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Romanzo: Mattia e Eleonora/A novel: Mattia and Eleonora (Trad. Helen Askham)#6/8

25 maggio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Mattia e Eleonora #6

 

Mattia si trov√≤ all’improvviso sulla sua barca senza sapere come fosse potuto accadere. Di nuovo era agghindato alla maniera del ‘700, con le curiose scarpette affibbiate, la parrucca incipriata.
¬† Era solo questa volta, e l’Ozzeri quieto lo aveva accompagnato fin sotto l’apertura prodigiosa, la porta straordinaria attraverso la quale egli si ritrovava nella citt√† sotterranea.
  Remava lentamente.
¬† Giunto in piazza San Michele, scese all’altezza del ponticello davanti alla chiesa. Si rec√≤ fin sotto il bel campanile.
¬† Era venuto l√¨ infatti con un’idea ben precisa in testa: mettere in comunicazione tra loro le due citt√†, svelare ai lucchesi di sopra il segreto che stava sotto i loro piedi.
¬† Sarebbe salito lungo il campanile sotterraneo con martello e scalpelli che aveva portati con s√©; avrebbe aperto un varco, sarebbe piombato a fianco dell’altro campanile sotto gli occhi stupefatti della gente, e avrebbe svelato l’altra citt√†, gridato a tutti di scendere con lui ad ammirare la Lucca sepolta, la citt√† dove i morti vivono ancora!
¬† Era gi√† lass√Ļ al lavoro, batteva sullo scalpello con grande determinazione assaporando quel privilegio che era tutto suo, allorch√© si sent√¨ chiamare dal basso. Chin√≤ lo sguardo e scorse due uomini che gli facevano cenno di scendere a parlare con loro.
¬† Non fatic√≤ molto a riconoscere i due personaggi che da pi√Ļ di un secolo dominano quella piazza e fu contento di poterli finalmente incontrare.
¬† ¬ęLass√Ļ non sanno di questa citt√† sotterranea¬Ľ cominci√≤ a giustificarsi Mattia ¬ęed io voglio svelare il segreto, mostrare il prodigio che forse √® unico al mondo.¬Ľ
  Ma i due uomini gli fecero capire che ciò era assolutamente impossibile.
¬† ¬ęSi dissolverebbe questa nostra citt√† sotterranea.¬Ľ
¬† ¬ęQui la vita √® meravigliosa¬Ľ continuarono. ¬ęEssa prosegue tale e quale si √® manifestata nei secoli. Le diverse usanze che si sono succedute si sovrappongono per mirabile prodigio e ciascuno vive ancora nel proprio tempo! Tutti godiamo di questa sublime condizione.¬Ľ
¬† I due gli raccontarono ancora che quando nella citt√† viva, la Lucca di Mattia, si celebrano le grandi feste, come quella di Santa Croce il 13 e il 14 settembre, tutta l’altra citt√† ne gioisce con le proprie cerimonie del tempo, e spesso il rito si ferma, si sospendono le voci, i rumori, per gustare i canti e le gioie provenienti dai vivi.
¬† Si accende in quei momenti nel loro spirito, calda, emozionante, quell’unione di anime che √® molto di pi√Ļ di ci√≤ che desiderava Mattia.
  Lo riaccompagnarono alla barca.
  Ma mentre Mattia cominciava ad allontanarsi:
¬† ¬ęTorna presto tra noi¬Ľ si sent√¨ dire.
  Lo avrebbero fatto assistere alle feste, e godere appieno le loro giornate, partecipare alle riunioni dove si decideva il governo della città.
¬† Per Mattia non ci fu regalo pi√Ļ grande.¬†

II

 

