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LETTERATURA: Flavia Piccinni: “Lo sbaglio”, Rizzoli

3 Dicembre 2011

di Marisa Cecchetti

Ha 25 anni Flavia Piccinni ed è al suo secondo romanzo: “Lo sbaglio” (ed. Rizzoli).   Ambientato a Lucca, dove la Piccinni, nata a Taranto, è vissuta da adolescente.   Lucca è il simbolo della città di provincia, chiusa tra mura che alla protagonista ricordano una prigione, abitata da gente che si riconosce ed a cui non sfugge niente degli altri. Caterina è una scacchista che sogna di partecipare alle Olimpiadi, intanto studia Farmacia, non di sua scelta ma per continuare una tradizione di famiglia. Famiglia borghese con uno stile di vita dispendioso, dove gli affari si vorrebbero fare con l’appoggio di politici locali, dove il matrimonio guarda alla solidità economica.   Ha un fidanzato ricco che si vuole tenere stretto ed a cui dovrebbe perdonare ogni cosa, secondo l’opinione dei suoi, compresa la nonna materna. Ma c’è stata una distrazione nella vita affettiva di Caterina, di breve durata, senza dubbio per un bicchiere di troppo. Nella vita ci sono mosse che si fanno sovrappensiero, non studiate, ma che arrivano a pesare. Non c’è amore nei personaggi di questa storia, nemmeno nella figura materna che viene a scardinare il più classico dei luoghi comuni. Nemmeno nel padre che finge di non vedere la deriva della moglie.La Piccinnidà ancora una volta una lettura disincantata e crudele della vita e delle relazioni umane, in questo caso con la negazione della famiglia borghese non più centro di affetti, bensì luogo dove covano sofferenze, lacerazioni e ipocrisia. L’egoismo trionfa ed i ricordi sono carichi di violenza.   Ma esiste sempre una soluzione, Caterina lo ha imparato dal suo maestro di scacchi: “In fondo non esistono occasioni in cui si è davvero spacciati”.

(dal “Corriere Nazionale”)


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart