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LETTERATURA: Gordiano Lupi: “Storia del cinema horror italiano. Il Gotico”, Edizioni Il Foglio

20 Luglio 2011

di Marisa Cecchetti

Al primo volume Gordiano Lupi ne farà seguire altri cinque. In questo, “Storia del cinema horror italiano. Il Gotico”, (Edizioni Il Foglio) ha ripercorso le origini dell’horror attraverso registi che hanno fatto la storia del genere, negli anni sessanta-settanta, registi finiti un po’ in ombra.

Si tratta di Riccardo Freda (1909-1999), Mario Bava (1914-1980) e Giorgio Ferroni (1908-1981). C’è anche chi ha sperimentato l’horror ma è famoso per altri generi, come Federico Fellini, con Toby Dammit del 1967. Lupi riordina cronologicamente i vari film, ne sintetizza il contenuto, contestualizza e dà un giudizio critico.

Sono i tempi in cui le atmosfere più inquietanti si ottengono con rocce di plastica scenografie di fortuna. Non mancano castelli misteriosi e cadenti, cripte, passaggi segreti e musica ansiogena! Per l’horror di questo periodo è indispensabile creare un contesto violento, anche a scapito della logica del racconto.   Di Freda si ricorda la capacità creativa, la rapidità di realizzazione, il grande esercizio di stile, ma si tiene a precisare che “per lui il vero male è dentro la società”. A Mario Bava si attribuisce l’invenzione di molti trucchi e la straordinaria capacità di lavorare in grande economia.   In questo regista Lupi riconosce alcuni elementi che si troveranno nel miglior Dario Argento.

Anche G. Ferroni è stato uno dei primi registi dell’horror: elemento che lui riprende da Bava sono i bambini, una costante di questo genere, in cui rivestono sempre ruoli perfidi e poco rassicuranti. Horror come genere trasgressivo, scrive Lupi, e giallo borghese, visto il suo scopo di fare chiarezza e riportare ordine.

(Dal “Corriere Nazionale”)


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