¬† Dopo i primi giorni davvero meravigliosi, la primavera sembr√≤ arrestarsi. Maggio, il mese che Mattia amava di pi√Ļ, cominci√≤ con vento e pioggia. Da qualche parte, non lontano, era anche caduta la neve.
  Mattia si rattristò.
¬† Poi si consol√≤ al pensiero che tutto ci√≤ non sarebbe potuto durare a lungo. Tra poco, ne era certo, il sole cocente avrebbe fatto desiderare la frescura dei boschi, abbandonare la giacca, indossare la camicia pi√Ļ leggera, mettere ai piedi i comodi sandali.
¬† E infatti ecco che una mattina, dopo un lungo periodo di buio e di pioggia, sollevando l’avvolgibile della sua finestra, scopr√¨ il sole gi√† alto nel cielo.
  Che desiderato incontro!
  Si vestì in fretta, saltò la colazione, e sotto gli occhi meravigliati di Eleonora se ne uscì in macchina.
¬† Aveva deciso di andare al convento dell’Angelo, la bella costruzione del Nottolini sopra Ponte a Moriano, dove sapeva che si stavano eseguendo dei lavori di ripavimentazione.
¬† Desiderava vedere le tombe sottostanti; non c’era mai riuscito in tutti quegli anni.
¬† Lasci√≤ la macchina molto prima di intravedere l’edificio: subito dopo l’ultima casa, proprio all’inizio del bosco.
  Le acacie già fiorite diffondevano dappertutto il loro dolce profumo e Mattia lo respirava profondamente; ogni tanto coglieva un fiore dal ramo e se lo portava al naso, odorandolo.
¬† Il bosco ancora bagnato spargeva nell’aria altri soavi profumi e soprattutto quello del pino piaceva a Mattia. Non appena lo percepiva, subito ne seguiva la scia e quindi, trovato il punto dove esso si faceva pi√Ļ intenso, pi√Ļ ammaliatore, l√¨ si fermava per qualche minuto, beandosi e ringraziando il cielo che gli concedeva di godere di quegli incantamenti.
  La fantasia, allora, gli apriva squarci di paesaggi che aveva già visitato nel passato e che ora gli apparivano così vicini, come se fossero il prolungamento di quel sentiero che stava percorrendo, e vedeva i campi sterminati colmi di erica della Scozia, i suoi incantevoli laghi; o le deliziose coste della Cornovaglia, la casa natale di Thomas Hardy nascosta nel bosco, i tetti di paglia del Devon; o Siviglia, città stregata; o Salisburgo nobile e dolce; e di nuovo, in Inghilterra, la piccola Canterbury con il suo fiumiciattolo pulito sulle cui rive aveva gustato i suoni di una piccola orchestra, e dove avrebbe voluto ritornare per restarvi a lungo.
  Giunse sul piazzale della chiesa.
¬† L’ingresso era chiuso; fuori erano ammonticchiate le mattonelle bianche della nuova pavimentazione.
  Rimase deluso che proprio quel giorno gli operai non fossero al lavoro.
¬† Si sedette sul muricciolo e da l√¨ guard√≤ la valle. Il Serchio si snodava come serpente argentato tra case e campi e si perdeva all’orizzonte.
¬† Davvero la natura era grandiosa e superba. Da lass√Ļ, Mattia leggeva i segni della sua immutabilit√†.
  Decise di suonare il campanello del convento.
¬† Il frate che si affacci√≤ parve non gradire la visita, ma infine gli apr√¨ e lo accompagn√≤ dentro la chiesa, il cui vecchio pavimento era stato completamente rimosso, ed ora era solo terra quella che Mattia vedeva davanti all’altare.
¬† Riconobbe la leggera incurvatura delle tombe; il frate l’aiut√≤ ad aprire la piccola botola e con una lampada illumin√≤ la galleria sottostante.
¬† Apparvero agli occhi incantati di Mattia i sette frati che da pi√Ļ di un secolo dormono sopra quel colle, fedeli custodi del tempio. Gli abiti neri ancora intatti, vuoti della carne, aderivano ai mattoni del pavimento. Sopra l’abito, la corona del rosario e un ruvido cartello, che portava scritto il nome del monaco e l’anno della sua morte.
  Solo il teschio si mostrava ancora forte, intatto.
  Frate Romualdo dormiva sopra il cuscino di pietra, il primo dei sette. Se ne stava sotto la botola come il fiero comandante di quel gruppo di sentinelle. 

¬† Quelle prime giornate di pioggia nel mese pi√Ļ bello dell’anno rattristavano anche Eleonora, che lo aveva atteso con ansia sin dalle prime avvisaglie della primavera.
  Maggio era il mese che lei dedicava alle gite in bicicletta col suo Mattia.
¬† Da quando era venuta in pensione, quel mese rappresentava molto per la sua vita coniugale. Si scioglievano in lei le attese, si svelavano i nuovi entusiasmi, misurava pi√Ļ apertamente i segni lasciati da un altro anno trascorso.
¬† Non si era avuto un maggio cos√¨ da pi√Ļ di vent’anni, qualcuno diceva addirittura che bisognava risalire a quarant’anni prima per ritrovare un mese piovoso e freddo come questo del ’91.
¬† Quando quella mattina Mattia ritorn√≤ a casa verso l’una, la trov√≤ che ancora stava in salotto, seduta sulla poltrona, silenziosa.
¬† Aveva pensato in tutto quel tempo alla sua infanzia, alle amiche di allora che non aveva pi√Ļ frequentate, alle vanit√† di quegli anni meravigliosi quando stava molte ore allo specchio e un complimento sulla sua bellezza la rendeva felice per giorni e giorni.
¬† Era trascorsa serena la sua infanzia, piena di slanci, di sogni, di incantamenti, fino al giorno in cui aveva incontrato Mattia, e il suo cuore per la prima volta aveva provato palpitazioni nuove, una scossa, un’attrazione che l’aveva fatta scoprire donna.
¬† Era contenta di esserlo; sentiva che una donna ha sentimenti tenaci, densi, con profonde radici nell’anima.
  Come la donna di quella storia che aveva quasi dimenticata, accaduta nel dopoguerra.
¬† ¬ęTu non crederai a questa storia¬Ľ disse a Mattia, che si era seduto accanto a lei.
¬† E raccont√≤ che durante l’ultima guerra una ragazza era stata violentata insieme con altre da un gruppo di soldati, dentro una stalla.
¬† Tutta la sua allegria da quel giorno se n’era andata per sempre.
¬† Nessuno era riuscito pi√Ļ a scambiare qualche parola con lei, nemmeno le amiche pi√Ļ intime, neppure quelle che avevano vissuto la sua stessa brutta esperienza.
  Era stata al Comando militare.
¬† Aveva domandato, saputo; nessuno di quei soldati era pi√Ļ in paese, gi√† si trovavano lontani a combattere su altri fronti.
  Così, da sola aveva cresciuto nel ventre il bimbo che le avrebbe rammentato per tutta la vita la sua disgrazia.
¬† I genitori l’aiutarono in silenzio.
  Nacque la creatura.
  Durante il parto, la ragazza non emise un lamento, non guardò nemmeno il figlio, che fu posato nel letto accanto a lei.
  Lo allevò con cura.
  Passarono gli anni.
  Il figlio cresceva bene.
  Bello, robusto, tutti dicevano che era un ragazzo davvero eccezionale.
  Ma la mamma da qualche tempo lo spiava.
¬† A tavola ne osservava i gesti, le mani, gli occhi, le pieghe della bocca, il naso, le sopracciglia, i capelli, e da quando il ragazzo aveva cominciato a diventare uomo sempre di pi√Ļ lo scrutava.
¬† ¬ęEcco,¬Ľ diceva tra s√© ¬ęora stai per restituirmi l’immagine di tuo padre!¬Ľ
¬† Allorch√© giunse il tempo che il ragazzo fu un uomo e nient’altro doveva pi√Ļ svelarsi in lui, la mamma una mattina, quando il figlio gi√† era uscito per andare al lavoro, scrisse per lui un biglietto e part√¨.
¬† And√≤ fuori dall’Italia, nella citt√† del padre; e con l’immagine del figlio fissa nella mente si mise a cercarlo nelle strade, nei bar, nei ristoranti, nei cinema.
  Mostrò a molti la foto del figlio, e finalmente qualcuno disse il nome, indicò la casa.
  La donna per alcuni giorni lasciò che la mente si quietasse, cercò la serenità del cuore. E allorché si sentì pronta, una mattina molto presto, prima che lui uscisse di casa, bussò alla sua porta.
  Non ci fu bisogno di domandare, quando se lo vide comparire davanti.
¬† L’uomo della sua disperazione, della sua condanna, stava davanti a lei. In tutto simile al figlio!
  Gli ricordò rapidamente il nome del suo paese, e scaricò su di lui tutti i colpi della sua pistola.
 

Mattia and Eleonora #6

Mattia suddenly found himself in his boat without knowing how it had happened. Once again he was decked out in his eighteenth-century garb, with the curious little buckled shoes and powdered wig. This time he was alone and the quiet Ozzeri had taken him as far as the wonderful opening, that extraordinary gate through which he found himself again in the subterranean city. He rowed slowly.
         When he reached Piazza San Michele, he got out at the bridge in front of the church and walked until he was under the campanile. He was there with a clear idea in his head Рto put the two cities in contact with each other and show the Lucchesi who lived above the secrets that lay beneath their feet.
         He was going to climb up the subterranean campanile with the hammer and chisels he had brought with him. He would make an opening and then appear beside the other campanile to the astonishment of the people there. He would then show them the other city and shout to everyone to come down and see the buried Lucca, the city where the dead still lived.
         He was already up there at work, banging away determinedly with his chisel and enjoying his unique privilege, when he heard someone calling him from below. He looked down and saw two men making signs to him to come down and talk to them. It did not take him long to recognise the two people who had looked over the piazza for more than a century and he was happy to meet them at last.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† “Up there, they don’t know about this underground city,” said Mattia, beginning to explain himself. “I want to tell them the secret and show them this marvel that may be the only one in the world.”
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† The two men explained that this was absolutely impossible. “You would make our underground city disappear,” they said. “Life is rather extraordinary here,” they went on. “It goes on exactly as it has over the centuries. The customs of different generations are miraculously superimposed on each other and everyone lives in their own time. We all live in this wonderful way.”
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† The two men then told him that when the living Lucca, Mattia’s Lucca, celebrated the great feast days such as Santa Croce on the 13th and 14th of September, the other city had its own festivities of the past, and that sometimes people stopped in the middle and fell silent to listen to the songs and happiness coming from the living. At such times, there was a warm, emotional communion of spirits, which was much more important than Mattia’s plan.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† They walked back to the boat with him and as Mattia began to row away, he heard them calling, “Come back and see us soon.” They would take him to their feast days, they said. He would join in their daily life and go to the meetings where they decided how the city was to be governed.
         For Mattia there was no greater gift.
 

II

 

         After the first glorious days, spring seemed to come to a halt. May, the month that Mattia loved most, began with wind and rain. In some places, not very far away, there was even some snow. Mattia felt depressed but he consoled himself with the thought that it could not last for long. Soon, he felt sure, the hot sun would make him long for the cool of the woods, take off his jacket, put on a lighter shirt and wear comfortable sandals on his feet.
         Sure enough, after a long period of gloom and rain, he pulled up the blinds one morning and found the sun already high in the sky. How he had longed for this! He dressed quickly, did not stop for breakfast and went out to the car while Eleonora watched him in amazement.
         He had decided to go to the Angelo Monastery, the fine building designed by Nottolini above Ponte a Moriano, where he knew they were carrying out repaving work. He wanted to see the underground tombs he had never had the chance to see before.
         He parked the car some distance from the monastery, immediately after the last house where the woods began. The acacia trees were already in flower and the air was filled with their sweet perfume. Mattia breathed it in deeply and every now and again picked a flower off a branch and held it to his nose. The wood was still damp with dew and other sweet scents were in the air, especially the smell of pine trees that Mattia liked. As soon as he smelt it, he followed it until he came to the place where it was most intense and intoxicating. There he stopped for a few minutes to enjoy it and thank heaven for granting him such pleasures.
         His imagination then gave him glimpses of other landscapes he had seen and which now seemed very close, as if they were an extension of the path he was walking on. He saw the endless stretches of heather and magical lochs of Scotland, the delightful coastline in Cornwall, the house where Thomas Hardy was born, the thatched roofs in Devon, the bewitched city of Seville, gentle, noble Strasbourg and, in England again, the town of Canterbury with its clear little river, where he had listened to the strains of a little orchestra and where he would like to return and spend more time.
         He came to the front of the church. It was closed and lying outside were the heaps of white marble blocks for the new floor. It was disappointing that he had come on the very day that the workmen were not there. He sat down on a little wall and looked out over the valley. The Serchio was winding its way like a silver snake between houses and fields till it was lost over the horizon. Truly nature was magnificent. From where he sat, high above, Mattia sensed its immutability. 
         He decided to the ring the bell. The monk who looked out did not seem pleased to have a visitor but he finally opened the door and led Mattia into the church where the old floor had been completely removed. There was only earth to be seen in front of the altar and he could make out the rounded shapes of the tombs. The monk helped him to open the little trapdoor and held up a lamp to light up the space below.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† There before Mattia’s enchanted gaze were the seven monks, faithful guardians of this holy place, who had been sleeping there on the hill for more than a century. Their black habits were still intact, empty of flesh and lying flat on the brick floor. On each one lay a rosary and the name of the monk and year of his death written on a piece of rough card. Only the skulls were still solid and whole. Brother Romualdo, the first of the seven, lay Under the trapdoor with his head on a stone pillow, like the proud captain of his group of sentries.¬†

         These first rainy days in the most beautiful month of the year were also depressing for Eleonora who had been waiting anxiously for May to arrive since the first signs of spring. This was the month when she and Mattia often went cycling. Since her retirement, May had been very important in her married life. The waiting melted away, she found new enthusiasm and could survey the signs left by another year more frankly. There had not been such a May for more than twenty years. Some people said you had to go back as far as the forties to find a month as cold and wet as this one in 1991.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† When Mattia came home that day at about one o’clock, he found her still in the sitting room, sitting silently in an armchair. All this time she had been thinking of her childhood, of the friends she did not see any more, of the vanity of those wonderful years when she had spent hours in front of the mirror and a compliment on her looks made her happy for days.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Her childhood had been untroubled, full of whims and dreams, until the day she met Mattia and her heart began to beat in a different way with the sudden, overwhelming attraction that made her discover she was a woman. She was glad to be a woman. A woman’s feelings were tenacious, she thought, complex and deeply rooted in her soul. Like the woman in a story she had almost forgotten and which had happened in the years after the war.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† “You won’t believe this story,” she said to Mattia who had sat down beside her.
         During the war, she told him, there was a girl who was raped along with some others by a group of soldiers in a barn. She never felt happy again. No one could exchange more than a few words with her, not even her closest friends and not even the girls who had shared the same brutal experience.
         She had gone to the Military Command and learned that all the soldiers had all left the village and had already been sent to fight on other fronts. Thus she was alone as the baby grew in her belly. It would remind her of the terrible thing that had happened to her for the rest of her life. Her parents helped her silently.
         The baby was born. The girl uttered no sound during the birth nor did she look at the son who was laid on the bed beside her.
         The years went by. She brought him up carefully and the boy grew up to be strong and handsome. Everyone said he was an exceptional child. His mother, however, had begun to watch him covertly. When they were sitting at the table she would observe his gestures, hands, eyes, the curve of his mouth, his nose, eyebrows and hair. As he began to grow into a man, she studied him more and more closely.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† “Soon,” she would say to herself, “you will remind of what your father looked like.”
         The time came when the boy was a man and there was nothing more to be discovered. After he had gone to work one morning, his mother wrote him a note and went away.
         She left Italy and went to the city where the father lived. With the image of her son fixed in her mind she set out to look for the man in the streets, bars, restaurants and cinemas. She showed many people a photo of her son and at last someone gave her a name and pointed out his house to her.
         She waited for a few days until her mind and heart were calm and she felt ready. Then very early one morning, before the man had left the house, she knocked on his door. When she saw him, there was no need to ask Рthis was the man of her despair and torment, like his son in every way. She spoke only to remind him of the name of the village and then shot him, firing every bullet in her gun into his body.

 

 


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ÔĽŅ

1 commento

  1. Comment by edc marketing ripoff — 24 giugno 2013 @ 20:32

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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart