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Lo strano caso di Dario Franceschini

23 giugno 2009

A mio avviso, le consultazioni di questi giorni hanno dimostrato che la campagna di odio contro il premier imbastita dal Corriere della Sera e da Repubblica ha dato qualche frutto, se è vero che in alcune città che nella prima tornata sembravano destinate al centrodestra sono rimaste al centrosinistra. Ha giocato l’astensionismo che, secondo me, trova la sua causa principale in detta campagna. Bisogna ora capire se esso sia frutto di un’azione di protesta contro il leader del centrodestra, oggetto di questa campagna scandalistica, o contro la politica tutta. Sono per questa seconda ipotesi. A sostegno porto la deludente percentuale registrata sui referendum, in assoluto e di gran lunga la peggiore di tutti i tempi. Se associamo una tale percentuale a quella deludente delle amministrative, soprattutto nel secondo turno, la lettura dei dati dà come risultato che gli italiani condannano una politica che si confronta non sui problemi del Paese, ma preferisce occupare il suo tempo ad occhieggiare nelle camere da letto.
Gli italiani ci hanno avvertito. Basta gossip, basta insulti, basta odio.

Ed ora veniamo a Dario Franceschini, quello che ha giurato in piazza, a Ferrara, di difendere la Costituzione (da che cosa lo sa solo lui, però). Pure lui, come Pinocchio, ci racconta delle balle, ma, a differenza dell’illustre burattino, è convinto di dire la verità. Che ci vorrebbe a riconoscere la sconfitta di queste amministrative? Invece no. Il nostro campione insiste e si arrampica sugli specchi, e sostiene praticamente di aver vinto lui perché l’avversario che ha vinto non ha vinto secondo quanto immaginava. Che modo di ragionare! Per fortuna in autunno lo sostituirà – spero – Luigi Bersani, che è uomo più sobrio e responsabile.

I numeri parlano chiaro. Terminato lo spoglio e a risultati definitivi, vediamo che il PDL che delle 62 provincie chiamate alla consultazione prima ne governava 9, oggi ne governa 34, ovvero più della metà. Dei 30 comuni capoluogo ne governava solo 5, ne ha conquistati 14.
Il centrosinistra ha perso, ad esempio, città come Milano, Belluno, Venezia, Savona, Cremona, Prato, Ascoli, Frosinone, Lecce, eppure Franceschini dichiara di vedere in ciò il declino del centrodestra.
Per carità, il declino del centrodestra ci sarà, prima o poi, secondo le regole non scritte dell’alternanza, ma desumerlo da questi risultati è il colmo dell’ipocrisia.
Pensate che il centrodestra si è preso perfino Novara, la città di Oscar Luigi Scalfaro. Chissà che notti insonni sta passando quest’altro campione dell’odio.
 


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34 Comments

  1. Comment by Felice Muolo — 23 giugno 2009 @ 09:51

    Sottoscrivo in toto.

  2. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 23 giugno 2009 @ 10:01

    Speriamo che le cose migliorino, perché se si va avanti così, gli italiani non andranno più a votare.
    Poi magari i soliti santoni si lisceranno la barba e sputeranno la sentenza che il gossip è l’anima della politica.

  3. Comment by Carlo Capone — 23 giugno 2009 @ 18:30

    Ho deciso di citare quanto scritto da don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Crisiana, perchè conosco bene Bart, gli voglio bene, e so quanto gli avvenimenti di queste settimane stiano turbando la sua anima di cittadino e credente ( un’anima, la credente, che benignamente gli invidio). Ho taciuto fin qui sul caso Berlusconi, per quel poco che poi possa valere la mia opinione, per una serie di motivi che è inutile spiegare, ma quando apprendo che il più autorevole settimanale cattolico scende in campo per stigmatizzare l’operato del Presidente del Consiglio, invitando la chiesa italiana a non più ignorare l’emergenza morale in cui ci veniamo a trovare, e ritenendo l’ellettorato cattolico un cardine della vita politica e sociale di questo Paese, sento il bisogno e il dovere di rivolgermi a uno come Bartolomeo per chiedergli come si ponga di fronte non all’affaire ma al pensiero di Famiglia Cristiana.

    Cari saluti

    Carlo Capone

    ROMA – “E’ stato superato il limite della decenza”. Scrive così il direttore del settimanale Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino rispondendo alle lettere dei lettori, definendo “indifendibile” il comportamento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La Chiesa italiana, continua Sciortino “non può ignorare l’emergenza morale” di fronte allo scandalo-escort. “Non si può far finta che non stia succedendo nulla, i cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati da questo clima di decadimento morale, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno disincantata”.

    Don Antonio Sciortino è duro anche nei confronti di chi pensa “di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il classico piatto di lenticchie da respingere al mittente. La Chiesa non può abdicare alla sua misisone, nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perchè non intervenga e taccia”.

    Già nelle scorse settimane Famiglia Cristiana era intervenuta sulle vicende del presidente del Consiglio. Sempre don Antonio Sciortino, in un editoriale di fine maggio, aveva esortato il premier a dire la verità sui suoi rapporti con Noemi Letizia, parlando di “incongruenze e contraddizioni”. E il settimanale cattolico a gennaio aveva lanciato anche un attacco a tutto tondo contro un governo accusato di vivere “fuori dalla realtà. “Siamo un paese incredibile, metà fiaba e metà incubo” si legge nell’articolo, che ritraeva un Silvio Berlusconi preoccupato più dai sondaggi per la cessione di Kakà e del passaggio di Fiorello a Sky che dalle sfide della crisi economica.

    Fonte: La Repubblica om line

  4. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 23 giugno 2009 @ 19:34

    Ciao, Carlo. Famiglia Cristiana non da ora fa politica schierata a sinistra e non meraviglia che giri anch’essa il coltello nella piaga dei vizi di Berlusconi. Che io non assolvo affatto, ma sostengo che si sono superati certi limiti di decenza nel mettere a nudo un uomo, sia pure un uomo politico. Si poteva trattare la faccenda con meno accanimento e con toni più rispettosi della privacy. Ho ricordato qui (22 giugno ore 23,57: http://vibrisse.wordpress.com/2009/06/20/il-dramma-alle-porte/ ) che perfino l’esposizione dei corpi di Mussolini e della Petacci appesi a testa in giù creò sdegno in molti italiani.

    Poi, voler dare lezioni alla Chiesa da parte di Famiglia Cristiana, non ti sembra un presunzione un po’ troppo sfrontata?

    Poco fa ho sentito una deputata del PD, la signora Lanzillotta, dire che la politica non deve occuparsi di queste cose (al TG4 delle 19). Sono contento che anche lei la pensi così.

    Come sempre sarà il tempo a dirci dove sta la verità, e soprattutto se le promesse elettorali di Berlusconi saranno mantenute (in politica è soprattutto questo che conta), pur in presenza di una crisi economica mondiale di vaste proporzioni. Io su questo sono ottimista. Intanto a breve avremo la prima prova sui terremotati di Abruzzo, disastro inatteso che ha costretto a stornare risorse da alcuni grandi investimenti programmati.

  5. Comment by Carlo Capone — 23 giugno 2009 @ 20:33

    Bart, tu scrivi “Poi, voler dare lezioni alla Chiesa da parte di Famiglia Cristiana, non ti sembra un presunzione un po’ troppo sfrontata?”

    Non sto dicendo che Famiglia Cristiana voglia e ‘possa’ dare lezioni alla Chiesa, sostengo soltanto che se un organo di stampa così diffuso (3 milioni di copie, e poi, giusto come personale ricordo: quando frequentavo da ragazzo, a Napoli, l’Azione Cattolica presso i Gesuiti all’uscita da chiesa c’era sempre il banchetto di vendita di Famiglia Cristiana), quando un tale potere ‘mediatico’, ma anche morale, più di Canale 5 o Rete 4, scende in campo e ainvoca l’intervento della Chiesa, significa che si sente in dovere legittimo di farlo. Ma poi, sono tanto esacrabili i cattolici di sinistra ( sinistra intesa come schieramento di opinioni non quale comunismo)? è forse Franceschini meno cattolico di te o di altri in buona fede e pace interiore? Sto leggendo un grande libro scritto da un grande teologo di nome Vito Mancuso. Si intitola ‘L’anima e il suo destino’, Raffaello Cortina Editore. Ebbene, questo libro ha avuto un tale effetto in me, non credente, da risvegliare speranze sopite se non morte e sepolte. Mancuso opera nella grazia di Dio e di Santa Romana Chiesa e tuttavia muove delle tesi (meglio, dei convincimenti argomentati) che perfino i laici atei hanno definito rivoluzionarie e degne di attenzione. Eppure egli si rifà al pensiero dei grandi Padri della Chiesa, di Agostino, di Origene, di Platone, di Aristotele, di Tommaso, di Van Balthasar, di Santa Teresa Davila ed altri senza che mi risulti sia stato condannato dalla Congregazione del Sant’Uffizio. Cito Mancuso, le cui opere ti consiglio vivamente di leggere, per dire che non esiste una sola Chiesa, meglio un’unica portatrice del Bene, del Vero e del Giusto. Se ritenessimo che invece sia unica e incorruttibile nel tempo come la metteremmo col martirio di Giordano Bruno e con i delitti dell’Inquisizione?

  6. Comment by Gian Gabriele Benedetti — 23 giugno 2009 @ 21:02

    Famiglia Cristiana è un settimanale che dovrebbe rappresentare tutti i cattolici di qualsiasi indirizzo politico. Invece da sempre è schierata apertamente contro il centrodestra e contro Berlusconi, tanto che io ho deciso di non abbonarmi, né di comprarne copie, perché non vi vedo la terzietà, l’equidistanza, il giusto equilibrio, il rispetto per chi la pensa in maniera diversa. Non capisco poi come possa difendere e appoggiare il centrosinistra, quando questo si rende protagonista nello spingere verso leggi che vanno addirittura contro i dettami della Chiesa stessa.
    Non voglio negare la libera espressione di chi ha altre opinioni, ma allora perché ce la prendiamo, ad es., con Emilio Fede, notoriamente schierato da un’altra parte?
    Famiglia Cristiana, pur con tutto il suo staff notoriamente ben “indirizzato” in un solo verso, dovrebbe avere rispetto anche per tutti gli altri e non fare propaganda schierata
    Gian Gabriele Benedetti

  7. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 23 giugno 2009 @ 21:27

    Famiglia Cristiana, Carlo, non è sempre stata così. Tanto per sgombrare il campo da malintesi, io non credo di essere un buon cattolico. Ho anch’io i miei difetti. Ma insisto. Nel contrastare un uomo ci sono dei limiti che soprattutto i cattolici dovrebbero non varcare. E’ una campagna che dura dal momento in cui Veronica Lario ha fatto le sue accuse (vai qui: http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=4724 ) Non credi che sia arrivato il momento di finirla e lasciare che sia la magistratura a fare le sue indagini?

    Anche la Chiesa ha sbagliato nei secoli. Non per nulla Giovanni Paolo II chiese il perdono per i molti errori. Ma un cattolico deve guardare a Famiglia Cristiana o alla Chiesa, quella che ha al suo vertice il Papa? Io rispetto tutti i dissensi e li ascolto, ma la Chiesa cattolica per me resta rappresentata dal Papa e dalle sue encicliche.

    Con un sacerdote Fabrizio Centofanti, di La poesia e lo spirito (che ho cancellato dalla mia frequentazione per esservi stato censurato: vi collabora proprio l’ex prete Vito Mancuso, con il quale dissentii nella circostanza), sostenni una discussione riguardo ai cattolici, e specialmente i preti, che votano per un partito comunista, o meglio per un partito che ha nei suoi obiettivi finali non uno Stato laico, ma uno Stato ateo.
    Puoi leggere qui, dove trovi anche l’intervento di Mancuso contro di me:
    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=1297

    Riguardo a Franceschini, come riguardo a Scalfaro, come riguardo a Castagnetti, ho le mie riserve che siano dei cattolici. Sprizzano desiderio di vendetta e odio da tutti i pori. Non vorrei assolutamente cambiarmi con loro e desidero restare cattolico con i miei difetti, che però prescindono dalla vendetta e dall’odio. Perciò mi sento di difendere l’uomo Berlusconi da attacchi che hanno superato il limite della decenza.

    Sono anche convinto (da cattolico) che quanto è accaduto servirà a Berlusconi per rivedere i suoi comportamenti nella vita privata. Credo che questa fiducia non sfiori minimamente il pensiero di Franceschini, il cui desiderio, ne sono convinto, è quello di distruggere moralmente e psicologicamente un uomo, approfittando delle sue debolezze e non dandogli nessuna possibilità di riscatto. Se questo è da cattolici, ce ne scampi Iddio! Si può dare una lezione ad un uomo, ma non si deve lavorare per distruggerlo. Ricordo come si cercò di distruggere il ministro della giustizia nel governo Dini, Filippo Mancuso (me lo ha ricordato il nome che hai fatto di Vito Mancuso), colpevole di aver tentato di promuovere un’ispezione al Pool di Mani Pulite (che era poi una sua prerogativa) ed io ne presi le difese nel mio libro “Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile” (gratis qui: http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?page_id=56 ). Ricordo nel libro le sue amare e dignitose parole in parlamento (era il 19 ottobre del 1995):

    “So bene quale potrà essere l’esito di questo dibattito, e ritengo che non si tratterà per nulla di un errore tattico dei proponenti, no, si tratta di un preciso volere, di produrre precisi effetti; si vuole cioè qualcosa che serva, che torni utile, e senza indugio; serve fermare, bloccare, tacitare, cancellare, per convenienze ben precise, un proponimento, una voce di evoluzione garantista della giustizia penale, soprattutto laddove questo valore non è tenuto in grande conto.” Concludeva, commosso, il suo intervento: “Mi riconosco onorato di aver potuto, a conclusione di una vita contenuta, assumere l’incarico di guardasigilli dello Stato, di aver potuto conoscere nel parlamento e in quest’aula persone insigni e care, di aver potuto dire e essere ascoltato nel parlamento. Vi ho parlato, signori, dall’interno stesso di una coscienza. In ogni caso, serberò gratitudine se mi avrete udito, ascoltato, compreso.”

  8. Comment by Carlo Capone — 23 giugno 2009 @ 22:54

    Bart, stimo Vito Mancuso per la densità del pensiero, la capacità di convincere mediante argomentazioni e l’immensa cultura teologica e filosofica. Dai suoi scritti mi accorgo anche che è un uomo coraggioso, non è poco di questi tempi. Grazie alla sua parola sono tornato forse a credere in qualcosa. Ancora, non è poco, ma stavolta per me.
    In seguito alla tua segnalazion stasera eono rientrato in poesiaelospirito dopo due anni. Anche io ne ero redattore, ma vi scrivevo poco, e per questo Fabrizio Centofanti mi chiese gentilmente di uscirne. Vabbè.

    E’ dal suddetto sito che però mi piace trarre il curriculum di Vito Mancuso, a beneficio dei lettori di questo blog che, a differenza di noi due, potrebbero non conoscerlo. Lo incollo:

    Vito Mancuso è docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano. Nato nel 1962 a Carate Brianza da genitori siciliani, è dottore in teologia sistematica. Dei tre gradi accademici ha conseguito il baccellierato a Milano, la licenza a Napoli, il dottorato a Roma presso la Pontificia Università Lateranense.
    Vive con la moglie e i due figli sulle colline del Monferrato.
    Oltre a traduzioni dal tedesco e dall’inglese, ad articoli su riviste specializzate (Communio, Asprenas, Filosofia e Teologia, Religione e Scuola, Rassegna di Teologia), a partecipazione ad opere collettive e a direzione di collane (tra cui “Uomini e Religioni” presso Mondadori), ha pubblicato:
    – Hegel teologo, Piemme 1996;
    – Dio e l’angelo dell’abisso, Città Nuova 1997, con prefazione di Mario Luzi;
    – Le preghiere più belle del mondo, Mondadori 1998, insieme all’abate benedettino Valerio Cattana;
    – Il dolore innocente. L’handicap, la natura e Dio, Mondadori 2002, con prefazione di Edoardo Boncinelli;
    – Per amore. Rifondazione della fede, Mondadori 2005. Ha ottenuto molte recensioni, tra cui: Repubblica (Umberto Galimberti), Corriere della Sera (Claudio Magris), Il Giornale (Gianni Baget Bozzo), Il Sole 24 Ore (Giuseppe Pontiggia, Bruno Forte, Gianfranco Ravasi), Avvenire (Bruno Forte), Famiglia Cristiana (Ferruccio Parazzoli), L’Osservatore Romano (Rodolfo Doni). Al suo ultimo libro Panorama ha dedicato un servizio di tre pagine a cura del capo cultura Mauro Anselmo. Il mensile Il Regno ha scelto Il dolore innocente come “libro del mese”, e lo stesso ha fatto il mensile Letture con Per amore. Sia Il dolore innocente sia Per amore sono stati selezionati tra i primi dieci libri del Premio Viareggio per la sezione saggistica. È stato ospite tv a Rai Tre (Le Storie di Corrado Augias), Canale 5 (Maurizio Costanzo), Sat 2000, Telenova, e su diverse radio tra cui Rai Tre e Radio 24 Il Sole 24 Ore. Suoi articoli sono apparsi su Repubblica e Avvenire. Collabora stabilmente con il settimanale Panorama
    Il senso complessivo del suo lavoro, dalle lezioni universitarie agli articoli, dai libri alle conferenze, si può definire come “teologia laica”: rigorosa teologia, vero e proprio discorso su Dio, ma tale da poter sussistere di fronte alla scienza e alla filosofia, le quali vengono così ad assumere il ruolo di interlocutori principali.

    PS Apprendo con stupore che collabora stabilemete con Panorama, un settimanale di cui non condivido la linea ma apprezzo per il taglio giornalistico, e che certamente non mi sembra vicino a Franceschini. Ma non era comunista Vito Mancuso? scherzo, è ovvio. A me interssa più dell’anima che della politica. In verità.

    Carlo Capone

  9. Comment by Carlo Capone — 23 giugno 2009 @ 22:55

    E.C. In seguito alla tua segnalazione di stasera

  10. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 24 giugno 2009 @ 00:23

    Carlo, sai quanti intellettuali di sinistra e scrittori scrivono per la pagina culturale de Il Giornale. Vi scrivono perché vengono pagati e ai soldi non si guarda in faccia.

    Devo correggermi. Nella discussione che ebbi su La poesia e lo spirito non è Vito Mancuso che, insieme con altri, è intervenuto contro la mia tesi, bensì Francesco Marotta.

    Tornando a Vito Mancuso non discuto le sue qualità intellettuali. Non ho letto i suoi libri. So che è un ex prete e mi rammarica che, a meno che non ci siano stati gravi motivi, sia venuto meno ai suoi impegni. Non si diventa preti se non dopo un lungo e faticoso cammino, e si sa bene sin dal principio a cosa si va incontro.

    Mi piacerebbe conoscere perché ha rinunciato ad essere prete. Ne parla nei suoi libri?

  11. Comment by Carlo Capone — 24 giugno 2009 @ 09:58

    Ho appreso da te che era prete. Nei suoi libri non ne parla, almeno in quello che sto leggendo io. La prefazione è del Cardinale Martini.

  12. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 24 giugno 2009 @ 11:22

    Puoi averne conferma qui:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Vito_Mancuso

  13. Comment by Carlo Capone — 24 giugno 2009 @ 12:01

    Sì ma avendomene data notizia tu non ne dubitavo. Per me la questione che sia stato sacerdote è ininfluente. Io avevo ipotizzato, nel mio piccolo secretum, una sofferta spiegazione del destino di noi dopo la morte. In realtà ero attetstato su posizioni di totale nichilismo, con qualche sprazzo di luce dovuto a questa mia povera e modetsa intuizione che mi ronzava, talvolta, nella testa. Quale abbaglio nel momento in cui ho letto le parole di Mancuso è ho visto che la sua visione, per carità ampia e teologicamnete imponente, mica la mia, coincideva con quanto avevo osato percepire sul destino dell’anima dopo la morte, sull’inferno e sul Paradiso. Ora mi sento più sereno. Magari ti apparirà strano ma è così.

  14. Comment by Giorgio Di Costanzo (Ischia) — 24 giugno 2009 @ 14:31

    La verità che non può dire
    di GIUSEPPE D’AVANZO

    Berlusconi esige da noi, per principio e diritto divino, come se davvero fosse “unto dal Signore”, la passiva accettazione dei suoi discorsi. Pretende che non ci siano repliche o rilievi alle sue parole. Reclama per sé il monopolio di un’apparenza che si cucina in casa con i cuochi di famiglia. Senza contraddittorio, senza una domanda, senza un’increspatura, senza la solidità dei fatti da lui addirittura non contraddetti, senza un estraneo nei dintorni. Vuole solo famigli e salariati. Con loro, il Cavaliere frantuma la realtà degradata che vive. La rimonta come gli piace a mano libera e ce la consegna pulita e illuminata bene. A noi tocca soltanto diventare spettatori – plaudenti – della sua performance. Berlusconi ci deve immaginare così rincitrulliti da illuderci di poter capire qualcosa di quel che accade (è accaduto) non servendoci di ciò che sappiamo, ma credendo a ciò che egli ci rivela dopo aver confuso e oscurato quel che già conosciamo. Quindi, via ogni fatto accertato o da lui confessato; via le testimonianze scomode; via documenti visivi; via i giornalisti impiccioni e ostinati che possono ricordarglieli; via anche l’anchorman gregario e quindi preferito; via addirittura la televisione canaglia che da una smorfia può rivelare uno stato d’animo e una debolezza.

    Berlusconi, che pare aver smarrito il suo grandioso senso di sé, si rimpannuccia sul divano di casa affidandosi alle calde cure del direttore di Chi. Insensibile alle contraddizioni, non si accorge dell’impudico paradosso: censurare i presunti pettegolezzi dalle colonne di un settimanale della sua Mondadori, specializzato in gossip. Dimentico di quanto poca fortuna gli abbia portato il titolo di Porta a Porta (5 maggio) “Adesso parlo io” (di Veronica e di Noemi), ci riprova. “Adesso parlo io” strilla la copertina di Chi. Il palinsesto è unico.

    In un’atmosfera da caminetto, il premier ricompone la solita scena patinata da fotoromanzo a cui non crede più nessuno, neppure nel suo campo. La tavolozza del colore è sempre quella: una famiglia unita nel ricordo sempre vivo di mamma Rosa e nell’affetto dei figli; l’amore per Veronica ferito – certo – ma impossibile da cancellare; la foto con il nipotino; una vita irreprensibile che non impone discolpa; l’ingenuità di un uomo generoso e accogliente che non si è accorto della presenza accanto a lui, una notte, di una “squillo” di cui naturalmente non ha bisogno e non ha pagato perché da macho latino conserva ancora il “piacere della conquista”.

    Acconciata così la sua esistenza che il più benevolo oggi definisce al contrario “licenziosa”, chi la racconta in altro modo non può essere che un “nemico”. Da un’inimicizia brutale sono animati i giornali che, insultati ma non smentiti, raccontano quel che accade nelle residenze del presidente. Antagonisti malevoli, prevenuti o interessati sono quegli editori che non azzittiscono d’imperio le loro redazioni. C’è qualcosa di luciferino (o di vagamente folle) nella pretesa che l’opinione pubblica – pur manipolata da un’informazione servile – s’ingozzi con questo intruglio. Dimentico di governare un Paese occidentale, una società aperta, una democrazia (ancora) liberale, il capo del governo pare convinto che, ripetendo con l’insistenza di un disco rotto, la litania della sua esemplare “storia italiana” possa rianimare l’ormai esausta passione nazionale per l’infallibilità della sua persona. È persuaso che, mentendo, gli riesca di sollecitare ancora un odio radicale (nell’odio ritrova le energie smarrite e il consenso dei “fanatizzati”) contro chi intravede e racconta e si interroga – nell’interesse pubblico – sui lati bui della sua vita che ne pregiudicano la reputazione di uomo di governo e, ampiamente, la sua affidabilità internazionale. Berlusconi sembra non voler comprendere quanto grave – per sé e per il Paese – sia la situazione in cui si è cacciato e ha cacciato la rispettabilità dell’Italia. Ha voluto convertire, con un tocco magico e prepotente, le “preferite” del suo harem in titolari della sovranità popolare trasformando il suo privato in pubblico. Non ha saputo ancora spiegare, dopo averlo fatto con parole bugiarde, la frequentazione di minorenni che ora passeggiano, minacciose, dinanzi al portone di Palazzo Chigi. Ha intrattenuto rapporti allegri con un uomo che, per business, ha trasformato le tangenti alla politica in meretricio per i politici. Il capo del governo deve ora fronteggiare i materiali fonici raccolti nella sua stanza da letto da una prostituta e le foto scattate da “ragazze-immagine”, qualsiasi cosa significhi, nel suo bagno privato mentre ogni giorno propone il nome nuovo di una “squillo” che ha partecipato alle feste a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli (che pressione danno a Berlusconi, oggi?).

    La quieta scena familiare proposta da Chi difficilmente riuscirà a ridurre la consistenza di quel che, all’inizio di questa storia tragica, si è intravisto e nel prosieguo si è irrobustito: la febbre di Berlusconi, un’inclinazione psicopatologica, una sexual addiction sfogata in “spettacolini” affollati di prostitute, minorenni, “farfalline”, “tartarughine”, “bamboline” coccolate da “Papi” tra materassi extralarge nei palazzi del governo ornati dal tricolore. Una condizione (uno scandalo) che impone di chiedere, con la moglie, quale sia oggi lo stato di salute del presidente del Consiglio; quale sia la sua vulnerabilità politica; quanta sia l’insicurezza degli affari di Stato; quale sia la sua ricattabilità personale. Come possono responsabilmente, questi “buchi”, essere liquidati come affari privati?

    La riduzione a privacy di questo deficit di autorità e autorevolezza non consentirà a Berlusconi di tirarsi su dal burrone in cui è caduto da solo. Ipotizzare un “mandato retribuito” per la “escort” che ricorda gli incontri con il presidente a Palazzo Grazioli è una favola grottesca prima di essere malinconica (la D’Addario è stata prima intercettata e poi convocata come persona informata dei fatti). Evocare un “complotto” di questo giornale è soltanto un atto di intimidazione inaccettabile.

    Ripetendo sempre gli stessi passi come un automa, lo stesso ritornello come un cantante che conosce una sola canzone, Berlusconi appare incapace di dire quelle parole di verità che lo toglierebbero d’impaccio. Non può dirle, come è sempre più chiaro. La sua vita, e chi ne è stato testimone, non gli consente di dirle. È questo il macigno che oggi il capo del governo si porta sulle spalle. Non riuscirà a liberarsene mentendo. Non sempre la menzogna è più plausibile della realtà. Soprattutto quando un Paese desidera e si aspetta di sentire la verità su chi (e da chi) lo governa.

    “la Repubblica”, 24 giugno 2009

  15. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 24 giugno 2009 @ 14:33

    Ne ho piacere Carlo. Ti sembrerà invece strano quanto io, cattolico, dubiti a volte di Dio. Dico “a volte”, giacché ho già scritto da qualche parte che quando mi sono trovato in difficili circostanze e ho chiesto l’aiuto di Dio, seppure all’ultimo momento sono sempre stato accontentato. Per me, dunque, Dio esiste.
    Ma mi domando: Perchè ha creato il mondo in modo che le sue creature si schierino l’una contro l’altra? Perché siamo carnivori e per vivere le varie specie devono cibarsi di altre specie? Perché gli incolpevoli bambini sono sottoposti alle più atroci sofferenze?
    Il mio parroco, che ogni tanto viene a pranzo a casa mia, mi risponde che sono le conseguenze del peccato originale. E allora Cristo non ci ha redenti? Perché queste atrocità devono continuare?
    L’anima di un cristiano non troverà mai pace.

  16. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 24 giugno 2009 @ 14:56

    Giorgio, se fossi io l’autore di questo articolo, mi vergognerei e penserei di aver perso i lumi della ragione e della decenza. C’è tanta cattiveria.
    Ho già scritto che, come cattolico, non posso approvare questi vizi privati, ma a tutto c’è un limite. Pensa se si dovessero portare in piazza con lo stesso accanimento i vizi della nostra classe dirigente. Ci hai mai pensato? Se la stampa cominciasse ad accanirsi contro questo o quell’uomo politico allo stesso modo con cui si è accanita contro Berlusconi, si rizzerebbero i capelli. Ripeto, si può denunciare un vizio, ma girare il coltello nella ferita è cosa riprovevole.
    Pensa ad una D’Addario che va da Berlusocni con un registratore. Ti sei chiesto perché? Il raggirato è l’uomo vizioso, su cui già si pensa in origine di imbastire un ricatto. Che persone sono queste? Spazzatura, è proprio la parola giusta.
    Pensa se qualcuno si mettesse a spiare i vizi di certi politici omosessuali e li mettesse in piazza. La giudicheresti una cosa esecrabile. Di orge omosessuali e non e giri di droga suppongo sia pieno il mondo rosato della politica. Si deve agire su questo fronte?
    Io condanno tutti gli eccessi, rispetto comunque la vita privata delle persone. Spesso della propria natura non si ha colpa.
    E nel versante della politica mi aspetto solo che siano mantenuti gli impegni assunti con i cittadini in campagna elettorale.

  17. Comment by Carlo Capone — 24 giugno 2009 @ 16:03

    Bart, nel suo libro ‘L’anima e il suo destino’ Mancuso dà una risposta convincente alle tue domande, specie sulla questione del peccato originale. Lui parte dal big bang e dall’equazione di Einstein – incredibile vero? – in base alla quale materia = energia. E’ il primo teologo che lo fa partendo da presupposti scientifici. Ma è sulla destinazione dell’anima che mi ha convinto in pieno. Deve essere così, è da una vita che ci riflettevo, come detto, ritenendo che le mie fossero eccentricità. Ti basti pensare che ero giunto alla conclusione che la pena più infernale e orrenda per chi si perde fosse l’annichilimento dell’anima, la perdita totale del Sè dopo la morte, il NULLA.

  18. Comment by Carlo Capone — 24 giugno 2009 @ 16:06

    Mancuso la pensa esattamente così.

  19. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 24 giugno 2009 @ 16:15

    Grazie Carlo di queste comunicazioni.

  20. Comment by Felice Muolo — 24 giugno 2009 @ 17:24

    Similitudini.

    Presumo che con le giustificazioni pari a quelle di Giuseppe D’Avanzo, ne hanno tutta l’aria come nelle tragedie, riportate da Giorgio Di Costanzo (Ischia), Bruto e compagni assassinarono Cesare. Ottaviano, che nel nostro caso potrebbe stare per Fini, lo vendicò e ne occupò il posto. Se Berlusconi impersonasse Cesare e andasse in questo modo, la storia si ripeterebbe. Poi i posteri piangerebbero la sorte di Berlusconi, come è successo con quella di Cesare, (e attualmente si sta facendo anche con Craxi), facendone un martire. Non sarebbe meglio si lasciasse che eventualmente il nostro si scavi la fossa con le proprie mani, di non anticipare troppo i tempi?

  21. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 25 giugno 2009 @ 13:08

    @ Giorgio,
    quello che paventavo sta accadendo. Ma non me ne faccio lode. Era prevedibile.
    Se il quotidiano Repubblica attacca la manie sessuali di Berlusconi, oggi gli risponde a tono Il Giornale, qui, rivelando “Tutte le escort del clan D’Alema”, e quando, in quelle occasioni Repubblica scriveva: “Un leader non può cadere per un sexgate”:

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361366

    Leggete poi cosa scriveva Ezio Mauro quando scoppiò su Clinton il sexgate:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361381

    E sulla corsa alla poltrona di Franceschini:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361395

  22. Comment by Giorgio Di Costanzo (Ischia) — 25 giugno 2009 @ 16:29

    Caro Bart, resta immutato il mio affetto e la stima. Sono fedele alle amicizie e lo sai bene.
    Avevo già sfogliato “Il Geniale” in edicola, poi ho comprato “il manifesto” e “la Repubblica” con l’aggiunta del “Corsera”.
    Ma a sinistra e dintorni siamo leggermente (almeno lo spero!) meno bigotti e pseudomoralisti dell’altra parte. Tanto è vero che Prodi, D’Alema, Rutelli, Libertinotti ecc. hanno, monotonamente da sempre la solita e unica moglie.
    Sono stupito che tu uomo, padre, figlio, nonno integerrimo e perbene arrivi financo a “perdonare” o almeno rimuovere il fatto incontrovertibile che Al Tappone frequenti perfino minorenni. Poi, per quanto riguarda i risultati finali, Al Tappone ha avuto un cancro alla prostata e difficilmente, per giunta con l’età avanzatissima che si ritrova, 73 anni! e con un corpo visibilmente in decomposizione (nonostante gli aiutini chimici, estetici, plastici etc.) avrà un’erezione…
    Ad ogni modo: tutto è impermanente, niente dura per sempre e noi oggi stiamo assistendo all’inizio (solo l’inizio, certo) della fine di Al Tappone. Fine temporale (decomposizione fisica, senescenza, rimbambimento, perdita di lucidità, etc.) e fine politica (ha voglia di cianciare sui sondaggi che lo danno al 61 per cento di gradimento): all’estero non ne parliamo (perfino il Wall Steet Journal che non è l’organo dei comunisti lo sta conciando per le feste) e qui, in Italia si sta smuovendo finalmente qualcosa…

  23. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 25 giugno 2009 @ 18:00

    Anche da parte mia, Giorgio, la stima è immutata. Sei una persona onesta, sincera, trasparente. Spero sempre di poterti incontrare qui a Lucca. In politica divergiamo, ma ciò deriva spesso da esperienze personali diverse.

    Io ho conosciuto in questi ultimi anni una sinistra inconcludente, arruffona, chiacchierona, solo capace di mettere tasse invece che di mettere mano ad una riforma dello Stato. Eppure l’occasione l’ha avuta andando ben due volte al governo con Prodi. Che cosa ha fatto? Nulla. Giudicherò Berlusconi alla fine del suo mandato (se ci arriverà) e misurerò i fatti (lui si dice uomo di fatti) con le promesse.

    La vita privata di Berlusconi mi ripugna. Però non ammetto che lo si voglia distruggere moralmente e psicologicamente. I fatti sono stati denunciati. Basta, gli italiani ne sono venuti a conoscenza e ne tireranno le somme. L’accanimento sulla sua vita privata è un punto di debolezza della sinistra. Hai visto che cosa scriveva Enzo Mauro nell’intervista ad Agnelli sul caso Clinton? Non si può far dimettere un leader politico per fatti sessuali, scriveva. E Clinton li aveva consumati alla Casa Bianca! Poi scrive anche altro, contrapoposto a quanto sostiene oggi.
    Oggi Enzo Mauro si comporta all’incontrario. Perché? Te lo sei chiesto?

    Bisogna dividere la politica dalla vita privata. Altrimenti non ne usciamo. Ora verranno fuori tanti scheletri nell’armadio dei nostri politici, vizi sessuali sconosciuti o messi a tacere. Si aprirà un capitolo nerissimo. E ciò grazie (si fa per dire) a questa campagna scandalistica promossa a fini elettorali.
    La mia difesa, in questo senso, non è riservata al solo Berlusconi, ma farei così con chiunque, perché l’uomo per me viene avanti a tutto.

    Di certi comportamenti è bene venirne a conoscenza (non dico affatto di tenerli segreti), ma approfittarne per distruggere un uomo, no. Non sarò mai d’accordo. Se dovesse uscire una campagna di questa intensità e indecenza sulla vita privata di un altro leader, anche della sinistra, mi vedrai prendere la stessa posizione. In questa mia presa di posizione, la politica non c’entra: c’entra l’uomo.

  24. Comment by Gian Gabriele Benedetti — 25 giugno 2009 @ 20:19

    Bartolomeo, sono pienamente d’accordo con te e col tuo spiccato buonsenso e col tuo assennato equilibrio
    Gian Gabriele

  25. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 25 giugno 2009 @ 20:26

    Grazie, Gian Gabriele.

  26. Comment by Giorgio Di Costanzo (Ischia) — 26 giugno 2009 @ 14:54

    A proposito di tasse, caro Bart: avrai senz’altro sentito la notizia degli oltre 11 milioni di contribuenti italiani che denunciano al fisco meno di 6mila euro l’anno; di persone, tipo nullatenenti di Padova, che pagano affitti da 100 euro mensili in case popolari ma con Jaguar, Bmw, Porsche Carrera 911, Porsche Cayenne, Wolkswagem Tuareg.
    Imprenditori con villa in città e case in Sardegna con 2.500 euro di reddito annuo; un tizio con Moto Ducati, un camper, una barca a vela, ville in città e in montagna che dichiarava 12.750 euro l’anno. Un socio di un’azienda di legname che dichiarava 7mila euro l’anno ma con Porsche e una moto Bmw. E la corruzione nella pubblica amministrazione che ammonterebbe a circa 60 miliardi.
    In Italia chi evade ha la certezza dell’impunità e l’ammirazione sociale perché gli evasori vengono giudicati furbi da imitare.
    100 miliardi di evasione annuale mentre Tremonti prepara l’ennesimo condono…
    E a pagare sono soltanto quelli che già versano al fisco fino all’ultimo centesimo…

  27. Comment by Gian Gabriele Benedetti — 26 giugno 2009 @ 15:22

    E’ vero che a pagare spesso sono sempre i soliti, mentre regnano i furbi, ma la sinistra che è stata più volte al potere con Prodi (due volte), con baffino D’Alema, con Dini, ecc. che cosa ha fatto per ovviare a queste storture? Ha più o meno continuato a “navigare” nelle stesse acque, magari aumentando le tasse ai soliti tartassati.
    Gian Gabriele Benedetti

  28. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 26 giugno 2009 @ 16:18

    Gian Gabriele ti ha già risposto. Il problema dell’evasione fiscale riguarda tutti i governi di questo Paese. E’ una piaga. Se riuscissmo a risolverla, ci metteremmo a posto anche con il debito pubblico.
    I primi a non volerla risolvere sono i nostri parlamentari, che appartengono non più al nostro mondo ma al mondo dei ricchi (salvo poche eccezioni).

    Tu parlavi d parlamentari che hanno avuto una sola moglie (della tua parte politica). Hanno il mio plauso, perché il matrimonio è una cosa seria, e prima di sposarsi, una coppia deve pensarci su due volte e conoscersi bene. Oggi invece ci si sposa e qualche mese dopo si divorzia.
    Purtroppo l’agiatezza economica dei parlamentari a molti di loro ha dato alla testa. Fini, Casini, Berlusconi (per la mia parte politica) sono divorziati e si accompagnano a donne più giovani e belle. Una vergogna e una umiliazione per la prima moglie, il più delle volte incolpevole.
    Il parlamentare dovrebbe guadagnare non più di un medio dirigente d’azienda. Il suo lavoro deve essere di servizio alla comunità.

    Ma quando parlavo di tasse, non mi riferivo al fenomeno dell’evasione, ma al fatto che la sinistra, quando ci sono problemi da risolvere, non si mette a ragionare sul modo migliore di risolverli, magari riducendo lo spreco, ma, rinunciando a sforzare le meningi, decide la cosa più facile: mettere una nuova tassa, che poi, come dici anche tu, pagano sempre i soliti e non i ricchi abilissimi nel praticare l’evasione.

    Alla sinistra non interessa che siamo noi a pagare e non i ricchi. A lei basta far entrare nuovi soldi nelle casse dello Stato a spese dei cittadini.

    Ho riferito da qualche parte che nel 1999, quando Diliberto era ministro della giustizia fu sorpreso a giocare al casinò alle Seychelles accompagnato dalla scorta, che paghiamo noi italiani. Difficile che un operaio vada alle Seychelles e ancora più difficile che passi il suo tempo al casinò.
    Dal mio libro “Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile” traggo anche quest’altro esempio:

    “Una lettera significativa appariva su il Giornale del 17 settembre, scritta da un comunista autentico, fiorentino, che prendeva posizione nei confronti di Veltroni a proposito di affittopoli. Vale la pena di riportarla per intero, dato il suo valore di testimonianza:
    “Chi sono: Carlo Portesani. Toscano, sessantottino e comunista vero, lettore del Manifesto, ma ultimamente anche degli altri giornali (ai quali indirizzo questa mia lettera), per vedere come affrontano lo scandalo INPS. Vacanze estive passate presso il campeggio di Santa Pomata in località Rocchette di Castiglione della Pescaia. Sposato civilmente, con moglie ed un figlio abito in un appartamento di 3 locali e servizi, di circa 90 mq in un paese dell’hinterland di Firenze, pago di affitto 400.000 al mese + le spese condominiali. Sono laureato in chimica e sono dirigente presso un centro di ricerca.
    Chi è lui: Walter Veltroni. Direttore dell’Unità, ex comunista (ma lo è mai stato?). Vacanze estive presso Hotel Roccamare località Rocchette di Castiglione della Pescaia a circa 400.000 (diconsi quattrocentomila) lire al giorno a persona. Ha in locazione un appartamento di pro-prietà di un ente pubblico, in una zona certamente più bella di quella in cui io abito, con una metratura certamente superiore e ad un prezzo quasi uguale a quello che verso io al mio pa-drone di casa! Cosa abbiamo in comune: la località dove trascorriamo le vacanze e la cifra che spendiamo per l’affitto! Adesso lui dice «mi incazzo!»; e no, se permettete adesso m’incaz-zo io! Abbia almeno la faccia tosta di lasciare la sua casa a chi ne ha bisogno visto che è grande, magari a 2 o 3 famiglie, oppure paghi, ma paghi il giusto prezzo di mercato e non il prezzo di regime che gli fa comodo! Ognuno ha il diritto, in base alle proprie entrate finanziarie, di fare le ferie dove vuole e negli alberghi più belli e più cari del mondo, ma almeno non parli dei diritti dei lavoratori o delle vessazioni dei padroni borghesi comportandosi poi da parassita e mantenuto statale! Continuerò a passare le mie vacanze in campeggio, andrò alle manifestazioni di Rifondazione, resterò un idealista, ma spero di non essere accostato mai ad una persona che dirige un giornale letto da tanti comunisti ai quali fa credere di essere uno come loro!»”

    Erano cose che accadevano nel 1995, anche a uomini della sinistra.

    E’ il risultato dei troppi soldi che diamo ai parlamentari.

  29. Comment by Giorgio Di Costanzo (Ischia) — 27 giugno 2009 @ 01:06

    “ma la sinistra che è stata più volte al potere con Prodi (due volte), con baffino D’Alema, con Dini, ecc. che cosa ha fatto per ovviare a queste storture?”.
    Qualcuno si è dimenticato di Vincenzo Visco e del governo Prodi che qualche tentativo di far pagare le tasse ai soliti ignoti lo fece!

    Bart: attualmente non ho parlamentari “della mia parte politica”. Dimentichi che dall’aprile 2008 (votai “Sinistra Arcobaleno”, Prc alle scorse Europee) sono extraparlamentare.
    Nell’attuale parlamento ci sono tutti: mafiosi, affaristi, pedofili, ladri, razzisti, fascisti, veline, nani, ballerine, pregiudicati, condannati a piede libero, escort, ruffiani, prosseneti, lenoni, magnaccia, protettori, papponi, maitresse etc. ma nessun comunista e neanche uno vagamente di sinistra!

  30. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 27 giugno 2009 @ 07:01

    Hai ragione, Giorgio, lo spettacolo del nostro parlamento è desolante, tutti riuniti da un unico interesse: mantenere la poltrona. I cittadini, il bene del Paese sono un pretesto.

    Se io ancora vado a votare, lo faccio perché come cittadino sento l’obbligo di non lasciare il Paese allo sbando. Ho scelto da qualche tempo una parte politica che mi è parsa più concreta e meno chiacchierona, turandomi il naso, come disse una volta Montanelli.

    Questo governo ha il primo banco di prova in Abruzzo. Sto a guardare. Per il momento mi pare che, pur in mezzo a tante difficoltà, qualcosa si sta muovendo (contrariamente a quanto avveniva per i precedenti terremoti, diventati occasione di un mangia mangia generale).

    Per aiutare l’Abruzzo si sono dovuti stornare (per non mettere nuove tasse) fondi destinati altrove, ma il principio è buono. Prima devono venire le esigenze di chi ha subito un cataclisma di morti e di beni materiali. Se davvero fra qualche mese avremo la sistemazione dei terremotati in nuove case, non potrò che lodare l’impegno profuso da questo governo. Altrimenti risiamo da capo: chiacchiere, chiacchiere.

    Ora sto partendo. Se commenterai ancora (del che ti ringrazio, per la stima che ti porto) ti risponderò al mio ritorno, intorno al 5 luglio. Ciao. Un abbraccio a te e alla tua Ischia.

  31. Comment by Gian Gabriele Benedetti — 27 giugno 2009 @ 14:15

    Se in Parlamento c’è tutta questa gentaglia, allora vuol dire che il novanta per cento e oltre degli Italiani è proprio imbecille a votarli. E solo un dieci per cento scarso dei politici è “immacolato”! Bella prospettiva! Speriamo che quel dieci per cento scarso non ci porti le rovine del Comunismo avvenute in tutti i paesi dove ha spadroneggiato.
    Per quanto riguarda Visco, una piccola mosca bianca della sinistra, non è poi che abbia fatto un granché, visti i risultati
    Gian Gabriele Benedetti

  32. Comment by Gian Gabriele Benedetti — 27 giugno 2009 @ 23:18

    Mi ha indignato fortemente che nell’elenco spregiativo e di cattiva ironia dei presunti presenti in Parlamento siano stati inseriti i “nani”. Lo ritengo offensivo per la dignità della persona e soprattutto per l’handicap. Vi sono dei “nani” di grandissima intelligenza, di fermissima dignità, di straordinaria personalità, capaci di insegnare il vivere civile ed umano a certe persone, che si ritengono con supponenza, “democratiche”, “aperte socialmente” ed “illibate”; nani capaci, inoltre, di compiere nobili, intelligenti ed utili azioni nella società, dando vivissimi ed eccezionali esempi di comportamento
    Gian Gabriele Benedetti

  33. Comment by Giorgio Di Costanzo (Ischia) — 29 giugno 2009 @ 15:45

    Non intendevo insultare le persone di bassa statura, naturalmente: mi riferivo al “nanismo” morale, etc. etc.

    “Speriamo che quel dieci per cento scarso non ci porti le rovine del Comunismo avvenute in tutti i paesi dove ha spadroneggiato.”
    In Italia abbiamo avuto, questo per gli smemorati, una sola dittatura, quella clerico-fascista, i cui diretti discendenti siedono nei banchi del Parlamento e sono perfino al Governo con pochissimo scandalo da parte del cittadino medio! La Russa, Gasparri, Storace sono ex picchiatori fascisti degli anni ’70, allievi del torturatore di partigiani, il fascista giorgio almirante (in minuscolo!). Fini, pur essendo della partita, durante gli scontri in piazza, essendo un po’ vigliacchetto si travestiva con un impermeabile da commissario di polizia e non partecipava attivamente alle aggressioni ai compagni.

    “…il novanta per cento e oltre degli Italiani è proprio imbecille a votarli.”
    No, gli elettori italiani sono peggiori, molto peggiori (e nefandi) di quei tristi figuri che siedono in Parlamento. I politici non discendono da Marte. Sono lo specchio esatto (leggermente migliore, talvolta) del cittadino medio. Raramente, ma è possibile trovare (qui e là) un politico con moralità, serietà, sobrietà e umanità esemplari. Difficilmente lo stesso può dirsi dei cosiddetti cittadini medi. Io provo una certa ripugnanza per il cittadino medio (cfr. Orson Welles in “La Ricotta” di Pier Paolo Pasolini), quello che, per intenderci, leggendo delle imprese “scopatorie” di Al Tappone, sorride indulgente e invidioso per non avere avuto lui stesso la fortuna di unirsi carnalmente con ragazze minorenni, con aspiranti ballerine o prostitute da 10.000 euro a botta!

    Visco, non appartiene alla sinistra. La sinistra non è rappresentata in Parlamento:
    Il Pd è un partito di centro; L’Idv (Di Pietro) è un partito di centro-destra moderata; l’Udc è un partito di destra moderata e il Pdl è un partito di estrema destra (fascista, razzista, xenofobo, omofobo, clericale, aziendalista, affarista, mafioso, etc.).
    Visco ha tentato (qualche rarissima volta riuscendoci perfino) a far pagare le tasse a qualcuno ed è odiatissimo da chi esige, pretende diritti senza alcun dovere. Tremonti si appresta a firmare l’ennesimo condonno tombale per gli evasori. Evviva Tremonti!

  34. Comment by Gian Gabriele Benedetti — 29 giugno 2009 @ 17:19

    Siamo in una così vergognosa dittatura che persone come lei possono tranquillamente esprimere le loro idee; molti della sua stessa parte politica possono protestare, picchiare, spaccare vetrine, incendiare auto e cassonetti, ecc.; molti possono sbraitare ed offendere impunemente… Se invece di questa presunta “dittatura”, ci fosse stato il tanto “democratico” regime comunista, a cui si ispira, tutto ciò sarebbe potuto avvenire? O si sarebbero riempiti i manicomi e le carceri, con molte “sparizioni” definitive? Quindi, io mi tengo, come milioni e milioni di “imbecilli” (solo i “puri” e gli “intelligenti” sono da una parte, ma guarda un po’!) questa “dittatura” e respingo al mittente quella che lui vagheggia.
    Per quanto riguarda le ultime vicende di Berlusconi, io aspetterei, prima di tranciare giudizi drastici e definitivi. Tuttavia, mi si permetta, i vari Bertinotti, Pecoraro Scanio, ecc. non mi sembra che siano delle “verginelle” col velo bianco!
    Auguro alla sua parte politica di annoverare nelle sue file qualche nano di valore e anche delle veline con due o tre lauree, capaci di parlare diverse lingue. Altrimenti dimostrate anche di essere razzisti!
    E potrei continuare anche per il resto, ma, al momento, mi astengo
    Gian Gabriele Benedetti

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart