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LETTERATURA: Davide Malesi: “101 Itinerari da fare in motocicletta almeno una volta nella vita” (Newton Compton Editori)

8 Luglio 2011

di Alberto Pezzini

Parliamoci subito chiaro. Questa di Davide Malesi – “101 Itinerari da fare in motocicletta almeno una volta nella vita” (Newton Compton Editori) – non è una guida normale né un baedeker da usare per fare due pieghe in sicurezza e via.

Questo è un libro, una guida, un compagno, un atlante di letteratura, un urlo in curva, una raccolta di notizie che a volte virano verso il cuore come una freccia a capofitto nel vuoto.
Malesi, scrittore fine ed attento alla notizia ghiotta, è un biker. E’ un motociclista che ama percorrere l’Italia in lungo ed in largo con un occhio alla sua cultura ed alle sue storie.
Quindi lo dice chiaro:non soltanto guidate con attenzione, occhi aperti e mani incollate al manubrio, ma ricordatevi che in certi posti bisognerà poi andarci a piedi, a moto sul cavalletto.

Nell’itinerario n. 13, da Massa Marittima a Ribolla, si parla di Luciano Bianciardi, il mitico autore de La vita agra. Ne dice che lo scrittore, da quella tragedia avvenuta a Ribolla il 4 maggio del 1954, nella miniera di lignite ove morirono quarantatre minatori per un accumulo gas, non si riprese mai più, neanche scrivendo il suo capolavoro che oggi pubblica Bompiani, un libro sempre aperto.   Tanto che Montanelli, quando nel 1962 offrì a Bianciardi trecentomilalire al mese per una collaborazione fissa con il Corriere della Sera (per due articoli al mese da destinare alla terza pagina), lo scrittore più figlio di Maremma di tutti si prese due giorni per rispondere.

Siccome quella tragedia se la sentiva scorrere sulla pelle come olio di auto bollente, ed il Corrierone dei Crespi era vicino a Montecatini ed Edison (gli “utilizzatori finali” della lignite), Bianciardi rifiutò.
Pensateci, dice Malesi.

Poi con un salto lungo si va in Maiella, all’itinerario n. 20, dove si respira l’aria pulita dei pastori.
Una zona rurale. Qui c’è un lago, Sant’Angelo si chiama, dove dozzine di volatili impegnano evoluzioni talmente estetiche da avere ispirato a dovere il cantautore Franco Battiato al quale non si può non riconoscere una certa magia dentro le sue canzoni. Ve la ricordate, no: “Aprono le ali/ scendono in picchiata, atterrano/ meglio di aeroplani/cambiano le prospettive al mondo”.

Ma lo sapevate che il primo inventore dell’autostrada – o biker che fate le strade come centauri sempre assetati di una velocità micidiale soprattutto per gli altri è stato un italiano? Piero Puricelli era un ingegnere italiano, che nel 1922 ebbe l’idea di una strada riservata al traffico veloce della auto tra Milano e le vicine Como e Varese nonché con il Lago Maggiore.

Oggi si chiama ancora l’autostrada dei Laghi o Milano – Laghi. Fu un italiano – dice Malesi con una punta di malcelato orgoglio – e non i tedeschi ai quali spetta il merito di avere inaugurato nel 1921 la Avus, una strada “veloce” che era anche pista di prova per le automobili.

Lo sapevate che oggi i biker dell’Aquila sono tra le persone che meglio hanno reagito al terremoto occorso a quella città così bella?   Lo dimostra la ricchezza del loro calendario e la presenza anche di un premio motociclistico dal nome evocativo di significati beneauguranti: In Moto Manet (In moto resta). Un po’ come diceva D’Annunzio quando andò a Fiume a celebrare un Natale di sangue (per gli altri) e dove incise nella sua personale fucina interiore il bellicoso Hic manebimus optime (Qui resteremo benissimo).   Dopo un paio di cannonate che colpirono il palazzo del municipio, se ne andò di gran carriera, in auto con autista. Senza però che il suo genio poetico venisse minimamente scalfito tanto da aver coniato – questo lo troviamo nel percorso n. 79, da Domusnovas a Ingurtosu – un’immagine che salva tutte le fughe del mondo.   Davanti alla vista di mirteti selvaggi ed oleandri fluttuanti il Poeta scrisse che gli sembravano una verde plebe di nani, davanti alla quale ogni penna si spaura.   Malesi ci dà poi una lezione sulle pieghe, ossia sull’arte di macinare le curve in cui i biker sono maestri.   La piega è l’anima del biker, è il suo cuore più fremente, è la scarica di adrenalina per cui si inforca una motocicletta e si gira l’Italia.   Ogni tragitto è poi accompagnato da richiami – in fondo – o letterari, musicali o cinematografici ai quali ha dato il nome di bonus tracks, come quei brani musicali che vengono inclusi soltanto in alcune versioni o riedizioni di un album già pubblicato.

(dal “Corriere Nazionale”)


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1 commento

  1. Commento by Pippo — 25 Luglio 2012 @ 09:42

    Quante cazzate per pubblicare un libro… L’autore non ha neanche la patente altro che biker!

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Bart