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FUMETTI: “Il giorno di Coccobill” a cura di Gianni Brunoro – Stampa Alternativa

12 Gennaio 2010

di Gordiano Lupi

Stampa Alternativa è un piccolo editore che da quarant’anni pubblica cose molto interessanti,trascurate o dimenticate dalla grande editoria. Marcello Baraghini è un personaggio unico, fuori dal tempo e atipico in un panorama editoriale dove conta soltanto cavalcare una moda.
Se non fosse stato per il suo acume i ragazzi del 2000 non saprebbero niente di Benito Jacovitti, uno dei più grandi artisti del fumetto italiano di tutti i tempi.

 “Il giorno di Coccobill”, protagonista è il personaggio creato da Jacovitti nel 1957 per “Il Giorno dei ragazzi”, completando la prima raccolta datata 2007.

Coccobill è spaghetti western comico ante litteram, prima che arrivassero Bud Spencer e Terence Hill, il Provvidenza di Tomas Milian e Arrapaho di Ciro Ippolito.

Jacovitti utilizza il suo personaggio per sovvertire gli schemi del western classico, fa parlare i sudisti in napoletano stretto, il suo eroe beve solo camomilla e possiede un cavallo che commenta scettico ogni azione del protagonista. Coccobill è un eroe buono

che lotta contro i cattivi, ma lo fa in salsa comica senza risparmiare battute salaci e irriverenti.

Le storie contenute nell’antologia sono state selezionate da Gianni Brunoro, grande esperto della materia. Tra le migliori citiamo Coccobill e la revolucion, ambientata in un Messico improbabile dove si canta, si beve, si balla, si fa festa tra nacchere e cavalli.

Incontriamo un rivoluzionario assurdo come Carmen Picatodos in lotta contro il tiranno Magnaleon che si nutre di leoni, aiutato da un luogotenente da burletta come Escamilo el frustador, geloso di Coccobill che veste i panni del libertador.

Da citare anche Coccobill contro Coccobill, che affronta il tema del doppio, da sempre caro a cinema e narrativa di genere, ma lo risolve in chiave comica.

Il precedente volume delle avventure di Coccobill è stato pubblicato nel 2007 con il titolo Mezzo secolo di risate western, comprendeva una selezione delle prime storie edite e delle ultime avventure contenute ne Il Corriere dei Ragazzi.

Vincenzo Mollica introduce il volume paragonando Jacovitti a Picasso e affermando che si è trattato di un autore innovativo per la letteratura a fumetti,degno di essere studiato come uno dei nostri più grandi artisti contemporanei.

Niente di più vero.

Stampa Alternativa è un editore benemerito perché ha scongiurato l’oblio su un autore così importante, ristampando anche Zorry Kid in un volume di grande formato che raccoglie tutte le avventure di un emulo comico di Zorro.

Benito Jacovitti è un autore imprescindibile del nostro fumetto, nato a Termoli nel 1923 e morto a Roma nel 1997, noto con gli pseudonimi di Jac oppure Lisca di Pesce.

Per il disegno mostra doti sin da bambino, collabora giovanissimo alle migliori riviste satiriche italiane come “Il brivido”, “420” e al settimanale cattolico “L’avventuroso”, di cui diventa una delle colonne portanti. I suoi primi personaggi di un certo spessore sono il terzetto di ragazzi – detective composto da Pippo, Pertica e Palla, datati 1940, ma ristampati negli anni Settanta nella collana Oscar Mondadori e su riviste storiche come Il Mago.

Sono indimenticabili anche Zagar, Cip l’Arcipoliziotto, la Signora Carlomagno, Jack Mandolino, Tom Ficcanaso… ma l’elenco sarebbe lunghissimo. Ricordiamo Jacovitti come storico collaboratore di Playmen per cui realizza il Kamasutra (ristampato da Stampa Alternativa), ma anche del diario Vitt che per i ragazzi degli anni Settanta era un vero oggetto di culto.

Jacovitti è un autore dotato di stile originale fatto di horror vacui, terrore assoluto per la pagina bianca che tempesta di salami, vermi, cactus, teschi di animali e improbabili intermezzi comici.

Un autore che ha rappresentato la nostra fanciullezza, ma che sprizza modernità da ogni pagina.

Jacovitti è stato un infaticabile lavoratore, inventore di centinaia di caratteri e storie, migliaia di situazioni, gag e vignette satiriche così originali e inimitabili da essere definito dal critico d’arte Philippe Daverio come “il più grande surrealista italiano”. Bene ha fatto Stampa Alternativa ad affrontare l’arduo compito della ristampa anastatica della sua opera completa. Il piccolo editore ha ragione di esistere se riesce a colmare i vuoti della grande distribuzione.

(Dal “Corriere Nazionale”)


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