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Romanzo: Mattia e Eleonora/A novel: Mattia and Eleonora (Trad. Helen Askham)#8/8

27 Maggio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Mattia e Eleonora #8

¬ęNon andartene. Ora √® il mio turno¬Ľ sorrise dolcemente Eleonora, quando Mattia si alz√≤ dalla poltrona per ritirarsi nella sua stanza.
¬† ¬ęAscolta e capirai¬Ľ lo canzon√≤.
  Quindi cominciò il suo racconto.
  Molti e molti anni fa, in un luogo molto lontano, viveva un giovane principe, al quale i migliori sapienti della Terra avevano dato una magnifica istruzione.
  Quel principe, però, amava specialmente la grazia e la bellezza delle cose.
¬† Anche nel suo bel palazzo erano le architetture, i disegni dei giardini, i giochi d’acqua delle fontane che soprattutto lo affascinavano, che lo avevano ammaliato sin da quand’era ragazzo.
  Spesso lo avevano sorpreso lì in contemplazione.
¬† Crescendo, quell’amore si era andato sempre di pi√Ļ rafforzando e il principe aveva visitato in lungo e in largo il suo paese alla ricerca del bello. Sempre era ritornato contento.
  La bellezza però non lo saziava mai.
  Dopo qualche tempo, una sottile inquietudine lo obbligava a ripartire; e così tornava a rivedere le cose che già lo avevano allietato, ed altre che gli erano state suggerite dagli amici, ed altre ancora che scopriva da sé.
¬† Finch√© il suo paese non gli bast√≤ pi√Ļ.
¬† Si mise perci√≤ in viaggio per l’Estremo Oriente e l√¨,¬† alla vista d’un’arte nuova, ammaliatrice, sent√¨ rinnovarsi il desiderio; visit√≤ templi, fortezze, montagne, villaggi, citt√†.
  Ma ancora la bellezza non lo saziava.
¬† Avvertiva dentro di s√© ritornare l’inquietudine, e allora ripartiva per nuove regioni, nuovi continenti.
¬† Fu in Africa, poi nell’Antartide, dove gli parve di potersi quietare; si trasfer√¨ in America, fu nel Cile, nel Per√Ļ, nelle isole sperdute del Pacifico; sui ghiacciai del Polo nord e infine in Europa, dove gli sembr√≤ di godere finalmente le intense emozioni della fanciullezza. Visit√≤ l’Andalusia e specialmente Siviglia; s’innamor√≤ di Parigi, gust√≤ gli incantesimi della Loira; eppoi ammir√≤ Londra, la Scozia, l’Olanda, Bruges, Salisburgo, Vienna, le montagne della Svizzera e infine fu in Italia, regina e sentinella del mare.
¬† Qui, visitata una citt√†, subito un’altra lo attirava; e cos√¨ a poco a poco, sempre di pi√Ļ stregato da quelle meraviglie, percorse tutta la penisola.
  Ma ancora la bellezza che contemplava, pur esaltandolo, non gli procurava quella completa pace interiore che lui desiderava.
¬† Nemmeno i bei quadri che aveva ammirato nei musei pi√Ļ importanti del mondo erano riusciti ad appagare il suo spirito.
¬† Eppure ve n’erano alcuni nei quali il sentimento dell’artista era rimasto impastato nei colori; lo si vedeva, lo si respirava.
  Ma finalmente ecco che trovò ciò che cercava.
  In un paese non molto lontano, viveva una giovane molto bella, amata da tutti.
¬† Quel principe la vide passare un giorno, ne fu folgorato, e scopr√¨ cos√¨ che era quella la bellezza che cercava, che poteva appagarlo e renderlo felice.¬† Lo cap√¨ all’istante! esclam√≤ Eleonora, fulminando¬† con gli occhi il suo Mattia.
  Una bellezza che, al contrario delle altre, egli poteva stringere tra le sue braccia, farla diventare carne della sua carne.
  Mattia incassò volentieri la lezione ricevuta da sua moglie.
  Sorridendo, la baciò teneramente. 

  Una delle prime notti che era ritornato dal mare, Mattia sognò suo padre.
¬† Era sempre stato convinto che suo padre avrebbe fatto di tutto per rivelargli prima o poi se nell’aldil√† c’√® un’altra vita.
  Avrebbe superato le barriere che lo ostacolavano e sarebbe venuto a lui per dargli la chiave del mistero.
  Solo non sapeva quando e il modo che suo padre avrebbe escogitato.
¬† Qualche anno era gi√† passato dalla sua morte, e Mattia lo immaginava impegnato a trovare la strada, per nulla scoraggiato dalle sicure resistenze; risoluto, caparbio com’era stato in vita.
¬† E cos√¨ all’improvviso, quando meno se l’aspettava, ecco arrivare il sogno.
¬† Stavano in una piccola stanza, seduti ad un tavolo, uno di fronte all’altro. C’era anche sua madre in piedi accanto a loro.
  Suo padre guardava lui soprattutto e aspettava che gli domandasse.
¬† E Mattia domand√≤ le cose pi√Ļ banali: se la vita nell’aldil√† somiglia alla nostra, se si bisticcia, se si √® irascibili come sulla Terra, se ci sono ricchezze e povert√†, ingiustizie.
  E suo padre rispondeva con parche parole che la vita somiglia in tutto alla nostra, che ci sono anche lì differenze sociali, ma tutto è tenuto sotto controllo, sorvegliato.
¬† La madre di Mattia interrompeva, chiedeva che si lasciasse a lei di parlare con lo sposo, e Mattia si spazientiva, le diceva che era quella l’occasione straordinaria che suo padre gli offriva. Chiss√† quanto gli era costata!
¬† Ma ad una nuova domanda, suo padre fece capire che non poteva pi√Ļ rispondere.
¬† Si alz√≤, e guardando per l’ultima volta Mattia e sua madre scomparve come inghiottito dal nulla.
¬† Mattia si rimprover√≤ di non aver fatto in tempo a domandare ci√≤ che pi√Ļ gli interessava. Non capiva come la sua mente non fosse stata pronta a cogliere quell’evento eccezionale.
  Perché non era stato suo padre allora a parlargliene?
  Esisteva davvero Dio?
¬† E che cosa l’uomo rappresenta per Lui a paragone con le altre sconosciute e innumerevoli esistenze del creato?
¬† E che cos’√® la morte?
  E perché si vive?
¬† Qual √® il rapporto tra la vita e l’aldil√†?
  E quale collegamento può sussistere tra Dio e questa nostra società violenta?
  Al risveglio, Mattia si disperò.
  Anche lui aveva bisogno di certezze e aveva tanto sperato in suo padre.
¬† Forse col tempo, ripensando al sogno, avrebbe scoperto qualche risposta importante, pi√Ļ nascosta, che suo padre aveva voluto egualmente lasciargli.
  Ma era ora che aveva bisogno di sapere!
  Non gli piaceva come stava andando il mondo.
¬† Tutto si complicava. La societ√† si era ingigantita, erano diventati difficili, quasi impossibili, i rapporti tra gli uomini. L’egoismo e la diffidenza avevano preso il sopravvento. Anche nelle piccole comunit√† prevaleva il desiderio di mettersi in vista, di adoperarsi per il proprio tornaconto. Dilagavano l’ipocrisia e la falsit√†, la violenza e la corruzione.
  Di nuovo ricordava episodi sconcertanti che avevano coinvolto in Italia la magistratura, la classe politica, gli ospedali, le Istituzioni.
  In certi momenti, gli era sembrato che questo processo degradante fosse divenuto inarrestabile.
  Decise così di allontanarsi da tutto e di cercare di trovare dentro di sé il mondo che desiderava.
  Gli piaceva immaginare che, una volta scopertolo, avrebbe potuto sfogliarlo come un libro.
  Attraverso quel mondo interiore sperava poi di leggere il creato, ritrovare la sua armonia.
¬† Grazie a questa nuova speranza, fece infine la grande scoperta; con gioia, con trepidazione, si convinse che ancora si poteva fare qualcosa per l’uomo. Qualcosa, per√≤, che era difficile far comprendere agli altri. Nessuno vi avrebbe mai creduto.
¬† Si era arrivati ad un punto tale di decadimento, infatti, che gli uomini pi√Ļ in vista, quelli pi√Ļ in grado di incidere nella realt√†, proprio loro non avrebbero mai potuto capire.
¬† Quella rivoluzione che si doveva intraprendere con coraggio, sfidando l’incredulit√† di molti, era infatti quella pi√Ļ banale, la pi√Ļ ovvia: si doveva ritornare ad essere semplici. Tutto qui.
  Dalla semplicità sarebbero scaturiti, poi, tutti gli altri valori, finalmente ritornati leggibili.
  Anche la verità su Dio, sul Suo rapporto con gli uomini, si sarebbe finalmente manifestata in tutta la sua evidenza. 

  E così un giorno gli parve che tutto a poco a poco andasse delineandosi della sua vita.
¬† I molti punti interrogativi che lo avevano turbato anche in giovent√Ļ, le molte inquietudini, le dolorose riflessioni, le delusioni, gli ostacoli che gli erano sembrati segno della cattiveria degli uomini, tutto questo ora gli appariva come necessaria premessa.
  La sua anima aveva sete di semplicità.
  Forse era giunto il tempo che poteva conquistarla, farla sua per sempre.
¬† Sent√¨ di nuovo forte, imperiosa, l’ansia di scrivere, ma questa volta riusc√¨ a leggere meglio dentro di s√©, e tra i molti rivoli del suo fiume impetuoso scelse quello pi√Ļ piccolo, che scorreva quieto, quasi nascosto dagli altri, al quale raramente aveva prestato attenzione, che aveva per√≤, ora lo scopriva, acque limpide, chiare, dissetanti.
  Scelse il ruscello della fantasia, il solo che avrebbe potuto rigenerare la speranza.
  E anche restituirgli, forse, il sentimento del suo passato.
  Ottobre stava per finire.
¬† Tra poco sarebbe iniziato il mese che lo impauriva, quello pi√Ļ buio, pi√Ļ malinconico.
  Era trascorso già un anno da quando aveva lasciato il lavoro.
  Era ancora quello di prima? 

  Si era arrivati alla vigilia di Natale.
  Un pomeriggio Eleonora, entrando nello studio di Mattia, lo trovò addormentato.
  Accadeva raramente.
  Si avvicinò, e guardandolo bene in faccia si accorse che stava sognando.
¬† Com’era bello coglierlo nel momento in cui la sua mente navigava nel sogno!
¬† Dov’era mai il suo Mattia ora, col quale aveva diviso e divideva delusioni e speranze, dal quale solo la morte poteva separarla?
  Come lo amava! Anche ora che il suo corpo si faceva stanco e si caricava della polvere degli anni.
  Eleonora ricordava le volte che aveva trovato coraggio nelle passioni e negli entusiasmi del suo Mattia.
  Oh, come sarebbe voluta entrare nel suo sogno!
¬† Ed ecco che una luce soffusa l’avvolse, improvvisa, proveniente dal suo Mattia che ancora dormiva.
¬† Si sent√¨ trascinare lontano, molto lontano, e sempre di pi√Ļ diveniva diafana, leggera.
  Si trovava con lui, ora.
¬† L’albero di Natale era dietro di loro, che vi sedevano sotto, sorridenti, abbracciati teneramente l’uno all’altro. Vicino, in piedi, stavano i figli venuti a trovarli, e i nipoti, ancora piccini, chinati gi√† sui regali.
  E Mattia li contemplava tutti, specialmente quei bambini che portavano nel sangue il seme del suo sentimento.
  Eleonora non trovava parole per esprimere la sua incontenibile gioia.
¬† La felicit√†, la serenit√† del suo Mattia la riempivano tutta, le davano l’orgoglio di essere proprio lei la sua compagna.
¬† Ma sull’albero, ecco, stava la sorpresa.
¬† Eleonora lo intu√¨ dal sorriso dei figli, dai salti di gioia dei nipotini, che subito avevano lasciato i regali ed erano corsi al ramo pi√Ļ alto, ed ora chiedevano l’aiuto dei grandi per afferrare quel dono.
¬† Mattia li guardava contento di quella smania, di quella frenesia che era il loro regalo pi√Ļ grande.
¬† Infine si alz√≤, e colse dall’albero il libro che aveva scritto finalmente per loro.
 
(fine)

Mattia e Eleonora #8

“Don’t go away. It’s my turn now,” said Eleonora, with a sweet smile, when Mattia got up from his armchair to go to his room. “Listen and you’ll understand,” she said teasingly and then she began her story.
         Many, many years ago, in a far-off land, there lived a young prince who had received a magnificent education from the finest scholars in the world. The prince, however, especially loved the grace and beauty of things. In his beautiful palace it was the architecture, the designs of the gardens and the play of the water of the fountains that had charmed him most ever since he was a boy. They had often found him gazing at them enraptured.
         This love became stronger and stronger as he grew up and he had travelled the length and breadth of his kingdom in search of beauty. He always came back happy.
         This beauty, however, was never enough for him. After some time, a subtle restlessness made him set off again and he would go back to see things that had already gladdened his heart, and other things that friends had suggested to him or things he discovered for himself, until his own country no longer satisfied him.
         He set off, therefore, for the Far East and there, at the sight of a new enchanting art, he felt his desire rekindle and he went to see temples, fortresses, mountains, villages and cities.
         This beauty was still not enough for him. He felt his restlessness returning and set off yet again for new regions and continents. He went to Africa, then the Antarctic where it seemed to him he could find peace of mind. He went to Chile, Peru, the most distant islands of the Pacific, the ice fields of the North Pole and at last to Europe where he finally seemed to feel the intense emotion of his childhood. He went to Andalusia and Seville in particular. He fell in love with Paris and savoured the enchantments of the Loire. After that he saw the wonders of London, Scotland, Holland, Bruges, Salzburg, Vienna and the Swiss Alps. Finally he went to Italy, queen and sentinel of the sea. Here, when he had seen one city, another would immediately draw him on. Gradually, therefore, he travelled over the whole peninsula, ever more bewitched by its marvels.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† The beauty he contemplated still exalted him but did not bring him the inner peace he desired. Not even the finest paintings he had seen in the most important galleries in the world had soothed his spirit. In some of them, however, the artist’s feelings had been mingled with the colours where he could see them and breathe them.
         But this is how the prince found what he was looking for at last.
         In a country not far away, he saw a beautiful girl who was loved by everyone. He saw her passing one day and it was as if he had been struck by a thunderbolt. That was how he learned that this was the beauty he sought, a beauty that would fulfil him and make him happy. He understood at once, Eleonora exclaimed, looking at Mattia with flashing eyes. It was a beauty that, unlike the others, he could hold in his arms and make her flesh of his flesh.
         Mattia gladly accepted the lesson his wife had taught him. He smiled and kissed her lovingly. 

         One night not long after they had returned from their holiday by the sea, Mattia dreamt of his father. He had always been sure that, if there was another life in the hereafter, his father would do all he could to appear to him, sooner or later. He would overcome the barriers that stood in his way and come and give him the key to the mystery. The only thing he did not know was when and how his father would manage to do this.
         Some years had passed since his death and Mattia imagined him trying to find the way, not a bit discouraged by the resistance he would certainly encounter but determined and stubborn as he had been in life. Then, out of the blue, the dream came when Mattia was least expecting it.
         They were in a little room sitting face to face at a table. His mother was there as well, standing beside them. His father was looking at him in particular and waiting for him to ask questions. Mattia asked about the most banal things Рif life in heaven was like life on earth, if people quarrelled and were as bad tempered as they were on earth and if wealth and poverty and injustice existed there. His father replied briefly that life was exactly the same as on earth and that there were still social distinctions but everything was supervised and kept under control.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Mattia’s mother interrupted and asked him to let her speak to her husband. Mattia became impatient and told her this was an extraordinary chance his father was giving him. It was unimaginable what it had cost him. When he asked another question, however, his father told him he could not give any more answers. He got up, looked at Mattia and his mother one last time and disappeared as if swallowed up into nothingness.
         Mattia was annoyed with himself for not being quick enough to ask about things that interested him more. He could not understand why his mind had not been ready to make the most of this extraordinary event. Why had his father himself not spoken to him of these things? Did God really exist? What did man mean to Him in comparison with the other innumerable unknown beings in creation? What was death? Why did we live? What was the relationship between life and the hereafter? What relationship could there be between God and our own violent society?
         Mattia was in despair when he woke up. He too needed certainties and had hoped for so much from his father. Perhaps as he went on thinking about the dream he would discover important hidden answers that his father had wanted to leave with him. 
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† But it was now that he needed to know. He did not like the way the world was going. Everything was becoming more complicated. Society had become enormous and personal relationships were difficult and almost impossible. Self-centredness and lack of trust had the upper hand. Even in small communities, the desire to be important and act in one’s own interest was all around. Hypocrisy and falseness, violence and corruption were increasing. Once more he remembered unsettling episodes in Italy involving judges, politicians, hospitals and institutions. At times it seemed to him this downward process had become unstoppable.¬†
         He decided, therefore, that he had to distance himself from everything and try and find the world he wanted within himself. He liked to think that once he found it he would be able to leaf through it like a book. Through this interior world he hoped to understand the material world and rediscover his harmony.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† With this new hope, he at last made the great discovery – with joy and trepidation, he persuaded himself that he could still do something for mankind. Something, however, that would be difficult to make others understand. No one would believe it. The world had reached such a point of decadence that the most important people, the people with the power to make changes, these were the people who would never be able to understand. The revolution he had to set in motion would require courage and challenge many people’s disbelief, but the idea was commonplace and obvious¬† – people had to go back to a simple life. That was all.¬†
         From that simplicity would spring all other values, made plain to see once more. Even the truth about God and His relationship with men would at last be manifest in all its clarity. 

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Thus it was that one day it seemed to him that everything in his life was gradually falling into place. All the questions that had troubled him, even when he was young, the restlessness, the painful thoughts, the disappointments and obstacles he had thought were the sign of men’s wickedness – all these now seemed to him to be a necessary premise. His soul was thirsting for simplicity. Perhaps the time had come when he could find it and make it his own forever.
         Once again he felt a strong imperious need to write but this time he knew his inner self better and from the many rivulets in his fast-flowing river, he chose the smallest one, the one that ran quietly almost hidden by the others, the one he had rarely paid heed to but which, now he had discovered it, was of clear, limpid, thirst-quenching water. He chose the stream of imagination, the only one with the power to regenerate hope. Perhaps it would also restore the emotions of the past.
         October was almost over and soon the darkest, saddest month, the one he feared, would begin. A year had already passed since he had stopped working. Was he still what he had been before? 

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† It was nearly Christmas. Coming into Mattia’s study one afternoon, Eleonora found him asleep. This rarely happened.¬†¬†¬† She went over to him and, looking at him closely, saw he was dreaming. How nice it was to find him when his mind was voyaging in a dream. Where was he now, this Mattia with whom she had shared and still shared their disappointments and hopes, from whom only death could separate her?¬†
         How she loved him, even now when his body was becoming tired and heavy with the passing years. She remembered the times when she had found courage in his passions and enthusiasms. She felt a longing to be with him in his dream and suddenly she found herself being wrapped in a suffused light that came from Mattia who was still sleeping. She felt herself being drawn far, far away and becoming lighter and translucent. She was with him now.
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† The Christmas tree was behind them and they were sitting under it, smiling, their arms about each other. Near them stood their children who had come to visit while the grandchildren, still very small, were bent over their presents. Mattia was watching them all, especially the little ones who carried the seed of his own feelings. Eleonora could not find words to express her overflowing joy. Mattia’s happiness and serenity filled her to the brim and made her proud to be his wife.¬†
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† But the surprise was on the tree. Eleonora could see this from her children’s smiles and the way her grandchildren were jumping for joy as they left their presents and ran towards the highest branch, begging the grownups to help them reach the present.
         Mattia looked at them, happy to see the intense excited yearning that was their greatest gift. Then he stood up and took down from the tree the book he had written for them at last. 

(the end)

 

 


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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart