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VARIE: LUCCA: La zona Ovest di Lucca sta diventando una discarica pubblica con conseguente grave inquinamento ambientale.

10 settembre 2014

di Bartolomeo Di Monaco

Pochi quotidiani attualmente si sono dimostrati sensibili al problema, e hanno lasciato soli i primi abitanti che hanno avvertito la minaccia e si sono riuniti il 9 settembre (ieri) alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Raspini e dei rappresentanti del Sistema Ambiente (ma perché sarà chiamato così se ogni tanto produce guasti tanto dannosi? Un tarlo nel nome?).
La riunione è stata molto accesa. I cittadini si sono trovati alla presenza di un Assessore all’Ambiente che era convinto di incontrare due persone soltanto (quelle che gli avevano chiesto appuntamento) e dunque era intervenuto con i minuti contati, e pensava di sbrigarsela su di un problema così enorme in quattro e quattro otto. Diverso e apprezzato il comportamento dei rappresentanti del Sistema Ambiente.
Io stesso mi sono adirato, forse eccessivamente, contro la prosopopea dell’Assessore Raspini, poiché ho intuito che egli dimenticasse che l’interesse dei cittadini viene prima di quello delle Istituzioni, e per ascoltare i bisogni di essi non occorre partecipare consultando il cronometro.
Con le tante opere che ho scritto per la valorizzazione della città, e con i miei 72 anni, credo di essere in grado di difendere i cittadini dai soprusi assai meglio di lui. Insomma, la sua prosopopea non mi è piaciuta.
Si è comunque trattenuto oltre i pochi minuti per i quali era venuto e gliene sono grato. L’incontro c’è stato, anche se interlocutorio, i toni si sono fatti accesi, una donna è dovuta essere trasportata in ospedale per un malore.
Nessuna delle autorità ha però assicurato che il famigerato compattatore sarà eliminato dal luogo, e questa sarà la dura materia del contendere. Ho visto il compattatore all’opera. È un macchina che sta ferma e tritura i rifiuti che gli vengono riversati dai continui furgoncini che hanno ritirato la spazzatura contenuta nei bidoncini entrati in vigore il 1 luglio scorso.
Non mi sono mosso dalla scena. Arriva il furgoncino, fa marcia indietro con il fastidioso bip bip fino a toccare il compattatore già pronto a ricevere lo scarico dei rifiuti. Finito lo scarico si allontana lasciando sul terreno i molti detriti puzzolenti. A lui segue un altro furgoncino e così via. Tutto questo residuo puzzolente si aggiunge a quello prodotto dal compattatore tritatutto. L’operazione va avanti praticamente dalle 7/7,30 del mattino fino al tardo pomeriggio.
Nella zona si diffonde una puzza indescrivibile, oltre al fastidioso rumore dei furgoncini con il loro arrivo e il loro bip bip e il rumore incessante del tritatutto.
Oltre ai furgoncini bisogna aggiungere un transito mattutino di grossi camion caricati dei vecchi cassonetti che saranno messi in disuso, alcuni vuoti e disinfettati, alcuni ancora pieni di immondizia. Questi camion anziché transitare dalla porta principale della ex Telecom, sita con ampia apertura sulla via Pisana Vecchia, fanno un più lungo (e inquinante giro) e transitano da una strada contigua vicinale che non può reggere un simile traffico. Si ricordi che per quanto riguarda una strada vicinale tutti i danni arrecativi sono sanabili con quattrini che escono dalle tasche dei proprietari delle abitazioni che vi si affacciano.
Mi domando con quale diritto il Sistema Ambiente e il Comune di Lucca hanno consentito questa deviazione che produrrà a lungo termine un danno (buche e quant’altro) per il quale non sarà il comune a risponderne ma i cittadini?
Ora è tempo di ricordare che il piano regolatore ha consentito di costruire in quell’area una quantità enorme di condominii, al centro dei quali viene a collocarsi l’area maleodorante prescelta. Ovvie quindi le ragioni della protesta in coloro che non solo si trovano all’improvviso (per una scelta insensata) a vivere nell’area, ma anche in considerazione del depauperamento della stessa, le cui abitazioni usciranno dal mercato della compra-vendita, con cospicui danni economici.
Un secondo incontro è in calendario presso Le Vele di San Donato, ma ancora non è sicura la data viste le indisponibilità di calendario dell’Assessore Raspini (il Sistema Ambiente è già pronto e disponibile con encomiabile comportamento).
Alcuni obiettivi sono identificabili sin d’ora:

1 – visto anche che nei pressi, oltre alle numerose costruzioni, è presente un vecchio asilo (l’Asilo Moni), il compattatore deve essere trasferito altrove e possibilmente in aperta campagna e lontano dai centri abitati;
2 – visto che il proprietario (una società di Firenze?) per anni ha lasciato in stato di abbandono l’immobile ridotto a rifugio di ratti, rovi e ladri, l’area deve essere bonificata e il suggerimento è quello di riconvertirla (con esproprio) a parco verde, di cui – considerata la densità demografica raggiunta dall’area – vi è urgente bisogno;
3 – Vicinanza e comprensione del Comune di Lucca alle esigenze e alla salute dei cittadini deponendo ogni forma di prosopopea e assimilando il concetto – fondamentale in una democrazia – che i cittadini vengono prima delle Istituzioni.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart