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MUSICA: STORIA: LA CASA NATALE DI PUCCINI

21 luglio 2011

di Vittorio Baccelli

LUCCA – Man mano che la data s’avvicina, cresce sempre di più in città l’aspettativa di poter finalmente rivedere la Casa natale di Giacomo Puccini in corte San Lorenzo, che riaprirà finalmente le porte ai visitatori di tutto il mondo. L’inaugurazione è infatti fissata per martedì 13 settembre alle ore 12.00 ed è confermata anche dal sito ufficiale della Fondazione. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dopo un lungo periodo di chiusura, ha acquistato l’immobile con la sua collezione e ha affidato alla Fondazione Giacomo Puccini la gestione del museo Casa natale. Un importante lavoro di restauro, di questo appartamento al secondo piano, dove il compositore nacque il 22 dicembre 1858 e visse gli anni della formazione musicale prima di trasferirsi a Milano, ha consentito il ripristino degli ambienti originali per creare un museo completamente rinnovato che parla della vita e le opere del Maestro con le sue musiche, i suoi documenti i suoi dipinti, i suoi cimeli, i suoi arredi. Questa apertura mi prende in un modo del tutto particolare, dato che ho passato i miei primi diciotto anni di vita tra queste stanze. E la mia camera da letto era proprio quella di Giacomo, una camera dalle pareti rosa, con gli angoli stondati. Da qui attraverso due piccole porte si poteva accedere sia al bagno principale che ad un bagnetto, sospeso nel vuoto, personale. Nel bagno principale c’era uno scaldabagno a legna, cilindrico, alto più di un metro e mezzo, tutto di rame, che mia madre lucidava sempre con orgoglio. La vecchia vasca da bagno in maiolica aveva delle zampe di felino in ottone. Dopo i primi restauri non ho più rivisto né la vasca né lo scaldabagno: peccato! Abitavo in questa casa perché la mia famiglia era in buoni rapporti con la famiglia Puccini: mio nonno Dante, direttore di più bande cittadine, aveva un buon rapporto con il Maestro, e ancora ho uno spartito per banda autografato da Puccini, regalato a mio nonno. Fino a non molto tempo fa avevo creduto d’esser nato anch’io in questa casa, ma poi ho scoperto che non era vero, anche se il trasferimento avvenne che avevo meno d’un anno. La casa era spesso visitata da turisti che da ogni capo del mondo venivano a visitarla, e per loro la casa era sempre aperta: mia madre li accompagnava, faceva da anfitrione e da guida turistica, poi in salotto, davanti ad un tè fumante, stava con loro in conversazione e a loro offriva anche, ricordo, delle piccolissime sigarette colorate che un mio zio portava dalla Svizzera. Ma la casa cominciò a dimostrare i suoi affanni: cedette una trave in cucina e da una parete affiorarono liquami maleodoranti. In quegli anni cinquanta c’era il mito della palazzina nuova a Sant’Anna e anche mio padre si lasciò convincere a lasciare il centro. Anche mia madre fu d’accordo, solo io avrei voluto restare. La famiglia Puccini intanto aveva proposto a mio padre l’acquisto, che fu rifiutato. E da allora la casa è stata aperta solo a singhiozzi e io ho sempre rimpianto quella bella casa in città, colma di storia e di ricordi. Speriamo che adesso tutti gli Enti interessati siano in accordo duraturo per la fruizione dell’immobile, nel vantaggio sia della città che della cultura mondiale. Da settembre infatti la Casa natale si apre anche ai concerti e agli incontri per far risuonare le sue musiche e le sue parole.  Orario di apertura dal 14 settembre: da aprile a ottobre: 10.00 – 18.00 – da novembre a marzo: 11.00 – 17.00. Durante il periodo estivo sono previste aperture serali, calendario da definire. Chiuso il martedì.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart