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STORIA: La mia Libia

11 Marzo 2011

di Costanza Caredio

Ritrovo l’eco di una vecchia canzone, che almeno nell’incipit era confortante e senza malizia “Tripoli, bel suol d’amore”, e il mito greco (Graves) nel quale la dea Atena è un’amazzone libica e l’egida un grembiule di pelle di capra. Essa fu innalzata a divinità e a simbolo della Grecia tutta. E’ armata e protegge le scienze e le arti. Ricordo anche gli abitanti di Thera (Santorino, frequentatissima e splendida località turistica odierna).  Gli anziani, stufi dei loro bamboccioni, consultarono l’oracolo di Delfi, che impose ai giovani di imbarcarsi e andare  a colonizzare la Libia, anche se nessuno di essi sapeva dove si trovasse (Erodoto). Gli Oracoli funzionavano anche da ministero degli esteri.
Secoli dopo, Cirene era un luogo splendido e ricco. Qui viveva Sinesio, personaggio incontrato mentre sto cercando di capire se il vescovo Cirillo di Alessandria, fu o no il mandante dell’assassinio di Ipazia. Si trattò di un clamoroso “giallo” del V secolo, non ancora risolto – anche la giustizia storica ha tempi lunghi. Dagli anticlericali, Cirillo è stato elevato a simbolo delle malefatte della Chiesa, e , come risposta, papa Leone XIII  lo proclamò dottore nel 1882.

Sinesio era discepolo e grande amico di Ipazia; un gentiluomo di stirpe greca, facoltoso proprietario terriero nella Cirenaica, nostalgico della grandezza romana e impegnato a difendere gli abitanti e le coltivazioni della sua zona contro i predoni. Siamo nel 410 d,C. e Sinesio,  scoraggiato, così scrive, dopo l’ultima escursione : “hanno caricato il loro bottino su ben 5000 cammelli e si sono ritirati con un numero di uomini tre volte maggiore. Morta giace la Pentapoli, si è spenta, è ferita, è stata assassinata, distrutta, non c’è più, né per noi, né per l’imperatore” (Allocuzione).
Abbattuta la rete delle città romano-bizantine nel Nord Africa, il territorio, fu facile preda, qualche generazione dopo, della marea islamica, che come cavallette, vi ricondusse il deserto. Da allora, per un millennio, le coste hanno riposato in pace, con qualche nido di Saraceni che razziavano le nostre città.

Le risvegliammo noi nel ‘900, con l’idea di riprendere l’opera degli antichi colonizzatori. Poi venne Gheddafi: oggi, tutto quello che il colonnello costruì nei suoi 40 anni, appare artificioso e posticcio, in assenza di una società civile articolata, sviluppata e ambiziosa. Riusciranno i giovani a realizzarla? altrimenti tutto sarà azzerato e i libici torneranno al loro sonno secolare, al silenzio , all’uniformità del deserto sabbioso

PS. Era colpevole Cirillo della morte di Ipazia? Ve lo dirò quando avrò chiuso le indagini; in fondo sono iniziate solo da 1600 anni.


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Bart