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LIBRI IN USCITA: Ettore Catalano e Raffaele Nigro in autunno

11 settembre 2009

Progedit editore
Via De Cesare 15 – 70122 Bari

Tel. 0805230627 Fax 0805237648
e-mail info@progedit.com website www.progedit.comPer l’autunno vi segnaliamo due enciclopedie:

1. Ettore Catalano, a cura di, Letteratura del Novecento in Puglia. 1970-2008

2. Raffaele Nigro, Novecento a colori. Percorsi nell’arte di un secolo infinito

I volumi possono essere richiesti nelle migliori librerie o utilizzando altre modalità d’ordine: le maggiori librerie on line italiane (da Ibs a Bol), direttamente alla casa editrice per via telefonica (0805230627), per fax (0805237648) o via mail (commerciale@progedit.com).
Tutto il nostro catalogo aggiornato è in rete sul sito www.progedit.com 

SCHEDE DEI VOLUMI
 
Ettore Catalano (a cura di)
Letteratura del Novecento in Puglia 1970-2008
Collana: Letterature 2009, pp. 576, € 40.00
ISBN: 978-88-6194-053-6

Il libro

La più aggiornata ricerca sulla produzione letteraria pugliese dal 1970 al 2008, frutto di un lavoro condotto da studiosi di tutte le Università pugliesi e da critici militanti, coordinato da Ettore Catalano dell’Università di Bari. Il volume affronta, con un lavoro sul campo di notevoli dimensioni, la minuziosa analisi delle realtà territoriali (dalla Capitanata alla Terra di Bari, dall’Alto Salento brindisino al Salento leccese e alla provincia ionica), in una prospettiva che passa in rassegna riviste, gruppi intellettuali, poeti, narratori, uomini di spettacolo, la letteratura “contaminata” dei pugliesi all’estero, l’evoluzione della lingua e dei dialetti, incrociando tali dati nella direzione di un complessivo processo di ricerca di una nuova, plurale identità, non priva neppure di oggettive contraddizioni ed arretratezze. Si passa, in tal modo, ed è tale l’ipotesi di fondo del lavoro, da una Puglia riconoscibilmente e nobilmente segnata dall’ansia di descrivere e superare un destino di subalternità “infernale” a una Puglia, come dice Ettore Catalano, “che naviga verso un paesaggio sociale e che reagisce con una resistente tenuta civile, una sostanza di umanità e una risentita coscienza etica, alla crisi economica, allo sfrangiamento e alla marginalizzazione”. Con “l’esercizio letterario” questa regione diventa laboratorio attivo e dinamico in cui maturano ricerche e progetti ormai dislocati su un piano nazionale, in un incontro sinergico con le civiltà dei popoli del bacino mediterraneo, nel segno comune della pace e del reciproco rispetto multiculturale e interetnico.

Indice del volume

Introduzione La tradizione letteraria pugliese dall’autoreferenzialità penitenziale alla saggezza etica di Ettore Catalano

I. Tradizioni e ricerca del nuovo nella letteratura in Puglia di Ettore Catalano 1. La poesia da Cristanziano Serricchio a Lino Angiuli e Sergio D’Amaro – 2. La svolta «creativa» della letteratura in Puglia: Raffaele Nigro – 3. L’arte del dubbio di Gianrico Carofiglio tra romanzo di formazione, legal thriller e letteratura disegnata

II. La diffusione della cultura in Terra di Bari di Maria Beatrice Pagliara 1. I luoghi della cultura – 2. La cultura dell’impegno – 3. Le riviste – 4. La cultura del libro – 5. I mondi della musica – 6. I luoghi del cinema – 7. Una mappa delle associazioni culturali- 8. L’informazione: la stampa quotidiana – 9. L’informazione: le emittenti televisive – 10. Dal meridionalismo alla meridionalità

III. L’italiano oggi. Resistenze e innovazioni nel repertorio dell’italiano contemporaneo di Immacolata Tempesta Introduzione – 1. Alcuni dati generali sugli usi linguistici degli italiani – 2. Fra vecchie e nuove varietà – 2.1 L’italiano degli emigranti – 2.2 L’italiano degli immigrati – 3. La lingua dei giovani – 4. Fra italiano e dialetto – 5. La Puglia dagli anni Sessanta al nuovo millennio – Conclusioni Riferimenti bibliografici

IV. Poeti in Capitanata di Sergio D’Amaro 1. Tensioni sperimentali – 2. Terre liriche – 3. Bradisismi dell’ultima generazione – 4. Gargano e America in Joseph Tusiani – 5. I dialettali – 6. Bilancio provvisorio – Riferimenti bibliografici

V. La scrittura narrativa in Capitanata di Lea Durante 1. Giuseppe Cassieri – 2. Cristanziano Serricchio – 3. Nino Casiglio – 4. Joseph Tusiani e Antonio Motta – 5. Guido Manfredonia – 6. Carmine Tedeschi – 7. Mariateresa Di Lascia – 8. Andrea Pazienza – 9. Pulsatilla e gli altri

VI. La poesia in Terra di Bari di Daniele Maria Pegorari 1. Lo sperimentalismo post sessantottino – 2. Lirismo del quotidiano e del pensiero – 3. Le ultime due generazioni

VII. La narrativa in Terra di Bari di Vanna Zaccaro 1. La stagione del realismo critico – 2. Scrittori della baresità – 3. I giornalisti-scrittori – 4. Le scritture «alternative» – 5. Gli scrittori- magistrati – 6. Il filone fantastico – 7. I «novissimi – 8. La scrittura «necessaria»

VIII. Il teatro dalla comunità al consumo di Tina Achilli 1. Dalla comunità teatrale all’industria del consumo culturale – 2. Cultura teatrale in Puglia nell’ultimo trentennio

IX. La scrittura letteraria nell’Alto Salento: narrativa, teatro e poesia in Terra di Brindisi di Ettore Catalano 1. Il dibattito letterario a Brindisi e il «caso» di Gianmarco Gallinari – 2. Tradizioni e maschere popolari a Brindisi: Raffaele Cucci e Giuseppe Indini – 3. La narrativa brindisina tra tensioni civili e memoria: Antonio Caiulo, Mimmo Tardio, Osvaldo Capraro – 4. Modelli di interpretazione del presente nella scrittura letteraria a Brindisi – 5. La produzione letteraria a Francavilla Fontana – 6. L’attività letteraria a Ostuni – 7. La cultura letteraria a San Vito dei Normanni e a Fasano – 8. Arte e poesia a Cisternino – 9. Riviste, poeti e prosatori tra Mesagne, Torre Santa Susanna, Ceglie Messapica, San Michele Salentino – 10. Elio Paoloni, «dimenticatore di professione» e la letteratura a Latiano – 11. Il teatro a Oria

X. Poeti in Terra di Brindisi dagli anni Ottanta a oggi di Anna De Macina 1. La sperimentazione antagonistica di Nadia Cavalera – 2. Il tempo immutabile. La provincia malinconica di Sergio Sbrollini – 3. Prove di spiritualismo lirico: Rita Santoro Mastantuono e Ida Scioscioli – 4. I simboli e il mito: visioni del Sud

XI. La poesia dialettale contemporanea in Terra brindisina di Mimmo Tardio Premessa – 1. I poeti – 2. Altre esperienze poetiche e dizionari dialettali
XII. Sei poeti salentini di Donato Valli 1. Due poeti dialettali: Nicola Giuseppe De Donno ed Erminio Giulio Caputo – 2. Giovanni Bernardini – 3. Donato Moro – 4. Ercole Ugo D’Andrea – 5. Salvatore Toma

XIII. Le riviste letterarie, i fogli di poesia, i gruppi a Lecce e in provincia di Antonio Lucio Giannone 1. La nuova serie della rivista «L’Albero» – 2. Le riviste e i gruppi sperimentali degli anni Settanta – 3. I fogli e le riviste di Antonio Verri – 4. Le riviste letterarie dagli anni Ottanta a oggi

XIV. La narrativa a Lecce e in provincia di Maria Ginevra Barone e Fabio Moliterni 1. Fra tradizione e innovazione – 2. Dallo sperimentalismo al romanzo neostorico – 3. Le nuove «leve»

XV. Momenti e figure della letteratura a Taranto di Leonardo Sebastio 1. La poesia a Taranto. Ipotesi di una storia – 2. Letteratura e politica nella narrativa tarantina dell’ultimo decennio

XVI. Sud «moderno» e sguardo anglosassone: la Puglia non letteraria di Henry Vollan Morton e Paul Theroux di Luigi Cazzato 1. La Puglia sincretica di Morton – 2. Puglia arcaica. O forse no – 3. Pugliesi: africani… anzi no – 4. Theroux: grande tour, piccolo mare, ovvero come scansare antiche e moderne rovine – 5. La Puglia di Theroux? Un utile passaggio a Est – 6. Puglia: terra di santi, amanti e nessun poeta

XVII. Gli autori pugliesi all’estero di Cosma Siani 1. Chi sono gli autori pugliesi all’estero? – 2. Plurilinguismo – 3. Appartenenza – 4. Un campo da dissodare – 5. Diaspora euro- pea – 6. L’America del Sud – 7. Negli Stati Uniti – 8. Ventura, incunabolo italo-americano – 9. Calitri padre – 10. Calitri figlio – 11. Cautela e la conquista dell’inglese – 12. Nicola Testi, musa dialettale – 13. Longhi fra Miller e Guthrie – 14. Tusiani quadrilingue – 15. Ruberto in Canada – 16. Conclusione – Riferimenti bibliografici

XVIII. Pugliesi brava gente: cinema e set in Puglia di Anton Giulio Mancino 1. Polvere di stelle (americane) – 2. Dal tramonto… – 3. …all’alba – 4. Bari città aperta

XIX. L’editoria libraria in Puglia. Schede informative di Pasqua Gasparro, Luigia Marino, Maria Elena Palmisano Mario Adda Editore – Adriatica – Argo editrice – B.A. Graphis – Bastogi Editrice Italiana – Besa – Cacucci editore – Capone editore – Mario Congedo Editore – Edizioni Dedalo – Edipuglia – Gelsorosso – Piero Lacaita Editore – Edizioni La Meridiana – Edizioni Giuseppe Laterza – Gius. Laterza & Figli – Lisi editore – Mandese Editore – Manni Editori – Palomar – Pensa Multimedia – Progedit – Schena editore – Stilo Editrice

INDICE DEI NOMI
 
Il curatore

Ettore Catalano (Bari 1946), ordinario di Letteratura Italiana nell’Università di Bari, dopo essersi occupato della letteratura italiana degli anni Trenta-Cinquanta (Pavese e Vittorini) e dell’opera teatrale e letteraria di Luigi Pirandello, negli ultimi anni ha pubblicato i volumi: Foscolo “Tragico” (2000), Le trame occulte (2002), Il dialogo comunicante nell’opera di Raffaele Nigro (2002), Il carro di Tespi e la barca d’Acheronte (2004), Raccontare con dolcezza e tempestosità (2004), La saggezza della letteratura (2005), oltre che articoli su riviste e studi miscellanei.
Per l’editore Giuseppe Laterza dirige una collana di saggistica. Svolge intensa attività di operatore teatrale, in qualità di drammaturgo (ultimo suo lavoro, nel 2006, la riscrittura drammaturgica del Berretto a sonagli per la Compagnia di Flavio Bucci e la regia di Nucci Ladogana) e di regista (ha allestito per la stagione 2007 col Teatro Abeliano Ulisse il narratore, spettacolo tratto dall’Odissea) e collabora con le più importanti formazioni professionistiche pugliesi. Per i nostri tipi, ha pubblicato La metafora e l’iperbole. Studi su vittorini (2007).

Gli autori

Tina Achilli (Università di Bari), Maria Ginevra Barone (Università del Salento), Ettore Catalano (Università di Bari), Luigi Cazzato (Università di Bari), Sergio D’Amaro (docente Scuole Superiori), Anna De Macina (Università di Bari), Lea Durante (Università di Bari), Pasqua Gasparro (dottoranda Università di Bari), Antonio Lucio Giannone (Università del Salento), Anton Giulio Mancino (Università di Bari), Luigia Marino (dottoranda Università di Bari), Fabio Moliterni (Ricercatore Università del Salento), Maria Beatrice Pagliara (Università di Bari), Maria Elena Palmisano (dottoranda Università di Bari), Daniele Maria Pegorari (Università di Bari), Leonardo Sebastio (Università di Bari), Cosma Siani (Università di Cassino), Mimmo Tardio (docente Scuole Superiori), Immacolata Tempesta (Università del Salento), Donato Valli (prof. Emerito Università del Salento), Vanna Zaccaro (Università di Bari).

Raffaele Nigro
Novecento a colori
Percorsi nell’arte di un secolo infinito
Collana: Letterature 2008, pp. 256, € 20.00
ISBN: 978-88-6194-033-8
 

Questo volume è una rivisitazione degli autori piccoli e grandi che hanno colorato il cielo dell’arte nel corso del Novecento: un secolo infinito per i suoi innumerevoli protagonisti, produttivo per la fecondità della sua cultura, delirante per la smaniosa voglia di conoscere, di esprimere, di comunicare un’anima collettiva travagliata e appassionata. A stimolare il viaggio a colori di Raffaele Nigro sono i numerosi disegni, dipinti, abbozzi di pittori, grafici e designer che, insieme ai libri, fanno parte della sua vita. Dai quali, con un occhio alla scrittura e l’altro alle immagini, cominciano a scorrere storie, vicende di vita e d’arte di protagonisti del Novecento che devono molto alla Puglia: per esserne figli, per essersene ispirati o per averla soltanto toccata nei loro itinerari di mercato e mostre. Il volume, perciò, pur movendo da circostanze e ricordi particolari, diventa una vera e propria enciclopedia dell’arte del Novecento, nella tensione “tra centro e periferia”: da Abbatecola a Damiani, da de Chirico a Modigliani, da Morea a Zianna. Con questo libro, nota Raffaele Nigro, “desidero rilanciare la discussione e l’interesse per un settore della creatività che con discrezione arreda la nostre case ma intorno al quale i media non spendono più parole, se non nel caso di grandi furti o grandi scoperte e di quotazioni d’asta da capogiro”.

Segue l’indice degli artisti e dei movimenti trattati dall’autore.
INDICE

A

Oronzo Abbatecola futurista
Natale Addamiano: dal labirinto espressionista alla metafisica
Luca Alinari e il suo giardino
Nicola Andreace, re delle gravine
Enzo Angiuoni nel buio del nichilismo
Michele Ardito: un silenzioso furore
Raffaele Armenise al Petruzzelli
Armodio e l’infinito

B

Rocco Barbarito raccontato per cicli
Luca Bolognese e il suo Salento
Franz Borghese e i borghesi piccoli piccoli

C

Domenico Cantatore e le sue odalische
Gianni Capaldi e Uliano Lucas
Simona Capitini tra restauri e lame di luce
Lino Carlucci e i ricordi lucani
Giovanni Carpignano e la gravina
Bruno Caruso: il vangelo dell’inquietudine e della polvere
Alberto Chiancone e le sue malinconie
Manlio Chieppa tra olivi e oleastri
Pasquale Ciliento l’onnivoro
Franco Clary chiarista volante
Rosa Coliac: quando le donne non dipingevano
Gildo Collesi ceramista
Pino Conte e il classicismo

D

Michele Damiani viaggiatore nei mari di Oriente
Giorgio de Chirico e le opere su carta
Mino Delle Site e i visioritmi
Giuseppe De Nittis e i suoi biografi
Michele De Palma e la geometria metafisica
Leonardo De Santis colorista furioso
Antonio De Totero e la sua epica
Ciro De Vincentis tra neorealismo e documentazione
Fernando Di Nicola perduto tra i tappeti
Antonio Di Pillo e la classicità gotica
Marco Dolfi: la pittura come memoria ed elegia della vita

E

Giorgio Esposito perduto nell’Olimpo

F

Anna Falotico: una nevrosi creativa
Nicola Filazzola tra versi e colori
Mimmo Fiorelli: elogio del visionario
Vito Fiorente e il 1799
Aldo Fulchignoni perso nella geometria
Carlo Fusca e la Nuova Maniera
Mimmo Fusco: il Totemismo solitario e il barocco affollato

G

Benito Gallo Maresca: passione e malinconia
Antonio Gigante e i palinsesti murali
Giuseppe Gramegna in tuformella
Adolfo Grassi: il muro, la calce
Gaetano Grillo e l’arte del lettering
Carlo Guarienti: lettera a Giuseppe Ungaretti intorno alla sua pittura
Ginetto Guerricchio e il realismo magico
Pietro Guida tra pensosità e disillusione

I

Igino Iurilli e gli scheletri marini

L

Giovanni L’Abbate: la pittura come recinto delle amicizie
Beppe Labianca: dal dubbio al naufragio dell’io
Stefano Latela tra passato e presente
Tonino Laurelli e i lampi di luce
Donato Linzalata e i totem ciclopici
Trento Longaretti: tu cercherai con dolore
Antonio Longo: saluti da un cielo lontano
Corrado Lorenzo e il paese della cartapesta
Lele Luzzati e la poesia

M

Gianna Maggiulli e i suoi sogni strappati
Marcello Malandugno: metafisica della gomma
Vittorio Manno e Angelo Rizzelli: scavare la materia dal buio
Giulio Marchioli: l’angelo sotto un trullo
Matteo Masiello: ironia e riflessione infinita
Antonio Masini e le metamorfosi del corpo
Lino Mastropaolo: Totemismo e ribellione
Vito Matera e i Tarocchi della Murgia
Vincenzo Milazzo e la sua passione corale e luminosa
Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne
Roberto Montemurro e i suoi sogni poderosi e fragili
Nicola Morea e le simbologie

N

Domenico Notarangelo e il «Vangelo» di Pasolini
Adriana Notte, Irina Hale e Vanda Valente a Cisternino

O

Giulio Oriolo: la forma miracolata

P

Pietro Palmisano: la ricerca delle origini come essenzialità della forma
Andrea Pazienza angelo della ribellione
Per Fabio Pellicano
Lino Piccoli a Montagnana
Gennaro Picinni: una passione inquieta ed estetizzante
Mario Piergiovanni e la ricerca del dinamismo
Pittori lucani di oggi
Gaetano Pompa: l’ombra lunga della storia
Prato e il Salento come memoria

Q

Andrea Quarto e l’esotismo

R

Nino Regina e le sue storie di panni stesi e di rigatteria
Nicola Roberto e la passione
Michele Roccotelli in una tempesta di solarità
Gustavo Rodella e la dolcezza della ferinità

S

Nino Salamida e il suo mondo naïf
Edgardo Sambo e la tragicità
Pino Santulli o l’elogio della serenità
Ruggero Savinio perso nelle ombre
Salvatore Sebaste e la passione popolare
La Scuola di Grottaglie
Lino Sivilli e le finzioni sceniche
Pino Spagnulo come Vulcano
Francesco Speranza: il naufragio nell’incantamento
Raffaele Spizzico pittore e ceramista
Alberto Sughi, la controinformazione come impegno
Anna Suriano contro la geometria della vita

T

Emilio Tadini surreale e ironico
Cosimo Tamborra paesaggista
Antonio Tamburro dal grigio al blu
Giuseppe Tangaro e l’apocalisse
Franco Tarantino e i fantasmi mediterranei
Ernesto Terlizzi, l’uomo che parlava alle pietre
Saverio Terruso e le baccanti
Gianni Testa e gli eroici furori
Gino Trame: con il fumo negli occhi
Nicola Tullo: una solitudine titanica

U

Un castello e una quadreria, il caso Palazzo San Gervasio

V

Virgilio Vairo: trabucchi color pastello
Michele Vallarelli dalla natura alla razionalità
Michele Volpicella: donne e Sassi

Z

Spartaco Zianna un metropolitano pentito

L’autore

Raffaele Nigro (Melfi 1947) è caporedattore Rai e vive e lavora a Bari. E’ autore di: I fuochi del Basento (1987, Premio Supercampiello), La baronessa dell’Olivento (1990), Ombre sull’Ofanto (1992, Premio Grizane Cavour), Dio di Levante (1994), Adriatico (1998), Francesco Berni (1999), Burchiello e Burleschi (2000), Diario mediterraneo (2001) e Viaggio a Salamanca (2001). Per Rizzoli ha pubblicato la raccolta di racconti Il piantatore di Lune (1991) e il romanzo Malvarosa (2005, Premi Mondello e Campiello). I suoi libri sono tradotti in molte lingue. L’ultimo suo lavoro, apparso per Rizzoli, si intitola Giustiziateli sul campo.


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2 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LIBRI IN USCITA: Ettore Catalano e Raffaele … | Libri — 11 settembre 2009 @ 11:09

    […] Read the original post:  Bartolomeo Di Monaco » LIBRI IN USCITA: Ettore Catalano e Raffaele … […]

  2. Comment by giusi pontillo — 29 novembre 2010 @ 08:00

    Tripudio d’amore

    Ti ricordi giovinezza
    Quel tripudio d’amore
    Che spesso arrossiva
    Tra le ginestre in fiore
    Negli angoli felici del viale
    Sospiravi davanti ad una madonnina.
    E l’odore del mare ancheggiava
    La pelle ambrata sotto la luna
    Miriadi di stelle ora contemplano
    L’unione felice ..
    E tra le onde del grano
    Ricamo ancora quel tripudio d’amore.

    Credere d’Autunno

    Credere d’Autunno
    Quando le foglie cadono..
    “Aspettano un tempo
    Della Primavera”.
    Credere nel silenzio
    Dei nostri giorni
    Che battono il sentiero
    Solitario del plasma
    E’ credere
    Al freddo dell’Inverno,
    Alle nostre tribolazioni
    Che avranno una fine.
    E’ credere
    Che senza l’Autunno
    Non verrà mai la “Primavera”.

    Ti parlerò d’amore e di poesia

    Ti parlerò d’amore e di poesia Omero
    “Padre universale del verso”
    Ti citerò nel tempo
    Con simili ricordi
    Di donna..
    E del naufrago
    Che soggiace alle grazie di “Nausicaa”
    Ne parlerò con voce di mistero.
    Ora che il tempo ..
    Ha deturpato le mie grazie di donna
    Mi sovviene
    Che non sono mai stata
    Per “l’uomo”
    Una dolce ancella..
    E nel mio cuore imperativo
    Alberga da sempre
    Una “Circe” di amore maturo.

    Il muschio nel viale

    Come si fa
    A credere che
    La casa nel bosco
    È una magica Cattedrale
    Riempita di muschio.

    Come si fa quando
    Arriva l’Inverno
    A togliere il muschio
    Dai propri giorni

    Come si fa
    A sorridere quando
    Hai compreso
    Che la vita è
    Un presepe vivente.

    La tazza di latte di Proust

    Seduta in un angolo sperduta
    La tazza di latte di Proust
    Mi consola
    Senza maschere ritorna
    E vuota o piena mi gioca
    Nei momenti del destino.
    Quanta pace avrebbe dato
    Se le maschere
    Fossero cadute per sempre
    E ciò che mi rimane
    È l’origine del tempo.

    Parlerò di Paradiso

    Parlerò di Paradiso
    Al mio animo affranto
    Parlerò di un fiume
    Della Bibbia
    Che molti già conoscono
    Quando le giare saranno antiche
    E l’umano trasparente.
    Saranno rose e spine
    Le visioni dello spirito
    Lungo il fiume.
    E mi corrode
    Il tarlo del mio sangue
    Senza amore.
    Davanzale senza Luce
    È il bisogno dei miei giorni..
    E per vivere parlerò di poesia
    Dei Santi e dei Profeti
    Senza mai stancarmi
    Fino alle porte della morte
    In Paradiso.

    Sui piani del mentale la poesia

    E il mare regna sovrano
    Sui piani del mentale
    Come vulcano
    Ti rapisce la poesia.
    Cadono sui monti
    Parole di fuoco
    E il Se brucia
    Nel sacrificio del sapere.
    Cade anche l’amore
    Che si apre
    Al volere Spirituale:-
    E Dio che fa luce!
    E sotto i piedi vacilla
    Per incanto
    La struttura del reale.
    E’ magico e fanatico
    Il potere della Luce
    E’ visione illuminata
    dell’Amare Universale.

    E’ già mattina

    Forse Dio
    Mi riconosce
    Quando è già mattina
    Quando si accendono
    Sul mio viso i sorrisi
    Della luce del sole
    E la visione struggente
    Delle rosse camelie;
    Non parlo di visioni
    Ma d’amore emozionale
    E il rosso che mi inganna
    Uccide il fisico anormale.
    Parlerò di Paradiso
    Quando il sole
    È già tramonto
    E l’alba mare oceano
    Che gia regna
    Nei fondali
    Della mia sconosciuta ombra
    Ed il cuore sarà già “l’anima”.

    L’epilogo del verso sonante

    Penetra l’ombra dell’uomo,
    L’epilogo del verso sonante
    Che fugace
    Trasfigura l’umano.
    Penetra nel verso di fede
    L’orbita del vedere
    Sotto le ciglia socchiuse
    Distese di nebbia.
    Penetra nel fuoco sacro
    La silloge
    Che accarezza l’essere
    E simultaneo diventa
    Presente nel metafisico
    Come suono
    D’epilogo pregnante della vita.

    La sigla dell’eterno

    Quante volte siamo rimasti
    Con le spalle al muro
    Dove l’eterno
    Ha inebriato di spirito
    La natura;
    Quante volte
    Ci siamo rivolti al Signore
    Per siglare la nostra vita
    Quante volte
    Abbiano visto nascere il sole
    E declinare il tramonto
    Credo che a Itaca
    Ci andremo tutti
    Ora che l’eterno ha bussato
    Nelle nostre case
    Per siglare le nostre radici.
    Poesia dell’algida luna

    Poesia dell’algida luna
    Dormi come una barca
    Nel porto oscuro del divenire,
    Quante risposte diventano
    Figlie del tempo
    Quanti sonetti sopiti
    Riposano nell’abisso dell’anima;
    Crudele fu quel tono pacato dell’amore
    Che diventò centurione mortale
    Dell’Universo
    E “donna” fu il” sole”
    Che dischiuse inconsapevole il dolore
    E la conchiglia con l’uomo blasfemo..
    A una certezza
    E un patto con Dio.

    Quel soffio d’Autunno

    Quel soffio d’autunno
    Spira leggero
    Dentro l’arca incantata.
    Quel soffio di vento
    Armonico e secolare
    Non smuove la “vecchia quercia”
    Nutre il suo arrivo in Paradiso.
    Marmorea e plateale
    L’oceano si tinge di blu
    Combatte
    Nello Spirito
    Il verbo del male .
    Ora quando l’oceano tace
    La vecchia (quercia risorge).

    Gardenia fiore d’Autunno

    Anche d’Autunno
    Quel uomo blasfemo
    Guardava la Sposa
    E tirato ubriaco d’illusioni
    Pensava alla sua gardenia perduta
    Avrebbe voluto essere galante
    Ma il sogno amava il potere
    E un giorno decise di andare.
    La casa vissuta spuntava di erbacce..
    E spuntavano ancora
    Gardenie nella neve d’Inverno.
    Nel tempo la sposa
    Viveva nel suo giardino
    Di gardenie in fiore.
    Era l’Inverno un giorno..
    Vicino al sapore dell’uomo vecchio
    E spuntò una gardenia graziosa
    Nel giardino dei mancati sposi.

    L’Autunno antico

    D’Autunno l’antico..
    Ha ancora il sapore
    Dell’Estate negli occhi
    E la gardenia sogna
    I colori della verde età.
    Conta molto ..il tepore
    Dell’anima che canta
    Come usignolo
    Davanti alla finestra del tempo,
    Davanti ad uno sguardo pacato
    Rivolto al cielo blasfemo.
    Conta molto sapere
    Che d’Autunno
    Cadono i giorni
    Nella terra Eterna del ritorno.
    Dei ricordi
    Mi consola
    L’isola felice
    Del presente vissuto.

    L’autunno di parole

    Non conta l’ultimo tramonto
    D’autunno.
    Di parole l’eterno
    Ti chiama.
    È un sogno
    Destare la mente
    Che non tradisce
    La comparsa di una rosa
    Nella tua anima.
    Non conta che il mare
    Riposa.
    Ai sensi l’autunno
    Descrive la vita dell’uomo
    Di parole coniate nel tempo..
    Con versi di pianto
    Che diventano musica
    L’inno di Dio.

    Lacrime e poesia

    E’ un mazzo di mughetto
    Intriso di lacrime e poesia
    La mia vita consumata.
    E’ un mughetto Stanco
    Il mio germoglio di madre
    Feconda.
    Ha il tarlo
    Di una rete di pescatore,
    Si agita nell’oceano
    E sulla battigia stanca
    Si adagia il mio corpo lunare.
    Di incanto
    Che meraviglia
    Questo mazzo di mughetto..
    Aspetta ancora che lei sia
    “La Sposa più bella”
    Aspetta ancora
    Il Messia Sposo come
    La Donna di fiori.

    Lungimiranti floreali di turchino

    Penso a te
    Vita lungimirante e floreale
    Nell’azzurro turchino
    Penso ai fiori
    Dell’Essere
    Nei coralli dell’abisso
    Cerco l’edera del mondo
    Sotto gli alberi dei pini
    Ma una quercia spunta bella
    E mi sorride..
    “Secolare e appagante”
    E’ la sua chioma
    Mi richiama
    Ai giorni del destino
    E ancora ..e ancora
    Cosi radiosa
    Spunta la mia alba.

    Cerco l’ alba del ritorno

    Cerco l’alba del ritorno
    Nel volto della gente emarginata
    Quando l’anima soffre
    Per donare agli altri la mia vita..
    Cerco il fiume della fonte
    E mi disseta il limo
    La tua Presenza;
    Cerco il fiume che purifica
    Quando il vento
    Spira piano e l’azzurro
    Irrompe l’alba
    Con raggi immacolati
    E un verde incantato.
    Cerco l’alba di Maria
    Quando sono in pace
    Con me stessa
    E dono agli altri
    Il mio respiro
    Di pensieri
    E mi accordo di sognare
    Quando cerco la mia vita
    come esempio dell’Esistere.

    Pergole amare di profumi

    Pergole amare di profumi
    Si sono guadagnate le essenze;
    Non sono i tannini
    Il profumo di mio padre
    E le vecchie foglie di pergole
    Del vigneto
    Era la sua presenza l’essenza
    Dei tannini
    E il ritorno del ricordo
    Nei miei giorni di vita.
    Si consuma la nostalgia..
    Pare sia poesia dell’esistere
    O il ritorno al ricordo del passato
    O la fanciullezza andata..
    Volano le farfalle
    Volano le lucciole
    E avvolte anche le libellule
    Nei pensieri tristi
    Del presente.
    Tornerò a casa
    Alla destra di Dio Padre
    Insieme
    A mia madre e mio padre
    Sotto pergole di glicine in fiore.
    Vibra il grano nel grembo della Madre

    Vibra il grano
    Nel ventre della Madre
    E nessuno può pensare
    Che sia il miracolo della vita.
    Vibra il seme dell’Altissimo
    Conta i chicchi
    Davanti all’altare del suo tempio
    E Gesù ancora non è nato.
    Conta il grano
    Nello Spirito
    La Colomba nella chiesa
    E il Messia si incanta
    Quando aspetta
    Tutti alla sua mensa..
    Soprattutto i peccatori
    E gli affamati.
    Prende tempo Maria
    A insegnare che il Signore ci l’istruisce
    E cerca sempre la visione dell’umanità
    Sotto il seme del buon Dio.

    Il giunco fiorito

    Il giunco fiorito
    E’ comparso
    Sull’arida collina
    Vicino al camposanto
    Dove i giorni..
    Non hanno mai smesso
    Di esistere;
    Il giunco della giovinezza
    Lussureggiante
    Pullula nell’anima
    Come dolce poesia
    Mentre l’Essere
    E’ Ubriaco..
    E umiliato
    Sotto la verga
    Dell’uomo.
    Il giunco ora mormora
    E tace per non perdere
    La Consapevolezza
    Del suo Essere.

    Il mughetto e il codice della lunga vita

    Nel mio mazzo di Sposa
    Il mughetto è scomparso
    E la mimosa trionfante
    Ha bruciato le sue essenze
    E il codice della lunga vita;
    Povero Sposo
    Si è dimenticato
    Della fede nuziale!
    Ora ramingo
    Cerca la Sposa.
    Peccato che non si è accorto
    Del tetto rovinato
    Della sua casa!
    Ora ..dormono accovacciati
    I suoi spermatozoi in fiore.

    La finestra dentro nuvole

    È un cielo il mare
    E la finestra dentro
    Le nuvole
    E’ una nube
    Di desideri speciali
    E di ombre che si dissipano
    Al sapore di un brivido
    Di Eternità.

    Quel bocciolo di rosa…

    Quel bocciolo di rosa
    Sudava di brina
    Era ombre dentro
    Il porto inquinato.
    Quel bocciolo avvizzito
    Restava ingabbiato
    Nel fumo delle ciminiere..
    E lontana come una vaporiera
    Tornava al passato.
    Quel bocciolo stanco
    Restava immobile:-
    Nelle gelide acque
    Bloccava il dolore
    Della nostalgia:-
    “Erano solamente i ricordi
    Che tornavano invadenti
    Nel porto di Taranto.”

    Ho gettato il mio cuore in mare…

    Ho gettato il mio cuore in mare
    E le onde hanno lievitato
    Il tramonto del sole.
    Ho gettato i remi
    Della mia barca
    E la vita ha cercato
    Un porto sicuro.
    Era bello quel rosso
    E quel viola
    Sapeva di passione.
    Ho cancellato gli anni
    E gli attimi del mio presente
    E la gioia dentro il mio cuore
    Ha ripreso a nuotare
    “Ero viva ero salva”…

    I fiori di Ofelia

    Sulle orme di Ofelia
    Brizzolati
    Tremuli fiori cascano
    Nel mare di grano.
    Nei campi di girasoli
    Un paese lucano
    Muore di nostalgie
    E “Ofelia”grida
    Disperata
    Senza una madre e padre..

    I ritmi del silenzio di filari Settembrini

    I ritmi del silenzio di filari settembrini
    Pullulano nei vigneti dei ricordi
    E un padre già cenere negli anni
    “Sbiadito nei ricordi “..
    Torna a vendemmiare.

    E un ciclo di ritorno
    Ai luoghi dell’infanzia
    Dove asini lungo le mulattiere
    Segnano la via della vendemmia.
    Sono acini e tannini che fermentano
    Nei tini e l’acqua alla fontana
    Porta un vino corposo
    E di annata
    Che scompare piano ,piano
    con il ritorno
    Alla ricchezza e del progresso.

    Le stelle di San Lorenzo

    Molte stelle brillano
    In cielo
    E il mare immenso
    Respira lucciole amanti
    Come bagliori
    Di mistero.
    Poche sono le stelle
    Che cadono.. e “una”
    Perde tutto..
    Anche il desiderio
    Della Rinascita.

    Improvvisa e silenziosa
    Quasi furtiva “Eva”
    Innalza la sua preghiera al Signore
    E San Lorenzo brilla nell’Universo.

    L’Eternità

    Si sciolgono i colori
    Della mente
    E limpidi come ruscelli
    Cascano i “raggi del sole”
    Dell’Archetipo-

    Piano, piano
    Tornano i pensieri
    Del cuore
    Come pezzi d’argento
    A conquistare
    L’armonia feconda
    Dell’Essere..
    E libera la “donna”
    Si allontana dalla terra
    Al cielo .
    L ungo il sentiero
    Immobile la serpe
    Si accovaccia
    E la notte ti rimbomba
    Come tamburo battente
    Di un Capolinea..
    Poi si accendono
    I colori consumati
    Di una “lacrima”
    E su di essa
    Brilla solitaria l’Eternità.

    L’Infinito amore del Creatore

    In San Francesco da Paola
    Ho amato il Creatore
    Le piccole rondini
    Nella Cattedrale
    E i colombi arrampicati
    Sul pendolo di foucault
    Sento già l’inno della festa
    Della madonna di Anglona
    Tra l’Agri e il Sinni
    E i rossi calanchi.
    Sento già la Sposa
    Che si innalza al Creatore
    Tra i resti del tempio di Demetra
    E sua figlia Persefone,
    E vedo i raccolti abbondanti di spighe
    Portati in dono alla Vergine
    Madre di DIO
    Nelle mura radiose
    Della vecchia Pandosia.

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart