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LETTERATURA: Nicoletti: “Vi racconto Second Life”

30 Aprile 2008
Il “padre” di Golem si avventura nel mondo virtuale per raccontare la storia di un personaggio irreale in un libro: “Le vostre miserie il mio splendore”

di Stefania Nardini

[È la prima autrice contemporanea tradotta in Ucraina con il suo romanzo Matrioska, Tullio Pironti editore, 2001. Giornalista, cura la pagina culturale Scritture & Pensieri del quotidiano “Il Corriere Nazionale” ]

E’ un mondo virtuale tridimen ­sionale. Gli utenti sono definiti residenti e possono usare tutto ciò che interagisce con questo spazio per creare la “Seconda vi ­ta”. Infatti si chiama “Second Li ­fe” e viene utilizzato in tutto il mondo da 12 milioni di persone. Chi sono gli “avatar”, ovvero i personaggi che vivono in questa realtà? Gente comune, ma anche politici, rockstar, imprenditori che costruiscono il loro “mondo” utilizzando i vari “accessori”. Gianluca Nicoletti ha dedicato a “Second Life” un libro, in cui nar ­ra le vicende di un “avatar”. Nico ­letti da sempre un antesignano sulle questioni massmediologi ­che in “Le vostre miserie, il mio splendore” (Mondadori) guida il lettore in questo universo. Dalla famosa trasmissione “Go ­lem” a Bitser Scarfiotti, il tuo ava ­tar, come vedi il tanto discusso universo di “Second Life”? “Una parentesi interessante per approfondire la mia ricerca pluri ­decennale sulla comunicazione e i suoi derivati e allargare lo scena ­rio sull’uso di quelle che chiamo “protesi emozionali”. Penso che oggi l’umanità reagisca alle diffi ­coltà di relazione usando appun ­to “protesi” che amplifichino la possibilità che l’uomo ha ancora di emozionarsi nell’ incontro di un proprio simile. Il telefono cel ­lulare ne è un esempio formidabi ­le. Senza la nostra rubrica elettro ­nica non abbiamo la percezione delle persone che ci cercano e che fanno parte dei nostri affetti o rapporti umani. I mondi virtua ­li interattivi on line, sono una più avanzata maniera di ricostruire rapporti insoddisfacenti attraver ­so una protesi animata antropomorfa, un pupazzetto che ci ripro ­duce, o rappresenta quello che vorremmo essere, che si muove in un mondo irreale popolato da altri umani nella stessa condizio ­ne.”

Chi é Bitser Scarfiotti? “In questo libro ho voluto tentare un gioco letterario, che in realtà è stata anche una faticosa esperien ­za di sdoppiamento di personali ­tà. Ho cercato in tutte le maniere di “pensare” come immaginavo che potesse pensare un personag ­gio irreale creato dal processore di un computer e come questi potesse vedere me, essere uma ­no, che pretendeva di comandar ­lo nel mondo di Second Life, mondo che per lui era la patria naturale e che io usurpavo e colo ­nizzavo. Per aiutarmi in questo ho rigorosamente scritto il libro da un ufficio di corrispondenza virtuale, e sempre sotto la forma di Scarfiotti. Un libro scritto “in immersione totale”.”
Però hai un concorrente, Luca Nesti, cosa vi unisce e cosa vi divide? “Ci divide il punto di vista sulle realtà virtuali: Quello di Nesti è il punto di vista dell’ artista che ha portato dentro, ad esempio, Irene Grandi. Luca privilegia l’ aspetto spettacolare e ludico di questo mondo e su questo abbiamo avu ­to un mitico scontro in una libre ­ria di Firenze da avatar a avatar. Io invece ho preferito fare mio il punto di vista di chi da dentro Second Life vede la discesa degli umani nascosti e viziosi come la peggiore delle sciagure. Il mio li ­bro in realtà l’ha scritto veramen ­te il signor Bitser Scarfiotti stan ­do per sei mesi dentro al mondo virtuale, per gran parte della giornata ad osservare e intervistare esseri umani.” Un avatar che si aggira in un mon ­do virtuale. Che sta succedendo? Se ne preoccupano i sacerdoti, gli psichiatri che osservano questo universo alternativo cogliendone anche spunti di riflessione. In due parole al lettore che non co ­nosce Second Life come lo racconterebbe? “Oggi una gran parte degli esseri umani usa il computer per lavora ­re, per la prima volta però nella storia dell’ umanità la macchina di lavoro non è solo lo strumento della nostra schiavitù, ma diven ­ta pure quello della nostra liber ­tà. Umani al lavoro attraverso i computer accesi si incontrano in un mondo comune rappresentato come un video gioco e dove ogni individuo anima il suo personag ­gio, ovvero l’ “avatar” che lo rap ­presenta. Gli avatar possono inte ­ragire tra loro, volare, ballare, fa ­re l’ amore. Alla fine gli umani si identificano talmente nel gioco dei pupazzetti animati da preferir ­lo al gioco (faticoso) delle relazio ­ni tra esseri in carne ed ossa.” Perché Scarfiotti ha finito col fare il consulente matrimoniale? “Bè è uno scherzo, ma nemmeno tanto… Pensa che il suo consulto ­rio matrimoniale si chiama “Ba ­sta che respiri”. Comunque una ragione c’è, dopo tanto tempo passato a raccogliere confidenze e storie in Second Life sono diven ­tato una specie di consulente per avatar, anche se non avevo più bisogno di materiale per il libro, le persone continuavano a cercar ­mi e raccontarmi le loro avventu ­re, allora ho pensato di trasforma ­re il mio ufficio di corrisponden ­za in un consultorio per avatar in crisi sentimentale. Alla fine la passione e il rapporto amoroso sono le vere molle di chi fugge dalla prima vita per costruirsene una seconda. Irreale come lo so ­no le passioni vissute solo con la testa”.

(da “Il Corriere Nazionale”)


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5 Comments

  1. Pingback by Fontan Blog » LETTERATURA: Nicoletti: “Vi racconto Second Life” - Il blog degli studenti. — 30 Aprile 2008 @ 08:12

    […] Freeonline.it: […]

  2. Pingback by Appunti Blog IT » LETTERATURA: Nicoletti: “Vi racconto Second Life” — 30 Aprile 2008 @ 21:02

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  3. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 30 Aprile 2008 @ 22:32

    E’ sicuramente questa una pagina di grande interesse, che mette a nudo una realtà, che sempre più si sta vivendo e si sta “allargando”: quella del mondo virtuale. Da un lato è positivo questo avanzamento tecnologico, che, almeno apparentemente, porta ad ampliare orizzonti e conoscenze. Ma temo che, attraverso un processo in tale “pseudorealtà”, si perdano i veri contatti umani e ci si allontani dall’ “uomo” nella sua essenzialità, dal vero senso dell’umanità, dai sentimenti più genuini… Pavento un inaridirsi ed un isolarsi dell’animo, un allontanarsi pericoloso dalla realtà, nella quale ci dobbiamo, invece, sentire fortemente immersi, attivi, solidali… Ricordo, a questo proposito, parafrasandole, le parole del grande Rousseau: se un progredire così rapido delle tecnologie, porti sempre con sé, oppure no, un parellelo sviluppo spirituale.
    Mi complimento, comunque, con la bravissima e puntualissima autrice del presente testo
    Gian Gabriele Benedetti

  4. Commento by stefania nardini — 1 Maggio 2008 @ 11:40

    Grazie Gabriele
    Stefania

  5. Commento by Lucetta Frisa — 3 Maggio 2008 @ 11:03

    Fin da piccola temevo tutto quanto allontanava l’uomo da sé stesso, dalla natura in generale. Il mondo virtuale mi fa rabbrividire perché lo avverto come una realtà seconda, in cui ormai si è totalmente inghiottiti e perduti, una “illegalità” devastante e “camorristica” del mondo sociale attuale. Sarà l’unica realtà in cui vivremo.Il prezzo da pagare è altissimo, ma purtroppo ce ne renderemo conto sempre meno, fino all’omologazione totale.
    Grazie, cara Stefania, per questo articolo.Sei brava, lo sappiamo
    lucetta (ormai fossile di un mondo perduto o forse solo sognato)

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