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Romanzo: Mattia e Eleonora/A novel: Mattia and Eleonora (Trad. Helen Askham)#2/8

21 maggio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Mattia e Eleonora#2

Affacciandosi alla finestra una mattina, Mattia vide nel suo giardino statue e fontane che prima non aveva mai visto; anche il giardino in realt√† non era pi√Ļ quello che conosceva, bens√¨ un grande parco con bei viali alberati, siepi di forme geometriche leggiadre, roseti e, laggi√Ļ in fondo, una rumorosa cascata d’acqua.
  Non si sorprese di quella visione straordinaria.
¬† Si guard√≤ allo specchio. E neppure lo sorprese il suo bizzarro abbigliamento: aveva indosso il pigiama azzurro e una papalina di lana con la nappa che gli calava dietro l’orecchio; il letto a baldacchino era disfatto, e i suoi abiti e quelli di sua moglie stavano abbandonati su eleganti poltroncine del ‘700.
  Sua moglie Eleonora faceva il bagno e lo chiamò.
  Mattia la vide e si compiacque della sua bellezza.
  Indugiò ad ammirarla.
  Ricordava di averlo fatto altre volte e di aver sempre provato una dolcissima emozione. Era molto bella sua moglie e gli anni per lei sembravano non trascorrere mai.
¬† Si sedette sul letto e con trepidazione l’attese per abbracciarla.

¬† Pi√Ļ tardi, quando insieme discesero la bella scalinata, Mattia non vide pi√Ļ le statue, le fontane, le aiuole, le siepi, ma il suo giardino di sempre, piccolo, con i giovani pini gi√† alti, slanciati nel cielo.
  Guardò sua moglie, e le sorrise.
  Giunti in giardino, si accorsero che stava nevicando. Mattia guardò di nuovo sua moglie, poi il cielo grigio. Avvertì il piacere di quella nevicata che avrebbe in breve seppellito tutti i rumori, e su ogni cosa avrebbe dominato il silenzio.
¬† Di l√† dalla recinzione un gregge di pecore stava ancora brucando l’erba. Il pastore scrutava il cielo. Si affrettava, ora.
  I campi si coprivano di bianco, le auto diradavano.
  Mattia sollevò il bavero del cappotto, così fece anche sua moglie e si avviarono a piedi lungo il piccolo viale del giardino per andare alla Messa.
¬† I fiocchi di neve cadevano sempre pi√Ļ fitti.
  Sul ponte una giovane coppia li superò.
  Allegri, ridevano.
¬† Mattia e Eleonora si fermarono invece a guardare gi√Ļ l’acqua dell’Ozzeri.
¬† Riaffioravano alla mente le belle immagini d’una volta quando la gente frequentava le sue rive lieta, vivace. Ricordavano i bei tuffi ad angelo dei pi√Ļ giovani, e l’entrata in acqua precisa, prepotente del tuffatore.
¬† Mattia andava volentieri in chiesa, almeno per la Messa domenicale; pi√Ļ spesso andava il sabato sera per poter riposare al mattino.
¬† In chiesa ritrovava quel calore che sempre avvertiva quando stava insieme con gli altri; quei canti accompagnati dall’organo, le preghiere che si levavano all’unisono, l’ascolto della parola del celebrante all’Omelia, gli procuravano una serenit√† dolcissima che lo accompagnava per tutta la settimana.
¬† Credeva in Dio. Su Dio per√≤ non aveva mai riflettuto abbastanza. Ma in qualche occasione che aveva impetrato una grazia e vi aveva messo dentro tutta la forza e la sofferenza dell’implorazione, un segno glien’era venuto.
¬† Anche ora che aveva lasciato il lavoro. La sua vita era gi√† cambiata, aveva assunto ritmi diversi, i suoi pensieri non erano pi√Ļ contaminati dalla fretta del tempo, i suoi occhi sostavano con pi√Ļ amore sopra le cose, la sua anima aveva momenti di incantamento e di felicit√† prima sconosciuti, che si manifestavano sempre pi√Ļ spesso e davano a tutto il suo essere una leggerezza cos√¨ grande da farlo sentire strapieno di giovinezza; ritornavano ad occupare il suo cuore l’entusiasmo, il candore e la gioia di quand’era bambino.
  Di tutto ciò sentiva che doveva esprimere gratitudine a Dio, e anche quella mattina, ritornando alla propria panca dopo aver fatto la Comunione, dialogò con Lui e lo ringraziò. Sapeva bene di non aver fatto nulla lui, piccolo uomo, per meritare quei sentimenti, e solo da Dio potevano venire.
  Fuori, il piccolo cimitero di fianco alla chiesa era già tutto bianco, ancora la neve fioccava. Chiudendosi nel cappotto, Mattia mandò un pensiero ai suoi cari.
¬† Dov’erano mai?¬† Dov’era suo padre?
¬† Gli piaceva immaginarli lass√Ļ che stavano a guardarlo sorridenti, invisibili, felici.
  Eleonora si era fermata a chiacchierare con alcune amiche, avvolta anche lei nella nera pelliccia, contenta: Mattia lo intuiva dal suo atteggiamento, dalla gioia che emanavano i suoi occhi sempre pieni di curiosità.

  Quasi ogni giorno dopo pranzo Mattia si ritirava in camera sua. Si sedeva sulla poltrona accanto alla finestra.
¬† D’inverno, quella finestra era intiepidita dai raggi del sole fino alle cinque del pomeriggio, quando tramontava dietro i monti pisani.
¬† Leggere l√¨, con lo sguardo che poteva spaziare sulla campagna e l’anima bearsi di quel contatto, Mattia lo considerava un privilegio concessogli dalla sorte benigna, e amava quella stanza che gli consentiva di raggiungere frequenti momenti di felicit√†.
¬† Leggeva pi√Ļ d’un libro alla volta, assai lentamente, senza fretta. Quando si stancava d’uno di essi passava ad un altro. Durante la lettura ascoltava della musica.
  Amava la musica. Talune composizioni lo trascinavano dentro un incantamento che lo riconciliava con la vita. Invidiava gli artisti che potevano esprimersi in un linguaggio universale quale era quello della musica, senza necessità di traduzioni, interpolazioni, interventi altrui come invece accadeva allo scrittore.
¬† Pure la pittura godeva di questo grande privilegio e Mattia adorava anche quest’arte. Quando sentiva il bisogno di avere sotto gli occhi qualcosa di pi√Ļ della natura che gli si manifestava al di l√† della finestra della sua stanza, egli si alzava, andava nello studio e cercava nei libri di pittura specialmente “La nevada” o “Il ritorno dei cacciatori”. Guardandoli, sentiva l’anima arrampicarsi su fino alle sue pupille, e con lui contemplare incantata.
¬† Quei quadri, era andato a vederli dal vivo a Madrid e a Vienna e non si stancava mai di benedire quei giorni. Soprattutto “Il ritorno dei cacciatori” lo aveva affascinato e non avrebbe mai voluto staccarsi da quella contemplazione.
  Che dono aveva avuto in sorte il Bruegel, e con quanta generosità aveva saputo elargirlo agli uomini!
  Lo scrittore, invece, lo si doveva tradurre per farlo comprendere agli altri. E la sua lingua, che egli si era sforzato di rendere bella e aveva adornato di quelle delicate sfumature che dànno sapore alla scrittura, proprio quella lingua costituiva, ahimè, il suo limite! Quasi sempre essa doveva illanguidirsi, piegarsi, perdere la sua vanità.
¬† Anche la poesia era condannata alla stessa malinconica sorte, ma si consolava Mattia al pensiero della intensa gioia che essa sa dare al poeta, al quale solo √® consentito il miracolo di accendere con poche parole un fuoco che invade mente e cuore dell’uomo.
¬† Ce n’erano di esempi nella storia della letteratura! Ma non poi cos√¨ tanti, e Mattia aveva constatato che le poesie che avevano retto al tempo e ancora stavano nel cuore della gente erano quelle sgorgate con semplicit√†.
  A mano a mano che le incontrava nel corso delle sue letture, con amore le ricopiava  e conservava.
  Le avrebbe  ritrovate tutte nel momento in cui la sua anima ne avesse avuto bisogno.
  Ne scriveva anche lui.
  Quanto desiderava che la sua poesia entrasse nel cuore della gente!
¬† Leggeva sempre pi√Ļ spesso le composizioni che aveva ricopiate, specialmente “L’adolescente” di Cardarelli, “I fiumi” di Ungaretti, “Barbara” di Prevert e tutte le belle poesie di Robert Burns.
  Allora la sua anima si stregava, sobbalzava di piacere, stracolma, rigurgitante di felicità.
¬† Appoggiava il capo alla poltrona e restava come inebetito, ubriaco, senza voglia di parlare o di pensare; l’anima se ne andava per conto suo, navigava per un mare azzurro, quieto.
  Come stava bene! Che serenità!
¬† Avrebbe mai scritto anche lui una di quelle gemme, per la quale valeva la pena d’essere vissuto?
  Quanto lo desiderava!

 

Mattia and Eleonora#2

As he looked out of the window at the garden one morning, Mattia saw statues and fountains he had never seen before; even the garden was not the garden he knew but was now a large park with beautiful avenues of trees, gracefully geometric hedges and rose beds with a splashing waterfall at the bottom. This extraordinary sight did not surprise him.
         He looked in the mirror. He was not even surprised by the strange clothes he was wearing Рa blue nightgown and a woollen nightcap with a tassel falling behind his ear. The canopied bed was unmade and the clothes that he and his wife had taken off were strewn on elegant little eighteenth-century armchairs.
         His wife Eleonora was having a bath and he called to her. He watched her as she came towards him. Her beauty delighted him and he looked at her for a few moments, admiring her. He thought of the many times he had done this and how it always gave him the sweetest feeling. His wife was lovely and the years seemed to have passed her by. He sat on the bed and waited to draw her to him, his heart beating fast.

         Later, as they went down the pretty staircase together, Mattia saw not statues, fountains, flower beds and hedges but their own little garden with the young pine trees already growing tall and pointing to the sky.
         He looked at his wife and smiled at her.
         When they went into the garden, they found it was snowing. Mattia looked at his wife again and then at the grey sky. The snow would soon muffle every sound and impose silence on everything and he liked that. Beyond the garden, some sheep were still nibbling the grass. The shepherd was looking up at the sky and starting to hurry. The fields were turning white and there were fewer cars on the road.
         Mattia turned up his coat collar and so did his wife and they walked quickly down the tree-lined path in the garden on their way to mass. Snowflakes were falling more thickly now. A young couple overtook them on the bridge, laughing happily. Mattia and Eleonora, however, stopped to watch the Ozzeri flowing past. Images of the past flooded back to them, of the time when its banks were cheerful and lively with people. They remembered the boys swallow-diving and the precise, proud way they entered the water.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Mattia was happy to go to church, at least to Sunday Mass, though usually he went on Saturday evening so he could stay in bed on Sunday morning. In church he found the warmth he always felt when he was with other people. Singing with the organ, the prayers they said in unison and listening to the priest’s sermon him a gentle serenity that stayed with him for the whole week. He believed in God without ever reflecting on Him very much, but on those occasions when he had prayed for grace and put all the force and pain of his need into his prayer, a sign had come to him.
         Now he had stopped working it was still the same. His life had changed and taken on new rhythms, his thoughts were no longer hurried along by time, his eyes could linger more lovingly on things and his soul had moments of hitherto unknown enchantment and happiness. These moments came to him more and more often and gave his whole being such a sense of lightness that he felt young again. The enthusiasm, innocence and joy of his childhood returned to fill his heart.
         He felt he had to express his gratitude to God for all this and, that morning too, when he returned to his place after taking communion, he talked with God and thanked Him. He knew that he, a mere man, had done nothing to deserve these feelings and they could only have come from God.
         Outside, the little graveyard beside the church was already completely white and snow was still falling. Buttoning up his coat, Mattia gave a thought to his departed loved ones. Where were they? Where was his father? It pleased him to think of them lying there below, invisible and happy, watching him and smiling.
         Eleonora had stopped to chat with some friends, wrapped in a dark fur coat as they were. She was happy. Mattia could see this from the way she stood and from the joy and ever-present curiosity that radiated from her eyes.

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Almost every day after lunch, Mattia retired to his bedroom to sit in an armchair beside the window. In winter the window was warmed by the sun until about five o’clock when it set behind the Pisan mountains. Reading there, where he could glance out over the countryside and his soul could rejoice in the scene, Mattia felt he had been granted a privilege by kindly fate and he loved this room where he had so many moments of happiness.
         He read more than one book at a time, very slowly and without haste. When he became tired of one, he passed to another. As he read he listened to some music. He loved music. Certain pieces drew him into a kind of enchantment that made him feel at one with life. He envied those artists who could express themselves in a universal language such as music, without the need for translation, interpolation or any other intrusion, as happened to writers.
         Painting too had this advantage and Mattia loved this art as well. When he wanted to look at something other than the natural beauty outside his bedroom window, he would get up and go to his study and his art books to find The Snow Scene or The Return of the Hunters in particular. As he looked at them, he felt his soul rising to his eyes and looking at them with him, sharing his delight. He had gone to see the originals in Madrid and Vienna and never ceased to be glad he had done so. The Return of the Hunters had especially fascinated him and he could have gone on looking at it forever. What a gift fate had given Bruegel, and with what great generosity had he passed it on to mankind.
         Writers, on the other hand, had to be translated so others could understand them. And his own language Рhe had worked hard to write it well with the delicate shades of meaning that give writing its special piquancy Рthis language, alas, represented his limits. Translation almost always, enfeebled and warped it and lost its intangible quality.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Poetry was condemned to the same sad fate but Mattia consoled himself by thinking of the intense joy it gave the poet to whom alone is granted the miracle of finding the few words that light the fire that enters the mind and heart of man. There were examples of this in the history of literature. But perhaps not so very many and Mattia had found that the poems that stood the test of time and remained dear to people’s hearts were those that were rich in simplicity. As he read, he encountered these one by one and lovingly copied them out and kept them so he could find them whenever his spirit had need of them.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† He wrote poetry himself and longed for his poems to enter people’s hearts. More and more often he read the poems he had copied out, especially “The Adolescent” by Cardarelli, “The Rivers” by Ungaretti, “Barbara” by Pr√©vert and all of Robert Burns’ beautiful poetry. Then his heart was enchanted, pounding with joy and overflowing with happiness. He would lean back in his chair as if stunned or drunk, without any desire to think or speak. His spirit travelled at will, sailing on a still blue sea.
         At times like these, he felt calm and happy. If he could write a jewel such as these, would it make his life worthwhile? He longed for that.


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ÔĽŅ

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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart