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Romanzo: Mattia e Eleonora/A novel: Mattia and Eleonora (Trad. Helen Askham)#7/8

26 maggio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Mattia e Eleonora #7

¬† Verso la fine di maggio, l’anticiclone delle Azzorre si decise finalmente a fare capolino sul Mediterraneo. Tornarono le belle giornate, il sole di nuovo fu padrone assoluto del cielo e anche Mattia, che in quei giorni se n’era stato rinchiuso nel suo studio a curarsi un raffreddore, riprese ad uscire per le sue passeggiate.
¬† Qualche volta si spinse in bicicletta fin sulle Mura, entrando da porta Sant’Anna. A piedi, tenendo per mano la bicicletta, faceva l’intero giro.
  Ricordava, mentre gustava la bella frescura dei platani e degli olmi, le volte che da studente, abitando in città, era andato proprio in bici a studiare sulle Mura.
¬† Rivedeva le panchine dove pi√Ļ spesso si era seduto, dopo aver appoggiato la bicicletta all’albero, e adagiato il libro in disparte. Perch√© prima di studiare sempre distendeva la mente dentro la quiete e la bellezza della natura; solo pi√Ļ tardi apriva il libro. Vi restava a studiare per delle ore, essendo pi√Ļ rari a quel tempo i passanti.
¬† Spesso studiava mentre faceva in bicicletta l’intero giro; pedalava tenendo il libro tra le mani; ogni tanto sollevava gli occhi a vigilare.
¬† Mattia provava a ripetere ora le stesse azioni, a godersi appieno tutta la libert√† di cui disponeva; si fermava a ricercare i sogni di quell’et√†, i profumi di quella giovinezza.
¬† Seduto davanti all’Orto botanico, al laghetto della leggenda, quante volte aveva aperto i suoi libri e ogni tanto aveva affogato i suoi occhi in quelle acque ricoperte di foglie, aveva ascoltato il canto degli uccelli, contemplato i loro giochi, il loro svolazzare da una pianta all’altra, il loro sparire dentro i rami della grande magnolia!
  Ma della giovinezza gli mancavano ora il vigore, la curiosità, la folla dei desideri e delle speranze.
¬† Era vero dunque che quella, e unicamente quella, √® l’et√† pi√Ļ bella della vita.
¬† Lo aveva raccomandato tante volte ai suoi figli mentre la stavano vivendo; li aveva spronati a gustarla senza paure, tentennamenti. E aveva provato una grande gioia quando li aveva visti sciogliersi, naufragare nell’ebbrezza della loro et√†.
  Un giorno gli avevano domandato se li considerasse ragazzi intelligenti.
  Mattia era rimasto sorpreso di quella richiesta rara, preziosa, intima.
  E non era stato facile rispondere.
¬† Con calma, studiandosi di non turbarli, aveva principiato col dire che ogni essere umano √® intelligente, e l’intelligenza si coltiva come molte altre cose che appartengono all’uomo; la loro et√† soprattutto richiedeva questo esercizio e aveva raccomandato l’impegno assiduo non solo nello studio ma anche in tutto ci√≤ che facevano, vedevano, sentivano nelle loro giornate; li aveva stimolati a non respingere lo sforzo che la mente richiede allorch√© si sente impacciata a capire: mai ritirarsi, adagiarsi nel torpore, nella lusinga della rinuncia.
  E poi aveva lasciato intendere, con tutta la delicatezza che gli era stata possibile, che possono esserci vari gradi di intelligenza.
¬† Quando il vostro insegnante spiega, aveva esemplificato con il sorriso sulle labbra, voi vi accorgete che qualcuno dei vostri compagni subito apprende, mentre altri assimilano con pi√Ļ fatica; altri ancora invece si smarriscono, si perdono.
¬† Successivamente, l’insegnante alza il livello delle difficolt√†; la mente viene sollecitata ad uno sforzo maggiore.
  In queste occasioni, solo una parte di quelli che prima avevano compreso è in grado di seguire il professore; alcuni per la prima volta perdono il passo, hanno bisogno anche loro di meglio assimilare.
¬† Ecco perch√© si √® portati a credere che ci siano pi√Ļ gradi di intelligenza.
¬† Ma la vita la si pu√≤ godere sempre e in ogni condizione, aveva concluso sorridendo; e non √® poi quella grande fortuna che si dice essere intelligenti pi√Ļ degli altri.
  I figli gli avevano dato ragione; avevano sorriso con lui. 

¬† Quella mattina quasi all’improvviso, anche se Eleonora aveva gi√† capito che il suo Mattia doveva dirle qualcosa, egli declam√≤ ad alta voce che la fantasia √® il dono pi√Ļ bello che l’uomo abbia ricevuto da Dio.
¬† ¬ęMa anche il sentimento della gioia, della felicit√†!¬Ľ incalz√≤ subito lei, che si sentiva particolarmente contenta quel giorno.
¬† Finalmente l’estate, infatti, si annunciava in tutto il suo splendore e Eleonora sapeva che d’ora in poi, infino all’autunno, quella era la stagione delle sue passioni, dei suoi slanci, dei suoi desideri.
¬† ¬ęNon pu√≤ esserci felicit√† se non c’√® fantasia!¬Ľ sentenzi√≤ rapido Mattia, che subito dopo aggiunse:
¬† ¬ęAscolta questa storia.¬Ľ
  E raccontò che nei primi anni del secolo era capitato a Lucca un ricco straniero che andava visitando in Europa  tutti i luoghi natali dei grandi musicisti che lui amava.
  Appassionato di musica sin da ragazzo, solo ora che era avanti con gli anni si trovava nella possibilità di coronare il suo vecchio sogno.
  Giungeva da Salisburgo, ma prima ancora era stato ad Amburgo, Bonn, Vienna, Parigi e finanche in Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria; a Lucca arrivava dopo aver fatto tappa a Venezia, la città di Vivaldi.
  Aveva preso alloggio in una piccola locanda proprio vicino alla casa di Puccini.
  Quasi ogni giorno vi si recava in visita come a un luogo santo, e poi se ne andava in giro per la città, contento di respirare anche lui la stessa aria del grande compositore lucchese e di posare gli occhi sulle stesse incantevoli vedute.
¬† Pochi lucchesi sapevano chi fosse quel signore che al mattino molto presto se ne usciva dalla locanda e puntualmente, dopo aver fatto il giro della bella piazza San Michele, si dirigeva verso le Mura, vi saliva, e passeggiava gustando da una parte la vecchia citt√† turrita e dall’altra la bella campagna.
¬† Ma quel forestiero minuto e mingherlino era uno degli uomini pi√Ļ ricchi della Terra.
¬† Nato da famiglia poverissima, era stato dotato dalla fortuna di una intelligenza pronta e vivace che egli, compiuti gli studi universitari, aveva messo al servizio degli affari, rivelandovi un’attitudine davvero eccezionale.
¬† Dopo i primi successi, si era trasferito a Parigi, quindi a Londra, infine a New York e, raggiunta l’et√† matura, nemmeno lui era pi√Ļ in grado di valutare esattamente l’ammontare delle sue enormi ricchezze.
¬† Aveva fabbriche in tutto il mondo, alberghi, ristoranti, catene commerciali di ogni specie, banche, compagnie aeree e navali, pozzi di petrolio, miniere. Possedeva interi paesi e buona parte delle citt√† pi√Ļ belle del mondo.
¬† Si trattenne a Lucca una decina di giorni e infine una mattina di buon’ora, dopo aver dato un ultimo sguardo alla casa di Puccini e alla bella piazza San Michele, sal√¨ sulla sua lunga auto nera e usc√¨ dalla citt√†.
¬† Ma quell’uomo, ahim√®, contrariamente alle apparenze, non era affatto felice. Quei suoi viaggi, ora che forse la sua vita volgeva al termine, erano l’ultimo tentativo disperato di conquistare finalmente la felicit√†.
¬† Egli si augurava che la suggestione di quei luoghi amati l’aiutasse a risvegliare qualcosa che se ne stava nascosta in lui, in attesa di essere sollecitata.
¬† Pochi anni prima, infatti, quell’uomo straricco aveva fatto un incontro che gli aveva aperto gli occhi su di una realt√† assai diversa da quella che conosceva.
  Aveva ritrovato in una strada di Londra un vecchio amico che non vedeva da tempo, e questi gli aveva rivelato di essersi sposato con una giovane molto povera, la quale aveva illuminato per sempre la sua vita.
  Senza svelare la sua condizione di uomo agiato, corteggiando la donna, si era potuto rendere conto della sorprendente serenità che occupava il cuore e la mente di lei.
¬† Ne fu conquistato, se ne innamor√≤, sicuro d’aver trovato la cosa pi√Ļ preziosa che c’era al mondo.
  Si sentì fortunato.
  Mantenne ancora il segreto su di sé, e il matrimonio fu celebrato con grande riservatezza nella piccola chiesa del paese di lei.
  Furono davvero pochi gli invitati.
¬† Quando al termine della cerimonia dovettero recarsi a casa, al bel palazzo che lui abitava, la giovane cap√¨, domand√≤ e infine rimprover√≤ l’uomo per averle tenuta nascosta la verit√†.
  Per farsi perdonare, il marito le mostrò i bei gioielli che aveva comperati apposta per lei e la donna, forse per non rattristarlo, sembrò tornare contenta. Li indossò e davvero fu gemma splendente in quella casa.
¬† Ma con il passare dei mesi, il marito si accorse che la sua adorata sposa non era pi√Ļ quella di prima.
¬† La frequentazione ormai continua delle altre famiglie, gli svaghi mondani, le feste sfarzose nei palazzi pi√Ļ belli della citt√†, le gite di piacere, la stavano cambiando, e l’amico vedeva scomparire piano piano dai suoi occhi la gaiezza e la serenit√† che tanto lo avevano colpito.
¬† Ne ebbe paura; presag√¨ giorni terribili, che avrebbero turbato l’anima della sua sposa.
  E infatti così accadde.
¬† A poco a poco sua moglie divenne scontenta, nervosa, irascibile, malinconica; non ebbe pi√Ļ per lui momenti di tenerezza, e l’uomo rammentava sempre pi√Ļ spesso quei primi giorni che l’aveva incontrata, quando la ragazza gli aveva svelato il suo ricco mondo interiore pieno di slanci, di allegria, di spensieratezza.
¬† ¬ęStava forse dentro l’uomo la chiave della sua felicit√†?¬Ľ cominci√≤ a domandarsi.
¬† E la ricchezza, il clamore della mondanit√† erano forse il velo che fasciava l’anima, la comprimeva, la rendeva prigioniera?
  Quando fu sicuro di questa conclusione, ne parlò con lei.
  E la donna davvero tornò ad illuminarsi, confermò la sua tristezza e si aggrappò a lui che prometteva di restituirle la sua felicità.
  Decisero di vivere in modo totalmente diverso.
¬† L’uomo lasci√≤ ad altri la cura della sua fortuna, e insieme si ritirarono in una piccola casetta nei dintorni di Londra.
  Con sua grande gioia, presto la sposa tornò ad essere quella di un tempo. Di nuovo, nelle loro passeggiate lungo il Tamigi, la sentì raccontare le sue storie fantastiche, inventare i suoi giochi, le sue bizzarrie, e ridere e ridere del mondo interiore così affascinante che ella scopriva dentro di sé e manifestava a lui, che ne veniva attratto.
¬† Confess√≤ infine all’amico che nella vita non aveva mai ricevuto un dono cos√¨ grande.
¬† Allorch√© i due si salutarono, il ricco visitatore di Lucca cap√¨ che quell’incontro sconvolgeva la sua esistenza.
  Quando mai, in mezzo a quelle enormi ricchezze che possedeva, aveva mai avuto un momento di felicità?
  La sua mente lo aveva sempre trascinato per sentieri aspri, mai gli aveva concesso un momento di respiro, un istante in cui potesse riflettere sulla sua vita.
  Si rimproverò di essere vissuto così.
  Tornò a ricordare gli anni poveri della sua infanzia e gli parve di scorgervi i segni di una moneta, di un talento nascosto che anche lui possedeva.
  Era la sua fantasia.
¬† Al pari di quella ragazza anche per lui, ora ne era certo, era la fantasia il dono pi√Ļ bello che aveva ricevuto.
¬† Essa avvicina l’uomo a Dio!
  La sentiva premere, incalzare, manifestarsi dentro di sé.
  Quale strada doveva percorrere allora per riconquistarla, riconciliarsi con lei?
  Si sentiva vecchio, stanco, ma sapeva anche che non era finita la sua vita, e che valeva la pena di tentare.
¬† E cos√¨ nel suo cuore aveva scavato, ricercato i palpiti di quella antica passione e s’era messo in giro per il mondo, cominciando da l√¨, dall’amore che nutriva per la musica.
¬† Sperava che quell’inizio avrebbe provocato dentro di s√© un piccolo sommovimento, stimolato la fantasia a credere in lui, ad amarlo.
¬† Alla fine egli l’avrebbe spuntata; avrebbe dovuto soffrire, mettere alla prova la sua volont√†, ma ce l’avrebbe fatta. Sarebbe riuscito a correggere la sua mente avara, a illeggiadrirla, a prepararla al cambiamento.
  E la fantasia, allora, sarebbe salita a lui dal profondo, si sarebbe distesa, manifestata qual era: bella, superba, incantatrice, e gli avrebbe portato in dono una grande, desiderata felicità.

 

Mattia andEleonora #7

Towards the end of May, the anticyclone over the Azores finally moved over the Mediterranean. The fine weather returned, the sun was once again master of the sky and Mattia, who had been confined to his study with a cold, began to go out for his usual walks.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Sometimes he cycled to the Walls, went through Porta Sant’Anna and then walked all the way round them, wheeling his bike along beside him. While he was enjoying the shade of the plane trees and elms, he remembered the time when he was at school and lived in the city, when he used to ride his bike up on to the Walls to do his homework there. He saw the benches where he used to sit, his bike propped against a tree and his book set aside. Before he began working, he would let his mind drift in the peacefulness and beauty of nature and only later open the book. There were fewer passers-by in those days and he would spend hours studying. He often read while he cycled round the Walls, pedalling along with the book in his hand, and lifting his head every now and again to look where he was going.
         Now he tried to do the same things again, to enjoy to the full the freedom he now had and he would stop to recall the dreams and sweetness of his youth. Often he sat above the Botanic Garden with the little lake of the legend and opened his books. Every now and again he let his eyes rest on the water covered with leaves, while he listened to the birds singing and watched them darting about, flying from one plant to another and disappearing amongst the branches of the magnolia tree.
         But now he lacked the vigour and curiosity of youth, the madness of its hopes and desires. It was true, then, that youth and only youth was the best part of life. He had told his children this many times when they were at that age. He had encouraged them to live it without fear or hesitation and had been happy when he saw them letting themselves go in the intoxication of being young.
         One day they had asked him if he thought they were intelligent. He had been surprised by this rare, precious, intimate question. It had not been easy to answer them. Slowly, being careful not to upset them, he began by saying that every human being was intelligent and that intelligence, like many other human characteristics, was something to be cultivated. At their age they especially needed to do this and he urged them to do so faithfully, not only in their schoolwork but in everything they did, saw and felt during the day. He told them not to shirk the effort the mind has to make when it has difficulty understanding something, never to retreat, never to give in to laziness or the temptation to give up.
         Then, as tactfully as he could, he helped them to understand that there are various levels of intelligence.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† “For example,” he said with a smile, “when your teacher explains something, you can see that some of your classmates understand right away, while others have difficulty grasping it and some even get lost and confused. Then the teacher raises the level of difficulty and the mind has to try harder. This time, only some of those who understood before follow the teacher, while others get lost for the first time and have to work harder to absorb the lesson.” That was why he had come to believe that there were different levels of intelligence.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† “But we can all enjoy life at all times whatever we’re like,” he had finished with a smile, “and that’s why it isn’t the great good fortune they say it is to be more intelligent than other people.”
         His children had known he was right and smiled with him. 

         Although Eleonora had known Mattia wanted to tell her something, it was almost a surprise that morning when he declared that imagination was the greatest gift man had received from God.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† “But also joy and happiness!” responded his wife who was feeling particularly cheerful that day.
         Summer, in fact, had finally arrived in all its splendour and she knew that from then on, until the autumn, it was the season of her passion, impulse and desire.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† “There can be no happiness if there’s no imagination,” Mattia said firmly. “Listen to this story.”
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† At the beginning of the century, he began, a rich foreigner came to Lucca. He was making a tour of Europe visiting the birthplaces of all the great musicians he loved. He’d had a passion for music ever since he was a boy, but only now that he was growing old had he found the opportunity to make an old dream come true. He arrived from Salzburg but had already been to Hamburg, Bonn, Vienna and Paris, as well as to Czechoslovakia, Poland and Hungary. On his way to Lucca, he stopped in Venice, city of Vivaldi.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† He found a place to stay in a little inn near Puccini’s house. Almost every day he went to visit it as if it was a shrine and then he walked round the city, happy to breathe the same air and look at the same enchanting views as Lucca’s great composer had done.
         Few people of the town knew who this man was that left the inn very early in the morning to walk round lovely Piazza San Michele and then make his way up on to the Walls where he strolled round, enjoying the old town and its towers on one side and the beautiful countryside on the other. In fact, this slightly-built little foreigner was one of the richest men in the world. He had been born into a very poor family but fortune had gifted him with a quick, lively intelligence. Once he had finished university, he had devoted his abilities to business for which he had shown an exceptional aptitude.
         After early success, he had moved to Paris, then London and finally to New York. By the time he was middle-aged, not even he could say exactly how much his enormous wealth amounted to. He had factories throughout the world, hotels, restaurants and chains of shops of every kind, banks, airlines and shipping companies, oil wells and mines. He owned entire villages and large parts of the most beautiful cities in the world.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† He stayed in Lucca for ten days and then early one morning, after one last look at Puccini’s house and Piazza San Michele, he got into his black limousine and left the city.
         Contrary to appearances, however, this man was not at all content. Now that perhaps his life was reaching its end, all this travelling was a last desperate attempt to find happiness. He was hoping the magic of these beloved places would help to awaken something hidden within him, something waiting to respond.
         A few years earlier, this very wealthy man had met someone who had opened his eyes to a reality that was very different from the one he knew. In a street in London, he had bumped into an old friend he had not seen for a long time. This friend told him he had married a penniless girl who had lit up his life forever. He had not told her he was rich while he was courting her and he had learned to appreciate the astonishing serenity of her heart and mind. He was captivated by it and fell in love with her, knowing that he had found the most precious thing in the world. He felt very lucky. He kept his secret to himself and the wedding was celebrated very quietly in the little church in her village. There were very few guests.
         After the ceremony, the couple went home to the splendid mansion where he lived and then the young bride understood, asked her husband all about it and then reproached him for not telling her the truth. He showed her the beautiful pieces of jewellery he had bought specially for her so that she would forgive him, and she seemed to be happy again, perhaps because she did not want to hurt his feelings. She put them on and shone like a jewel in that house.
         But as the months passed, he saw that his darling wife was not what she had been before. The continuous round of meeting people, smart entertainments, lavish parties in the finest houses in London and pleasure trips were changing her, and he saw the gaiety and serenity that had so struck him gradually fading from her eyes.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† This frightened him. He foresaw a terrible time when his wife’s spirit would be clouded. And that is indeed what happened. Little by little, his wife became unhappy, irritable, touchy and melancholy. She was no longer loving towards him and more and more he recalled the days when he had first known her, when she had shown him her rich inner world full of impulsiveness, merriment and lightheartedness.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† “Do we hold the key to happiness within ourselves?” he began to wonder. Were wealth and worldly clamour perhaps just illusions, things that wrapped themselves tighter and tighter round the soul and made it a prisoner?
         When he was sure this was true, he spoke to her about it and her face lit up. She admitted she was sad and clung to him when he promised to make her happy again. They decided to change their lives completely. The man left his fortune for others to look after and then he and his wife went to live quietly in a cottage near London.
         To his great joy, she soon became herself again. Once again, as they walked beside the Thames, he listened to her telling fantastical stories, inventing games, making nonsensical remarks and laughing and laughing at the delightful world she found within herself. She shared it with him and he was enchanted. In all his life, he told his friend, he had never been given such a wonderful gift.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† When the two men said goodbye, the rich visitor to Lucca knew this meeting had turned his life upside down. When, with all his great wealth, had he ever known a moment’s happiness? His mind had always led him along rough roads and had never allowed him a moment to draw breath and reflect on life. He reproached himself for living like that. He began to remember the years of poverty when he was a child and it seemed to him he saw signs of the hidden talent he had too – his imagination.
         Just as it was for the girl, he knew now that the most precious thing he had ever received was his imagination. It took man closer to God. He felt it pressing, insisting, revealing itself inside him. What road would he have to take to find it again and be reunited with it? He felt old and tired but his life was not over and it would be worth trying.
         And so, deep in his heart he rediscovered the throbbing of his old passion and from this, from his love of music, he had set off round the world. He hoped this beginning would stir something within him and encourage his imagination to trust him and love him.
         In the end, he would win through. He would have to suffer as he put his will to the test, but he would do it. He would succeed in correcting his avaricious heart, making it light and ready for change. And then imagination would leap up from his depths and show itself for what it was Рa beautiful, proud enchantress Рbringing him the gift of great, longed-for happiness.         


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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart