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Strafforello, Fabio

28 gennaio 2010

La verità del sentire

“La verità del sentire”.

È un percorso di spiritualità quello che sta facendo l’autore, il quale ci consegna le sue riflessioni, affinché ne partecipiamo nel comune cammino dell’esistenza. Il libro fa seguito a “Pensieri senza tempo”, uscito poco prima, con le stesse finalità.

La storia che vi si racconta, dunque, è la storia di un’anima che si trova a vivere il nostro tempo: “Ritrovare se stessi dopo essersi persi, ci da l’opportunità dello stupore per quello che non conoscevamo del nostro essere, la cosa peggiore che possa accadere non è lo smarrirsi, ma il non avere la consapevolezza che questo sia accaduto…”

Lo fa attraverso pensieri brevi, aforismi, quasi poesia per l’afflato che li ispira. L’anima di cui si cerca di comprendere la profondità e la forza vitale è la stessa che accompagna l’uomo da sempre, un filo unico e continuo che attraversa tutta l’umanità. La tecnologia dei nostri giorni rende difficoltosa una tale ricerca: “Forse per l’ennesima volta i poveri salveranno i ricchi”. Quanto più si è semplici e spogli delle complicanze della modernità, tanto più riusciremo a scendere negli abissi di noi stessi e comprendere il mistero. La lettura dell’anima è anche la lettura di Dio: “È nel pensiero di Dio che cerchi una risposta alla morte, così da trovare una risposta alla tua vita…”; “Ti parlo del Paradiso, tu mi dici: a volte ci penso e chissà se mai lo conoscerò… credo che la prima porta da aprire sia dentro di noi, piccole stelle aprono le porte del nostro cielo.”

Il libro si articola in sette sezioni, ognuna delle quali ha una propria premessa: Preparazione al pensiero; Ritorno alle origini; Amare… il gusto del dolore; Quando non possiedi la vita; Vincere il tempo; Sensazioni; Mi interrogo su Dio e ascolto il suo pensiero.

Già da questi titoli si capisce che ci troviamo di fronte ad un libro insolito per i nostri tempi, occupati e assordati dalla materialità.

Vi ritroviamo uno stretto legame tra anima e ragione che sembrava perduto: “Vedere buio nell’oscurità è come vedere / chiaro nella luce, entrambi negano se / stessi… è nel contrasto delle cose, che / l’uomo crea le dimensioni della propria / immaginazione.” Sembra impossibile che un uomo immerso nella rumorosa realtà di oggi, come è l’autore, che vive a Dolcedo e fa il conduttore di mezzi pubblici (con “capolinea a San Remo”), è sposato e ha due figli, possa coltivare una spiritualità tanto intensa: “L’uomo, che negli anni ha operato solo / per se stesso, piange ora il proprio male… / colui che vuole cercare guarigione / è nel donarsi che troverà sollievo.”; “Senti passare l’emozione dentro di te, come / in un crescere di sensazioni, non lasciartela / sfuggire, forse è solo per oggi… ma essa / serve a dare un senso alla tua vita.” Non è un libro facile: “Quando il punto di osservazione delle cose è in ciò che muta, capisci l’illusione di quel che sembra.”; “Perché devo saziarmi di quello che le mie mani non sanno trattenere, è in quel che mi possiede che nascondo la linfa della mia esistenza.” L’ispirazione è fortemente soggettiva, taluni pensieri sfuggono ad una razionalità comune, e paiono rispondere ad una speciale fede. Alcuni molto intensi e profondi, di particolare bellezza; altri appena accennati, informi, quasi incompiuti. Baluginii, momenti rapidi colti al volo per non andare perduti, la cui sostanza è offerta così come si è rivelata, senza alcuna mediazione: “Orienterò il mio corpo e la mia mente come meglio so fare, nella scelta di me stesso se non saprò un pensiero a chi poter donare.” Ma spronano ad una riflessione, ci inducono ad interrogarci e a confrontarci: “Vive in  noi l’atto estremo della felicità / umana… abbandona ogni dolore /avvolgendoti al dono della vita, / ti sembrerà di viaggiare.”; “La verità: è errato il pensiero di colui che / crede che ai grandi consensi appartenga la / verità dell’uomo… ognuno porta un / frammento della poesia del mondo.”

Non è poco.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart