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Letteratura: L’inferno dei viventi

21 Gennaio 2010

di Stefania Nardini

E’ un binario la linea di confine. Una linea fragile. Oltre la quale si apre la voragine della vita di strada. La strada che respinge, accoglie, uccide, mette a dura prova la nuda esistenza. Cancellando identitĂ , ricordi, e dignitĂ .

Una linea fragile quel binario, oltre la quale si ritrova catapultata quell’umanitĂ  che non ha piĂą nulla.

L’umanitĂ  esclusa. Respinta dal gioco della vita, o stritolata dalla morsa di logiche sociali che annientano il diritto alla dignitĂ . A volte basta una separazione per trasformare un impiegato, un operaio, in un senzatetto.

Destino che tocca al 25% di coloro che, una volta fallito il matrimonio, per mantenere la famiglia si ritrovano privi di risorse per sopravvivere. E li si incontra alle mense della Caritas, a trascorrere la notte in auto, o sul ciglio di un marciapiede.   Il clochard, l’invisibile per eccellenza, ha sempre e comunque una storia che non sempre è segnata dall’alcool o dalla droga.

Lo stereotipo del “fuori di testa” che vaneggia nel giaciglio di cartoni va via via cedendo il passo alla così detta gente normale, quella che non aveva messo nel conto l’ultima spiaggia. E sono sempre di piĂą in questa nostra Italia carente di servizi ma ricca di una forza miracolosamente straordinaria: il volontariato.

«Abbiamo iniziato a lavorare con loro organizzando dei laboratori di scrittura al centro diurno “Binario 95” – mi racconta Girolamo Grammatico – all’inizio per molti la pagina bianca era una barriera, poi sono emerse riflessioni, creativitĂ , senso dell’umorismo. Così abbiamo dato vita ad un giornale che distribuiamo a Roma. Si chiama “Shaker” ed è scritto interamente dai senzatetto. Ci sosteniamo con gli abbonamenti che si possono effettuare attraverso il nostro sito, anche se il giornale è distribuito ad offerta libera ».

Dal giornale alla casa editrice il passo è stato breve. E’ nata così “ Ec edizioni” che ha esordito con un’antologia dal titolo “In una sola notte”.

«Si tratta di racconti su una possibile notte in strada con i suoi deliri, le sue difficoltĂ , le sue paure e solitudini – continua Grammatico – alla quale hanno partecipato sei autori affermati. Un’iniziativa nata per sostenere il giornale ».

Storie. Sono invece quelle raccolte da Gabriele Del Grande nel suo reportage “Roma senza fissa dimora” pubblicato dalle edizioni “Infinito” con il patrocinio dell’agenzia “Redattore Sociale”.

Del Grande ha vissuto in prima persona la vita di strada.

Da cronista “vecchia maniera” è entrato nel mondo della marginalità, ne ha colto sfumature, attimi, emozioni. Dalla “Veglia di Natale” quando un pasto caldo alla comunità di S. Egidio e il sorriso dei volontari restituiscono tracce di felicità, alla storia di Maurizio trascinato sul lastrico dalla malattia di suo figlio a quella di Oscar, borseggiatore che spera nel grande colpo che gli cambi la vita.

Un viaggio che si conclude con la testimonianza di Maksin Cristian, scrittore, sceneggiatore e cantautore che per cinque anni, senza mezzi, ha scritto e vissuto per le strade di Milano autoproducendo racconti e poesie grazie ai quali riusciva a sopravvivere.

Cristian nel 2007 ha pubblicato con Feltrinelli “fanculopensiero” ed oggi compone ed interpreta concerti letterari oltre a collaborare per importanti testate. «Si diventa filosofi in mezzo alla strada – scrive – in strada il tempo non scorre, lo sanno tutti, è l’uomo che scorre e se ne va lontano. La strada non perdona, è retorica… »: Il 2010 è stato proclamato dall’Unione Europea anno della lotta alla povertĂ  e all’esclusione sociale. Sono 78 milioni gli europei a rischio indigenza. Il che significa il 16% della popolazione. Una povertĂ  che da noi, anche quando viene mascherata dalla dignitĂ , è sotto gli occhi di tutti.

Basta guardare cosa c’è oltre il binario numero uno della stazione Termini di Roma o di tante altre grandi cittĂ . E’ lĂ  che abita la disperazione. E’ lì che i nuovi barbari cacciano le loro prede da bruciare per “divertimento”.

Ha scritto Jean Claude Izzo in una nota al romanzo “Il sole dei morenti”: «Non ho fatto altro che esasperare le logiche del reale e dare nomi e inventare storie per degli esseri che possiamo incrociare ogni giorno per strada.

Esseri di cui perfino lo sguardo ci è insopportabile. Voglio dire che leggendo queste pagine chiunque può riconoscersi. I vivi e i morenti ».  

(dal “Corriere Nazionale”)


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1 commento

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » Letteratura: L'inferno dei viventi — 21 Gennaio 2010 @ 15:59

    […] Fonte Articolo:   Bartolomeo Di Monaco » Letteratura: L’inferno dei viventi […]

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Bart