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Nelli, Divier

7 novembre 2007

Falso binario

“Falso binario”

Passigli Editori, pagg. 160. Euro 12,50

La squadra di carabinieri che si dirige alla vecchia Stazione Scalo di Viareggio, dove pare che un uomo si sia suicidato in piena notte gettandosi sotto il treno, è formata da un maresciallo grosso come un pachiderma, ex bagnino, goloso di caramelle: Franco Di Martino, e da subalterni che hanno tutti dei nomignoli: Cerino, Tossico, Lord, Piccolo, Ciccio. Si usa un po’ dappertutto, ma in Versilia e a Viareggio in modo davvero particolare e simpatico. È una nottata da streghe, la pioggia battente ha infradiciato gli abiti degli investigatori, siamo nei pressi del cavalcavia che si trova davanti alla antica Torre Matilde, una volta una prigione.

È il medico legale, Marchi, a prevenire i dubbi del maresciallo: “non sono sicuro che questo tizio si sia ammazzato…”. Il tizio ha un nome: Tullio Gentile, di professione fotografo d’alta moda: “Se d’alta moda si trattava.”

Scorre sotto i nostri occhi la Viareggio che vive nei pressi del canale Burlamacca e della darsena, ma anche la Viareggio del Carnevale, del quale si ricordano le origini nel lontano 1873, e, ahimè, la Viareggio deturpata dalla criminalità che ne ha fatto il territorio privilegiato delle sue scorribande: violenza, prostituzione, droga, estorsioni, omicidi. Non molto tempo prima, Viareggio, non era così, ci fa intendere l’autore, ed era una “oasi meravigliosa di pace e di bellezza.”

Poiché il maresciallo ha un archivio dove sono conservati ritagli di giornale raccolti dal nonno, scorrono sotto i nostri occhi episodi delittuosi del passato.

Uno di questi, del 1931, in pieno regime fascista, ha molte analogie con il delitto del Cavalcavia.

L’autore disegna pazientemente, senza fretta, gli orditi della sua trama con una scrittura lineare, nitida.

Sospetti, testimonianze, un giro di foto pornografiche che coinvolge una donna in vista, contribuiscono a tenere viva l’attenzione, finché un colpo di scena ci fa intendere che ci si era incamminati su di un “falso binario”.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart