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FUMETTI: “Lucca comics and games”: un mondo di gioco e di fantasia dove prendono vita i sogni

28 Ottobre 2010

di Giampaolo Giampaoli

Sarà la beet generation il tema che caratterizzerà la prossima edizione di “Lucca Comics and Games”, prevista per i giorni compresi tra il 29 ottobre e il 1 novembre (ma già del 16 ottobre sono state aperte le mostre presso Palazzo Ducale). A fare da marchio della manifestazione è stata scelta un’illustrazione di Massimiliano Frezzato, stimato disegnatore che recentemente ha pubblicato un’interessante quanto originale rielaborazione in chiave erotica della storia di Pinocchio. Per la festa dei fumetti e del gioco intelligente Frezzato ha deciso di continuare a prendere spunto dal mondo delle fiabe, passando alla storia di Cappuccetto Rosso, altro personaggio noto in tutto il mondo e consacrato nel XIX secolo dalla versione dei fratelli Grimm. Nell’illustrazione scelta per “Lucca Comics and Games” la bambina non si perde nel bosco, perché in un volo rocambolesco si innalza dalla Torre Guinigi insieme agli altri personaggi del suo magico mondo.

Gli stand saranno suddivisi nei soliti tre settori del fumetto, del gioco intelligente e dell’animazione e, come ormai da alcune edizioni a questa parte, la manifestazione avrà luogo nelle strade del centro storico della città di Lucca, dove i negozi rimarranno aperti per tutti i quattro giorni previsti. Sarà, dunque, anche il commercio a godere della numerosa affluenza di visitatori, i quali ci si augura che non si limiteranno a curiosare per i loro acquisti ai punti espositivi della kermesse.  

Le novità rispetto agli anni passati saranno dovute ad alcune collaborazioni, anche se gli organizzatori ci tengono a sottolineare che il palinsesto è in continua evoluzione e non è da escludere che in queste ultimi giorni possano essere aggiunti o depennati degli appuntamenti. Nello stand dei games, dove si parlerà in particolare di fantasy, per la prima volta sarà concesso uno spazio all’associazione “Aiomi” di Roma, costituita da un gruppo di amanti del settore interessati a valorizzare i contenuti culturali del gioco elettronico. Per l’occasione saranno premiatati il miglior gioco per console, il miglior gioco per pc e il miglior gioco italiano.

Per il fumetto sono in cantiere una serie di iniziative per dare   maggiore visibilità ai prodotti internazionali, risultato che sarà possibile anche attraverso il ritorno dello spazio Disney e l’ampliamento dell’area Japan collocata presso il Real Collegio. E poi varie esposizioni, tra cui   una mostra dedicata all’opera di Massimiliano Frezzato, supportate da incontri con sceneggiatori e disegnatori di ogni livello, dagli autori delle produzioni minori ai personaggi delle testate storiche, come Gary Frank che ha già assicurato la sua partecipazione. Chi lo conosce avrà senz’altro letto le sue storie per la   Marvel e la DC, nelle serie di Superman, Batman e Lanterna Verde.

Infine il settore di “Lucca junior” per i più piccoli, che avrà sede presso il Cortile degli svizzeri a Palazzo Ducale e proporrà al suo pubblico spettacoli e laboratori tematici finalizzati a sensibilizzare i ragazzi verso problematiche sociali come l’alcolismo, per il quale sarà svolto un progetto con le scuole superiori in cui saranno presentati   fumetti sull’argomento.

Unica nota dolente il costo del biglietto, aumentato di due euro rispetto alla scorsa edizione e, quindi, portato a quattordici euro nella forma intera e a dodici euro il ridotto; di questo rincaro, ma in generale di quelle che sono le finalità commerciali e culturali della manifestazione, ne abbiamo parlato con il direttore di “Lucca comics and games” Renato Genovese.

“Portare avanti una manifestazione con la qualità e la quantità di “Lucca comics and games” diventa di anno in anno sempre più difficile a livello economico. – spiega Genovese – Il sostegno degli enti pubblici è andato continuamente a ridursi, fino a diventare più un gesto di appoggio simbolico che un aiuto concreto, così siamo costretti a chiedere un contributo maggiore al nostro pubblico. Ma attenzione: non vogliamo e non possiamo permetterci di chiedere l’aumento dei prezzi senza dare qualcosa di più. La nostra è una società senza fine di lucro, di modo che ogni anno, se il bilancio  è in attivo, investiamo il denaro guadagnato per migliorare la manifestazione.”

Abbiamo accennato al livello quantitativo e qualitativo di “Lucca comics and games”, ma come è possibile per gli organizzatori curare ambedue gli aspetti della manifestazione?    
“Tengo a sottolineare che il nostro obiettivo è proprio lavorare affinché “Lucca comics and games” venga curata sia nei numeri che nel livello dell’offerta: si tratta dell’aspetto commerciale per quanto riguarda la quantità e di quello culturale per la qualità, possibili ad equilibrarsi solo attraverso un’adeguata scelta degli spazi dove lavorare e degli espositori e delle aziende da presentare. L’aspetto commerciale prevede che gran parte della manifestazione consista nella mostra mercato, in cui hanno spazio rivenditori ed editori di varia diffusione, coscienti di poter contare a Lucca su un pubblico di appassionasti che, interessati dalla varietà della merce ma anche dai prezzi senza confronti, colgono l’occasione di rifornirsi di tutto ciò che desiderano. Ma vista in tali termini la quattro giorni risulterebbe unicamente un evento finalizzato al semplice commercio di prodotti più o meno rari, per questo le iniziative culturali come le conferenze degli autori e le presentazione delle serie fumettistiche, di animazione e dei giochi intelligenti fanno da contorno e permettono al pubblico di vivere in modo pieno “Lucca comics and games”, che diventa anche un centro di dibattito legato ai temi di attualità dei vari settori artistici.”

In quale modo scegliete gli espositori e gli editori che possono avere spazio presso la vostra manifestazione?
“Tornando a quanto detto sopra e proprio per ribadire che la quattro giorni è fatta dalla quantità ma anche dalla qualità, in merito a quest’ultima non abbiamo mai ritenuto che si dovesse intendere solo grandi autori conosciuti a livello internazionale e prodotti di larga diffusione; la qualità va ricercata anche presso autori sprovvisti di ampia visibilità. Certo, questi ultimi sono costretti per ragioni economiche a portare avanti   una produzione limitata nei numeri, ma spesso curata a livello stilistico e contenutistico. È la ragione che ci spinge a dare spazio agli editori minori e alle auto produzioni ed è in questo senso che, riallacciandosi allo slogan del 2005, il primo anno in cui la kermesse fu organizzata all’interno della città, Lucca può essere “L’isola che c’è”, la città del fumetto presentato in tutte le sue forme.”

Quindi la città dove la fantasia diviene realtà, una realtà fatta di disegni e di giochi, della voglia di credere all’incredibile. Cosa si dovrebbe aspettare, di preciso, il pubblico di “Lucca comics and games”?
“Nella nostra manifestazione vogliamo che gli appassionati trovino un luogo dove realizzare i loro sogni attraverso un mondo, come avete detto voi, fatto di gioco, di disegno e di animazione; vogliamo che trovino una varietà tale di produzioni, da poter realizzare ogni loro aspettativa in merito ai comics e ai games, un luogo che esiste solo a Lucca nei giorni del salone. Tornando a quanto detto inizialmente, solo così si può giustificare l’aspetto commerciale, che fa da supporto a tutta una serie di iniziative per cercare di realizzare a pieno i desideri del pubblico”.

Ma al di là di questo modo estremamente lungimirante di gestire la manifestazione, restano i dati reali di mercato: il fumetto da alcuni anni sta andando incontro ad un calo continuo di vendite, in qualità di esperti cosa prevedete per il futuro?      
“Il fumetto sta diventando sempre più un prodotto di nicchia, quindi indirizzato ad un pubblico ristretto di appassionati che chiedono una particolare qualità. Sono ormai lontani i tempi in cui serie da edicola come Tex o Zagor vendevano 400 o 500 mila copie al mese; il futuro del fumetto è senza dubbio nelle edizioni da libreria, come sta già accadendo in Francia, dove Asterix raggiunge le vette delle classifiche dei libri più venduti con centomila copie ed ha la stessa dignità dei romanzi o dei saggi. Non si può nascondere che anche in Italia il mercato stia andando verso questa direzione, benché il prodotto da edicola stia in qualche modo sopravvivendo grazie alle sperimentazioni delle maggiori case editrici, come le mini serie della Bonelli, che offrono al lettore una sorta di romanzi a puntate di breve durata in cui manca quella continuità delle serie tradizionali che oggi sembra interessare sempre meno.”

E per quanto riguarda Lucca Animation avremo di nuovo l’occasione di vedere le più impensabili produzioni animate?
“Devo confessare che la scorsa edizione non ci ha permesso di mettere da parte grosse cifre, di conseguenza non potremo organizzare il prossimo anno a primavera un’edizione di Lucca Animation separata da “Lucca comics and games” come eravamo soliti fare. Abbiamo pensato, però, di mantenere viva la manifestazione e di inserirla all’interno della quattro giorni, ma non più con una regolare cadenza annuale. Quest’anno faremo la selezione del concorso internazionale legato al Festival, che però avrà luogo la prossima edizione.”

La varietà dei filmati è sempre stato l’obiettivo della rassegna sul cinema animato, caratteristica che ha consentito anche ai critici e ai giornalisti di apprezzarla, continuerete su questa linea?
“Senza dubbio continueremo a proporre produzioni provenienti da vari paesi del mondo, al fine di dimostrare l’estrema varietà dell’animazione internazionale, varietà che effettivamente non ha colpito solo il pubblico ma anche gli esperti del settore. Questi ultimi hanno più volte ammesso di assistere al Festival con estremo piacere anche per avere la possibilità, malgrado la loro esperienza, di rendersi conto della qualità di prodotti di cui non sospettavano minimamente l’esistenza.”

Per la valorizzazione del gioco elettronico e di ruolo quest’anno si inaugura   la collaborazione con l’AIOMI, ma a cosa si allude quando si parla di importanza culturale del gioco intelligente?
“Siamo abituati a considerare solo l’aspetto ludico del videogioco o del gioco di ruolo, relegandoli ad una funzione di piacere per i momenti di svago; ma è un modo limitato di guardare ad uno strumento che ha molti contenuti culturali da offrire. Per contenuti culturali intendo le informazioni storiche e geografiche o le problematiche sociali che si possono apprendere da un gioco elettronico.
Prendiamo un esempio semplice: un gioco sull’antica Roma, dove si citano i componenti della società romana, dai soldati con le loro armature caratteristiche, al popolo dei plebei e ai patrizi detentori della cariche politiche. Tutto questo può stare dentro un gioco elettronico o di ruolo e rappresentare una fonte interessante di conoscenza, da utilizzare anche a scopo didattico per insegnare e allo stesso tempo divertire.
Ma sempre attraverso questi strumenti si possono comunicare   contenuti utili per conoscere la realtà contemporanea e le questioni che emergono dalla cronaca giornalistica, come l’abuso di alcool o la violenza negli stadi.”

Infine, una domanda personale: cosa si aspetta Renato Genovese da questa imminente edizione della manifestazione?
“Ad essere sincero niente di più di quanto ho detto fino ad ora, ossia che il mio lavoro e quello dei miei preziosi collaboratori sia premiato con una festa dei comics e   dei games ben riuscita, e per ben riuscita intendo capace di offrire al suo pubblico un’alternativa alle altre kermesse di questo genere; un viaggio indimenticabile nel mondo della fantasia, dove tutti possano trovare la realizzazione dei loro sogni.”

 


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