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Mann, Heinrich

7 novembre 2007

L’angelo azzurro  

“L’angelo azzurro”

(Professor Unrat. Trad. Anna Reali)

Fra parentesi è indicato il titolo che l’autore (fratello maggiore del più noto Thomas) diede alla storia. Ma è prevalso quello con il quale il regista Josef von Sternberg nel 1930 tradusse in film questo romanzo, che contribuì non poco ad accrescere la fama dello scrittore tedesco. Annotiamo, insieme con la bravura del regista, l’interpretazione dell’allora debuttante e sconosciuta Marlene Dietrich (nel film ha il nome di Lola Lola) e dello straordinario attore Emil Jannings (nella parte del protagonista, il cui nome viene mutato in professor Immanuel Rath). Pubblicato nel 1905, narra la storia del severo professore di liceo Unrat, dispregiativo – significa spazzatura – del suo nome vero Raat che, inseguendo, in una battuta notturna per le viuzze della città, i suoi studenti, in particolare Lohmann (Doveva essere tenuto lontano dalla Fröhlich: riuscire in questo era una questione di potere per Unrat e riguardava il rispetto che aveva di se stesso.), ma anche gli alunni Ertzum e Kieselack, attratti dal locale dove si esibisce la cantante Rosa Fröhlich (la Lola Lola del film), viene a conoscere la conturbante soubrette tutta colorata, di cui si innamora fino al punto di sposarla. Licenziato dalla scuola, sperperati tutti i suoi risparmi, metterà su con la Fröhlich una casa da gioco equivoca (nel film seguirà invece la compagnia teatrale della moglie), grazie alla quale (quella straordinaria villetta era circondata da un alone fiabesco, dalla tremula aria argentea che avvolge i castelli delle fate), e avvalendosi del fascino della donna, riuscirà a condurre in porto alcune vendette nei confronti dei suoi alunni e di notabili della città, avviando un inarrestabile processo di corruzione di un’intera città e una parabola discendente e degradante della sua vita che lo condurrà in carcere insieme con la moglie: Ma i suoi momenti di maggior entusiasmo erano quando qualcuno finiva disonorato. Ecco una curiosità rispetto al film celeberrimo: Unrat si era sposato con una vedova, poi morta prima di lui, dalla quale ha avuto un figlio scapestrato, cieco da un occhio. Ed eccone un’altra: la Fröhlich ha una figlia, Mimì.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart