del proprio modo di pen¬≠sare che Croce and√≤ rag¬≠giungendo anche grazie al suo scambio con Gentile.

A distanza di quasi tre quarti di secolo, oggi pos¬≠siamo riconoscere con ani¬≠mo tranquillo che l’inter¬≠vento di Croce e Gentile nel dibattito intorno al mate¬≠rialismo costituisce un con¬≠tributo sul quale nessuno studioso serio del marxismo pu√≤ fare a meno di rivolge¬≠re lo sguardo. Comune a en¬≠trambi era il rifiuto della supposta validit√† del mate¬≠rialismo storico in quanto ¬ę filosofia della storia ¬Ľ: fi¬≠losofia, cio√®, capace di cono¬≠scere obiettivamente ¬ę le leggi della storia ¬Ľ (come se ce ne fossero, come se la storia fosse la fisica di New¬≠ton!) e di prefigurarne esat¬≠tamente il cammino. Cio√® il trionfo immancabile del so¬≠cialismo. Nel 1897 Croce scrive a Gentile: ¬ę Quasi quasi accetterei la sua fra¬≠se che il socialismo mo¬≠derno √® una utopia pi√Ļ fon¬≠data delle precedenti. Con la aggiunta che qualunque previsione dell’avvenire, qua¬≠lunque programma di con¬≠dotta politica, non pu√≤ non essere pi√Ļ o meno un’uto¬≠pia. “La politica non √® una scienza esatta, come i si¬≠gnori professori pensano”, dice il principe Bismarck ¬Ľ.

Concordi nella negazione del materialismo come filo¬≠sofia, Croce e Gentile va¬≠riavano sensibilmente nel giudizio complessivo su di esso. Gentile, accusandolo di mitologia, era tratto dal suo rigore consequenziario a respingerlo totalmente co¬≠me ¬ę uno dei pi√Ļ sciagura¬≠ti deviamenti del pensiero hegeliano ¬Ľ. (Ma vi sono degli eminenti attualisti, i quali vanno ritrovando nel¬≠l’opera di Gentile una pros¬≠simit√† sostanziale con Marx, al di l√† dei suoi anatemi espliciti). L‚Äôatteggiamen¬≠to di Croce era diverso. An¬≠che per lui la ¬ę filosofia di Marx ¬Ľ era una superfeta¬≠zione, un cattivo condimen¬≠to della ricerca materiale che lo studioso di Treviri aveva effettivamente svol¬≠to; ma Croce sosteneva che il ¬ę materialismo storico ¬Ľ rappresentava tuttavia un buon canone per indagare nei processi storici, e, in¬≠somma, voleva estrarre dal¬≠l’involucro metafisico di Marx il suo nocciolo ¬ę sal¬≠vabile ¬Ľ.

In dissenso su questo punto col Gentile, il 6 mag¬≠gio gli scriveva queste righe degne di nota: ¬ę Io non voglio negare che nel Marx, il mater. storico, fosse in un certo periodo una filoso¬≠fia. Ma dico che nella for¬≠ma in cui √® enunciato nel Capitale, nella pref. al Zur Kritik, nelle applicazioni storiche, ecc., non si pu√≤ interpretarlo se non come un canone empirico. Ossia a me pare che nella sua produzione pi√Ļ matura il Marx abbia negato o almeno accantonato i suoi presupposti filosofici ¬Ľ. Ora chi abbia un‚Äôidea del beneficio che il richiamo all’analisi concreta delle condizioni sociali proposto da Marx ha arrecato agli studi storici, non pu√≤ non ammirare lo equilibrio con cui il giova¬≠ne Croce, separando la teo¬≠logia che Marx aveva ere¬≠ditato da Hegel dal suo metodo di lavoro materia¬≠le, considerasse come un peccato di astrazione il re¬≠legarlo completamente ¬ę in soffitta ¬Ľ.

*

A settant’anni di distan¬≠za, la riflessione di Croce sul materialismo storico si rivela in tutta la sua attua¬≠lit√†. Non solo per gli op¬≠positori di Marx, ma an¬≠che, e vorrei dire special¬≠mente, per i suoi sostenito¬≠ri pi√Ļ intelligenti e moder¬≠ni. Fra i quali, in Italia e all’estero, e in contrappo¬≠sizione alla dottrina ufficia¬≠le professata dai partiti co¬≠munisti, non c’√® nessuno che non rifiuti sia il mate¬≠rialismo dialettico (in quan¬≠to filosofia della natura) sia la ¬ę filosofia della storia ¬Ľ costruita, come un castello in aria di disegni profetici, al di sopra del materialismo storico in quanto strumen¬≠to di indagine per compren¬≠dere i fenomeni della real¬≠t√† sociale.

Nel suo famoso libro sul materialismo, che risale proprio a quegli anni, Cro¬≠ce scriveva: ¬ęMa l’interpre¬≠tazione materialistica… non √® perci√≤ meno nuova… A chi si faccia a studiare la storia dopo essere passato attraverso le lezioni della critica socialistica, accade come al miope che si sia fornito di un buon paio di occhiali: vede ben altrimen¬≠ti, e tante ombre incerte gli svelano i loro contorni pre¬≠cisi ¬Ľ.

L’altro argomento intorno al quale il carteggio annoda i fili pi√Ļ nevralgici √® quello della teoria estetica: a cui Benedetto Croce proprio in quegli anni stava strenua¬≠mente ponendo mano. Chi non ha dimenticato l’impat¬≠to che l’estetica di Croce ha avuto nella storia del pen¬≠siero e nella cultura italia¬≠na in particolare, scorren¬≠do queste lettere non pu√≤ non percepire senza emozio¬≠ne il lento germinare, for¬≠marsi e crescere dei suoi ra¬≠mi e delle sue foglie. Anche qui emerge l’importanza dello stimolo che le osser¬≠vazioni e le critiche di Gen¬≠tile esercitarono sulla for¬≠mazione della teoria crocia¬≠na sul problema dell’arte. A questo proposito merita un cenno particolare la lettera a Croce in cui Gentile (ri¬≠chiamandosi a Kant) chia¬≠risce, con la sua abituale in¬≠cisione, l‚Äôunit√† inseparabile tra forma e contenuto: non potendosi dare un contenuto preesistente alla forma, n√© una forma preesistente al contenuto.¬† Nella lettera in data 15 giugno 1899, Be¬≠nedetto Croce, stimolato su questo e altri punti del pro¬≠blema dalle obiezioni di Gentile, gli scrive fra l’al¬≠tro: ¬ę Ho fatto una palino¬≠dia in tutta regola e ho det¬≠to che debbo a voi (il ¬ę lei ¬Ľ si √® tramutato in ¬ę voi ¬Ľ do¬≠po una lunga e intensa fre¬≠quentazione ! ) l’avermi invi¬≠tato a rimeditare sulla que¬≠stione ¬Ľ.

Ora che la pubblicazione di Sansoni, magari forzan¬≠do un po’ la mano, ha co¬≠minciato a farci penetrare nei segreti e nel fascino di una corrispondenza prezio¬≠sa per la cultura italiana ed europea, speriamo che pre¬≠sto le duemila e pi√Ļ lettere di Croce e Gentile possano vedere la luce nello stesso volume.

 

 


Letto 206 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart