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LETTERATURA: I MAESTRI: Il mare di Roma

8 giugno 2017

di Carlo Laurenzi
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, venerd√¨ 17 luglio 1970]

Archeologia dell’impudici¬≠zia precoce. Anni fa, forse die¬≠ci anni fa, sulla spiaggia di Castelfusano, una diciottenne in costume da bagno brillava in un gruppo di coetanei; era la sola femmina del branco. Ricordo che parlava dei ¬ę Gio¬≠chi per Claudio ¬Ľ senza pe¬≠danteria, riferendosi opportu¬≠namente alla rappresentazio¬≠ne dell’Apocolokyntosis come a un evento mondano piutto¬≠sto che culturale.

I ragazzi, che erano tre, bei giovani, un po’ bovini, annui¬≠vano e tacevano. I maschi di¬≠ciottenni spesso (anche allo¬≠ra) non sapevano nulla di Se¬≠neca.

*

La ragazza era notevole, da un certo punto di vista. Ave­va capelli castani, corti; il vi­so era slavato, i lineamenti co­muni, come si osserva non di rado nelle donne dal corpo perfetto.

Costei aveva un corpo per¬≠fetto. Colpiva il suo costume da bagno insolito, e nell’insie¬≠me ‚ÄĒ ecco il tranello ‚ÄĒ pu¬≠dico. I calzoncini erano suc¬≠cinti, ma il torso della ragazza era coperto da una maglietta bianca di cotone, accollata, con mezze maniche; poteva darsi che la giovane militasse nell’Azione Cattolica o che sua madre fosse particolarmente severa.

Venne l’ora del bagno, i ra¬≠gazzi si immersero lanciando grida di derivazione fumettistica (¬ę smack ¬Ľ, ¬ę bang ¬Ľ, di¬≠cevano), la ragazza li segu√¨ contegnosa. Tutti e quattro dopo aver nuotato, riappar¬≠vero a giocare a palla nell’ac¬≠qua bassa. Mi accorsi allora che il castigato costume della giovane avrebbe rallegrato Sa¬≠tana: la maglietta bagnata ade¬≠riva al corpo di lei modellan¬≠done il seno come fosse nudo. Si trattava di un seno statua¬≠rio e dovrei dire di pi√Ļ, dal momento che l’aggettivo ¬ę statuario ¬Ľ non rende giustizia al¬≠la tenerezza di quella forma.

Non distolsi gli occhi da quel seno. Tutto ci√≤ che posso aggiungere a mio vanto √® che non mi avvicinai. Altri spet¬≠tatori, molti altri, furono pi√Ļ impetuosi.

Una piccola folla di uomini circond√≤ il quartetto dei lan¬≠ciatori di palla; la parola vo¬≠l√≤; il numero dei contempla¬≠tori divent√≤ rilevante. Udii esclamazioni e commenti, pro¬≠nunciati ad alta voce, per lo pi√Ļ non riferibili. Constatai che gli intentissimi spettatori erano tutti al di sopra dei trent’anni, a parte qualche ragaz¬≠zino sui dodici, tra i quali un piccolo venditore di noccioli¬≠ne, a bocca aperta. I giovani, al contrario, sembravano privi di malizia, e i tre compagni di gioco della ragazza, in specie, erano impassibili, neanche a disagio; per loro la deliziosa promotrice di scandalo non aveva seno. Quanto alla pro- motrice di scandalo, il suo comportamento fu ammirevo¬≠le. Ogni diva dello spogliarel¬≠lo avrebbe invidiato la flem¬≠ma di lei nel clamore. Quan¬≠do usc√¨ dall’acqua e si diresse verso l’ombrellone, la bella do¬≠vette aprirsi il passo a fatica tra la coorte degli ammiratori, le cui frasi erano di invettiva e di giubilo, con risa e sospiri.

I compagni della promotrice di scandalo fischiettavano as¬≠sorti. Lei non vedeva n√© udi¬≠va: c’era un sorriso lievissimo sulle sue pallide labbra, il suo sguardo d’uccello esprimeva il vuoto. Non si copr√¨, non cam¬≠bi√≤ costume. Si sdrai√≤, dopo avere acceso una nazionale; fu la pioniera di un riscatto, non √® cos√¨?

*

Di punto in bianco hanno scoperto che il mare di Roma √® inquinato; che grossa no¬≠vit√†. Sul tratto di spiaggia li¬≠bera fra Ostia e Fiumicino, dove giace una landa cosparsa di rifiuti, pullula una sconcia vita balneare. Sono qui, coi tetti di frasche, le casupole dei pescatori di arselle. Le fami¬≠glie della colonia villeggiante giungono da Roma prima di mezzogiorno, sulle utilitarie. Da ciascuna delle utilitarie escono un padre, una madre molto grassa, alcuni bambini, una sedia a sdraio, un’enorme palla di gomma a spicchi gial¬≠li e rossi, un cocomero, due bottiglie d’acqua effervescente, un canestro.

Ciascun padre, piantando l’ombrellone nella sabbia nera si guarda intorno corrucciato.

I gruppi familiari che com¬≠pongono la colonia non si ade¬≠guano alle usanze dei lidi ri¬≠spettabili e si ignorano a vi¬≠cenda, con una punta di di¬≠sprezzo. Stando cos√¨ le cose, si potrebbe raccomandare questa villeggiatura a chi ami, al di sopra della socievolezza mon¬≠dana, il rispetto sia pure tru¬≠ce della propria indipendenza Occorrono fatti straordinari perch√© una solidariet√†, del re¬≠sto effimera, si stabilisca fra un ombrellone e l’altro. Non √® stata giudicata straordinaria la comparsa di una roulotte belga (alla cui finestra non fa dato scorgere che un cane lupo) ma l’apparizione, scortata da un giovanotto, di una vecchia signora in bikini.

Si trattava senza dubbio di una signora: lo si capiva an¬≠che a distanza dal suo modo di gestire, di camminare, di muovere il collo. La decrepi¬≠tezza di lei, d’altra parte, era terribile. Le braccia erano scarnificate e giallastre, come arti di mummia. Le gambe vizze conservavano penosa¬≠mente una linea dolce; erano lunghe, con caviglie che, cre¬≠do, erano state sottili. Il ven¬≠tre, ostentato, era obeso: la sola convessit√†, dannazione, in quella funesta magrezza. Il bi¬≠kini della vecchia era color rosa; i sandali, dall’altissima suola di sughero, bianchi.

La donna aveva anche un viso, dall’espressione attonita, come di avvoltoio satollo. Par¬≠lava, rivolgendosi al compa¬≠gno, con una piccola, gradevo¬≠le voce; l’accento era stranie¬≠ro. Resta da dire qualcosa sul giovanotto. Costui poteva ave¬≠re trentacinque anni. Piant√≤ l’ombrellone; poi si tolse la camicia, la canottiera sordida, i pantaloni alla zuava, i cal¬≠zettoni di lana, gli scarponcel¬≠li, e rimase in mutande da ba¬≠gno, antiquate, lunghe fino a mezza coscia. Era calvo e flac¬≠cido; parlava il romanesco dei sacrestani. Resta da dire, an¬≠cora, qualcosa sul mezzo di trasporto con cui la coppia era venuta al mare: una motoretta fiammante.

*

La colonia guardava ostil¬≠mente la coppia; furono viste mogli varie, appartenenti a ombrelloni contigui, far lega tra loro scandalizzate. Capi-trib√Ļ diversi solidarizzarono nella riprovazione, fino a scam¬≠biarsi offerte di sigarette. Con¬≠getturai che la vecchia fosse inglese e non ignorasse le fa¬≠vole amatorie di D. H. Law¬≠rence. Mi impietosii su quella irriducibile Lady Chatterley.

¬ę Credi che possa avere un po’ di birra, caro? ¬Ľ chiese Lady Chatterley al maschio. Il maschio, che si era steso sulla rena, la fiss√≤ con irritazione: ¬ę Eh, no, bella, te la devi da guadagn√† ¬Ľ. ¬ę Hai ragione te¬≠soro ¬Ľ, sorrise la vecchia. E, raggiunto il margine della stra¬≠da, piegatasi non senza gra¬≠zia, cominci√≤ a coprire con certi lenzuoli, pian piano, con pazienza e abilit√† d’amore, la motocicletta sulla quale dar¬≠deggiava il sole.


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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart