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LIBRI IN USCITA: B. Di Monaco: “Letture sparse tra vecchio e nuovo. Volume Secondo”, Marco Valerio Edizioni

17 Maggio 2011

E’ uscito in questi giorni il mio ultimo volume di saggi che contiene le mie letture di alcuni romanzi dei seguenti autori:

Giuliano Agresti, Giovanni Arpino, Vittorio Baccelli, Stefano Bernazzani, Alfredo Bianchi, Libero Bigiaretti, Valter Binaghi, Leonardo Bonetti, Paolo Cacciolati, Ferdinando Camon, Gaetano Cappelli, Rocco Carbone, Carlo Coccioli, Giovanni Comisso, Gabriele D’Annunzio, Martino De Vita, Monica Dini, Caterina Falconi, Enzo Ferrari, Tommaso Fiore, Mariapia Frigerio, Marco Vignolo Gargini, Ilaria Giannini, Sirio Giannini, Guido Gozzano, Giuliano Gramigna, Carlo Gravino, Elio Lanteri, Dino La Selva, Pino Loperfido, Gordiano Lupi, Michele Lupo, Achille Maccapani, Maurizio Maggiani, Marino Magliani, Curzio Malaparte, Raffaele Mangano, Roberto Michilli, Giorgio Morale, Giulio Mozzi, Felice Muolo, Stefania Nardini, Daniele Nepi, Tosca Pagliari, Vincenzo Pardini, Ercole Patti, Giuseppe Pederiali, Luigi Pingitore, Guido Piovene, Vilma Ramella, Francesco Randazzo, Leonida Répaci, Mario Rocchi, Tiziano Scarpa, Rocco Scotellaro, Eros Sequi, Carlo Sgorlon, Marzio Siracusa, Antonio Steffenoni, Fabio Strafforello, Saverio Strati, Dino Terra, Stefano Terra, Giovanni Testori, Enrico Tomei, Daniela Toschi, Renata Viganò.

Il libro √® acquistabile presso Marco Valerio Edizioni, qui, o scrivendo a: Marco Valerio Edizioni, Via Guidobono 9 – 10137 Torino, facendoselo spedire in contrassegno. Cliccando sul link, si possono vedere anche le particolari offerte dell’editore a riguardo dei miei libri.

Il libro reca all’inizio la bella testimonianza di Giorgio B√°rberi Squarotti, uno dei maggiori studiosi della letteratura italiana contemporanea, che riproduco:

Nell’ambito della critica come genere di riflessione e giudizio, fra l’interpretazione obiettiva e distaccata e la reazione militante a quanto la narrativa offre giorno dopo giorno, c’√® un terzo punto di vista, ed √® la “lettura”, che non √® legata alla quotidianit√† con il molto, in genere, di enfasi e di politica, e neppure pretende alla sistemazione definitiva degli autori co¬¨me l’invito “alla storia”. Da qualche tempo ormai questo terzo modo di indagine e di scrittura critica sembra venuto meno. Accade allora che tante opere del nostro novecento e anche dell’ottocento appaiano ormai del tutto dimenticate, come se non esistessero o non fossero mai nate, perch√© gli editori non le ristampano, legati come sono alle mode e all’attualit√† pi√Ļ precaria e fuggevole, e, quando sono tirate fuori, per lo pi√Ļ casualmente, sono accolte dai critici militanti come se fossero venute fuori dal nulla, suscitano stu¬¨pore, sono credute analoghe a quelle che contemporaneamente appaiono alla ricerca di premi e di successi effimeri, e spesso il recensore prende notevo¬¨li cantonate nel giudicare per l’ignoranza della prospettiva del tempo secon¬¨do cui il libro √® stato scritto e deve essere letto. Si aggiunga il fatto che il critico militante d’ora, abituato alle mode fragili e mediocri, spesso non si accorge neppure che l’opera del passato √® di quelle fondamentali, diciamo pure “sublimi”. C’√®, per il bene della nostra letteratura, invece ancora un vero “lettore”, accanito, strenuo, rigoroso, ma tutt‚Äôaltro che soltanto un re¬¨gistratore di libri, anzi curioso, avventuroso, imprevedibile per le scel¬¨te, pieno di curiosit√† e di stupori, ed √® Bartolomeo Di Monaco, che si √® cre¬¨ata una specula letteraria ai margini di Lucca, libero da ogni impegno e con¬¨dizionamenti e canoni, e per questo “ingenuo” come il lettore deve essere e puro da ogni condizionamento dei mezzi di comunicazione di massa. Egli ha messo ordine nella babelica biblioteca della nostra narrativa (con qualche uscita fuori d’Italia, a scopo esemplificativo): non so dire quante siano state le sue “letture”, in tanti anni di accanito lavoro, ma s‚Äôha da dire, con grande meraviglia e applauso, che per suo merito i moltissimi e altissimi documenti del valore esemplare del nostro romanzo sono stati recuperati, considerati, descritti, offerti all‚Äôattenzione dei lettori giustamente schifati della povert√† delle opere d‚Äôattualit√† e di moda. Preciso che Di Monaco “legge” soltanto opere di narrativa: niente poesia e niente teatro o saggistica. E ugualmente c’√® da aggiungere che egli √® un “lettore” risentito e vivacissimo, non si fa condizionare dalle sentenze che sembrano andate in giudicato, “legge” i romanzi dopo la libera scelta. Si tratta di “lettu¬¨re‚ÄĚ che rispondono ad alcuni quesiti fondamentali: il significato e l’efficacia della vicenda, la capacit√† della scrittura, il messaggio che l’autore offre, la durata al di l√† del tempo. Aggiungo un altro aspetto di Di Monaco “let¬¨tore”: egli non ama il romanzo sperimentale, problematico quanto a riflessione su se stesso, frutto di troppo gioco di parole. E un altro sommo meri¬¨to di Di Monaco √® l’essere del tutto estraneo ai condizionamenti editoria¬¨li, capace com’√® di “leggere” e conservare nella memoria critica opere che hanno stampato minimi e sconosciuti editori e che i mezzi di comunicazione disdegnano e i librai a priori rifiutano, e si tratta, invece, di romanzi che esistono proprio perch√© rappresentano e garantiscono la durata del genere narrativo verso un autenticato futuro. Tanto per fare un esempio, cito subito autori come Gravino, Pardini, Siracusa, Teglia. Non √® possibile commentare tutte le “letture” di Di Monaco (raccolte in 6 volumi da Marco Valerio Editore), che √® un lunghissimo itinerario, una sequenza di sassolini candidi con i quali percorrere il viaggio nella narrativa lungo i secoli. Posso indicare, come dimostrazioni di sicurezza e di prontissi¬¨ma reattivit√† del “lettore” ad autori decisivi, ben rilevati e sollecitati al lettore a soffermarsi e comprendere e arricchirsi intellettualmente e spiritualmente: Alianello, Alvaro, Bacchelli, Banti, Bassani, Bianciardi, Brancati, Bufalino, Fiore, Cavani, Cialente, Coccioli, Corti, D’Arzo, d’Annun¬¨zio, Dess√¨, Drigo, La Capria, Lattes, Levi, Malaparte, Mari, Manzini, Montanelli, Ortese, Ottieri, Palazzeschi, Parise, Pazzi, Piovene, Pirandello, Pomilio, Pratolini, Rea, Papini, Pea, Viani, Satta, Volponi, Soffici, Testori, Stefa¬¨no Terra, Tobino; e potrei continuare. Le “letture” di Di Monaco sono sempre esatte, cordiali, sicure, maestrevoli. Sono la vera dimostrazione del significato e del valore della narrativa di centotrent’anni almeno. √ą una lezio¬¨ne mirabile, anche perch√© queste “letture” sono sempre animate, virali, fervorose, pronte, e mai danno il senso della ricapitolazione o dei monumenti funebri. Anzi, siamo di fronte a una lunga sequenza di esplosioni di vita; ed √® l’ulteriore aspetto dell’efficacia e della preziosa utilit√† dell’esercizio di “lettore” che con tanta pazienza e con altrettanto entusiasmo Di Monaco ha condotto negli anni, e che spero voglia continuare nel futuro, per la necessit√† di riferimento e di comprensione che egli offre.

(Giorgio B√°rberi Squarotti)
Torino 21 gennaio 2011


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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart