Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
I miei libriRivista d'arte Parliamone

La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Piante e fiori del mio giardino e altre bellezze: qui
Download VIVERE CON L'ACUFENE.

LETTERATURA: I MAESTRI: Miti ebraici e miti greci: Le cugine Eva e Pandora

9 maggio 2017

di Arturo Lanocita
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, 11 settembre 1969]

Un modo nuovo di propor¬≠re la Bibbia e i testi sacri ebraici che seguirono alla Bibbia ‚ÄĒ giacch√© quelli che precedevano sono andati per¬≠duti ‚ÄĒ nel volume di Robert Graves e di Raphael Patai, ora edito in Italia da Longa¬≠nesi: I miti ebraici (pp. 391, L. 4000). L’uno protestan¬≠te e l’altro israelita, i due compilatori collegano questo lavoro al precedente di Gra¬≠ves, sui miti greci; ma non senza forzature di metodo, una volta che la Bibbia non ha caratteri mitologici, per gli studiosi, e i testi ellenici hanno soltanto quelli.

I miti ebraici si riferisce alla Genesi, il primo dei cin¬≠que libri del Pentateuco, dal¬≠l’alba della creazione sino al¬≠la migrazione in Egitto. Sen¬≠za essere una ¬ę critica alla Genesi ¬Ľ, come √® detto im¬≠propriamente nel sottotitolo, il volume, nella parte esege¬≠tica, intercalata al testo, po¬≠ne a raffronto, con acutezza, la storia sacra ebraica e quel¬≠la della Grecia antica, non tanto per puntualizzarne le dif¬≠ferenze quanto le affinit√†. Ed √® qui, appunto, la novit√† del¬≠l’opera, nel parallelismo fra due grandi tradizioni, che poi divergono per stacco di luogo e di tempo, ma pi√Ļ ancora perch√© la prima √® il retaggio d’una religione mo¬≠noteistica e l’altra del pi√Ļ classico esempio di politei¬≠smo. Che coincidessero in pi√Ļ punti, se pure in altrettanti discordano, pu√≤ risultare sor¬≠prendente solo per chi, co¬≠me noi, ha familiarit√† occa¬≠sionale con gli studi dei testi sacri, mentre √® acquisito per gli esperti.

Pilastro della cristianit√† come dell’ebraismo, una Bib¬≠bia cos√¨ singolarmente com¬≠mentata ‚ÄĒ come i documenti sacri successivi, destinati alla chiarificazione della legge mosa√¨ca ‚ÄĒ appare un paesaggio su cui si siano avventati i fendenti delle luci di rifletto¬≠ri variamente e imprevista¬≠mente colorati. Rilievi inat¬≠tesi, dirupi e cime non cono¬≠sciuti, al luogo dei boschi e delle pietraie che lo sguardo altre volte incontrava, fan¬≠no a tratti pittoresco il pa¬≠norama e a tratti disameno; il mondo antico, comunque, ne risulta pi√Ļ compatto e uni¬≠forme, almeno in questo no¬≠stro angolo di pianeta che negli scorsi millenni fu cre¬≠duto l’universo, ed era sol¬≠tanto il bacino mediterraneo, pertinente ad Israele come all’arcipelago ellenico.

Lo stesso mare, gli stessi miti. A cominciare dalla pre¬≠sunta dissennatezza femmini¬≠le: la Genesi fa colpa ad Eva della caduta dell’uomo, a causa dell’indigesta mela, cos√¨ come il paganesimo ad¬≠dossa a Pandora la respon¬≠sabilit√† di aver dato via li¬≠bera a tutti i mali dell’uma¬≠nit√†, venuti fuori dal vaso in¬≠cautamente aperto; e la mi¬≠soginia costituisce cos√¨ il pie¬≠distallo delle due tradizioni. Senza scagionare, con questo, la maschilit√†, che esige la sua parte di disobbedienza; e d√† il cattivo esempio Zeus anco¬≠ra ragazzo, capostipite degli dei ellenici, che osa castra¬≠re Crono, suo padre, com¬≠portandosi allo stesso modo di Cam, nei riguardi del ge¬≠nitore No√©. Se non che, per la Bibbia, che non tollera contestazioni giovanili, Cam sconta il crimine con la con¬≠danna a schiavit√Ļ perpetua; mentre per la leggenda gre¬≠ca Zeus √® addirittura pre¬≠miato e promosso, con l’asse¬≠gnazione dei galloni pi√Ļ do¬≠rati, quelli che toccano al ge¬≠neralissimo fra le divinit√†. Se non i delitti, cambiano i tribunali; e i verdetti.

Nei testi sacri ebrei come nei miti pagani ‚ÄĒ e qui si torna alle affinit√† ‚ÄĒ la ri¬≠volta contro la gerarchia ce¬≠leste √® organizzata nel fondo delle acque. Mentre dai flut¬≠ti asiatici si erge, sino alla cintola, il principe del mare, Rahab, a sfidare Jehovah, il dio d’Israele, altrettanto fa nell’Egeo il nume Poseidone, che dalla sua reggia marina vorrebbe scavalcare il fratel¬≠lo arcipotente, Zeus; e in questo atto di superbia delle due autorit√† idriche, qualco¬≠sa come il complotto degli ammiragli, e anche nella loro sconfitta, la parentela delle due tradizioni si convalida. In quanto alla nascita di Abramo, che sua madre ab¬≠bandona, ancora fantolino, in una grotta ritenuta inacces¬≠sibile, perch√© non lo uccida il barbaro re Nimrod, avver¬≠sario giurato della materni¬≠t√† e infanzia, √® fin troppo noto che i miti delle pi√Ļ re¬≠mote civilt√†, e non solo di quella greca, narrano la sal¬≠vezza di certi eroi in fasce, sfuggiti miracolosamente, do¬≠po la nascita, alla strage del¬≠l’innocenza: da Mos√© a Edi¬≠po, da Ciro a Romolo e Re¬≠mo, da Paride a Teseo, qua¬≠si tutti allattati da lupe o da orse o da capre, pi√Ļ graziose e benigne degli esseri umani.

Se sono in pochi ad igno¬≠rare il mito, rimbalzato dal¬≠l’una latitudine all’altra, dei neonati sottratti allo stermi¬≠nio, perch√© grandi missioni li attendono, non appare ine¬≠dito neppure il parallelo fra l’arca concessa a No√®, per¬≠ch√© il diluvio non travolga e cancelli tutti gli esseri viventi, e l’arca concessa da Zeus a re Deucalione e a sua moglie Pina, anch’essi minacciati, per la leggenda pagana, dal¬≠le acque che stanno per som¬≠mergere la terra. Questi prov¬≠videnziali interventi divini per riscattare i pochi giusti dallo sterminio dei molti in¬≠giusti s’incontrano, in egua¬≠li circostanze, con eguali mo¬≠di, nei miti degli ebrei come nei miti dei greci: per esem¬≠pio, se i pagani Filemone e Bauci, coppia vetusta, ma in altro tempo ospite premuro¬≠sa di Giove, scampano per volere dei numi alla distru¬≠zione della loro citt√† disso¬≠luta, nella Bibbia Lot e sua moglie, giudicati meritevoli di trattamento particolare, sono sottratti, grazie a un preavviso, alla pioggia sulfu¬≠rea che incenerisce gli altri abitanti di Sodoma.

E, per Lot, un secondo pa¬≠rallelo: egli vede sua moglie tramutarsi in una statua di sale, nella Genesi, perch√© si √® volta a guardare, nonostan¬≠te il monito ricevuto, come fanno a crollare i palazzoni dei corrotti cittadini di So¬≠doma. Non √® lo stesso, ma nemmeno √® molto diverso ci√≤ che accade a un’altra coppia famosa, quella della ninfa Euridice e del poeta musico greco Orfeo, il quale ottiene di poter recuperare, scendendo agli infer√¨, la sua compagna morta, a condizio¬≠ne che, mentre essa gli tien dietro, lui non si volga a guardarla. E tutti sappiamo della disastrosa disobbedien¬≠za. (Se Orfeo non avesse avu¬≠to troppa fretta, se avesse amato un po’ meno Euridice).

A furia di esemplificare, l’analogia fra miti ebraici e miti greci suggerita da Graves e Patai appare sempre pi√Ļ insistente. Cambiano, tut¬≠tavia, di frequente, le conclu¬≠sioni edificanti delle narra¬≠zioni; e, nel confronto con la leggenda ellenica, il testo e-braico resta diversamente se¬≠vero e ammonitorio. Mai vol¬≠gersi indietro, certo; ma, fra la signora Lot, salificata, nel¬≠la Genesi, per scontare un suo peccato, ed Orfeo che addossa alla moglie, rispro¬≠fondata negli abissi degli in¬≠feri, l’espiazione d’una colpa che gli appartiene, Euridice risulta chiaramente vittima di un’ingiustizia, mentre il marito fruisce del privilegio dell’immunit√†. Sembra valida la supposizione che i poeti godano di forti raccomanda¬≠zioni, in cima all’Olimpo. Lass√Ļ qualcuno li ama.


Letto 235 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart