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LETTERATURA: Gianfranco Franchi e quell’intellettuale che non si arrende alle mode

22 Gennaio 2010

di Gordiano Lupi

“Monteverde”(ed Castelvecchi) è l’ultima fatica di Gianfranco Franchi. L’autore costruisce una raccolta di racconti attorno all’intellettuale Guido Orsini – alter ego dell’autore già presente in Disorder e Pagano – ma al tempo stesso, pagina dopo pagina, realizza una sorta di poetico romanzo di formazione. Guido Orsini conduce il lettore alla scoperta del suo mondo. Parla della sua casa, dei suoi libri, del nonno che è morto lasciando un segno indelebile nella sua vita, del suo amore per la bellezza, del lavoro che non si trova e quando capita è sempre inadeguato, perché non esiste lavoro per un letterato in un mondo costruito su misura per addetti ai pc, del suo amore per Nanni Moretti e Milan Kundera, della rabbia nei confronti di scrittori incapaci elevati a rango di letteratura, delle storie d’amore che si stemperano nella monotonia del già visto,delle passioni musicali, delle radio libere, della magica Roma, di quando era arbitro di calcio e di come il calcio sia sprofondato nel niente.

Franchi scrive narrativa con lo stile di un poeta in prestito alla prosa, lo fa con leggerezza, le pagine scorrono via che è un piacere, ma il senso profondo di ciò che leggi ti resta dentro per giorni, forse non ti abbandonerà più. L’autore dipinge un affresco degli anni Ottanta e delle nostre vite, raccontandoci gli affari suoi, confidando segreti, passioni, delusioni, rancori, che – magia della letteratura – divengono universali.

Non è un’operazione facile e non sempre riesce, perché il rischio della narrativa ombelicale è dietro l’angolo. Franchi è distante anni luce da tanta scrittura italiana contemporanea che sviscera problemi inesistenti, racconta di aperitivi e commissari panzoni. Non facciamo nomi. Se leggete qualche libro avete capito di chi sto parlando. Franchi è un cantore della nostra epoca, di una generazione insoddisfatta così ben descritta da Virzì in”Tutta la vita davanti”, delle persone che vorrebbero dare un senso alla loro vita e spesso devono soltanto accontentarsi. Leggere Monteverde vi farà soffrire, ma sarà una sofferenza terapeutica, perché porterà alla luce le vostre pulsioni più nascoste, i ricordi di un passato che non può tornare,ma che è stato bello aver vissuto.

(dal “Corriere Nazionale”)


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4 Comments

  1. Commento by Felice Muolo — 22 Gennaio 2010 @ 13:51

    Voglio solamente testimoniare che Gianfranco Franchi, assieme a Giuseppe Iannozzi e Bartolomeo Di Monaco, sono  tre personaggi  che  sono fiero di conoscere. Con loro, è come essere a casa mia, lontano da tiri mancini, doppiogiochismi e ambiguità di ogni sorta.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 22 Gennaio 2010 @ 15:35

    Per quanto mi riguarda, grazie, Felice.

  3. Commento by franco — 22 Gennaio 2010 @ 16:00

    Grande:)

  4. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Gianfranco Franchi e quell … — 22 Gennaio 2010 @ 21:55

    […] Per approfondire consulta la fonte:   Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Gianfranco Franchi e quell … […]

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