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STORIA: L’Olocausto dell’Europa

7 febbraio 2013

di Costanza Caredio

E’ importante non distogliere l’attenzione dal grande Olocausto dell’Europa del ‘900.
La Prima Guerra Mondiale (14-18) si combatté “fuori dalle regole”, cioè da quei tradizionali meccanismi che nel contesto dei regni europei mantenevano gli scontri a livelli accettabili: combattuti da mercenari secondo convenzioni secolari – che non impedivano loro di mettersi d’accordo con i mercenari della parte avversa per il minor numero delle vittime e il massimo del saccheggio – erano interrotti quando era chiara la supremazia di una parte sull’altra. La parte sconfitta cedeva un po’ di territorio all’altra parte regnante -in genere un parente- rispettava l’avversario, non passava per la mente di sottoporlo a processo nè di considerarlo un criminale.
Nel 1916, quando il Papa cercò di richiamare l’attenzione su “l’ Inutile Strage”, nessuno lo ascoltò e fu una inutile strage. Seguì il genocidio dei contadini russi devoti allo Zar e all’Ortodossia. Ad essi si rifiutò il passaggio avvenuto ovunque da braccianti a proprietari agricoli, condannando così il paese alla fame, alla servitù, alla miseria, al Gulag.
Nel 39-40 l’Italia del Regime si batté allo stremo per evitare lo scoppio delle ostilità fra Francia-Inghilterra e Germania. C’era stato un accordo nel ’34 per contenere lo spirito revanchista della Germania: occorreva continuare su quella strada, adoperare misure efficaci, costruire una cintura di contenimento. Non accadde e la distruzione della Polonia fu la grande trappola per le Comunità Ebraiche. La Seconda Guerra Mondiale costò 100 milioni di morti all’Europa e la distruzione del suo patrimonio industriale e artistico. Dove è il Vincitore?


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart