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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

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Pasternàk, Boris

7 novembre 2007

Il dottor Zivago

“Il dottor Zivago”

La lettura di questo romanzo è ancora oggi affascinante. Le foreste della Russia, le sue stagioni, le strade innevate e la fioca luce dei lampioni che le illuminano, o illuminano i cortili, restano immagini indelebili. La delicatezza dei sentimenti che vi si esprimono, poi, fa del romanzo una vera miniera di emozioni. Lo stile è misurato, e questa è una grande prova di solidità da parte dell’autore, che è coinvolto e ci coinvolge in una storia in cui i sentimenti sono protagonisti. Merita una citazione anche il film omonimo che si è ispirato a questo capolavoro e che porta la regia di David Lean. Alcune frasi, che riporto nella traduzione di Pietro Zveteremich: “Essere condannati a un gusto mediocre è peggio che esserne sprovvisti.”; “Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.”; “Per paura di sembrare arretrati siamo pronti a ripudiare ciò che ci è più caro, a lodare cose che ci ripugnano e accettarne altre che non comprendiamo.”Riassunto della trama: La storia si svolge nel periodo della prima guerra mondiale e della rivoluzione bolscevica dell’ottobre 1917. Il protagonista, un medico e valente poeta, Jurij Andrèevic Zivago, orfano di madre e abbandonato dal padre fuggito anni prima, è ospitato a Mosca presso la famiglia Gromeko, di cui sposerà la figlia Tonja. Durante gli avvenimenti della guerra conoscerà Lara, la quale, per sfuggire alla corte dell’intrigante Komarovskij, amante della madre, ha sposato Pavel Antipov, un giovane simpatizzante delle idee rivoluzionarie, che sarà poi conosciuto e temuto col nome di Strèl’nikov. Tra Lara e Jurij nascerà un grande amore, per il quale a poco a poco Jurij abbandonerà la famiglia. La rivoluzione russa si trova a vivere il momento culminante con l’Armata rossa che avanza distruggendo paesi e villaggi dove si nasconde il nemico, e Zivago è costretto, come medico, a seguirla. Ritroverà anche il terribile Strèl’nikov, e temerà per la sua vita mentre sta portando la sua famiglia nel rifugio di Varýkino. Ma Strèl’nikov si convince della sua buona fede e lo lascia libero. Tornati i suoi a Mosca, l’amore intenso per Lara lo aiuterà a tornare a scrivere e nasceranno poesie delicate, finché tutto ciò non viene interrotto dal sopraggiungere di Komaroskij, che ora è dalla parte della rivoluzione. Arriva e si porta via Lara, col pretesto di metterla al sicuro. Zivago non la rivedrà più, se non al momento della sua morte, quando la scorge dal tram e scende per chiamarla, ma, fatti pochi passi, schianterà al suolo colpito da infarto. Lara non si accorge di nulla.


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2 Comments

  1. Comment by anto — 11 settembre 2009 @ 14:37

    è bella come trama ma non completa…

  2. Comment by Bartolomeo Di Monaco — 11 settembre 2009 @ 16:03

    Lessi il romanzo molti anni fa. Le cose più importanti dovrebbero esserci.

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart