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LETTERATURA: Pensa se un giorno il mondo si rovesciasse… i poveri daranno la sofferenza ai ricchi, i forti diventeranno deboli e così via… qual è il senso dell’uomo?

4 Febbraio 2010

di Fabio Strafforello
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Tratto dal mio libro Pensieri senza tempo, commento una frase che le compone e cerco di ampliarne il significato.

Pensa se un giorno il mondo si rovesciasse… i poveri daranno la sofferenza ai ricchi, i forti diventeranno deboli e così via… qual è il senso dell’uomo?

Ecco come un sentimento può cambiare l’immagine del nostro sentire!

C’è un senso della vita al quale l’uomo non vuole appartenere cercando nella lotta, dentro e fuori di se stesso, il raggiungimento di una meta ambita ai propri desideri… così un giorno mi sono trovato in un luogo diverso dal mio, dove nessuno sapeva spiegarmi perché e dove le diversità pesano solo come illusione. Nel percorrere una strada che si addentrava in un bosco, ho visto ai suoi margini molti fiori. Fra di essi ne apparivano alcuni bellissimi, più forti e più belli di altri… hanno così attirato la mia attenzione. Ho pensato che l’unica differenza fra un fiore ed un altro dipendesse dal mio giudizio e che un destino avverso alla loro presenza, avrebbe potuto colpire indistintamente sia il fiore che io giudicavo migliore che quello più modesto… La natura nel regalare la vita pone le regole dell’uguaglianza nelle diversità, contrariamente all’uomo che pone le regole delle disuguaglianze nei confronti dei suoi stessi simili. Non sarà un fiore, più che un altro, a determinare il destino di chi non conosce le diversità, ma la natura stessa, in una selezione senza emozioni. L’uomo nella coscienza delle diverse opportunità fra gli esseri umani, crea il senso dei diversi valori nei confronti dei suoi simili, anche laddove non dipende esclusivamente dal suo impegno, il raggiungimento dei suoi obiettivi.

In altre parole, bisognerebbe che chi ha avuto di più dalla vita, in ordine a ciò che ha ricevuto gratuitamente da essa, come dono o come momento di   gloria nel suo tratto di esistenza, potesse sfruttare queste opportunità per aiutare e confortare chi è stato meno fortunato, invece di applicarne la legge della sopraffazione o dell’indifferenza… La dove chi pensa di essere stato qualcuno, non ha pensato che qualcuno è nessuno e che c’è una legge che ci pone uguali rispetto a ciò che non possiamo cambiare! Forse è troppo difficile poter trasformare le nostre migliori opportunità in luce di speranza per altri meno fortunati, nella convinzione che l’egoismo sia argomento comune a tutti gli uomini… Come un posto che tu lascerai a chi vorresti aiutare, ma non sai se colui ti restituirà quel che gli hai lasciato. E’ nel concetto comune delle nostre paure, non accettare il rischio del dolore, laddove il raziocinio ci può aiutare! Lavorare e collaborare nella visione di un mondo più equilibrato, nel quale veder sorridere anche chi non ha sorriso. Ho pensato che tramite lo studio e la cultura, l’uomo possa esercitare un coinvolgimento o una sottomissione ai propri voleri, in cui l’avvento della tecnologia possa segnare il limite comune del destino altrui al nostro… L’uomo non nasce consapevole di quello che è, lo acquisirà nel confronto umano ed interiore, come un frutto da maturare nel tempo. Non è sufficiente accrescere la nostra cultura solo nella formulazione dei suoi Postulati, dei suoi Principi di Imposizione o di Dimostrazione Scientifica, la cultura deve abbracciare l’uomo nella sua Essenza più profonda, accompagnando al nostro sapere una grande umiltà, ponendo nel dubbio il timore di un giudizio che non tarderà ad arrivare. Non accuserò quello che non siamo e ciò che credo non vorremmo e non potremmo mai essere, per farvi capire il concetto comune al senso dell’uomo. Un numero ne sostituisce un altro, nella maniera in cui non ci sia un ordine predestinato o che comunque risulti all’uomo incomprensibile interpretarne il senso comune del destino… Così un uomo ne sostituisce un altro, laddove non ci siano valori che ci catapultino oltre l’interesse personale. Come in un percorso già pianificato… Ci ritroviamo a ritirare la pagella della nostra vita, qualcuno ha provveduto a giudicarci prima che dimostrassimo chi siamo, noi stessi giudicanti e giudicati nell’uguaglianza nelle diversità, come un biglietto da visita già stampato e nel quale l’uomo è l’immagine di un concetto o di un sentimento… così da poterlo far girare in mezzo agli altri. E’ in questo scontro di sensazioni che cerchiamo l’immagine delle nostre apparenze, laddove quello che non appare è l’immagine di quel che siamo, se non oltre poterlo trovare nell’involucro massacrato dal tempo nel quale rinchiudiamo gelosamente i nostri sentimenti… forse l’unica cosa che nessuno ci può strappare. Passare inconsciamente attraverso il giudizio di noi stessi, per identificare nei confronti degli altri le nostre ombre, come una fuga da un passato mai vissuto, ma solo abbandonato, così da poter   credere che la soluzione sia, per salvare noi stessi, condannare chi riteniamo l’immagine delle nostre paure…

Un uomo mi dice: a quel barbone farei del male… Lo avverto che quell’uomo è l’immagine nascosta delle nostre paure e che così potrebbe cambiare d’un lampo la nostra vita…

…L’uomo regge le sue felicità su quel che apprezza per se stesso… pensa se queste cose ci dovessero abbandonare.

Il mondo non si rovescerà, così da poter garantire la nostra presenza su questo Pianeta, ma quello che si potrebbe rovesciare e in un tempo molto breve, sono gli eventi della nostra esistenza, per il sopraggiungere di una malattia nostra o di chi ci sostiene, oppure per una situazione emotivamente negativa, un incidente o altro.

Non pensiamo di essere migliori di quello che siamo, cerchiamo tramite gli altri il meglio di noi stessi, così da poter capire che è nascosta nell’identità profonda delle persone la vera ricchezza di questo mondo, oltre le effimere opportunità che ci legano agli eventi temporanei del nostro percorso. Non sarà ponendo interi popoli o singole persone nell’umiliazione, che si potrà sperare in un futuro di pace. Nel cercare di dare una spiegazione al destino, ho capito che c’è un destino comune a tutti… Come una clessidra, che nel rovesciarsi del tempo, crea il senso comune all’alternanza degli eventi…

Capisco il male che la natura possa fare dove non prova emozioni… Lascio a voi interpretare nell’uomo, il male che egli stesso possa fare, al trasformare dell’emozione in paura della stessa.

Là dove l’uomo è strumento di sè…
Non c’è un senso reale per poter dare senso alla realtà!

               Boeri                                                         24/01/2010


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7 Comments

  1. Commento by Daniela Franzoso — 7 Febbraio 2010 @ 18:10

    Questa frase tratta dal primo libro di Fabio Strafforello è una considerazione che trovo molto attuale e purtroppo concorde con il tempo che stiamo vivendo.  Nella vita di oggi dove ogni cosa ha un prezzo,dove il più debole è spesso sopraffatto dalla prepotenza e dall’arroganza dei “più forti” sarebbe forse impossibile poter ribaltare  questa situazione , ma sarei già felice nel pensare che alcuni di questi individui possano fare una riflessione interiore e meditare sulle proprie azioni per poter almeno in parte rimediare alla loro stupidità e alla loro pochezza d’animo. Come al solito Fabio ci ha fatto pensare….

  2. Commento by Piero Notarbartolo — 7 Febbraio 2010 @ 18:18

    Esiste un ago della bilancia? Io penso di si e le parole di Fabio svelano una chiave che  coinvolge tutti : il dolore della malattia, il non sentirsi più in sintonia con un mondo sano capovolge tanti equilibri tra forte e debole, tra povero e ricco e ciascuno di essi guarda l’altro con invidia…

  3. Commento by Fabio Strafforello — 8 Febbraio 2010 @ 11:17

    Signori buon giorno a tutti! Pubblico qui di seguito la recensione che il Professor Gian Gabriele Benedetti, nella sua grande disponibilità e umanità, mi ha rilasciato privatamente, nell’intento di fornire un ulterire contributo alla formazione mentale e culturale, di cui ogni individuo necessita. Lo ringrazio quindi e ringrazio anche Bartolomeo Di Monaco per avermi consentito questa opportunità………………… Grazie!!!!!!!!!!!!!!!
    Riporterò fedelmente ogni sua parola.                                                                   Fabio Strafforello

                                                                                                                          Commento

    La riflessione, tutt’altro che scevra di raffinatezze psicologiche, affonda le sue radici nell’uomo e nel vissuto. questo scavo incisivo spinge a decifrare la complessa realtà umana, che spesso non si “indaga” a fondo, non ponendosi di fronte a quale è il suo vero fine. Così l’ uomo ignora se stesso, non valuta i propri talenti e rare volte li usa a dovere, per crescere, migliorarsi e migliorare. Ne scaturisce che l’ egoismo, la vanità, la presunzione, la prepotenza, la voglia di potere arrivino a mortificare noi stessi e ad umiliare i nostri simili. L’ uomo, in questo modo, giunge a sovvertire persino le leggi di natura, usando la ragione nel modo più freddo ed errato, cercando di soddisfare i propri desideri ad ogni costo e dimenticando i richiami dell’ animo generoso.

    Si avverte urgente il bisogno di elevarsi verso l’ Alto. Eppure basterebbero anche piccoli segni “meno di ombre”, attraverso i quali l’ uomo potrebbe veramente essere tale, potrebbe risolvere   conflitti esistenziali, potrebbe ottenere certezze preziose, assecondare l’ armonia personale e del Creato. Diversa sarebbe la storia dell’ umanità e più degna la giusta ricompensa.

    La forza di questa pagina sta soprattutto nella fede profonda che l’ autore pone nell’ uomo e nel mondo, fede che si esterna nell’ atto della carità e nel trarre da noi stessi la parte migliore, onde elevarci fino dove siamo attesi. Tutto ciò presuppone la convinta conoscenza delle potenzialità di ciascuno e la valorizzazione delle stesse, senza sovrapporci alla libertà altrui e tanto meno tentare di soffocarla ed annullarla.

    L’ interrogazione, dunque, è forte ed aspetta da noi risposte decisive. A noi stessi il compito di fermarci un poco a meditare, per poi, liberati da certi “lacci”, affrontare l’ affascinante viaggio della vita, viaggio che deve premiare il coraggio di dare  e di darsi al meglio, vedendo identificata la propria identità negli altri.

    Grazie ancora a Fabio per queste alte stimolazioni riflessive, alle quali non possiamo sottrarci.

                                                                                                                      Gian Gabriele Benedetti

  4. Commento by tommaso riva — 14 Febbraio 2010 @ 18:19

    Eccoti,caro amico mio nel ricevere apprezzamenti da esimii pensatori dei quali i nostri tempi non potrebbero fare a meno. Ti trovo maturato dopo trent’anni dai nostri ragionamenti da adolescenti di un piccolo e ridente paese, mi dicevi : Il mondo sta cambiando, ci saranno i troppo ricchi e i troppo poveri. Si vagava col pensiero in un futuro che tu non vedevi roseo e purtroppo non sbagliavi. L’eterna lotta per restare a galla in un mondo sempre più difficile.Il tuo modo di essere e di pensare porta in abissi profondi e su vette invalicabili, a  momenti tristi ma anche alla consapevolezza di noi stessi, del bene e del male, aiutandoci nella scelta tra le due cose. Ci sono persone nate per opere manuali ed altre per quelle di pensiero, tu sai adempiere sia all’una che all’altra, ricordandoci quali sono i nostri doveri di uomini. Fermiamoci a meditare.
    Grazie amico mio.                               Tommaso

  5. Commento by Sonia — 17 Febbraio 2010 @ 16:30

    Ciao Fabio! Trovo interessante la tua riflessione circa il capovolgimento dei ruoli e dei privilegi/privazioni del genere umano ma siamo ormai troppo distaccati da un ‘sentire’ spirituale per poter cambiare così radicalmente e profondamente noi stessi. Quindi ti chiedo: – ma,  secondo te, quale potrebbe essere l’evento che potrebbe portare l’umanità verso questo genere di scenario futuro?
    Grazie come sempre del grande regalo della tua sincera amicizia!

  6. Commento by Fabio strafforello — 17 Febbraio 2010 @ 16:39

    Approfitto per ringraziare tutti i commentatori e  a parte il Prof Bemedetti, che non conosco,  ho la fortuna di conoscerli tutti e  quattro. Nel nuovo testo che sto elaborando ci sono dei concetti molto interessanti di cui poter parlare, all’occasione debita ti farò vedere il mio nuovo lavoro.
    Grazie a Sonia e a voi tutti.

    Fabio

  7. Commento by Sonia Pastorelli — 17 Febbraio 2010 @ 16:52

    Che bella notizia! Aspetto con impazienza e curiosità il tuo nuovo scritto, luce e nutrimento per il mio spirito! Ciao Fabio, a presto!

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