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LETTERATURA: Toschi e Fedi: Da “IL FUOCO DEGLI ESTINTI” , opera fantastica per il teatro, una scena dedicata ai pazzi avvenimenti di questi giorni.

26 Novembre 2011

Da “IL FUOCO DEGLI ESTINTI” , opera fantastica per il teatro, una scena dedicata ai pazzi avvenimenti di questi giorni.
GEFILDE   E solo pochi anni fa accadde che … come raccontare quegli strani avvenimenti che ebbero luogo così, in sordina, senza che nessuno ci facesse caso?

 

BARONE D’HOLBACH   (con foga crescente) Fu una rivoluzione “anemica”: un po’ di sangue fu versato, certo, ma … non era più sangue, quello che circolava nelle vene di quella gente! Somigliava al vino annacquato e adulterato che vendono in queste bettole. E il grosso del lavoro era già stato fatto prima: avete mai visto un branco di fiere, di immonde fiere, che prendono a divorarsi l’un l’altra, ringhiando e strappandosi la carne a morsi?

 

GRACCO Non ho mai visto una cosa del genere; ma dicono che i lupi, a volte, si comportano così, quando hanno fame.

 

BARONE D’HOLBACH   Ma cosa dici? I lupi sono nobili animali, e anche la fame è nobile … . Quella non fu fame, fu … fu … cosa fu?

 

VOCE DI FIORENZA FUORI CAMPO (imperiosa) Lasciate raccontare me!

 

      Rumori di libri e di oggetti che cadono: da un nascondiglio sbuca improvvisamente una donna. Ha lunghi capelli neri striati di rosso e gli occhi fiammanti. E’ Fiorenza. Tutti si voltano verso di lei, sbalorditi. Gefilde le si para dinnanzi, stupita e indignata, ma Fiorenza la sposta con un gesto brusco e si fa avanti verso il pubblico.

 

FIORENZA Lasciate raccontare me! (Prosegue istrionica, velocemente e senza quasi prendere fiato) Non blu, e neanche rosso, ma rosa sbiadito, era il sangue che macchiò le piazze semideserte, quando i pochi leader politici e religiosi sopravvissuti agli scandali che li avevano decimati vennero presi in ostaggio e freddati – bum! con un colpo di pistola alla nuca – da uno sparuto gruppo di uomini dal volto coperto, che pretese di agire in nome del popolo ormai stufo dei misfatti dei loro governanti.

 

BARONE D’HOLBACH   (la interrompe, quasi sovrapponendosi alla sua voce) In nome del popolo! Il sacrosanto nome del popolo infamato quanto il mio!

 

Viene proiettata l’immagine di una piazza vuota, desolante.

 

FIORENZA (riprende subito) Gli “schermi” trasmisero per giorni l’immagine di quelle piazze vuote, ormai sgombre dei cadaveri, e quando quel vuoto cominciò ad allagare gli animi suscitando inquietudine, sgomento e un sentimento infantile d’abbandono, allora le piazze ricominciarono a popolarsi di facce ‘ben’ familiari, che vollero darsi ‘nuovi’ nomi e si proclamarono Etocrati in ricordo di un oscuro utopista del ‘700 (allude al Barone d’Holbach) sconosciuto ai più e anche a loro. Le massime di quest’ultimo, all’uopo rispolverate …

 

BARONE D’HOLBACH (la interrompe, quasi sovrapponendosi alla sua voce) Macché rispolverate! Deturpate! Contraffatte! Falsificate!

 

FIORENZA (riprende subito, seccata dall’interruzione) Le massime di quest’ultimo, all’uopo rispolverate, vennero propinate per giorni. Non vi furono ovazioni di folla né entusiasmi, ma un po’ di sollievo sì. Rassicurati che niente era cambiato, gli animi si acquietarono, e allora gli schermi smisero di trasmettere. (Viene sospesa la proiezione della piazza. Dopo una breve pausa Fiorenza, che finora ha parlato velocemente, riprende lenta e scandita). Nessuno sapeva più cosa accadesse, nelle piazze e altrove, e nessuno se lo chiedeva.

 

      Fa una pausa, passeggia nella stanza soffermandosi a guardare negli occhi, uno ad uno, gli estinti. Gefilde la segue, ancora sorpresa della sua presenza, ma Fiorenza la ignora.

 

GEFILDE Fiorenza!

 

FIORENZA (non l’ascolta e riprende veloce,   rivolta a pubblico) Ma intanto i Tribunali lavoravano a ritmo serrato, e l’accusa di pazzia si rivelò la più utile per eliminare chiunque minacciasse il Nuovo Ordine Etico. Poi anche i Tribunali sembrarono quietarsi. Finché, un giorno, gli schermi si riaccesero. Trasmettevano l’immagine di un’acqua ferma, verdastra … (viene di nuovo proiettata l’immagine dell’acqua verdastra e luminosa).

 

BARONE D’HOLBACH (agli altri estinti, spiegando) L’Amnioticum!

 

FIORENZA Dapprima la gente si sentiva protetta, cullata, in quell’ambiente … fetale, ma bastò poco, qualche ora, qualche giorno, e tutti si sentirono soffocare, impazzire, non riuscivano a pensare … . Ma era proibito spegnere gli schermi! Poi tutti si abituarono a non sapere ciò che accadeva nel mondo, a non pensare più.

 

GEFILDE (finalmente la affronta, decisa) Fiorenza! Che cosa ci fai qui, nascosta in casa mia? Eri dunque tu che mi spiavi?

 

Viene di nuovo proiettata l’immagine della mansarda di Gefilde.

 

FIORENZA Spiare, spiare …   Vengo qui, di tanto in tanto, attratta dalla tua meravigliosa collezione di carta stampata. Uno spreco, nelle mani di una scrivana di campagna come te! Ma ora ho un piano. Eh sì!

 

FRANZ (a Fiorenza). Che strano mondo hai descritto!

 

ELIAS Un mondo terribile! L’Amnioticum: soffocare in un ambiente materno, falsamente rassicurante, ma assassino!

 

GRACCO Sono curioso di sapere che fine hanno fatto le montagne dove vivevo: la Selva Nera, le foreste, i camosci che cacciavo, i lupi … . Esistono ancora i lupi?

 

BARONE D’HOLBACH (con foga)   Tutto trasformato in vile denaro da questo manipolo di corrotti della peggior specie! E la natura, con la sua bellezza e la sua varietà, con le sue leggi perfette che ispirano all’uomo quella Ragione che non ha bisogno di inventarsi un Dio: finita, polverizzata, sacrificata alla loro ingordigia!

 

GEFILDE Eppure si dice che ci siano alcune aree rimaste intatte. Si tratta di quelle terre dove la vita è impossibile e che nessuno vuole, perché non c’è niente da sfruttare: le “terre inospitali”. Lì si rifugiarono quei pochi che capirono, che vollero salvarsi in tempo. Così si dice: ma forse è una leggenda. Forse sono morti tutti, oppure, se ci sono dei sopravvissuti, non sono migliori degli Etocrati. Chi può dirlo? Comunque sono gli unici che sfuggono ai miasmi virtuali dell’Amnioticum. A parte me!

 

BROCH E tu come ne sei sfuggita?

 

GEFILDE Passo molto tempo nel caveau dei libri proibiti, immersa nelle memorie degli estinti. E quando posso mi nascondo qui, lontano dall’Amnioticum. Anch’io, sapete, ero offuscata da quei miasmi! Ma una notte, chissà come, ricordai questa soffitta: ne avevo dimenticato l’esistenza! L’entrata era stata nascosta accuratamente, tanto tempo fa. Forse… (pare confusa, esitante). E vi trovai libri e … quadri e … altri oggetti… appartenuti a… .

 

Gefilde esita, imbarazzata. Gli altri attendono che finisca di parlare, ma Gefilde continua a tacere.

 

BARONE D’HOLBACH   (spiegando) Fu un brutto momento per lei. Non poteva certo denunciare la presenza di quegli oggetti agli Etocrati. Avrebbe dovuto fare i nomi di suo padre e sua madre, e ‘loro’ non amano sentir parlare dei morti.

 

FRANZ Perché?

 

ELIAS La temibile massa degli estinti! Il potere ne ha orrore!

 

GEFILDE (continuando senza ascoltarli) E quella notte aprii quella finestra, e il cielo era di un nero trasparente, e sembrava … respirare (fa un ampio respiro). E respirai anch’io (fa ancora degli ampi respiri, con gesti accentuati e un po’ buffi) respirai, respirai … (si ferma e guarda gli altri) Avevo dimenticato come si fa a respirare! E da allora questa soffitta è diventata il mio rifugio. Nessuno ne conosceva l’esistenza, o così credevo, fino a poco fa! (allusiva nei confronti di Fiorenza).

 

FIORENZA (imperiosa) Basta chiacchiere! Ho un piano, ho detto! (Si rivolge a Gefilde e al Barone) Da tempo, nascosta qui, ascolto le vostre conversazioni. Interessanti! Ebbene, il Barone aveva un’arte che nessun altro, forse, ha messo in atto in maniera altrettanto brillante!

 

BROCH, FRANZ ed ELIAS (insieme, curiosi) Quale?

 

FIORENZA Era un esperto nella letteratura clandestina! Ed ecco il piano: io sono l’unica editrice rimasta. Mi occupo dei libri di Artemìdia: ne faccio l’editing, li porto in tipografia … . Bene, salveremo i passi salienti delle vostre opere inserendoli tra le pagine di quegli osceni libri di propaganda. Ci pensate? Pagine di “alta letteratura” tra le sue pagine insensate! Artemìdia sarebbe fiera di se stessa, ma non li leggerà mai! Non ne ha tempo, tutta presa com’è dalla sua opera di distruzione. E così faremo circolare i vostri pensieri, almeno alcuni, quelli che contano. E ho anche altre idee in mente!

 

GRACCO E se verrai scoperta?

 

FIORENZA Certo che verrò scoperta! In ogni caso abbiamo poco tempo, Gefilde ed io. Sappiamo troppe cose, entrambe, e presto verranno ad arrestarci. Dobbiamo sfruttare fino all’ultimo minuto di libertà. E poi …

 

GRACCO E poi?

 

FIORENZA Cercheremo di raggiungere le “terre inospitali”. Sono sicura che qualcuno è sopravvissuto, laggiù. E ha fame. Fame di letteratura.

 

IL FUOCO DEGLI ESTINTI, di Daniela Toschi e Bianca Stefania Fedi, è scaricabile da:
 http://www.societaeditricedantealighieri.it/?cat=15


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart