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LETTERATURA: La verità del sentire…

4 Maggio 2010

di   Fabio Strafforello

Tratto dal mio libro La verità del sentire… una breve introduzione per dirvi che cosa ho conosciuto!
Credevo di aver raggiunto la felicità, ora essa si mostra come un folletto, da non saper come afferrare.

Che sentimento complesso è la felicità, talvolta l’abbandoni sperando di ritrovarla da un’altra parte.

E’ una sezione del libro che ho dedicato alla speranza di poter trovare amore e libertà oltre i confini naturali di ciò che è alla portata della nostra comprensione, o comunque motivandoci a non spegnere il desiderio di ricerca e di attese che c’è dentro di noi. Le motivazioni sono il motore della nostra vita, e al nostro cambiare, pure in esse si può percepire lo stimolo a ricercare un senso più ampio o più sfrenato delle nostre forze propulsive. L’animo umano è un fiore sempre pronto a sbocciare, talvolta l’ho visto nascere in un pugno di terra, in mezzo alle rocce, altre volte in mezzo ad ogni luogo, ma appassire per non saper dove radicare. Forse cercare amore e libertà dentro di noi, consiste proprio nel provare questi stati d’animo, nella costante dell’evoluzione, così da non poterli mai raggiungere, ma solamente accarezzare: ma felici d’aver sentito il nostro cuore battere di gioia…

Quando ho interrogato me stesso, nel senso della verità, ho scoperto il bisogno profondo di conoscere amore e libertà, come l’illusione o il miraggio della mia vita… ora il mio cuore batte per quello che vive dentro di me.

dalla sezione Vincere il tempo:

E’ mesto il tuo camminare accanto ad un desiderio mai compiuto… solo volgendo lo sguardo all’affanno del mondo puoi vincere un futuro che non porta il tuo nome.

Il sorgere del sole non appartiene a nessuno…

Ho pensato tante volte alla necessità di trovare una motivazione alla mia vita, così da poter andare oltre i confini della mia stessa limitata presenza su questa terra e se non avessi avuto dei figli avrei cercato il senso delle mie scelte… Orienterò il mio corpo e la mia mente come meglio so fare, nella scelta di me stesso se non saprò un pensiero a chi poter donare. C’è un legame stretto fra il sentirsi padri e il sentirne il peso delle responsabilità, nella ragione in cui non è sufficiente mettere al mondo un essere umano per poterne rivendicare la paternità, ma bisogna esserne custode ed educatore nei modi e negli indirizzi. Il senso dell’educazione non riguarda solo i rapporti con gli altri esseri umani, sicuramente molto importanti e di primaria utilità, ma l’educazione alla vita, alla scoperta di se stessi, all’interiorità dell’uomo e di riflesso quindi alla comprensione e all’amore verso tutto quello che ci circonda… Come nell’eterna lotta, fra quello che puoi fare e quello che non devi fare, capirai quel che è giusto… oltre la tua stessa convenienza. E’ incontrandoti in un pomeriggio d’estate, che avverto il tuo desiderio di farmi capire il tuo impegno verso un mondo al quale non donerai nessuno oltre te stesso, vorresti portasse il tuo ricordo… Come un mondo che esiste solo nei nostri pensieri e di cui siamo parti infinitesime… ma bisognosi di sapere d’esserne esistiti. Volgere lo sguardo oltre se stessi, nel mondo attuale, fatto di numeri e percentuali non è facile e dal tuo animo sensibile devi prendere le energie sufficienti a poter vincere la barriera dell’ egoismo che cresce dentro ogni essere umano. L’amore per la natura, la poesia, la comprensione verso chi sai che ogni giorno deve lottare come te, per non smarrire la strada dell’equilibrio personale, ti aiutano a rialzarti… E’ proprio dalla natura che ci giunge l’esempio di una   morte apparente e della rinascita dopo la stessa, come per rinnovare il nostro senso di non rinuncia alla vita e nella speranza di conoscere un mondo migliore. In questa terra, colma di ulivi e faticosa da conquistare, altri uomini ci hanno donato il senso del sacrificio e della rinuncia, c’è un messaggio da consegnare e dove ogni uomo prepara la vita degli altri… Ho pensato a quanto fosse giusto lasciare le mie pretese e vedere il sole d’un orizzonte buio. Dare il volto d’uno sguardo sempre   buono, vuole dire sopire e anestetizzare le nostre diversità interiori o dare un senso altamente religioso alla nostra vita, come una missione da compiere e della quale non siamo altro che elementi di unione… Quando rilasserai le tue membra, saprai pensare che ora tutto è al suo posto, dirai quello che hai imparato nel giorno del tuo risveglio e come cercare il bene nel male… nulla potrà la morte oltre il provocare dolore.

Il mondo ha bisogno di uomini con un’anima da donare, il mondo ha bisogno di uomini pronti a donare se stessi per lasciare un messaggio di speranza e per non pensare che tutto un giorno finirà nel nostro egoismo… La vita non ha colore, se non quello di essere colorata da tutti!


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1 commento

  1. Commento by Fabio Strafforello — 4 Maggio 2010 @ 18:20

    Pubblico quì di seguito la recensione fattami dal Prof. Gian Gabriele Benedetti, e inviatami privatamente dallo stesso  in relazione  al brano sopra in oggetto, ringrazio   poi, oltre al Professore, anche Bartolomeo per avermi concesso tale opportunità.
    Fabio Strafforello.  

    È il desiderio di ricerca dell’animo nobile che ci rende vivi. Ricercare il bene, ricercare l’amore e la comprensione; coltivare speranze e portare avanti i nostri più sani desideri costituiscono la chiave esistenziale che fa essere in sintonia con noi stessi, con gli altri e con la natura, e rappresentano un rapportarsi al volere divino. Ed è per questo, sotto un sole che splende indifferentemente per tutti, che dobbiamo “scovare” dentro di noi il senso di certe verità, il valore di alcuni principi, il bisogno più profondo, proteso ad aprirci le braccia al mondo e ad ogni dimensione.

        Questo è in sintesi il messaggio alto e generoso, che scaturisce dalla schiettezza espressiva e contenutistica di Fabio, dal suo battito intenso di uomo ricco d’umanità e aperto a tutto ed a tutti, tanto da riceverne “colore”, e rivolto al Cielo.

        E già nel pensiero educativo genitoriale scaturisce questo amplesso intriso di intenso e attento affetto, che si fa slancio e carità, in senso pedagogico, nei confronti della vita stessa. Quella vita che può offrirci anche difficoltà, dolori, inganno, paure, delusioni. Ma l’uomo, pur consapevole delle sue debolezze, deve sempre trovare in sé quella forza reattiva, poggiando sulla consapevolezza, secondo cui è difficile il raggiungimento della felicità, basandosi sulla sua capacità di donare e di donarsi e non dimenticando proprio la fede. Quella fede, nell’uomo ed in Dio, che deve covare sempre viva nell’intimo e deve essere sempre pronta a dar fuoco vivifico e salutare attraverso il suo valore sostanziale.

        Pregevole rivisitazione, dunque, questa di Fabio, di un mondo esaltante: quello dell’uomo e della sua vocazione esistenziale. La sacralità del proposto, sotteso da coraggio e fiducia, testimonia l’alchimia preziosa dell’animo e spalanca le vie illuminate del percorso umano. Ed anche se, di tanto in tanto, compare l’ansia per la non facile ricerca di una soluzione, mai eclissano la chiarezza riflessiva dell’intento e l’auspicio.

                                                                Gian Gabriele Benedetti

     

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