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LIBRI IN USCITA: Fabio Strafforello: “Il cristallo delle sensazioni”

4 Maggio 2011

Fabio Strafforello: Introduzione al libro

Quel vento che soffia da lontano, cambia ora il suo senso, come una voce dalla quale poter ascoltare da dove giunge quel che sento.

Il titolo del libro richiama a due definizioni, l’una più generica che lo colloca per trasparenza e rifrangenza al suo utilizzo nel campo diretto della scienza e l’altra che lo descrive come un materiale naturale ed utile a poter creare bellissimi oggetti pregiati, come ad esempio soprammobili o molto altro ancora. La poliedricità di questa porzione di materia da modo di osservarne visivamente le sfaccettature regolari, poste in bella vista alla nostra valutazione nella sua sola parte esteriore… quasi a voler proteggere i contenuti ricchi e sensibili dell’interiorità, dalla superficialità di un mondo che adorna di illusioni il desiderio di nascondere la sua paura lontano dalla disperazione della solitudine.

Ora vi chiederete qual è l’attinenza fra il cristallo, le sensazioni umane e i contenuti del libro che sottoporrò alla vostra lettura. In questo testo troverete al suo interno pensieri, recensioni, saggi, e lettere-saggio che ho scritto e spedito agli interessati, nell’attesa ultima del loro consenso prima della pubblicazione, creando altresì un’amplificazione degli argomenti e dei contenuti in riferimento alla missiva che precedentemente mi era stata inviata da parte di codeste persone. Nella parte finale del libro ho lasciato spazio all’introduzione di un racconto che vorrei pubblicare ed ampliare per intero in un nuovo testo che scriverò più avanti nel tempo, i cui contenuti sono autobiografici e si collocano fra la verità delle sensazioni e la fantasia di un sogno che supera la realtà.

Io stesso non ero più abituato a tenere una corrispondenza al di fuori delle reti e dei canali informatici, ed aver ricevuto alcune di queste lettere scritte a mano e consegnate poi direttamente dal postino, mi ha riportato indietro nel tempo, stimolandomi alla ricerca di questa inesauribile fonte di sensazioni ed emozioni che sgorga dalla sorgente interiore della costante umana.

Scrivere su un foglio, o ancor meglio su un quaderno talvolta mezzo sgualcito e abbandonato lì dai nostri figli, che ne hanno prontamente aperto un altro perché più nuovo, crea in noi l’opportunità di scandire le nostre parole, di ascoltare la nostra voce interiore, di sollecitare il nostro pensiero, chiarendo di una nuova luce il nostro animo e dalla scrittura stessa possiamo trarre indicazioni utili a comprendere il nostro coinvolgimento emotivo, in ciò che vogliamo rappresentare o dire.

Ancor meglio della lettura, lo scrivere a mano, lentamente e con movimenti aperti, ci concede il tempo di trovare e di esprimere tutte quelle inflessioni che sono presenti e vive nelle sfaccettature dei nostri sentimenti e nei nostri stati d’animo, rappresentabili e riconoscibili solo attraverso una apertura sincera, volontaria e naturale verso i sentimenti umani più profondi.

La poliedricità è quindi l’elemento di congiunzione e di creatività che abbina le sfaccettature di un materiale prezioso, alla preziosità di un animo che sa cogliere e mostrare le bellezze creative del mondo.

La forbice di pensiero che si snoda attraverso lettere e recensioni, si apre e spazia su molti argomenti, considerando le problematiche in relazione ai contenuti umani e di conseguenza a tutti i loro molteplici aspetti, come il valore essenziale sul quale imperniare un confronto ed una discussione, affrancati da un risultato comunicativo e di comprensione che non tarderà ad arrivare e a mostrare la sua profonda verità. Come in tutti i precedenti testi che ho sottoposto alla vostra attenzione, anche in questo libro ho voluto dare particolare risalto ed interesse alla presenza attiva della nostra struttura emotiva, quale fonte rinnovabile di energia attiva e quindi di rinascita alla vita. Ho riposto quindi nell’uomo, attraverso lo stimolo che gli giunge dai sentimenti più semplici, la speranza di un cambiamento comportamentale, che verrà attuato solo attraverso il ritrovamento e il rinnovamento di quei valori accertati, consolidati e nascosti che vivono dentro di noi, ma ora sopiti da false e preconfezionate immagini.

Non chiedetemi a che cosa serve uno specchio… se vedete solo l’immagine del vostro desiderio!

Si, sono proprio le immagini che paiono essere tanto belle da vedere, così da incantare chiunque ne voglia una apposita e fatta su misura per se stesso, ma altrettanto deleterie nei confronti di un percorso interiore e pratico che esprimerebbe maggiore utilità e qualità del comportamento reale se fosse vissuto con minor superficialità. L’obiettivo è di risalire lentamente e ad occhi chiusi la via che ci porta all’origine del nostro “motivo alla vita” e ritrovare nelle indicazioni strettamente personali che ci appaiono la visione intima ed ultima di riconoscere se stessi e almeno parte del senso della propria esistenza, aprendo all’osservazione interiore e all’ ascolto della propria anima e non meno della propria coscienza. I nostri occhi aperti sul mondo nel modo giusto, sono l’espressione di quella energia che abbiamo ritrovato con coraggio nel profondo dei nostri sentimenti più veri, ma altrettanto consapevoli di quanto sia facile cadere nell’ aspetto più negativo e deleterio dei nostri atteggiamenti negativi.

L’equilibrio che un individuo raggiunge fra la consapevolezza della propria felicità e il desiderio della felicità altrui, è l’elemento di rinnovamento e di stimolo utile alla pace fra i singoli esseri umani, nella proiezione dei loro intenti verso un atteggiamento comprensivo del mondo, ove i sentimenti rappresentano i volti vivi, ma talvolta nascosti della poliedricità della vita.

Non mostratemi dov’è finito il nostro tempo, indicatemi  solo da dove lo avete visto arrivare.


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2 Comments

  1. Comment di Fabio Strafforello — 4 Maggio 2011 @ 17:31

        Caro Fabio,

    ho letto la pagina apparsa sulla Rivista di Bartolomeo ed ho constatato che il tuo profondo pensiero continua lo scavo deciso nell’animo, nell’uomo e nel mondo, sempre con lo scopo di elevare lo spirito e di offrire una possibilità di rintracciare quelle verità, che coincidono con i principi fondamentali dell’esistenza. Si fanno ancora pressanti la configurazione interrogativa e l’anelito di una coscienza, proiettata, quest’ultima, a definire la realtà ed a creare progetti degni dell’essere umano.

       Complimenti, auguri per un meritato successo ed un abbraccio affettuoso

                         Gian Gabriele

  2. Comment di Fabio strafforello — 18 Settembre 2011 @ 11:30

    Ringrazio Emilia Ferrari per aver contribuito in modo diretto e sincero, tramite l’attenta prefazione al testo, e nell’aver dato testimonianza scritta dei contenuti del libro, filtrando e condensando dalla propria esperienza di vita ed artistica, in modo essenziale, l’obiettivo, le ragioni e i contenuti di ciò che mi sono prefissato di voler dire nell’ esporre autonomamente il mio pensiero interpretando avvenimenti, sensazioni, idee, valori.

    PREFAZIONE

     

     

    Fabio Strafforello non finisce di stupire. Arrivato al suo sesto libro non solo la sua vena non si è inaridita ma anzi ha trovato nuovi sentieri da percorrere. In effetti la ricerca su cui si incentra l’autore è quanto di più delicato, sfuggente e complesso si possa immaginare: riguarda l’animo umano con i suoi sentimenti e le sue sensazioni, con le sue aspirazioni e i suoi limiti, in ultima analisi con le sue luci e le sue ombre. Se nei libri precedenti i pensieri, che una sensibilità e una perspicacia fuori dal comune gli suggerivano, venivamo accostati in sequenza alternandosi a spunti lirici, a considerazioni di saggezza antica, a ricordi e dialoghi con interlocutori ideali dando vita a un caleidoscopio accattivante, in questo Il cristallo delle sensazioni il disegno si fa strutturato e articolato. I principi che dovrebbero informare la vita dell’uomo saggio non sono più da ricercare in pensieri sparsi ma sono ben delineati inseriti in ragionamenti ricchi di contenuti filosofici, religiosi, psicologici e sociali. Fabio Strafforello è talmente convinto della bontà e della necessità di applicare le conquiste, che il suo percorso dimostra essere state conseguite con fatica e sacrificio, che si augura di riuscire a trasmetterle ai due figli, senza imposizioni. Semplicemente con l’esempio. Strafforello è un altruista dichiarato perché delle ricette che costruisce partendo dalla sua personale esperienza intende fare partecipi non solo chi gli sta vicino ma tutti coloro che hanno la pazienza di seguirlo pagina dopo pagina. Non sono libri facili, quelli di Strafforello, e meno che mai lo è Il cristallo delle sensazioni ma, una volta che si entra nel mondo dell’autore, la realtà si presenta piana, luminosa, accessibile alle emozioni più profonde. Si parla di fonte rinnovabile di energia attiva e di rinascita alla vita; si cerca il bello, il buono e il giusto in un tempo in cui certi concetti rischiano di essere svalutati inesorabilmente; si riafferma la fiducia in un destino futuro per l’uomo e non si rinuncia a una religiosità che aiuta a trovare un senso a tutto. Questo libro può essere una sfida per il lettore che, se anche non condivide la totalità delle enunciazioni, almeno è costretto a guardarsi dentro con attenzione e a cercare le sue risposte da eventualmente contrapporre a quelle di Fabio.

    (Emilia Amirante Ferrari)

     

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Bart