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LETTERATURA: I MAESTRI: Una lettera inedita di Malaparte a Bino Binazzi

17 ottobre 2017

di Armando Meoni
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 3 aprile 1969]

Di Curzio Malaparte, nell’aromatizzarlo a dovere in Amici allo spiedo, Anto¬≠nio Baldini scrisse ch’era uo¬≠mo da non rimanere in pace neppure col proprio nome. Da qualche scorsa nei carteg¬≠gi in gran parte inediti, e dai frontespizi dei libri che dette a stampa, non ci vuol molto a rendersi conto che un Kurt Suckert del 1917 diviene due anni dopo Curt Erich Suchert, per mutarsi nel 1923 in Curzio Suckert ma¬† trasformandosi definitivamente in Malaparte nel 1927, metamorfosi che solo nell’aprile 1937 ricever√†, con decreto regio, la legalizzazio¬≠ne anagrafica. Altrettale di¬≠sinvoltura, come si potr√† ri¬≠levare dalla lettera inedita che segue, il Malaparte di¬≠mostr√≤ con l’opera sua pri¬≠ma, uscita nel 1920 col titolo Viva Caporetto sotto la sigla della Casa Editrice Rassegna Internazionale in Roma. Il li¬≠bro fu composto in una tipo¬≠grafia pratese, di propriet√† d’un noto esponente massone, che poco dopo, e per quell’appartenenza alla massone¬≠ria e per quel libro, ebbe a patire dai fascisti i guai suoi, non ultima la distruzione del¬≠la piccola tipografia. Sensi¬≠bilissimo al barometro poli¬≠tico, si diceva che sentisse spuntare la gramigna sotto i piedi, il Suckert s’affrett√≤ a mutar titolo all’opera, che ebbe per titolo nuovo L√† ri¬≠volta dei santi maledetti sot¬≠to la sigla editoriale All’in¬≠segna della Lupa Editrice in Roma.

Vale la pena di lasciarlo raccontare al Suckert in per¬≠sona, grazie alla lettera che in quegli stessi mesi scrisse al poeta e giornalista pratese Bino Binazzi, morto nel 1930 in piena maturit√† ma oscu¬≠ramente come aveva purtrop¬≠po vissuto, tanto che Ardengo Soffici curandone quattr’anni dopo la raccolta po¬≠stuma delle Poesie, ne defi¬≠niva la vita ¬ę un lungo pel¬≠legrinaggio di spostato socia¬≠le, di povero sapiente e di poeta senza macchia, che do¬≠veva finire in una sublime via crucis ¬Ľ. Negli anni pre¬≠cedenti la prima guerra, il Binazzi aveva dato al Suc¬≠kert, studente nel collegio Ci¬≠cognini, ripetizioni di latino e di greco, e l’allievo ne ser¬≠bava affettuoso e scanzonato il ricordo.

La lettera del Suckert √® interamente autografa su un foglio che in testata reca stampato: Direzione Italiana dell’Oceanismo – Movimento Artistico-Filosofico Interna¬≠zionale – Diretto da C. Erich Suchert – Sede Centrale in Roma,¬†¬† piazza Montecitorio: 27. Da rilevare, in ordine ai risentimenti espressi dal Suc¬≠kert contro i fascisti, che l’anno seguente le rare lette¬≠re che il Binazzi ancora ri¬≠cever√† dall’antico allievo pra¬≠tese gli giungeranno su carta intestata ai Sindacati Fascisti dei Lavoratori, Segreteria Generale per la Provincia di Firenze. Segretario n’era il Suckert (questo fino al decreto regio dell’aprile 1937 il legittimo nome allo stato ci¬≠vile), che la carica terr√† appena il tempo necessario a cavarne un nuovo libro: L’Eu¬≠ropa vivente – Teoria storica del sindacalismo nazionale.

Roma, 14 aprile 1921.

Caro Binaccio, mio fra¬≠tello le avr√† gi√† recapitato il mio libro con la nuova copertina, e raccontato il pandemonio successo al¬≠l’apparizione del mio pri¬≠mo e, forse, ultimo capo¬≠lavoro (quel forse √®… fa¬≠scista) .

Dunque, il volume √® sta¬≠to esposto nelle vetrine del¬≠le librerie d√¨ Roma, mer¬≠coled√¨ della settimana scor¬≠sa (15 giorni or sono). La vendita si √® subito inizia¬≠ta molto bene. Il successo pareva discreto. Quand’ecco che squadre di fascisti, armati d√¨ randelli, irrom¬≠pono nelle librerie ingiun¬≠gendo di togliere il mio li¬≠bro dalle vetrine e minac¬≠ciando rappresaglie se i li¬≠brai si fossero arrischiati a venderlo.

Patatrac! I librai, im¬≠pauriti, ubbidiscono. Cos√¨, per quanto il mio libro con¬≠tinui ad essere richiesto, i librai non lo vendono per paura di peggio. Mi reco dal Fascio a protestare; e quei monopolizzatori diciottenni del patriottismo mi rispondono per bocca del lo¬≠ro segretario, l’ex-colonnel¬≠lo effettivo Vallesi (si figu¬≠ri che mentalit√†): ¬ę Non √® niente, questo! Un giorno o l’altro toglieremo dalla circolazione anche lei. In¬≠tanto sappia che oggi i pi√Ļ forti siamo noi e che ce ne infischiamo delle proteste ¬Ľ.

Benissimo. E io li piglio per fessi, strappo la prima pagina del libro e cambio la copertina, togliendo an¬≠che il ¬ę Libro ammesso etc ¬Ľ.

Il titolo nuovo?
La rivolta dei santi ma­ledetti.
Vedremo un po’ chi la spunta.

Così, nella recensione che ella mi farà, parli del libro come se il titolo fosse il nuovo, e accenni al fatto dei fascisti. Inteso? E mi risponda subito per dirmi il suo parere in merito al nuovo titolo.
E mi dia, caso mai, un consiglio sul da farsi.
Tra venti giorni, imman­cabilmente, uscirà Le noz­ze degli eunuchi.

Salutissimi, cordialmen­te suo

SUCHERT


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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart