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VARIE: Gli abusi della politica

15 settembre 2014

di Bartolomeo Di Monaco
(in calce alcune foto)

Il Sistema Ambiente lucchese è una società che fa capo ad una Holding del Comune di Lucca, dunque tutte le sue decisioni si devono intendere avallate dalla politica che guida la città. Nella scelta del sito sono state violate in modo palese i decreti legge 5 febbraio 1997, n. 22  e 13 gennaio 2003, n. 36.

Il primo recita all’art. 2:

“Art. 2 – FinalitĂ 
1 – La gestione dei rifiuti costituisce attivitĂ  di pubblico interesse ed è disciplinata dal presente decreto al fine di assicurare un’elevata protezione dell’ambiente e controlli efficaci, tenendo conto della specificitĂ  dei rifiuti pericolosi.
2 – I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare:

a) senza determinare rischi per l’acqua, per l’aria, per il suolo e per la fauna e la flora;

b) senza causare inconvenienti da rumori o odori;

c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente.

 (omissis artt. 3 e 4 che non interessano nel caso di specie).”

Il secondo decreto recita all’allegato 1, punto 1.1.

“Per ciascun sito di ubicazione devono essere valutate le condizioni locali di accettabilitĂ  dell’impianto in relazione ai seguenti parametri:

–    distanza dai centri abitati;
–    fascia di rispetto da strade, autostrade, gasdotti, oleodotti, elettrodotti, cimiteri, ferrovie, beni militari;
Nell’individuazione dei siti di ubicazione sono da privilegiare le aree degradate da risanare e/o da ripristinare sotto il profilo paesaggistico.”

Precisate le leggi è opportuno pubblicare alcune foto (l’ultima delle quali ha il movimento e il sonoro) affinché ci si renda conto di quanto la politica e la sua municipalizzata si siano disinteressate della tutela dei cittadini.

Giovedì 18 settembre alle ore 21 nei locali Le Vele presso la chiesa di San Donato di Lucca la popolazione ascolterà le risposte che l’assessore all’ambiente Raspini e i dirigenti del sistema ambiente daranno alla richiesta di ritirare immediatamente il progetto riportandosi a casa propria il compattatore (qualche volta sono addirittura due) e tutto il movimento di furgoncini, cassonetti e grossi camion che riempiono l’area di spazzatura con conseguenti cattivi odori e rumori da far rischiare il ricovero in manicomio.
In caso contrario saranno pronti a lottare per far valere i propri diritti.

Passiamo ora alle foto da cui emergono:
1 – l’ampia area ex telecom riconoscibile dall’asfaltatura e dalla posizione centrale (mappa Google Earth 2012), la vasta area residenziale che le gravita attorno, le distanze inesistenti tra il sito rifiuti e le abitazioni, che addirittura vi confinano a ridosso;
2 – il degrado (annoso) dell’ambiente che i cittadini chiedono sia riconvertito con lo strumento dell’esproprio ad area verde a disposizione dei bambini della grossa zona residenziale, che ne è priva, magari intitolandola ai due giovani fidanzati che pochi anni fa persero la vita proprio lì davanti investiti da un’auto;
3 – la stretta strada sui cui transitano i furgoncini e i camion creando difficoltĂ  alla circolazione (lì sorgono da tempo attivitĂ  artigianali;
4- l’assordante rumore prodotto in questo caso da un furgoncino che scarica i rifiuti nella macchina compattatrice, che li tritura producendo rumore a sua volta. Questo movimento è incessante: inizia intorno alle 7,15 di lunedì e finisce nel tardo pomeriggio per tutti i giorni della settimana, sabato compreso. Altri assordanti rumori sono prodotti dai grossi camion (ne vedete un esemplare in una delle foto), che vengono a scaricare nel compattatore i cassonetti pieni di rifiuti, i quali poi sono lavati, disinfettati e allineati sul piazzale.

ex telecom

Foto a

foto6

P1100296

Foto c

P1100311

P1100310

Foto b

Foto e


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1 commento

  1. Comment by vania — 18 settembre 2014 @ 10:06

    consiglierei a sindaco ed assessori di portare la compattatrice a casa loro .Non basta il degrado dei fossi sempre pieni di erb cce e topi le macchine parcheggiate in doppia fila sulla pisana dove non è POSSIBILE METTERE SECONDO IL SINDACO DEI DISSUASORI DI VELOCITA PERCHE CI PASSANO I MEZZI DI SOCCORSO(MA LE AUTOAMBULANZA NON DEVONO RISPETTARE LO STESSO CODICE STRADALE?).non basta che non ci siano marciapiedi ,ora per completare il degrado anche la “monnezza”,MI CHIEDO MA Noi SIAMO FIGLI DI UN dio minore?

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Bart