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Galleria Marcella Bertoli Barsotti

31 ottobre 2009

Estemporanea di Corfino 2007

Estemporanea di Corfino 2007

marcella.bb@hotmail.it
Nata a Barga nel 1975, Marcella Bertoli Barsotti, risiede nel  piccolo Comune di Fabbriche di Vallico. Conseguito gli studi di Maturità d’Arte applicata nella decorazione plastica all’Istituto “A. Passaglia” di Lucca nel 1994, ha abbandonato l’arte dedicandosi all’attività decorativa di statuine di vario genere come operaia a domicilio.
Avvalendosi di una marcata vena pittorica, già presente in famiglia, ha cominciato nell’ottobre del 1999, l’arte della pittura quando Stella Bertoli commissionò a Marcella un dipinto che doveva essere donato ai Marchesi Mazzarosa in occasione del cinquantesimo anniversario di matrimonio. L’incarico ricevuto si riferiva ad un dipinto relativo agli stemmi di famiglia da unire in un’unica tela. Così che la nostra giovane decoratrice si è affacciata nel meraviglioso palcoscenico della pittura.
I dipinti rivelano tratti e tecniche originali, personale è l’interpretazione che riesce a cogliere negli scorci caratteristici dell’ambiente montano in cui è cresciuta, e la naturalezza con cui riesce a trasferire nella tela la luce e i colori propri di questi paesaggi.
La “freschezza” del suo stile caratterizza la sua attività già dal suo esordio. Il 31 marzo 2002 allestisce la sua prima personale nei locali della Casermetta di S. Pietro sulla cinta muraria di Lucca ove espone 29 opere.
L’anno successivo, in luglio, la collezione, arricchita di tredici nuove tele, viene esposta a Barga all’interno del Palazzo Balduini.
“Nei suoi quadri esprime la gioia di vivere i paesaggi incantati, la fresca rappresentazione della primavera, espressa con forte ispirazione e l’abbinamento dei colori caldi a contrasto con l’azzurro del cielo e il verde delle colline della sua valle, fanno dei quadri di Marcella delle opere pregevoli.” R.P.
“… vive e lavora in un’isolata casetta di montagna a quota 870 metri, in un bellissimo posto denominato San Luigi nel Comune di Fabbriche di Vallico. Tutt’intorno alberi, prati, muretti a secco, vecchie capanne in pietra e spazi immensi dove l’azzurro del cielo si tuffa nel verde della natura. All’inizio della Primavera, i prati si ricoprono di fiori con mille colori e profumi, alternandosi nel giro di pochi giorni in un meraviglioso palcoscenico all’aperto. Marcella, capace di cogliere con sensibilità il continuo mutarsi della natura, dipinge questi luoghi familiari con amorevole naturalezza e realismo, è in questo ambiente bucolico che nasce in lei il desiderio di fermare sulla tela i paesaggi che scorrono sotto i suoi occhi. Così nei suoi quadri ritroviamo angoli suggestivi del villaggio, vecchie chiese di montagna, prati in fiore e vecchi alberi carichi di anni e di storia…”  Giuseppe Berni

NOTE CRITICHE

Tra le tante prerogative dell’arte pittorica vi è quella di sapersi ben identificare con la realtà esistenziale. Ebbene la felice integrazione tra elementi figurali ed emotivi crea, nell’opera di Marcella Bertoli Barsotti, un contesto mobile e avvincente che si sviluppa, in modo da definirsi autonomo in ogni lavoro, fino a tradurre in delicata bellezza luoghi, persone, momenti, oggetti, suggestioni, innalzati a valore di autentica poesia ed amati sin nel profondo.

La vasta rappresentazione pittorica si fa domanda emblematica, che, estesa oltre il luogo personale, riesce ad unificare coordinate di storie e mito sottratti all’ipoteca temporale. L’essenza di tutto il percorso artistico di Marcella prende avvio e sostanza da diverse ragioni di fondo, cioè da una stimolazione interiore della creatività, da qualcosa che urge dentro e da un’osservazione attenta ed innamorata di un mondo, di un paesaggio soprattutto rurale (tipico della sua, della nostra terra), distesi in spazi spesso raccolti, ma che si fanno grandi, divengono mito, come dicevo in precedenza. Spazi la cui traccia si fonde tra presente e passato, quasi a non perdere l’antica misura. L’artista è in continuo colloquio con le molteplici parti del proprio io e con un ambiente che le è caro, nel quale la sua anima si specchia, per creare a se stessa (ma anche a chi osserva e fruisce) strutture più ampie di illuminazione e nuove ipotesi di essenze. È un dipingere una realtà, ma con una forte tensione verso il divenire e, soprattutto, con una memoria cara (da preservare) del tempo che se ne va e di una vita che è ancora, fortunatamente, a dimensione umana. Questo viaggio poetico assume ricchezza di significati, collocandosi quale  atto esistenziale e quale scoperta (o riscoperta) di valori insostituibili. Spesso le immagini ci paiono quasi sospese in un mondo di sogno e riescono a catturarci attraverso anche  un delizioso gioco cromatico-visivo. Nel concretizzarsi del tratto, frutto di pensiero ed emozione divenuti messaggio e colloquio dell’autrice con se stessa e gli altri, ne scaturisce immancabilmente un richiamo veramente accorato della propria terra, della propria gente, dei propri affetti, di ambienti bucolici (oasi immacolate, di fronte al chiasso scomposto d’ogni giorno), dai quali emergono l’humus vitale e, perché no, un intento ecologico. Così all’interno di questi aspetti sensibili di irripetibile bellezza, nell’itinerario stupito di stagioni che sembrano sospese in una dimensione acronica, scorrono quei luoghi evocativi, quasi evasione oltre i limiti del segno.

Tutte le creazioni svelano, senza alcun dubbio, un’assoluta capacità di spirito e lasciano affiorare una freschezza creativa, che accompagna l’indagine dell’artista, tesa nella ricerca quotidiana di un gorgo di luce, forse per riprendere ogni volta da capo il non facile impegno dell’esistere.

Accennavo agli spazi. Questi assumono un ruolo non indifferente nell’aprirsi contenuto al di là di molte immagini o intorno ad esse. Sono spazi destinati ad una interiorità vivificante, che è traslato di un impulso liberatorio e di trasfigurazione e fusione, appena fuori del tempo, con l’elegia della vita. Ma non va dimenticato anche il magico schiudersi di alcune profondità e di qualche vasto orizzonte, che crea, non di rado, il senso della quiete e della pace, tipico di un po’ tutta la produzione.

Il frutto dell’espressione pittorica di Marcella Bertoli Barsotti, va ribadito, è per davvero sostenuto ed avvalorato dal felice e pur gioioso effetto cromatico. Non sfugge il significato del colore, usato in varie tecniche, alla valente artista. Colore che ogni volta asseconda il dettato dell’ispirazione. Ed allora possiamo immergerci nelle tinte vive e sempre ben equilibrate e goderne i particolari esiti.

Una nota a parte meritano gli ultimi lavori, che vedono la ricerca e l’uso di una tecnica, con sabbia di mare e gesso acrilico con sfumature celeste, utilizzati per lo sfondo della tela.
Lavori che offrono una colorazione quasi  monocromatica  che  coinvolge in modo commotivo, come ad offrire ambienti di favola o come se la tematica fosse collocata in un mondo ancor più onirico. Ed è sempre, a mio avviso, ricerca di pacatezza, di quiete, di serenità, di armonia.
Gian Gabriele Benedetti


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8 Comments

  1. Comment by mario catalano — 15 dicembre 2009 @ 18:53

    Traspare una grande intensita’ di emozioni che si alternano con i colori caldi e freddi…

    complimenti

    Mario

     

  2. Comment by Debora — 4 gennaio 2010 @ 16:36

    Marcella è davvero bravissima. Ho diversi suoi quadri alle pareti e tutti esprimono calore e amore per la sua terra, oltre alla sua impeccabile tecnica. Orgogliosa di conoscerti!

    Debora

     

     

  3. Pingback by Group exhibition in Barga Giardino | barganews — 13 luglio 2010 @ 01:41

    […] – Nata a Barga nel 1975, Marcella Bertoli Barsotti, risiede nel  piccolo Comune di Fabbriche di Vallico. Conseguito gli studi di Maturità d’Arte applicata nella decorazione plastica all’Istituto “A. Passaglia” di Lucca nel 1994, ha abbandonato l’arte dedicandosi all’attività decorativa di statuine di vario genere come operaia a domicilio. Avvalendosi di una marcata vena pittorica, già presente in famiglia, ha cominciato nell’ottobre del 1999, l’arte della pittura quando Stella Bertoli commissionò a Marcella un dipinto che doveva essere donato ai Marchesi Mazzarosa in occasione del cinquantesimo anniversario di matrimonio. L’incarico ricevuto si riferiva ad un dipinto relativo agli stemmi di famiglia da unire in un’unica tela. Così che la nostra giovane decoratrice si è affacciata nel meraviglioso palcoscenico della pittura. I dipinti rivelano tratti e tecniche originali, personale è l’interpretazione che riesce a cogliere negli scorci caratteristici dell’ambiente montano in cui è cresciuta, e la naturalezza con cui riesce a trasferire nella tela la luce e i colori propri di questi paesaggi. – site here […]

  4. Comment by SOLANGE — 30 agosto 2010 @ 08:58

    I tuoi dipinti sono davvero belli. Complimenti!
    Solange

  5. Comment by Carlo Capone — 5 giugno 2011 @ 11:07

    L’artista possiede una vena di freschezza e originalità che ho gradito. Vorrei conoscere  le dimensioni del dipinto “Natura morta su sfondo blu”, e’ in vendita?
    Bart può fornire la mia mail

    Saluti

  6. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 5 giugno 2011 @ 11:52

    Ho provveduto a scrivere all’autrice fornendo la tua e-mail.

  7. Comment by Get riot Points — 28 luglio 2013 @ 19:23

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
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