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Varie: Mi provo a ragionare ancora sui migranti

13 luglio 2018

di Bartolomeo Di Monaco

Vi prego di leggere questo articolo, in cui si indicano le provenienze dei 67 migranti sbarcati ieri a Trapani dalla nave della Guardia Costiera U. Diciotti, la quale li aveva prelevati da un’altra nave, la Vos Thalassa. Se notate, le provenienze sono diverse, anche da Paesi lontani. Che ci dice questo dato? Ci dice che la migrazione verso l’Europa è un fenomeno ben più complesso di quello che ci viene descritto dalla maggior parte dei media, ossia non è limitato soltanto all’Africa, e ci dice anche che esso è inquinato dall’ombra del business malavitoso. Oltre l’Africa, ossia, si è fatto credere, a scopo speculativo, che chi paga una certa somma può sperare di arrivare all’Eden, cioè in Europa. Chi accetta questa illusione non è il povero vero, ma chi ha i mezzi per pagarsi il viaggio fino alle coste africane e la traversata fino all’Italia: sui gommoni per la prima parte, e poi sulle navi dell’Ong. Ho già descritto come io sia convinto che ci sia una unica regia (malavitosa) che collega i trafficanti dei gommoni con le società che gestiscono le navi delle Ong (metto il link per chi volesse leggere il post, pubblicato anche sul mio sito). Confermo oggi che è, a mio avviso, una gestione malavitosa. Vediamo. Un articolo dà conto di un incidente significativo accaduto ad Emergency di Gino Strada (indicherò nello spazio commenti il link). Esso rivela che le navi messe a disposizione dell’Ong non agiscono in ossequio a principi umanitari, bensì vogliono essere congruamente pagate, fino al punto che c’è una specie di asta per assegnarle al maggior offerente. Dunque un business. E che sia un business abbiamo a disposizione un altro segnale significativo. I 67 migranti si trovavano in acque libiche e stavano per essere soccorsi dalle navi libiche, secondo gli accordi internazionali (e anche tra Italia e Libia). Invece la nave Vos Thalassa ha fatto di tutto per arrivare prima e caricarli a bordo. Perché voler arrivare prima? C’era pericolo di naufragio? No. Ma questo non è tutto. Quando Salvini ha negato lo sbarco in Italia, ci si è inventati un rivolta a bordo per sollevare clamore e costringere l’Italia a inviare la motonave Diciotti, che ha provveduto a raccogliere a bordo i 67 migranti, sbarcati come si è visto a Trapani, ossia in Italia. Risultato raggiunto. Però, oggi si scopre che quella rivolta era tutta una messa in scena onde arrivare a questa conclusione (troverete anche il link all’articolo di Repubblica).

Credo che, analizzando tutta questa operazione (mal condotta dalla criminalità, e dunque rivelatrice), essa abbia rafforzato la convinzione che i sospetti sul business che si è creato intorno ai migranti, sia una realtà, e non una fantasia. Sarà bene, dunque, che la magistratura continui ad indagare. È un fenomeno abominevole che gioca sulla vita delle persone a fine speculativo e ciò non deve essere tollerato. Le Organizzazioni internazionali (ONU in primis) devono prendere in mano la situazione e non restare alla finestra. Devono essere approntate tutte le misure finanziarie e di sicurezza affinché i poveri del mondo siano aiutati a vivere sulla loro terra e non a fuggirne. Israele ha dimostrato che su una terra arida e rocciosa si può creare una agricoltura che con i suoi prodotti rende autosufficiente il suo popolo ed anzi fa concorrenza ad analoghi prodotti di altri Paesi. Questo sogno è possibile. Questa è la vera solidarietà e questo è il vero amore per il prossimo sofferente. Tutto il resto è egoismo o ipocrisia.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart