Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Fabio Strafforello: “La verità del sentire”, Centro Editoriale Imperiese, 2009

17 Febbraio 2010

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

È un percorso di spiritualità quello che sta facendo l’autore, il quale ci consegna le sue riflessioni, affinché ne partecipiamo nel comune cammino dell’esistenza. Il libro fa seguito a “Pensieri senza tempo”, uscito poco prima, con le stesse finalità.

La storia che vi si racconta, dunque, è la storia di un’anima che si trova a vivere il nostro tempo: “Ritrovare se stessi dopo essersi persi, ci da l’opportunità dello stupore per quello che non conoscevamo del nostro essere, la cosa peggiore che possa accadere non è lo smarrirsi, ma il non avere la consapevolezza che questo sia accaduto…

Lo fa attraverso pensieri brevi, aforismi, quasi poesia per l’afflato che li ispira. L’anima di cui si cerca di comprendere la profondità e la forza vitale è la stessa che accompagna l’uomo da sempre, un filo unico e continuo che attraversa tutta l’umanità. La tecnologia dei nostri giorni rende difficoltosa una tale ricerca: “Forse per l’ennesima volta i poveri salveranno i ricchi”. Quanto più si è semplici e spogli delle complicanze della modernità, tanto più riusciremo a scendere negli abissi di noi stessi e comprendere il mistero. La lettura dell’anima è anche la lettura di Dio: “È nel pensiero di Dio che cerchi una risposta alla morte, così da trovare una risposta alla tua vita…”; “Ti parlo del Paradiso, tu mi dici: a volte ci penso e chissà se mai lo conoscerò… credo che la prima porta da aprire sia dentro di noi, piccole stelle aprono le porte del nostro cielo.

Il libro si articola in sette sezioni, ognuna delle quali ha una propria premessa: Preparazione al pensiero; Ritorno alle origini; Amare… il gusto del dolore; Quando non possiedi la vita; Vincere il tempo; Sensazioni; Mi interrogo su Dio e ascolto il suo pensiero.

Già da questi titoli si capisce che ci troviamo di fronte ad un libro insolito per i nostri tempi, occupati e assordati dalla materialità.

Vi ritroviamo uno stretto legame tra anima e ragione che sembrava perduto: “Vedere buio nell’oscurità è come vedere / chiaro nella luce, entrambi negano se / stessi… è nel contrasto delle cose, che / l’uomo crea le dimensioni della propria / immaginazione.” Sembra impossibile che un uomo immerso nella rumorosa realtà di oggi, come è l’autore, che vive a Dolcedo e fa il conduttore di mezzi pubblici (con “capolinea a San Remo”), è sposato e ha due figli, possa coltivare una spiritualità tanto intensa: “L’uomo, che negli anni ha operato solo / per se stesso, piange ora il proprio male… / colui che vuole cercare guarigione / è nel donarsi che troverà sollievo.”; “Senti passare l’emozione dentro di te, come / in un crescere di sensazioni, non lasciartela / sfuggire, forse è solo per oggi… ma essa / serve a dare un senso alla tua vita.” Non è un libro facile: “Quando il punto di osservazione delle cose è in ciò che muta, capisci l’illusione di quel che sembra.”; “Perché devo saziarmi di quello che le mie mani non sanno trattenere, è in quel che mi possiede che nascondo la linfa della mia esistenza.” L’ispirazione è fortemente soggettiva, taluni pensieri sfuggono ad una razionalità comune, e paiono rispondere ad una speciale fede. Alcuni molto intensi e profondi, di particolare bellezza; altri appena accennati, informi, quasi incompiuti. Baluginii, momenti rapidi colti al volo per non andare perduti, la cui sostanza è offerta così come si è rivelata, senza alcuna mediazione: “Orienterò il mio corpo e la mia mente come meglio so fare, nella scelta di me stesso se non saprò un pensiero a chi poter donare.” Ma spronano ad una riflessione, ci inducono ad interrogarci e a confrontarci: “Vive in   noi l’atto estremo della felicità / umana… abbandona ogni dolore /avvolgendoti al dono della vita, / ti sembrerà di viaggiare.”; “La verità: è errato il pensiero di colui che / crede che ai grandi consensi appartenga la / verità dell’uomo… ognuno porta un / frammento della poesia del mondo.

Non è poco.


Letto 2297 volte.


4 Comments

  1. Commento by Fabio Strafforello — 17 Febbraio 2010 @ 16:08

    Ringrazio Bartolomeo Di Monaco per la bella recensione fatta al mio libro, i cui contenuti sono consultabili su codesto sito, per la visibilità che mi concede e per consentirmi di pubblicare la recensione fattami dal Prof. Benedetti. Ringrazio quindi il Prof. Gian Gabriele Benedetti per l’altrettanto bella e dettagliata recensione del mio libro, di cui ne pubblico fedelmente i contenuti.
    17/02/2010                                                                                                                     Fabio Strafforello

                                                                                                                                                                    COMMENTO
                                                                  BREVI NOTE SULL’OPERA DI FABIO STRAFFORELLO

                                                                                            ‘LA VERITà DEL SENTIRE’
    C’è, nell’opera di Fabio Strafforello, un’ansia quasi prometeica di liberarsi e di liberare l’uomo dai vincoli imposti dallo spazio-tempo e da quei ” lacci aridi”, che il comune procedere spesso crea, disattendendo o non sfruttando appieno le potenzialità insite in noi e non considerando sempre il vero fine dell’esistenza. E’, sì, un trovarsi fianco a fianco della realtà contingente ed umana ed è un immergervisi dentro, ma soprattutto si fa indagine attenta del nostro intimo per quella liberazione, che deve prendere avvio e forza dall’animo sensibile e indagatore e divenire vera aspirazione, tesa a risolvere i grandi temi che assillano l’umano concepire. In questo senso il pensatore, spesso si ripiega su se stesso, si avvolge nella sua profonda meditazione e si pone (e ci pone) domande, alle quali ciscuno deve dare o tentar di dare risposte, per una vivibilità più consona, più degna e per uno strappo verso l’Alto e verso l’ “oltre”. Si hanno decise accensioni sull’essere e sul dover essere, per una dimensione oggettiva, capace di rivestirsi di schietta, forte eticità e in grado di destinare in direzione della luce. Ed ecco allora ardue combinazioni di pensieri, che ci pongono di fronte a certe contrapposizioni che potremmo definire ossimoriche: libertà e prigionia (spiriruali e non), oscurità ed accensioni vitali, illuminanti, temporalità ed eternità, dolore e serenità (anche di sopportazione),  silenzio, pur nel chiasso scomposto di un mondo distratto, caotico e, non di rado, freddo… Questo toccare temetiche sostanziali e spesso addentrarsi in una dimensione filosofica di ampio respiro, che, muovendo, come accennavo, da figurazioni, di volta in volta, reali e visive, sensoriali e intellettive, metafisiche e morali…, si dirigono verso una pienezza spirituale.

    Ed ecco i temi principali che si snodano, su un percorso ben articolato e sapiente, lungo il mondo dei valori conoscitivi, interiormente avvertiti, speculativi, esistenziali, di fede profonda… Si parte dalla conoscenza di sé (“nosce te ipsum”), che ha un fondamento essenziale e insostituibile per una maggior consapevolezza e per seguire al meglio quella strada verso il bene e verso Dio, attraverso il saggio viaggio   di umiltà , di carità ed apertura umana. Si passa all’illusoria potenzialità, offerta dalla moderna tecnologia, che, anzichè affrancare l’uomo, lo rende più schiavo e gli inaridisce il terreno su cui poggia l’animo e attraverso cui si trova ad operare la propria spiritualità. Si percorrono le vie del dolore, pedeggio obbligato dell’umana condizione esistenziale, ma che di frequente si può fare purificazione e forza reattiva. Si analizza la dignità della vita, che, se vissuta con coerenza, onestà, responsabilità, impegno, fiducia e con la voglia di “scoprire”, di indagare, di andare al di là del contingente, mediante il proprio pensiero, si trasforma in una assoluta pienezza, in gratificante completezza, in valenza universale ed in riflesso divino. Si arriva a percorrere le vie del dubbio(indispensabile, tipico anche dei Sannti), che ci portano a stilare i piccoli e i grandi perché ed a cercarne soluzioni possibili, fino a pervenire ad una più  lucida analisi dei segreti dell’esistenza, segreti ovviamente, di non semplice traducibilità, ma che immancabilmente, ci possono condurre a vivere più responsabilmente e più vicini all’Essere Supremo, al fine ultimo e massimo dell’uomo. Non trascurando, nel vasto discorso, l’enorme valore della libertà di ciascuno e avvalorando la peculiarità di quel silenzio buono che ci permette di riflettere a fondo, di ritrovarci e di  progettare al meglio.

    L’opera è, in sostanza, un grande canto speculativo, che racchiude, anche e soprattutto attraverso l’uso intelligente di arditi, assennati, accorati, poetici aforismi, tutto il percorso dell’uomo in cerca di quelle verità coincidenti con i più alti valori assiomatici. Verso questi c’è tensione. E vi è una persona, lo scrittore-fiolosofo, che, pur tra inquietudini, timori, dubbi, sa avanzare su un percorso difficile, sempre sorretto e confortato da un animo nobile ed indagatore, che si mette immancabilmente in discussione, e da un’immensa fede nell’uomo, nel senso della vita ed in Dio. Un persona di grande sensibilità capace di creare un felice transfert con il lettore, divenendo pienamente comunicativo e persuasivo nella sua testimonianza. E sa indirizzarci verso la meta giusta, auspicata, cercata e ci conduce con sé in quella grande conquista, ricordandoci che:

                                                                                                                                          “Accarezzare la felicità
                                                                                                                                                 ai bordi di un pozzo
                                                                                                                                                      dove senti voci
                                                                                                                                                               parlare,
                                                                                                                                                    pensieri e silenzi
                                                                                                                                                                       messi lì
                                                                                                                                                     a riempire cuori…
                                                                                                                                                            … oltre
                                                                                                                                                          ogni voce
                                                                                                                                                      ascoltare”

    Gian gabriele Benedetti

  2. Commento by Carlo Capone — 17 Febbraio 2010 @ 23:39

    Dopo Marino Magliani ecco che Dolcedo ci ragala un altro bravo scrittore, Fabio Strafforello.
    Conosco Dolcedo, mi resterà   impressa come l’appuntamento che avevo con Marino e la vita    non mi   concesse di onorare.

    Ma certe persone, e  determinati luoghi, non c’è bisogno di incontrarli, li trattieni per sempre in te stesso.

    Carlo Capone

  3. Commento by Fabio strafforello — 18 Febbraio 2010 @ 11:25

    Ringrazio di cuore   il Sig. Carlo Capone per avermi dato del ‘bravo scrittore’, non penso di meritare tanto, ma godo profondamente quello che mi ha detto.   Se mai dovesse ripassare da queste parti mi farebbe piacere poterlo incontrare, pranzare assieme alla mia famiglia e scambiare un pò di chiacchiere.
    Buon lavoro.

    Fabio Strafforello

  4. Pingback by Notizie dai blog su LETTERATURA: La verità del sentire — 23 Marzo 2010 @ 07:46

    […] LETTERATURA: Fabio Strafforello: “La verità del sentire”, Centro Editoriale Imperiese, 2009 di Bartolomeo Di Monaco [Per le altre sue letture scorrere qui . Il suo blog qui .] È un percorso di spiritualità quello che sta facendo l’autore, il quale ci consegna le sue riflessioni, affinché ne partecipiamo nel comune cammino dell’esistenza. Il libro fa seguito a “ Pensieri senza tempo ”, uscito poco prima, con le stesse finalità. blog: Bartolomeo Di Monaco | leggi l’articolo […]

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart