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LETTERATURA: “Immaginare è la nostra libertà”

4 Marzo 2011

di  Fabio Strafforello
“Immaginare è la nostra libertà” è un libro di circa 125 pagine diviso come segue:  

                                    Sezioni

Forme poetiche espressive e frammento di  lettera.
Frasi introspettive e di concetto.
Articoli e commenti trasportati dalla via informatica al cartaceo.

Forme poetiche espressive e frammento di lettera.

La poesia, nelle varie forme in cui si manifesta, consente la creazione di immagini ed emozioni, tramite le quali l’essere umano può far rivivere i propri sentimenti, come presenze di cui avverte il palpito, fortunatamente senza poterne dare una spiegazione razionale. Senza poesia il mondo sarebbe null’altro che un oggetto senza motivo, o il solo motivo di essere un oggetto. Anche quelle persone che vivono la loro vita, o meglio il passaggio in questa dimensione, senza avvertire lo scorrere del tempo, o la percezione del mondo interiore stesso come genesi della nostra presenza, coloro hanno bisogno più di altri di emozionarsi, di percepire il mistero che li circonda, così da potersi rifugiare lontano dallo squallore del loro vivere quotidiano…

La poesia è in ogni luogo, l’ho sentita nell’apostrofe del silenzio, mostrarmi come potrei vivere con quel che ho… non c’è un pensiero che la sappia raccogliere.

                                                                                  Cerchi

Ove un tempo
fu l’istinto a
passar davanti,
vincer contro la promessa
del tuo amore,
ora c’è un segreto a
divenir più grande
nascosto in fondo al cuore.

In un viaggio lontano,
un uomo senza volto,
della bella compagnia hai amato,
a sfidar te stessa
in cerca dell’amore
che hai sempre sognato.

Ora volgi al tuo ricordo,
dove da quel dì
d’un cenno hai dato tono,
accanto a lui…
simbolo d’amore
ove trovar perdono.
.
L’amore ci appare
pieno di regali
o come vuoto
a dover colmare,
segno del destino
a mescolar le carte…

o figlio dell’anima
da cercar da un’altra parte…

non c’è un modo
per amare
se a noi non
sappiamo rinunciare.

Tutti gli uomini hanno un padre… non c’è un giudizio da poter dare a chi non si vergogna di te!

Cercare l’amore per se stessi, nella confusione o nell’ordine prestabilito dall’uomo, è impresa assai difficile, sovente tema di grandi interrogativi, costrizioni, paure, dubbi, imposizioni e ripensamenti…così ho visto la mia volontà o i miei desideri piegarsi all’ordine di un mondo che corre come un fiume irrequieto, a voler riempire ogni luogo, anche dove non sono ancora stato. Com’è difficile saper amare, quando ciò che ti conduce abita nel tuo corpo, ma distante dal quel che senti… non amo quello che sono, lontano come sono da quello che amo. E’ nel vento, nel suo scompigliare l’ordine delle cose, che mi sento piegare all’istinto, richiamato dalla sua verità… come a volermi mostrare quanto sono mutevole e incline a dover seguitare nella mia ricerca. Non ripudiamo le nostre azioni, ma cerchiamo di porvi rimedio, se ve ne fosse necessità, o quanto meno offriamoli come l’insegnamento di un uomo bisognoso di comprensione, indotto al ripensamento dalla sua stessa debolezza o dalla sua stessa condizione. E’ nel seguitare delle cose, che mi sono visto rinascere tante volte, intento a scrutare il muovere della felicità. L’amore, quale imposizione nella ricerca di un luogo dove nascondersi, è costrizione al nostro cambiamento e impedimento stesso alla ricerca della libertà individuale… sarà in un tempo a venire, veder fuggire l’amore come necessità, libero da ogni confine, distante da un volto a cui saper dare.

                                                                                Ho sentito condurmi
                                                                                come d’un silenzio
                                                                                verso il mare…
                                                                                c’è chi mi sta
                                                                                ad aspettare.

Come potrei incolpare noi stessi, per quel che siamo… talvolta l’espressione di un tormento per non saper dove finire.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart