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VARIE: Lucca: 18 settembre: Assemblea popolare contro l’impianto per rifiuti zona ovest della città

19 settembre 2014

di Bartolomeo Di Monaco

INTERVENTO CONSEGNATO AI RAPPRESENTANTI DELL’AUTORITÀ COMUNALE E DEL SISTEMA AMBIENTE NELL’ASSEMBLEA POPOLARE DEL 18 SETTEMBRE 2014 ORE 21 TENUTASI PRESSO LE VELE – SAN DONATO

Premessa

Le cose che sono state dette in incontri privati (abbiamo avuto in giorni diversi visite e colloqui sul posto tanto con il Sindaco – che ha dichiarato di non sapere niente della vicenda nonostante il 7 settembre  ore 12.09 avessi inviato una e-mail al suo capogabinetto Galli, quanto con il Direttore Paolini), lasciano sperare che gli Amministratori si siano resi conto dell’errore compiuto e del pesante disagio provocato dalla loro iniziativa e facciano dunque un lodevole passo indietro. La politica deve tornare a tutelare i cittadini. Ma poiché, al momento, nonostante le promesse, ciò è solo una speranza, le insoddisfazioni e le critiche che si devono fare vanno fatte, ed io non mi sottrarrò.
Deposito questo intervento agli atti, corredandolo, a dimostrazione del mio assunto, di alcune foto, una delle quali, aerea, presa da Google Earth, datata 2012 e quindi addirittura mancante delle nuove costruzioni, poiché vorrei che gli Amministratori ne consentissero, per quanto sarà possibile e se richiesta, la consultazione ai partiti e alle associazioni sorte a difesa dei diritti dei cittadini.

È accaduto che in una zona ad alta densità demografica,  presente su tutti i quattro punti cardinali da tempo immemorabile (come si vede da Google Earth) e ancora recentemente sviluppatasi a seguito della costruzione di nuovi condomini, proprio al suo centro si è venuta a creare da anni un’area degradata per responsabilità di proprietari che hanno acquistato l’ex manufatto della Telecom.
Così, anziché provvedere, come dovrebbe fare un buon amministratore pubblico, ad una ingiunzione di bonifica del manufatto divenuto rifugio di rovi, topi e ladri, l’amministrazione comunale e il sistema ambiente hanno avuto l’idea di peggiorare la situazione e di trasformare l’area, facendosi beffe dei cittadini, in una specie di cloaca a cielo aperto. Vi hanno infatti collocato un compattatore di rifiuti che viene ritirato (dirò poi perché) solo a sera. In esso affluisce l’immondizia ritirata a domicilio dai numerosi furgoncini. Questi ultimi non solo fanno rumore oltre ogni limite (vi ho assistito per diverse giornate), ma nel riversamento del carico lasciano a terra parti di immondizia, che non sempre sono adeguatamente spazzate e depositate nel compattatore. Inoltre, grossi camion entrano nell’area ex Telecom transitando per una stradetta non in grado di sorreggerne il frequente traffico e definita dallo stesso comune “strada vicinale ad uso pubblico”. Ciò significa che tutti i lavori che si rendessero necessari in conseguenza di detto gravoso traffico verrebbero ripartiti in proporzione tra i proprietari che si affacciano sulla strada vicinale. Ciò è aberrante e non ha alcun fondamento giuridico, visto anche che l’ingresso principale dell’area è sulla via Pisana ed è assai più ampio e adatto al transito tanto dei furgoncini che dei grossi camion. Infatti, sulla strada vicinale si svolgono alcune attività artigianali che risultano già da ora disturbate e danneggiate dal nuovo traffico. Su di essa non è infrequente che si trovino auto in sosta degli abitanti che vi si affacciano rendendo il passaggio dei grossi mezzi quantomeno difficoltoso e comunque soggetto a manovre pericolose che possono coinvolgere, secondo i casi (è già successo), marce indietro che finiscono per trascinarsi sulla stessa via Pisana, a scorrimento molto intenso. Oltre che a sconfinare, per consentire complesse manovre, dentro proprietà altrui. Proprio stamani 18 settembre un camion del Sistema Ambiente ha rischiato di travolgere un motorino in transito sulla via Pisana.

Conclusioni:

1a conclusione – Premesso che le leggi vengono prima dei regolamenti, a meno che non vi facciano esplicito riferimento consentendone la normativa in deroga, il progetto dovrà essere immediatamente abbandonato poiché, in primo luogo è frutto di una errata valutazione circa l’impatto sull’ambiente circostante (si veda la mappa Google Earth), e in secondo luogo perché viola l’art. 2 del DL 5 febbraio 1997, n.22, nonché l’allegato 1, punto 1.1, del DL 13 gennaio 2003, n. 36, i quali recitano:

– il primo, al comma 2: “I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare:

  1. a) senza determinare rischi per l’acqua, per l’aria, per il suolo e per la fauna e la flora;
  2. b) senza causare inconvenienti da rumori o odori;

(omiss degli altri punti giacché poco pertinenti al caso nostro)”.

Riguardo al punto b) il fatto che la compattatrice venga rimossa la sera non fa venir meno l’obbligo di non causare inconvenienti e rumori il quale obbligo è imperativo per ogni momento della giornata;

il secondo: “Per ciascun sito di ubicazione devono essere valutate le condizioni locali di accettabilità dell’impianto in relazione ai seguenti parametri:

–    distanza dai centri abitati;
–    fascia di rispetto da strade, autostrade, gasdotti, oleodotti, elettrodotti, cimiteri, ferrovie, beni militari;
Nell’individuazione dei siti di ubicazione sono da privilegiare le aree degradate da risanare e/o da ripristinare sotto il profilo paesaggistico.”

Il primo e il secondo punto, quelli relativi alla distanza dai centri abitati e alla fascia di rispetto da strade eccetera (vi passa la frequentatissima Via Pisana), sono palesemente violati (come si vede dalla mappa Google Earth allegata, che è del 2012 e carente perciò delle nuove costruzioni!). Addirittura una proprietà, dove abita una bambina di sei mesi, confina per tutta la sua lunghezza con il muro di cinta del manufatto ex Telecom, dove è accostata la compattatrice. Ma vi sono altre abitazioni allineate sul confine, ad esempio il condominio Le Magnolie.

Si apprende altresì da un intervento apparso oggi 18 settembre sulla stampa a firma di Marco Martinelli, consigliere di Forza Italia, che con delibera comunale del 2012 l’area era stata destinata non già al Sistema Ambiente bensì ad ospitare attrezzature per la Protezione Civile e che già in quei tempi essa era stata riconosciuta ad alta densità demografica. Ci si domanda, perciò, come possano il Sindaco e il Consiglio Comunale essersi fatti sorprendere da una iniziativa in palese contrasto con le loro deliberazioni. Chi l’ha consentita?
In mancanza di dettagli, si fa presente tuttavia che la eventuale destinazione dell’area a servizio della protezione Civile non farebbe venir meno alcuni dei problemi attualmente presenti con riguardo specialmente alla vicinanza confinale con le due strade che la delimitano: quella ad est, definita vicinale ad uso pubblico, completamente inadatta a sostenerne il traffico, soprattutto se di grossa mole – come illustrato nella Premessa -, e quella a nord, ossia la via Pisana Vecchia (ex Statale del Brennero 12) ad intensissimo traffico e ad alto rischio di incidenti (alcuni esempi sono contenuti in Premessa).

2a conclusione – I cassonetti dovranno essere trasferiti nell’area attualmente a disposizione del Luna Park per la ricorrenza del Settembre Lucchese non appena sia stata liberata e vi dovranno essere collocati tutti i futuri cassonetti fino alla loro vendita.

3a conclusione – Con gli strumenti a sua disposizione, l’Amministrazione Comunale dovrà impedire che siano concessi i permessi (che attualmente mancherebbero) per lo sfruttamento dell’area da parte del sistema Ambiente;

4a conclusione – A causa del degrado (annoso) dell’ex manufatto Telecom per colpa degli attuali proprietari, i cittadini chiedono che esso sia riconvertito con lo strumento dell’esproprio, non tanto a sito per la Protezione Civile, bensì ad area verde da mettere a disposizione dei bambini della grossa zona residenziale, che ne è priva, magari intitolandola ai due giovani fidanzati che pochi anni fa persero la vita proprio lì davanti investiti da un’auto;

5a conclusione – Se le precedenti conclusioni non fossero fatte proprie dalle Autorità comunali e dal Sistema  Ambiente uno specifico consiglio comunale dovrà essere convocato con urgenza sul tema oggetto di questo incontro consentendo ad uno o più cittadini in qualsiasi modo coinvolti di prendere la parola. A questo proposito il sottoscritto si rende disponibile, e chiede di essere informato per tempo (tel. 0583510327; cell. 3473079705).

Permettetemi infine di chiudere con questa amara considerazione. A nessun amministratore sarebbero mai venute sia l’idea che il coraggio di allestire un tale impianto vicino all’abitazione (faccio solo qualche esempio) di: un magistrato, un comandante della finanza o dei carabinieri, un questore, un prefetto, Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Massimo D’Alema, Bruno Vespa, Giovanni Floris, Michele Santoro, Paolo Mieli, Felice de Bortoli, Luca di Montezemolo, Diego della Valle, eccetera.

Lucca, 18 settembre 2014


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Bart