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Stendhal, (Henri Beyle)

8 novembre 2007


Nel piccolo cimitero di Montmartre, a Parigi, fui colpito dall’iscrizione (divenuta quasi indecifrabile) posta sulla stele della sua tomba. Vi si legge: “Arrigo Beyle/Milanese/Scrisse/Amò/Visse”. Oltre alle donne, amò l’Italia infatti, e lui stesso, nato a Grenoble, lasciò intendere di avere origini italiane.
Non ho mai completamente assorbito questo scrittore, che lessi intorno agli anni ’70, e le cui opere più celebri sono “Il rosso e il nero” (1830) e “La certosa di Parma” (1836-1839), opere indubbiamente significative: una di queste, “La certosa di Parma”, fu oggetto di un celebre saggio omonimo di Balzac. Ispirati entrambi dalla cronaca, hanno al centro due figure inquiete di arrampicatori sociali: Julien Sorel e Fabrizio del Dongo, le cui vite tormentate si sviluppano nell’ambiente di una aristocrazia ipocrita e corrotta. Ciò che non mi ha mai convinto in questo autorevole scrittore è il filo della trama, sempre aggrovigliato, nonché quella vena romantica che emerge in eccesso in molte occasioni. Non mancano pagine belle, tuttavia, soprattutto ne “La certosa di Parma”, come quelle che si riferiscono, nei primi capitoli, alla battaglia di Waterloo (ma preferisco il racconto che ne fa Victor Hugo ne “I miserabili”) o, ne “Il rosso e il nero”, la descrizione del salotto del marchese de La Mole (parte seconda, capitolo II). Da leggere anche: “Roma, Napoli e Firenze” (1817), un insolito libro di viaggio ricco di personaggi e di efficaci annotazioni, e dove per la prima volta compare lo pseudonimo Stendhal, che probabilmente lo scrittore derivò da una località della Germania: Stendal.

Riassunto della trama de Il rosso e il nero: Julien Sorel è figlio di un modesto carpentiere di provincia: È molto ambizioso, intelligente e dotato di una memoria eccezionale. Vorrebbe intraprendere la carriera militare, ma l’abate Chélan lo convince ad abbracciare la carriera ecclesiastica. Chiamato come precettore presso il sindaco di Verrières, Rênal, ne seduce la moglie. Il marito nutre ben presto dei sospetti e perciò Julien viene spedito nel seminario di Besançon, dove ha occasione di fare esperienza del mondo ecclesiastico, che non lo soddisfa affatto. È preso sotto le ali protettive dell’abate Pirard, che lo introduce come segretario nella casa del marchese de la Môle, dove conosce la bella e orgogliosa Mathilde, e i due diventano amanti fino al momento in cui la ragazza si vergogna di questo rapporto tra due classi sociali così diverse e lontane. È a questo punto che Julien, ferito nel suo amor proprio, fa di tutto per ingelosire e poi riconquistare Mathilde, che resta in stato interessante e sfida le convenzioni sociali pur di sposare Julien. Quando tutto sembra riuscire, la signora Rênal denuncia con una propria lettera firmata i trascorsi di Julien, il quale si vendica tentando di ucciderla mentre lei si trova in chiesa. Arrestato e processato verrà condannato a morte. Riceverà le visite di Mathilde, ma si rifiuterà di accoglierne l’aiuto. Eseguita la condanna, la signora Rênal morirà tre giorni dopo.

Riassunto della trama de La Certosa di Parma: Un soldato francese di nome Roberto, luogotenente di Napoleone, ha una relazione segreta con la marchesa Del Dongo, e da questo amore nasce Fabrizio, che ha tutti i caratteri del vero padre, e infatti ha un cattivo rapporto con il marchese Del Dongo, austriacante e reazionario, mentre ottime sono le relazioni con la madre e con la bellissima zia, Gina Del Dongo Pietranera. Quando Napoleone giunge in Italia, Fabrizio corre ad arruolarsi nel suo esercito, ma la sconfitta di Waterloo lo costringerà a rifugiarsi presso la corte di Parma, dove si è stabilita sua zia Gina, che ha sposato il nobile Sanseverina, al solo scopo di mantenere segreta la sua relazione con il conte Mosca, primo ministro del principe di Parma. Qui intraprende la carriera ecclesiastica, su consiglio della zia, non rinunciando, tuttavia, alla bella vita e alle donne. E proprio a causa di una di queste, ucciderà in duello l’attore Gilletti e sarà costretto a fuggire. Richiamato con una falsa promessa a Parma, verrà imprigionato. Conoscerà Clelia, la figlia del governatore della fortezza Fabio Conti, ma la sua amicizia con la ragazza non è vista di buon occhio dalla Sanseverina, che combina per lei un matrimonio con un ricchissimo pretendente, il marchese Crescenzi. La Sanseverina è inoltre ispiratrice dell’assassinio del principe di Parma, colpevole di aver consentito l’arresto di Fabrizio. Il quale sarà aiutato dalla intraprendente zia a fuggire di prigione, e quando il nuovo principe Ranuccio Ernesto V si sarà insediato e il conte Mosca sarà diventato potentissimo, convincerà Fabrizio a fare ritorno a Parma. Purtroppo, invece, vi sarà di nuovo arrestato. La Sanseverina, per ottenerne la liberazione, si concederà al nuovo principe, innamoratissimo di lei, poi, ormai vedova, sposerà il conte Mosca. Disperato per il matrimonio di Clelia, Fabrizio si dedica alla carriera ecclesiastica , finché i due giovani s’incontreranno di nuovo e riprenderanno la loro appassionata relazione, fino alla prematura morte di Clelia, angustiata dalla perdita del figlio avuto da Fabrizio, che giudica come una punizione di Dio. Di lì a poco morirà anche Fabrizio.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart