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LETTERATURA: I MAESTRI: La lezione di Hegel

6 aprile 2017

di Pietro Piovani
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 9 ottobre 1969]

Interpretazione di Hegel di Enrico De Negri √®, nella pur vastissima letteratura cri¬≠tica hegeliana, uno dei libri pi√Ļ importanti che siano stati scritti sul pensiero del grande filosofo tedesco. Bisogna sa¬≠lutarne con viva soddisfazione la nuova edizione, presen¬≠tata in questi giorni dalla Sansoni (pp. 415, L. 2800) in una indovinata collana edito¬≠riale, diffusa e accessibile. Ben noto agli specialisti, il libro non lo √® altrettanto al pubblico colto, fra cui non mancano i curiosi della figu¬≠ra e dell’opera di Hegel; in¬≠fatti, nella prima edizione, pubblicato in Italia dalla Bi¬≠blioteca Filosofica della me¬≠desima casa editrice fioren¬≠tina, ma stampato a Praga, usc√¨ alla fine del 1942, in an¬≠ni tragici, in cui, inegualmen¬≠te distribuito per forza di cose, si esaur√¨ presso bibliote¬≠che e acquirenti specializza¬≠ti: da allora, era rinvenibile con difficolt√† anche nell’am¬≠bito dell’antiquariato qualifi¬≠cato. Perci√≤ va dato un lieto benvenuto alla recentissima, attesa nuova edizione, tutta riveduta, aggiornata, modifi¬≠cata, arricchita di un’appen¬≠dice.

Forse perch√© siamo fra quelli che considerano questo libro un vero modello di sto¬≠riografia filosofica, confessia¬≠mo che le sopraggiunte mo¬≠dificazioni poco ci persuado¬≠no. Per essere sinceri, dobbia¬≠mo dire che, nella sostituzio¬≠ne del capitolo XIII, fra la prima redazione (Il dolore dell’autocoscienza) e l’attua¬≠le (Servit√Ļ e infelicit√† del¬≠l’autocoscienza), preferiamo la¬† prima.¬† Probabilmente, le lunghe discussioni di questi ultimi lustri sulla famosa dialettica del signore-servo hanno indotto il De Negri a tornare sul tema. Egli √® nella condizione di essere l’autore di un ¬ę classico ¬Ľ (nel suo ge¬≠nere) e di non saperlo. √ą una modestia che gli fa ono¬≠re, in mezzo a tanti scrittori di capolavori solo presunti, tali esclusivamente per i loro autori, anche nel campo del¬≠la storia e della filosofia. Pe¬≠r√≤, √® un’umilt√† che sospinge a revisioni e a rielaborazioni, secondo noi, inopportune.

Ma, quali che possano es¬≠sere i nostri gusti (molto opi¬≠nabili) di fronte alla riedizio¬≠ne fin troppo rinnovata, il libro rimane fondamentale; degnissimo di essere consi¬≠gliato a quanti vogliano cer¬≠care di capire il difficile He¬≠gel dall’interno. Proprio que¬≠sto √® il merito centrale del¬≠l’esposizione: interpreta He¬≠gel con Hegel, seguendolo, senza eccessi di pedanteria, ma con sovrana padronanza dei testi, nei vari momenti dello sviluppo della sua ri¬≠flessione, mostrandone l’unit√† sostanziale profonda. Co¬≠noscitore appassionato e com¬≠petente dello Hegel giovane, su cui ha scritto anche al¬≠trove con sicura maestria, il De Negri non si ferma alla genesi giovanile come a sta¬≠dio definitivo della forma¬≠zione del pensiero del suo filosofo, tuttavia riesce a di¬≠mostrare che i grandi temi che stanno fra i primi fram¬≠menti ancora acerbi e il tur¬≠gore fecondo della Fenome¬≠nologia sono essenziali per la comprensione dell’intero Hegel.

La tesi del libro, sostenu¬≠ta al tempo stesso con di¬≠screzione ed energia, ridotta al suo scheletro potrebbe es¬≠sere questa: tutto il singola¬≠re, arduo linguaggio della filosofia hegeliana, aperto alle illuminazioni e ai frain¬≠tendimenti, pu√≤ essere inte¬≠so solo se non si dimentichi¬≠no mai gli interessi non tan¬≠to ¬ę teologici ¬Ľ, ma etico-reli¬≠giosi di Hegel, attratto dalle discussioni romantiche su grecit√† e cristianesimo; su¬≠bito abituato a pensare la fi¬≠losofia in termini di storia universale dello spirito; esper¬≠to di dibattiti contempora¬≠nei, ma capace di risalire a fonti anche lontane: da Schleiermacher a Lutero.

Certe formulazioni hege­liane si possono intendere solo risalendo a Lutero, al particolare rapporto cultura­le che lega Lutero da un lato al Medio Evo, da un lato
alla riforma del mondo mo¬≠derno. Il Cristo spartiacque della storia del mondo, √® un segno di contraddizione radicale: √® una scissione dello Spirito, un congedo defini¬≠tivo delle armonie unitarie della classicit√†. Spetta alla filosofia meditare su tale scis¬≠sione, capirla, superarla; la Filosofia dello Spirito di He¬≠gel √®, sostanzialmente, que¬≠sto superamento: intellettua¬≠listico ma formidabile tenta¬≠tivo di riconquista della to¬≠talit√† contro la scissione. Del valore dell’opposizione e di tutta quanta la dialettica non si capisce nulla ‚ÄĒ secondo De Negri ‚ÄĒ se non si capi¬≠sce questo. E la filosofia he¬≠geliana, pur nelle sue contrad¬≠dizioni e lacerazioni, ha la sua unit√† intima nelle suc¬≠cessive proposte di unifica¬≠zione totale che avanza, fino alle concettualizzazioni estre¬≠me dell’ultimo periodo, le quali, con il materiale tratto liberamente dalla storia, rico¬≠struiscono genialmente la me¬≠tafisica.

Questa Interpretazione di Hegel, che tiene conto con originale acume, con intelli¬≠gente autonomia, degli studi hegeliani fra Dilthey e Haering, √® rimasta chiusa con sette suggelli all’intendimento critico dei neohegeliani, usi a leggere Hegel in tutt’altra chiave. I commenti alla pri¬≠ma edizione del libro regi¬≠strarono, insieme con ricono¬≠scimenti significativi, incom¬≠prensioni sintomatiche e, pi√Ļ ancora, disorientamenti elo¬≠quenti. Oggi che i testi hege¬≠liani sono meglio avvicinati, o avvicinabili, nella varia gamma delle loro suggestioni, l’accoglienza alla nuova edi¬≠zione potr√† essere diversa?

√ą augurabile. Ma ‚ÄĒ occorre aggiungere ‚ÄĒ non √®, nemme¬≠no ora, molto probabile, giac¬≠ch√©, oggi, se Hegel non √® pi√Ļ soltanto l’antenato di una scuola illustre, √®, spesso, sola¬≠mente il ricco deposito di for¬≠mule utilizzabili da catechi¬≠smi contrapposti.

E il libro di De Negri, agli spacciatori e utenti di formu¬≠le dotte, non dice, non vuol dire nulla. Per De Negri, hegelista non hegeliano, Hegel non √® un pretesto polemico, ma un’autentica passione spe¬≠culativa: non uno scrigno da saccheggiare, ma una mente da penetrare, una lezione da ascoltare.

 


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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart