Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Dacia Maraini: “La ragazza di via Maqueda” (Ed. Rizzoli)

7 Febbraio 2010

di Massimo Maugeri

Si intitola “La ragazza di via Maqueda” (Ed. Rizzoli) ed è la nuova opera letteraria pubblicata da Dacia Maraini. Si tratta di una raccolta di racconti (alcuni già apparsi su riviste e giornali, altri inediti) che compone una sorta di geografia dell’anima dell’autrice: gli anni dell’adolescenza e quelli dei grandi incontri (Pasolini, la Callas, ovviamente Alberto Moravia), i “luoghi per eccellenza” della Maraini (la Sicilia, Roma, l’Abruzzo). Un volume dove si trovano miscelati la fiction con i racconti della memoria.

Il primo racconto, quello che dà il titolo al libro, stigmatizza una sorta di doppio abuso: quello dello smaltimento illegale di sostanze radioattive e quello della prostituzione minorile. Protagonista della storia è un ingegnere palermitano. Un uomo onesto che finisce con il rivelarsi come una sorta di inetto. Per certi è una vittima del sistema. Una di quelle vittime, però, che non avendo la forza e il coraggio per ribellarsi finiscono, loro malgrado, con il diventare parti del sistema stesso.

L’uomo si trova costretto ad apporre la propria firma su un foglio che – di fatto – (come avrà poi modo di scoprire) consente alla ditta per cui lavora di procedere allo smaltimento illegale (e occulto) di materiale radioattivo. L’ingegnere, all’inizio, tenta una timida protesta… che non sortisce alcun effetto. Poi si trova a vivere un conflitto che potrebbe sintetizzarsi nella seguente domanda: decidere di denunciare l’illecito (rischiando di perdere il posto di lavoro), oppure non reagire (essendo lui stesso, in fondo, una vittima)? La sua strada, poi, incrocia quella di una prostitutabambina. Ne parliamo con l’autrice…

Dacia, a suo avviso, la letteratura, oggi, ha ancora la forza e la capacità di denunciare, di stimolare le coscienze?

“Lo spero, che abbia ancora questa capacità. Certo la cultura dominante è dispersiva, egoistica, nel senso che tende a esaltare le fantasie proprie senza occuparsi degli altri…”

Chi è il protagonista del primo racconto di questa sua nuova raccolta?

“È un buon padre di famiglia, che ha una figlia proprio dell’età della piccola prostituta che incontra. Da principio pensa solo di aiutarla, di proteggerla. Ma la sua vita scivola nell’irresponsabilità senza quasi che se ne accorga. Pensa di salvare il suo lavoro, e quindi la sua famiglia, accettando un orribile compromesso.
Senza rendersi conto che con quel cedimento ha perduto se stesso e la capacità di ragionare e decidere con coscienza.”

È un uomo da condannare senza riserve? Una specie di “ordinario mostro” prodotto dalla nostra società?

“Non lo giudico un mostro, ma un debole. Se non fosse stato travolto da un fatto di corruzione che gli ha tolto le certezze interiori, probabilmente non si sarebbe comportato come ha fatto con la prostituta bambina. Quello che volevo dimostrare – anche se la scrittura non procede per dimostrazioni, ma semmai per illuminazioni – è che quando si cede su un principio, poi si comincia a scivolare su una china e non si riesce più a fermarsi.”

Forse avrebbe fatto meglio a non accettare quel compromesso…

“Non ci si può aspettare che siano tutti eroi. Non si può neanche pretenderlo. Molte responsabilità, infatti, vanno alla politica e alla sua incapacità di fermare il degrado che colpisce il nostro paese. Ma i politici chi li vota? In effetti è la società intera che sbaglia. E quando un paese si sottrae alle questioni etiche, va alla deriva.”

Dai racconti di “La ragazza di via Maqueda” emergono figure maschili in crisi. È così?

“Sinceramente credo che anche le donne siano in crisi. Siamo evidentemente in un’epoca di passaggio in cui le certezze sono state distrutte e non si vedono nuovi valori a cui appigliarsi. Certo gli uomini, poiché possedevano, per ragioni storiche, più certezze delle donne, stanno soffrendo con maggior dolore, di questa crisi. Le donne sono abituate – per storia – all’incertezza, all’attesa, all’insicurezza, al “non potere” e quindi sono forse più preparate.”

La Sicilia, Roma, l’Abruzzo: c’è un ricordo che emerge rispetto agli altri?

“Non lo so. I ricordi sono come pesci nell’acqua. A volte vengono fuori a frotte, a volte si nascondono. A volte ce n’è uno che si distacca dagli altri e nuota felice nelle acque tiepide cercando il sole. Altre volte si rincorrono e giocano, ed è bello guardarli.”

(Dal “Corriere Nazionale”)


Letto 3002 volte.


1 commento

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Dacia Maraini: “La ragazza di … — 7 Febbraio 2010 @ 08:00

    […] Vai a vedere articolo: Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Dacia Maraini: “La ragazza di … […]

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart