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PITTURA: ARTE: I MAESTRI: Il primo Parmigianino

1 febbraio 2018

di Rodolfo Pallucchini
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, domenica 6 luglio 1969]

Non si tesser√† mai abba¬≠stanza l’elogio di quei soprintendenti che, consapevoli della loro missione, si prodigano, con i modesti mezzi di cui dispongono, nel conservare il nostro patrimo¬≠nio artistico, promuovendo restauri che non solo salva¬≠no le opere, ma ne rinnova¬≠no la lettura.

La signora Augusta Ghi¬≠diglia Quintavalle, che so¬≠printende al patrimonio ar¬≠tistico di Parma dopo aver promosso il restauro della cupola affrescata dal Cor¬≠reggio a S. Giovanni Evan¬≠gelista, con resultati sorpren¬≠denti per la riscoperta del colore originario, ha affron¬≠tato il problema della con¬≠servazione degli affreschi gio¬≠vanili del Parmigianino, sia nella stessa chiesa, sia nella Rocca di Fontanellato. Que¬≠sti ultimi non solo appari¬≠vano spenti dal salnitro e parzialmente alterati dai ri¬≠facimenti del Sei e dell’Otto¬≠cento, ma erano minacciati dall’umidit√†, che li corrode¬≠va inesorabilmente. Affrontare tale restauro significava assicurare l’esistenza di un mirabile ciclo, e, con la pru¬≠dente pulitura, restituire alla esegesi critica e al godimento di tutti un testo pittorico tra i pi√Ļ affascinanti del manie¬≠rismo. Il risarcimento della decorazione di Fontanellato si completa con quella, non me¬≠no importante, di alcune cap¬≠pelle di San Giovanni Evan¬≠gelista, pure degli inizi della attivit√† dell’artista, prima cio√® della sua partenza per Roma nel 1524.

La Ghidiglia Quintavalle ha voluto completare la let¬≠tura di testi pittorici giova¬≠nili dell’artista, restaurando la pala con lo Sposalizio di Santa Caterina della Par¬≠rocchiale di Bardi; anche in questo caso i resultati sono felicissimi. La studiosa ha voluto poi trarre le conse¬≠guenze critiche delle delicate operazioni di ripristino in un volume suntuosamente edito dalla Cassa di Risparmio di Parma (Gli affreschi giova¬≠nili del Parmigianino, testo di A. Ghidiglia Quintavalle, con 50 tavole a colori e 53 in nero). Il fotografo Bruno Vaghi merita pure una cita¬≠zione per la sensibilit√† con la quale ha fissato la tecnica pittorica parmigianinesca, do¬≠ve al buon fresco si sovrap¬≠pone la tempera ¬ę con effet¬≠ti di tratteggio, di macchia, di puntinato ¬Ľ che imprimo¬≠no alla superficie pittorica una vibrazione materica. Particolare cura ha impiega¬≠to l’editore Amilcare Pizzi nella stampa.

Gli affreschi di San Gio¬≠vanni Evangelista, con varie coppie di Santi e Sante illu¬≠sionisticamente disposte den¬≠tro nicchie, e con San Vitale che trattiene il cavallo, offro¬≠no nello spazio di pochi anni un diagramma della prensile sensibilit√† in formazione del Parmigianino, che, pur muo¬≠vendosi nell’ambito correggesco, si accende delle vampa¬≠te del Beccafumi, come giu¬≠stamente ricorda la autrice, trasmessegli sui palchi della stessa chiesa, da Giorgio Anselmi, reduce da Siena; pi√Ļ tardi, nel San Vitale che trattiene il cavallo, e sem¬≠bra voler uscir fuori della parete, accetta le straordi¬≠narie invenzioni formali sfog¬≠giate dal Pordenone negli af¬≠freschi del Duomo di Cre¬≠mona, del 1520. Come ha os¬≠servato lo Hauser, la lezio¬≠ne pordenoniana riesce uti¬≠le al Parmigianino proprio per ¬ę la dissoluzione dell’uni¬≠t√†, dell’equilibrio e dell’omo¬≠geneit√† classica ¬Ľ.

La decorazione ad affresco di un piccolo ambiente della Bocca di Fontanellato conclu¬≠de il momento iniziale del¬≠l’arte del Parmigianino; tale ambiente era adibito forse ad una ¬ę stufetta ¬Ľ, come si diceva allora, cio√® era il ba¬≠gno di Paola Gonzaga, la gio¬≠vane moglie del proprietario della rocca, il Conte Galeaz¬≠zo Sanvitale (cos√¨ suppone la Ghidiglia Quintavalle per via dello specchio tondo in rame incastonato in mezzo al soffitto). Il Parmigianino in tale decorazione s’era ispira¬≠to a quella affrescata qual¬≠che anno prima dal suo mae¬≠stro, il Correggio, nel tinel¬≠lo della badessa Giovanna Piacenza, nel convento di S. Paolo a Parma. Anche a Fontanellato un pergolato di verzura copre le vele, ter¬≠minando con una siepe di rose al di l√† della quale s’apre il cielo; deliziosi putti si le¬≠vano sui capitelli pensili, reg¬≠gendo in pose sinuose festo¬≠ni di frutta, fronde, grappo¬≠li d’uva, ignari del tragico evento narrato nelle lunette sottostanti: Diana, sorpresa al bagno da Atteone, lo tra¬≠sforma in cervo affinch√© sia sbranato dai cani.

Se da un lato il Parmigia¬≠nino a Fontanellato sembra rendere omaggio al Correg¬≠gio della Camera di S. Pao¬≠lo, assumendo in prestito la struttura decorativa del per¬≠golato e lo spunto tematico relativo a Diana, se ne al¬≠lontana poi come resultato di stile. Negli affreschi di Fon¬≠tanellato, pur nella loro fre¬≠schezza immediata, v’√® una presa di posizione espressi¬≠va pi√Ļ sottilmente ¬ę manie¬≠rata ¬Ľ e patetica, in confron¬≠to del gusto correggesco, tanto pi√Ļ naturale ed espan¬≠sivo. Si avverte come il Par¬≠migianino decanti la sua ispirazione in una medita¬≠zione pi√Ļ sottile ed elegante dell’immagine, che si costi¬≠tuisce con una preziosit√† di accenti sostitutiva della sen¬≠sualit√† dionisiaca del Cor¬≠reggio. Nasce un nuovo sen¬≠so della bellezza femminile: il Parmigianino interpreta il nudo in funzione di un suo ideale di flessuosa eleganza, imprimendo alle figure una carica di ambigua sensualit√†.

Nel recupero critico della ¬ęcivilt√† dei manierismo¬Ľ, al quale la storiografia italiana ha recato in questi ultimi decenni il suo valido contri¬≠buto, la personalit√† del Par¬≠migianino va assumendo una posizione sempre pi√Ļ di rilie¬≠vo, non solo per i resultati conseguiti nella sua breve car¬≠riera, ma anche come inven¬≠tore di una particolare esteti¬≠ca figurativa, che ha fecon¬≠dato il divenire di tanta par¬≠te della pittura italiana ed europea. Se esplosiva appare la contestazione degli ideali del Rinascimento, che si vie¬≠ne affermando in Toscana con il Pontormo, il Rosso ed il Beccafumi, se non meno ever¬≠siva e moralmente impegnata, come intu√¨ una cinquantina d’anni fa il Dvorak, √® la cor¬≠rente di gusto che da Miche¬≠langelo, tramite il Tintoretto, si conclude col Greco, oggi non meno importante si evidenzia il suggestivo in¬≠canto di quella eleganza ma¬≠nierata ed astratta che il Par¬≠migianino diffonde dall’Emi¬≠lia in terra padana, da Cre¬≠mona a Venezia: essa penetra mediante Francesco Salviati nell’ambiente romano; nutre il nuovo canone di bellezza femminile stabilito dal Pri¬≠maticcio nella stanza della Duchessa d’Etampes a Fontainebleau; diviene sigla stra¬≠vagante nei neerlandesi della scuola di Utrecht e di Haar¬≠lem; infine accende la fan¬≠tasia dei pittori operanti alla corte di Rodolfo II, a Praga.

 


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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart